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Degenerazione maculare legata all’età: conoscerla e distinguerla da altre patologie visive

Con il termine degenerazione maculare si fa riferimento, in campo medico, ad una malattia retinica che comporta un’alterazione, in termini di riduzione, della funzione della “macula”, zona centrale della retina. La macula serve a garantire una visione distinta centrale, per leggere ad esempio, oppure per guidare, per riconoscere i volti, ecc

Al centro della macula sono presenti i fotorecettori (coni), cellule in grado di trasformare i segnali luminosi in impulsi elettrochimici. La macula si altera in seguito al processo di invecchiamento dell’occhio perdendo quelle che rappresentano le sue caratteristiche originali. 

Tanto ha luogo in seguito alla morte delle cellule retiniche che può avvenire in modo lento o più progressivo. Con l’aumento dell’invecchiamento demografico si prevede per il futuro una percentuale di soggetti colpiti da degenerazione maculare legata all’età destinata, purtroppo, a crescere.

In Italia si stima che siano circa un milione le persone affette da degenerazione maculare, avendo un’incidenza maggiore soprattutto dopo i 75 anni, mentre è abbastanza rara prima dei 55 anni.

Come si manifestano i relativi sintomi

I primi sintomi della degenerazione maculare si manifestano con una distorsione delle immagini proprio nel centro del campo visivo, dove si punta lo sguardo. Si manifesta una difficoltà nella lettura, nello svolgimento di attività a distanza ravvicinata, nonché una più o meno accentuata perdita nella percezione visiva della brillantezza dei colori.

Pur essendo una malattia fortemente invalidante, essa non porta, fortunatamente, alla cecità totale, la visione laterale e paracentrale infatti rimane conservata.

Riconoscere la degenerazione maculare e distinguerla da altre patologie a carico dell’occhio, quale, solo per fare un esempio, la cataratta, non è del tutto semplice per il paziente, dovendo essere, tale valutazione, rimessa alla competenza dei soli specialisti.

Tuttavia si può ritenere che la cataratta si manifesta con un’opacizzazione a carico del cristallino che, pur alterando la normale visione, non crea particolari difficoltà nello svolgimento delle normali attività quotidiane, cosa che invece ha luogo in presenza di degenerazione maculare.

Tipologie di degenerazione maculare

La degenerazione maculare legata all’età (o degenerazione maculare senile) può essere classificata in forma secca (o atrofica) e umida (o essudativa). Queste due particolari classificazioni hanno prognosi e terapie diverse al punto che potrebbero quasi essere considerate due patologie distinte.

La forma secca rappresenta la maggior parte dei casi (oltre l’85%). In questo caso la retina centrale, essendo poco nutrita dai capillari, si assottiglia e si atrofizza.

La forma di degenerazione detta umida (10-15% dei casi) è sicuramente tra le due quella più grave.

Essa, infatti, viene aggravata dalla formazione di nuovi capillari con una parete molto fragile

Nei casi più gravi, purtroppo, questi capillari possono rompersi provocando un’emorragia retinica che con il riproporsi nel tempo finiscono con il causare la formazione di una cicatrice centrale.

Entrambe le forme si accompagnano a livello maculare alla formazione di corpi colloidi.

Si tratta di depositi di scarto situati sotto la retina, di forma rotondeggiante, che possono presentarsi i una forma meno grave (hard drusen) o più nociva (soft drusen).