CHIRURGIA LASER PER ELIMINARE GLI OCCHIALI DA VISTA
La chirurgia refrattiva laser modifica la forma della cornea con l’obiettivo di correggere alcuni difetti visivi e ridurre la dipendenza da occhiali o lenti a contatto.
L’espressione “eliminare gli occhiali” deve però essere interpretata con prudenza. L’intervento può consentire a molte persone di svolgere numerose attività senza correzione, ma non garantisce una vista perfetta né l’indipendenza dagli occhiali per tutta la vita.
Il risultato dipende dal difetto da correggere, dalle caratteristiche della cornea, dall’età, dalla stabilità della prescrizione e dalla salute generale dell’occhio.
La chirurgia laser è inoltre una procedura elettiva: chi vede bene con gli occhiali può decidere di continuare a utilizzarli, evitando i rischi inevitabilmente associati a un intervento.
Quali difetti visivi possono essere corretti
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Le principali procedure di chirurgia refrattiva corneale vengono utilizzate per correggere:
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miopia;
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ipermetropia;
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astigmatismo;
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alcune combinazioni di questi difetti.
Nella miopia, l’immagine viene messa a fuoco davanti alla retina. Ciò può dipendere da un occhio relativamente lungo oppure da un potere ottico eccessivo rispetto alla sua lunghezza.
Nell’ipermetropia, l’immagine tenderebbe invece a formarsi dietro la retina. L’occhio può essere relativamente corto oppure possedere un potere ottico insufficiente.
L’astigmatismo è legato a una curvatura non uniforme della cornea o, in alcuni casi, del cristallino. Può produrre una visione sfocata o deformata a diverse distanze.
Non esiste una lunghezza universale del bulbo oculare oltre la quale sia possibile diagnosticare automaticamente un difetto. Le caratteristiche dell’occhio devono essere valutate nel loro insieme.
La guida sui difetti visivi più comuni e sulle possibili correzioni approfondisce le differenze tra miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Quali problemi non vengono curati dal laser refrattivo
La chirurgia refrattiva non rappresenta un trattamento per tutte le condizioni oculari.
Non serve a curare:
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cataratta;
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glaucoma;
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congiuntivite;
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retinopatie;
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degenerazione maculare;
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occhio secco;
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infezioni o infiammazioni oculari;
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patologie del nervo ottico.
Queste condizioni richiedono valutazioni e trattamenti differenti.
La cataratta, per esempio, consiste nell’opacizzazione del cristallino e viene trattata, quando indicato, attraverso la sua sostituzione con una lente intraoculare. Non deve essere confusa con un difetto refrattivo corretto rimodellando la cornea.
Il laser elimina anche la presbiopia?
La presbiopia è la progressiva riduzione della capacità dell’occhio di mettere a fuoco da vicino. Dipende principalmente dai cambiamenti del cristallino e del sistema di accomodazione, non dalla sola forma della cornea.
Una persona operata con successo per vedere da lontano può quindi aver bisogno di occhiali da lettura quando compare o progredisce la presbiopia.
In alcuni casi può essere proposta la monovisione, correggendo un occhio prevalentemente per lontano e l’altro per vicino. Questa soluzione non è adatta a tutti e può ridurre la qualità della visione binoculare e la percezione della profondità.
Prima di realizzarla in modo permanente viene spesso valutata attraverso una prova con lenti a contatto, seguendo le indicazioni dello specialista.
Le principali tecniche di chirurgia refrattiva
Non esiste una singola operazione laser adatta a tutti. Le tecniche si differenziano per modalità di accesso alla cornea, tempi di recupero e possibili complicanze.
La scelta viene effettuata dal chirurgo dopo aver esaminato accuratamente l’occhio e discusso esigenze, benefici e rischi con il paziente.
PRK e tecniche di superficie
Nella PRK e nelle procedure di superficie l’epitelio, cioè lo strato più esterno della cornea, viene rimosso o trattato per permettere al laser ad eccimeri di rimodellare il tessuto sottostante.
Al termine può essere applicata una lente a contatto terapeutica, utilizzata temporaneamente per proteggere la cornea durante la ricrescita dell’epitelio.
Le tecniche di superficie evitano la creazione di un flap corneale. Possono essere considerate in determinate condizioni anatomiche o per alcune attività professionali e sportive.
