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Da Luxottica a Eataly passando per Renzi.

Oscar Farinetti lascia Eataly: "Mi rottamo da solo". Presidente esecutivo sarà Andrea Guerra (ex Luxottica).

Oscar Farinetti, 61 anni, lascia Eataly nelle mani del nuovo presidente esecutivo Andrea Guerra, il manager che ha lavorato per Matteo Renzi a palazzo Chigi e che ora torna nel privato.

«Mi rottamo da solo. Non voglio diventare uno di quei vecchi imprenditori attaccati all’azienda" dichiara al quotidiano La Stampa. A capo dell'azienda, sotto la guida di Guerra, Farinetti ha scelto come amministratori delegati i due figli di 30 e 35 anni e Luca Baffigo, un manager di 40 anni.

"Eataly è un’azienda che va bene e sicuramente Andrea (Guerra, ndr) la farà andare ancora meglio. Ma la ragione principale per cui sarà con noi è quella di guidare i ragazzi che ci sono oggi, bravissimi, ma che con lui impareranno ancora".

Farinetti, che ha appena aperto una filiale di Eataly a San Paolo del Brasile e a Seul, annuncia i suoi prossimi progetti:

Preferisco i rapporti con le persone. Adesso darò una mano per due progetti di Eataly: Expo, che tra un mese finisce, e poi mi occuperò di Fico Eataly World, il più grande parco tematico del mondo dedicato al cibo che aprirà a Bologna. E a parte questo la mia nuova iniziativa imprenditoriale sarà Green Pea, sempre attiva nel retail, che partirà a Torino, accanto al primo Eataly".

Sul quotidiano La Repubblica, Andrea Guerra spiega di non avere imbarazzi nel lasciare l'incarico a palazzo Chigi soltanto qualche ora prima di cominciare a lavorare per Eataly: "Non vedo quale sia il problema, conosco Farinetti dalla fine degli anni '90, da quando a capo della Merloni trattavo con lui per rifornire di elettrodomestici il gruppo Unieuro. E sono sempre state trattative bellissime".

Guerra annuncia che "non vedo come non si possa crescere velocemente verso il miliardo di fatturato". "Il progetto Borsa esiste e tutti i soci sono convinti che sia un passaggio importante per la crescita dell'azienda. Che tutto ciò avvenga nel 2017 o nel 2018 è ancora presto per dirlo ma non si andrà oltre". Il manager però afferma di non aver acquistato azioni di Eataly, come invece accadde alla Luxottica: "Si è optato per un pacchetto stock grant, in modo che al raggiungimento di determinati risultati diventerò azionista con il 3% del capitale".