Occhiali da donna: cosa è cambiato dagli anni ‘60 ai giorni d’oggi
Dalle montature rétro alle forme contemporanee: oltre sessant’anni di moda raccontati attraverso gli occhiali
La moda ha una caratteristica curiosa: raramente abbandona davvero ciò che ha funzionato in passato.
Gli occhiali da donna ne sono probabilmente uno degli esempi più evidenti. Forme rotonde, cat-eye, montature oversize, metalli sottili e piccoli frontali rettangolari sono comparsi, scomparsi e poi tornati più volte, reinterpretati con proporzioni e materiali differenti.
Osservare l'evoluzione degli occhiali dagli anni Sessanta a oggi significa quindi raccontare non soltanto la storia di un accessorio, ma anche il modo in cui è cambiato il rapporto tra vista, moda e identità personale.
L'occhiale da vista, in particolare, ha progressivamente smesso di essere qualcosa da nascondere ed è diventato un elemento capace di caratterizzare il volto.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
E molte delle montature che oggi consideriamo contemporanee devono in realtà moltissimo ai decenni precedenti.
Anni ’60: forme rotonde, cat-eye e desiderio di distinguersi
Gli anni Sessanta rappresentano uno dei periodi più riconoscibili nella storia dell'occhialeria femminile.
Le forme rotonde diventano molto visibili, ma non sono l'unico linguaggio estetico del decennio. Continua infatti ad avere grande forza anche la montatura cat-eye, ereditata dagli anni precedenti e caratterizzata dalla parte esterna del frontale che tende a salire verso le tempie.
I materiali plastici permettono inoltre di sperimentare maggiormente con colori, spessori e forme.
L'occhiale può quindi diventare più evidente sul volto.
È un passaggio importante perché la montatura smette progressivamente di essere considerata soltanto una necessità ottica e acquista una vera funzione estetica.
La cultura giovanile e la crescente libertà espressiva del periodo contribuiscono a rendere accettabili anche modelli più originali.
Le forme rotonde associate oggi allo stile rétro sono una delle eredità più riconoscibili di quel periodo, anche se sarebbe riduttivo attribuire agli anni Sessanta l'origine stessa dell'occhiale tondo: gli occhiali circolari esistevano già da secoli.
Anni ’70: le montature diventano grandi
Con gli anni Settanta cambiano soprattutto le proporzioni.
Gli occhiali aumentano di dimensione e iniziano a coprire una parte molto più ampia del volto. Forme rotonde e morbide convivono con geometrie più squadrate e con grandi montature da sole.
È il periodo nel quale l'oversize acquista una presenza molto forte.
Anche le montature metalliche sottili diventano protagoniste, soprattutto nelle forme tonde o leggermente squadrate.
Il risultato può essere apparentemente contraddittorio: da una parte grandi superfici delle lenti, dall'altra strutture sempre più sottili e leggere.
È proprio questa combinazione a definire molti degli occhiali che ancora oggi associamo immediatamente all'estetica anni Settanta.
Tonalità calde, tartarugati, marroni e lenti da sole sfumate completano un'immagine che la moda contemporanea continua periodicamente a recuperare.
Anni ’80: l'occhiale vuole farsi vedere
Negli anni Ottanta l'occhiale diventa ancora più deciso.
Le proporzioni importanti rimangono, ma l'estetica acquista un carattere più grafico. Montature spesse, colori evidenti e grandi lenti entrano perfettamente nel linguaggio di un decennio nel quale abbigliamento e accessori tendono spesso a essere molto visibili.
Anche l'immaginario cinematografico e musicale contribuisce enormemente alla diffusione di determinati modelli.
Gli aviator, per esempio, consolidano definitivamente il proprio status di icona pop, soprattutto nel mondo degli occhiali da sole.
Il loro design è in realtà molto precedente agli anni Ottanta, ma è in questo periodo che cinema, musica e cultura popolare contribuiscono a renderli riconoscibili a un pubblico ancora più ampio.
Lo stesso succede con le grandi montature da sole: l'occhiale non accompagna più semplicemente il look, ma può diventare uno degli elementi principali dell'immagine.
Anni ’90: piccoli, sottili e minimalisti
Dopo anni di montature imponenti, la moda cambia direzione.
Negli anni Novanta diventano popolari frontali più piccoli, spesso rettangolari o ovali, accompagnati da strutture sottili e colori meno invasivi.
È una reazione quasi naturale agli eccessi del decennio precedente.
Il minimalismo entra anche nell'occhialeria e molte montature cercano di essere più leggere e discrete.
I piccoli rettangolari, in particolare, diventeranno uno dei simboli visivi del periodo.