Il recupero iniziale è generalmente più lento rispetto alla LASIK e nei primi giorni possono essere presenti dolore, fotofobia, lacrimazione e visione sfocata. La stabilizzazione visiva richiede un tempo variabile.
Le versioni contemporanee comprendono diverse modalità tecniche, ma il principio generale rimane il rimodellamento della cornea dopo il trattamento dell’epitelio.
LASIK e FemtoLASIK
Nella LASIK viene creato un sottile lembo di tessuto corneale, chiamato flap. Il chirurgo lo solleva, utilizza il laser ad eccimeri per rimodellare la cornea e infine lo riposiziona.
Nella FemtoLASIK il flap viene generalmente realizzato mediante un laser a femtosecondi. Il rimodellamento refrattivo viene poi eseguito con un altro laser.
Il recupero visivo iniziale può essere relativamente rapido, ma non può essere garantito che ogni paziente sia pronto a lavorare o guidare dopo uno o due giorni. Visione, comfort e stabilità variano in base alla risposta individuale.
La presenza del flap comporta inoltre rischi specifici che non riguardano nello stesso modo le tecniche di superficie.
SMILE e procedure a piccola incisione
La tecnica SMILE utilizza un laser a femtosecondi per creare all’interno della cornea una piccola porzione di tessuto, chiamata lenticolo, che viene rimossa attraverso un’incisione di dimensioni ridotte.
Non viene creato il flap tipico della LASIK.
Questa tecnica viene utilizzata soprattutto per determinate forme di miopia e astigmatismo. L’idoneità dipende dalla prescrizione, dalle caratteristiche corneali e dalle indicazioni previste per la specifica tecnologia.
Anche la SMILE presenta vantaggi, limiti e possibili complicanze. Non deve essere considerata automaticamente superiore alle altre procedure.
Chi può sottoporsi all’intervento
L’idoneità non viene stabilita soltanto in base al numero di diottrie.
In generale vengono valutati:
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età;
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stabilità della prescrizione;
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spessore e forma della cornea;
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topografia e tomografia corneale;
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entità del difetto refrattivo;
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diametro della pupilla;
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qualità e quantità del film lacrimale;
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presenza di occhio secco;
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salute della retina e del nervo ottico;
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farmaci assunti;
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condizioni generali;
-
attività professionali e sportive;
-
aspettative del paziente.
Una prescrizione stabile è importante perché il laser corregge il difetto misurato al momento dell’intervento, ma non impedisce all’occhio di cambiare successivamente.
Quando il laser può non essere indicato
L’intervento può essere sconsigliato o rinviato in presenza di condizioni come:
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prescrizione ancora instabile;
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cornea troppo sottile o irregolare;
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cheratocono o sospetta debolezza corneale;
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occhio secco significativo non controllato;
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infezioni o infiammazioni oculari;
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alcune patologie della retina o del nervo ottico;
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cataratta;
-
aspettative non realistiche;
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gravidanza o allattamento;
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determinate patologie sistemiche o terapie farmacologiche.
Questa non è una lista completa. Una condizione che esclude una tecnica potrebbe non escludere necessariamente ogni possibile soluzione, ma la decisione spetta al chirurgo oculista dopo gli esami necessari.
Gli esami prima della chirurgia refrattiva
La valutazione preoperatoria può comprendere:
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misurazione della refrazione;
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controllo dell’acutezza visiva;
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topografia e tomografia corneale;
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pachimetria;
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valutazione della pupilla;
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esame della superficie oculare e del film lacrimale;
-
misurazione della pressione;
-
esame del fondo oculare;
-
confronto con prescrizioni precedenti.
Chi utilizza lenti a contatto può doverne sospendere l’uso prima delle misurazioni, perché alcune lenti possono modificare temporaneamente la forma della cornea.
Il periodo di sospensione varia in base al tipo di lente e deve essere indicato dalla struttura che esegue la valutazione.
Quali risultati è ragionevole aspettarsi
L’obiettivo della chirurgia refrattiva è ridurre il difetto visivo e la necessità di utilizzare una correzione.
Dopo l’intervento alcune persone possono svolgere gran parte delle attività senza occhiali. Altre possono averne ancora bisogno per:
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lettura;
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lavoro ravvicinato;
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guida notturna;
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attività che richiedono particolare precisione;
-
correzione di un difetto residuo;
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presbiopia comparsa con l’età.
