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Cornea: la naturale barriera esterna a protezione dei nostri occhi

Con uno spessore appena superiore a mezzo millimetro, la cornea è quel tessuto trasparente deputato al rivestimento della superficie anteriore dell’occhio.

Possiamo definirla proprio come la barriera esterna del bulbo oculare, composta da cinque strati: epitelio corneale, membrana di Bowaman, stroma, membrana di Descemet ed endotelio

La cornea permette ai raggi luminosi di entrare nell’occhio facendoli convergere sulla retina subito dopo essere passati attraverso il cristallino.

Proprio per consentire questo passaggio, la cornea si presenta fisiologicamente trasparente, vascolare e speculare. Completamente sprovvista di vasi sanguigni, riceve nutrimento nella parte interna dall’umor acqueo della camera anteriore e nella parte esterna dalle anse vascolari del limbus.

Quando la cornea viene danneggiata a causa di traumi, malattie o di infezioni, tende a perdere la trasparenza, con la conseguenza che la vista risulta in qualche modo compromessa, le immagini appaiono meno nitide e gli effetti possono rivelarsi, in ogni caso, decisamente più gravi.

E’ necessario pertanto intervenire tempestivamente per scongiurare tali possibili rischi e, in determinate circostanze - che, in ogni caso vengono scelte quale extrema ratio - può rivelarsi inevitabile effettuare il trapianto parziale o totale della cornea.

I traumi più frequenti

Tra i traumi che, più di frequente, possono colpire la cornea vi è la l’abrasione corneale.

Trattasi di una sorta di escoriazione di una parte della cornea, con perdita parziale di tessuto della superficie, generalmente causata da corpi estranei, rotture di lenti a contatto o esposizione ai raggi ultravioletti effettuata senza le opportune precauzioni.

Se le lesioni non sono particolarmente profonde esse tendono a rimarginare entro 48 ore con l’istillazione di pomate antibiotiche e bendaggi, diversamente, si deve optare per la somministrazione di agenti penetranti e, in alcuni casi, è doveroso intervenire chirurgicamente.

Qualora si faccia uso di lenti a contatto, a seguito dell’intervento, bisognerà attendere la ricostituzione degli strati della superficie oculare prima di provvedere ad indossarle nuovamente.

Prevenire i traumi in capo alla cornea è però possibile: è sufficiente, allo scopo, utilizzare occhiali protettivi sul luogo di lavoro a rischio, nonché, nelle ore più soleggiate della giornata e in caso di trattamenti abbronzanti artificiali, proteggere gli occhi con buone lenti da sole.

Le malattie della cornea

La cornea è protetta dal film lacrimale, un sottile strato di lacrime, nonché, più all’esterno, dalle palpebre. Oltre ai traumi è resa vulnerabile dalla presenza di infezioni e può essere colpita da alcune malattie, alcune delle quali possono anche deformarla.

Sono le palpebre stesse, a volte, a danneggiare la stessa cornea poiché, anziché roteare all’esterno, in alcuni casi, per fortuna rari, tendono a crescere verso la superfice corneale.

Non è poi raro il caso in cui si presentino delle infezioni di origine batterica, virale, fungina e protozoaria, le quali vanno a generare cicatrici che rimangono nel tempo, sia di piccole dimensioni (nubecola) che dall’opacità più profonda (leucoma), con annessa riduzione della vista, più o meno grave. Molto frequenti sono anche le distrofie corneali, dei disturbi progressivi, spesso bilaterali, di natura non infiammatoria, che provocano opacizzazione del tessuto, nonché le ectasie corneali, gruppo di patologie caratterizzate da un’alterazione della curvatura della cornea, tra esse la degenerazione marginale pellucida, il cheratocono, la microcornea e la megalocornea.

Vari sono gli esami strumentali che consentono di studiare la cornea, tra questi la Topografia, la Pachimetria, la Conta endoteliale, OCT, Microscopia confocale.