È interessante osservare come proprio queste forme, per molti anni considerate irrimediabilmente datate, siano tornate successivamente nelle collezioni contemporanee.
È una dimostrazione molto concreta di quanto rapidamente il significato di una montatura possa cambiare.
Ciò che sembra superato oggi può diventare il riferimento vintage di domani.
Anni 2000: tra minimalismo e loghi
All'inizio degli anni Duemila convivono tendenze differenti.
Le montature sottili e relativamente piccole ereditate dagli anni Novanta continuano a essere presenti, mentre nel settore degli occhiali da sole crescono nuovamente dimensioni e visibilità.
È anche un periodo nel quale il brand assume un ruolo particolarmente importante.
Aste decorate, loghi ben visibili e dettagli riconoscibili trasformano ancora di più gli occhiali in un accessorio di moda.
La montatura viene scelta non soltanto per forma e colore, ma anche per ciò che comunica il marchio.
Nel frattempo materiali e tecnologie produttive continuano a evolversi, rendendo possibile creare strutture leggere anche quando le dimensioni aumentano.
Anni 2010: il ritorno del vintage
Il decennio successivo vede una forte riscoperta degli stili del passato.
Tornano montature pantos, forme tonde, grandi acetati tartarugati, cat-eye e metalli sottili.
Il vintage, però, non viene copiato alla lettera.
Le proporzioni vengono modificate, cambiano cerniere e materiali e molti modelli uniscono elementi appartenenti a periodi storici diversi.
È proprio in questa fase che diventa sempre più difficile associare un singolo stile a un solo decennio.
Un occhiale può avere una forma ispirata agli anni Sessanta, proporzioni anni Settanta e colori completamente contemporanei.
Questa contaminazione è diventata una delle caratteristiche più interessanti dell'eyewear moderno.
Oggi convivono quasi tutte le epoche
Nella moda contemporanea non esiste più una sola forma dominante.
Possiamo trovare nello stesso momento piccoli rettangolari ispirati agli anni Novanta, grandi cat-eye rétro, montature oversize anni Settanta, aviator, acetati spessi e sottilissimi occhiali in metallo.
È come se oltre sessant'anni di design fossero contemporaneamente disponibili.
La differenza sta nella reinterpretazione.
Un piccolo rettangolare contemporaneo non è necessariamente identico al modello degli anni Novanta. Una montatura rotonda attuale può utilizzare spessori, materiali e dettagli completamente nuovi.
La moda prende quindi un riferimento storico e lo modifica per adattarlo al gusto presente.
Per una panoramica generale sulle tendenze contemporanee puoi leggere moda occhiali: tendenze, stili e brand.
Perché proprio gli occhiali recuperano così spesso il passato?
La ragione è legata anche alla natura stessa della montatura.
Le possibilità geometriche non sono infinite.
Un occhiale deve essere costruito attorno a due lenti e adattarsi a un volto umano. Rotondo, ovale, rettangolare, quadrato, cat-eye, aviator e alcune forme geometriche costituiscono quindi una sorta di vocabolario che viene reinterpretato continuamente.
A cambiare sono le proporzioni.
Un cerchio può diventare piccolo e discreto oppure enorme. Un rettangolare può essere sottile e minimalista oppure costruito con un acetato molto spesso.
Cambiano inoltre materiali, colori e dettagli.
È sufficiente modificare questi elementi perché una forma storica acquisti un aspetto completamente diverso.
L'evoluzione dell'occhiale da donna racconta anche un cambiamento culturale
C'è poi un aspetto che va oltre la moda.
Per molto tempo gli occhiali da vista sono stati vissuti da alcune persone come qualcosa da rendere il meno visibile possibile.
Oggi questo concetto è molto meno forte.
Una montatura può essere deliberatamente evidente, colorata o molto grande. Non si cerca necessariamente di nasconderla: può diventare una parte importante del volto.
Questo cambiamento ha ampliato enormemente la libertà di scelta.
Una donna può utilizzare un occhiale quasi invisibile in metallo sottile oppure un grande frontale in acetato senza che uno dei due venga considerato per definizione più “corretto” dell'altro.
L'occhiale è diventato un elemento personale.
Gli occhiali da donna sono davvero diversi da quelli da uomo?
Anche questa distinzione è diventata meno rigida.
Storicamente le collezioni femminili hanno utilizzato più frequentemente alcune forme, colori e decorazioni, mentre quelle maschili tendevano maggiormente verso geometrie e tonalità considerate più sobrie.
Oggi le separazioni sono molto meno nette.
Molti modelli vengono scelti principalmente in funzione di misura, proporzioni e gusto personale, indipendentemente dall'etichetta uomo o donna.
