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Il nervo ottico: il filo conduttore della nostra visione

Il nervo ottico fa parte del sistema nervoso centrale e rappresenta, nello specifico, uno dei dodici nervi cranici. Avvolto dalle meningi che proteggono tutto il cervello, consiste nel prolungamento delle terminazioni nervose dei fotorecettori della retina ed è, segnatamente, deputato alla trasformazione delle immagini in impulsi elettrici.

Possiamo quindi paragonare il nervo ottico ad una sorta di cavetto elettrico formato da una serie di fili, protetti da una guaina (mielina). Il percorso del nervo ottico inizia nel bulbo oculare, tratto definito porzione intrabulbare, per proseguire nell’orbita, fino a giungere nel chiasma ottico, porzione intracranica

Cattivo funzionamento del nervo ottico e patologie correlate

Le patologie a carico del nervo ottico sono molteplici e vanno trattate con decisa tempestività.  Generalmente, vanno distinte in congenite ed acquisite.

Varie sono le cause che ne sono all’origine, tra esse è possibile annoverare alcune patologie infettive, metaboliche, tossiche, effetto di malattie che danneggiano il rivestimento esterno dei nervi (demielinizzanti), imputabili, in alcuni casi, all’uso di alcuni tipi di farmaci.

Le infiammazioni del nervo ottico vanno distinte in neuriti ottiche anteriori o retrobulbari.

Queste ultime, che spesso negli adulti sono effetto della sclerosi multipla, possono essere anche dovute a cause metaboliche come intossicazioni da tabacco o da alcool.

Le neuropatie ottiche anteriori possono essere di origine non arteritica o di forma arteritica.

Il papilledema consiste in una patologia la cui sintomatologia è data dall’eccessivo rigonfiamento dei nervi ottici cagionata da una aumentata pressione all’interno del cervello.

Il glaucoma, invece, una delle patologie a carico del nervo ottico purtroppo più diffuse, è causato da un netto aumento della pressione dell’occhio.

Il deflusso dell’umore acqueo nell’occhio, in questo caso, viene ostacolato, pertanto il liquido, accumulandosi, causa un aumento progressivo della pressione dell’occhio che con il tempo produce compressione e/o schiacciamento del nervo ottico.

Tali lesioni si traducono in alterazioni del campo visivo, con annesso progressivo restringimento della stessa fino alla possibile sua scomparsa totale.

I campanelli d’allarme da non sottovalutare

In occasione di un’alterazione del nervo ottico si presentano generalmente dei segni di disfunzione che consentono di prendere coscienza della possibile presenza di una patologia a carico del proprio occhio. La visione dei colori, ad esempio, appare alterata, soprattutto per quanto riguarda il rosso, il verde e la combinazione di questi.

Non è a caso che uno dei test a cui si viene in questi casi sottoposti consiste proprio nell’osservare un oggetto di colore rosso con un occhio per volta per confrontare la percezione del colore. 

Un altro sintomatico campanello d’allarme è dato dalla riduzione dell’acuità visiva, nonché dall’alterazione del riflesso pupillare, consistente cioè in una minore capacità della pupilla di reagire alla luce contraendosi. Una sofferenza del nervo ottico può produrre anche un’alterazione della sensibilità ai contrasti di luce o alla luce stessa.

In ogni caso, sono tanti i difetti del campo visivo correlati alle patologie a carico del nervo ottico, che possono manifestarsi con sintomi meno evidenti, spesso tipici anche di tante altre malattie.

Solo un accurato esame del campo visivo consente di individuare le esatte alterazioni del nervo ottico. Ecco perché è importante sottoporsi a visite di controllo periodiche a scopo preventivo, soprattutto per gli over 40, perché, come è evidente, i sintomi non sono particolarmente significativi o in ogni caso unici ed esclusivi, con la conseguenza che una patologia a carico del nervo ottico, per l’effetto, può avanzare in maniera latente.