Il risultato può inoltre cambiare nel tempo. L’occhio continua a invecchiare e possono svilupparsi presbiopia, cataratta o altre condizioni non prevenute dal laser.
È quindi più corretto parlare di riduzione della dipendenza dagli occhiali anziché di eliminazione definitiva.
Possibili effetti indesiderati
Dopo un intervento possono comparire disturbi temporanei come:
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bruciore o sensazione di corpo estraneo;
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lacrimazione;
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sensibilità alla luce;
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vista fluttuante;
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aloni;
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abbagliamento;
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difficoltà nella visione notturna;
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secchezza oculare.
Durata e intensità variano da persona a persona e in base alla tecnica utilizzata.
In alcuni casi questi sintomi possono persistere o richiedere trattamenti aggiuntivi. L’occhio secco, in particolare, deve essere valutato attentamente già prima dell’operazione.
Rischi e complicanze
La chirurgia refrattiva presenta anche rischi meno frequenti ma potenzialmente importanti:
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infezione;
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infiammazione;
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ritardo nella guarigione;
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correzione insufficiente o eccessiva;
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astigmatismo irregolare;
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riduzione della qualità visiva;
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perdita di linee di acutezza visiva corretta;
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problemi del flap nella LASIK;
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cicatrizzazione o opacità corneale;
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ectasia;
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necessità di un ulteriore intervento;
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raramente, perdita visiva permanente.
L’ectasia corneale è un progressivo indebolimento e cambiamento della forma della cornea. Un’accurata selezione preoperatoria riduce il rischio, ma non consente di eliminarlo completamente.
La Food and Drug Administration ricorda che anche un paziente attentamente selezionato e operato da un chirurgo esperto può sviluppare complicanze. Nella propria guida sui rischi e i limiti della LASIK, invita a non basare la decisione su promesse commerciali o garanzie di una vista perfetta.
Quanto dura il recupero
I tempi dipendono dalla tecnica e dalla risposta individuale.
Dopo la LASIK la visione può migliorare rapidamente, ma può rimanere fluttuante e alcuni disturbi possono durare settimane o mesi. Dopo PRK e tecniche di superficie, la fase iniziale è generalmente più lunga e la stabilizzazione può richiedere più tempo.
Dopo l’intervento è necessario:
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utilizzare i colliri prescritti;
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non strofinare gli occhi;
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presentarsi ai controlli;
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evitare acqua, trucco e sostanze irritanti per il periodo indicato;
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sospendere sport e attività a rischio secondo le istruzioni;
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non guidare finché il medico non lo ritiene sicuro;
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segnalare immediatamente dolore intenso o peggioramento della vista.
Non si dovrebbe programmare l’intervento presumendo di poter necessariamente tornare al lavoro dopo un fine settimana.
Laser oppure occhiali?
Gli occhiali rappresentano una soluzione non chirurgica, reversibile e adattabile nel tempo. La chirurgia refrattiva offre invece la possibilità di ridurre la dipendenza dalla correzione, accettando però rischi, costi e limiti propri di una procedura medica.
La scelta dipende da:
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tolleranza degli occhiali o delle lenti a contatto;
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caratteristiche dell’occhio;
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esigenze professionali;
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attività sportive;
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aspettative;
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disponibilità ad accettare possibili effetti indesiderati.
Chi decide di non sottoporsi all’intervento può continuare a correggere efficacemente miopia, ipermetropia e astigmatismo attraverso le soluzioni illustrate nella guida alle lenti per occhiali da vista.
Anche dopo il laser può essere necessario utilizzare nuovamente gli occhiali. In quel caso la nuova correzione deve essere prescritta quando il risultato refrattivo è sufficientemente stabile.
Una decisione da prendere con aspettative realistiche
La chirurgia laser non cura ogni problema visivo e non arresta l’invecchiamento dell’occhio. Può correggere determinati difetti refrattivi rimodellando la cornea e permettere a molti pazienti di utilizzare meno gli occhiali.
Prima di decidere sono indispensabili una valutazione oculistica completa, misurazioni corneali accurate e un confronto trasparente su benefici, alternative e rischi.
L’obiettivo non dovrebbe essere ottenere la promessa di “eliminare per sempre gli occhiali”, ma comprendere quale risultato sia realisticamente raggiungibile per quello specifico occhio.

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