Il cat-eye mantiene una forte associazione con l'occhialeria femminile, ma montature rotonde, pantos, aviator, rettangolari e geometriche attraversano ormai con grande facilità entrambe le categorie.
Dal bisogno all'accessorio di moda
La trasformazione più importante avvenuta nel corso dei decenni riguarda probabilmente il ruolo stesso dell'occhiale.
La funzione ottica rimane naturalmente centrale, ma la montatura è diventata anche una scelta estetica.
Questo ha favorito la nascita di collezioni molto più ampie e la possibilità di possedere più occhiali da alternare in base all'occasione o al proprio stile.
Non è raro che una persona scelga una montatura molto sobria per il lavoro e un'altra più evidente per il tempo libero.
L'idea che debba esistere un solo occhiale “giusto” per una persona è progressivamente scomparsa.
La forma del viso conta ancora?
Sì, ma non come una regola rigida.
La proporzione tra montatura e volto rimane importante, perché un occhiale troppo grande, troppo piccolo o posizionato male può risultare poco armonioso o poco confortevole.
Questo non significa però che a ogni forma del viso corrisponda un solo modello possibile.
Le indicazioni sulla forma servono soprattutto a capire come il design dell'occhiale interagisce con lineamenti, sopracciglia, mascella e dimensioni del volto.
Se vuoi approfondire questo aspetto puoi consultare come scegliere gli occhiali in base alla forma del viso.
La storia della moda dimostra, del resto, che molte “regole” estetiche cambiano insieme al gusto.
Lo stesso modello può tornare ma non essere mai identico
Quando diciamo che un determinato occhiale “è tornato di moda”, raramente significa che sia stato riproposto esattamente nello stesso modo.
Un cat-eye di oggi può essere più grande e geometrico rispetto a quello degli anni Cinquanta o Sessanta.
Un piccolo rettangolare contemporaneo può avere un acetato molto più spesso rispetto alle versioni minimaliste degli anni Novanta.
Un aviator può essere realizzato in acetato anziché nel tradizionale metallo.
È proprio questa reinterpretazione a mantenere vivo il design.
Il passato offre la forma di partenza, il presente cambia il modo in cui la indossiamo.
Occhiali da vista e occhiali da sole hanno seguito lo stesso percorso?
In parte sì, ma non completamente.
Gli occhiali da sole hanno avuto maggiore libertà nelle dimensioni e nelle forme perché non devono necessariamente gestire le stesse esigenze ottiche di una lente graduata.
Questo ha favorito modelli molto grandi, sagome insolite e lenti colorate o specchiate.
Negli occhiali da vista entrano invece maggiormente in gioco anche gradazione, centratura, peso e spessore delle lenti.
Una montatura molto grande che funziona perfettamente come occhiale da sole può non essere sempre la scelta ideale per una prescrizione elevata.
Il design deve quindi incontrare anche la funzione.
Le montature storiche possono ancora essere indossate oggi?
Certamente, ma con una distinzione.
Una montatura contemporanea ispirata al passato è progettata per essere utilizzata con materiali e lenti moderne.
Un vero occhiale d'epoca, invece, deve essere valutato prima di essere riutilizzato.
Cerniere, materiali e struttura possono essersi deteriorati e non tutte le montature storiche sono facilmente compatibili con nuove lenti graduate.
Chi ama questo stile può quindi scegliere tra vero vintage e design rétro contemporaneo.
Abbiamo approfondito questa differenza nella guida sugli occhiali vintage: pro e contro e come sceglierli.
Dagli anni ’60 a oggi: cosa è cambiato davvero?
Guardando oltre sessant'anni di evoluzione degli occhiali da donna emerge soprattutto una cosa: non esiste un percorso lineare dal vecchio al nuovo.
Le forme tonde degli anni Sessanta ritornano.
Gli oversize degli anni Settanta ritornano.
Gli aviator rimangono.
I piccoli rettangolari degli anni Novanta, dopo essere stati considerati fuori moda, tornano nuovamente sulle passerelle e nelle collezioni.
L'evoluzione sta quindi meno nell'invenzione continua di forme completamente nuove e più nella capacità di reinterpretare quelle che già conosciamo.
Materiali, proporzioni e colori cambiano, così come cambia il significato attribuito agli occhiali.
Un oggetto che un tempo veniva talvolta vissuto come una necessità da nascondere è diventato uno degli accessori più visibili del volto.
Ed è probabilmente proprio questo il cambiamento più grande avvenuto dagli anni Sessanta a oggi.
Per ripercorrere invece l'evoluzione dell'occhiale in un arco storico molto più ampio puoi continuare con la storia degli occhiali.

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