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Visita oculistica: quando provvedervi diventa irrinunciabile

Così come in tante altre branche della medicina, anche nell’oculistica la prevenzione copre un ruolo decisamente fondamentale. Ecco la ratio che è sottesa alla famosa visita oculistica.

Se è vero, infatti, che alcune malattie particolarmente gravi non sono certamente prevedibili, è altrettanto vero che molte altre, decisamente comuni, spesso asintomatiche, possono essere agevolmente diagnosticate con una semplice visita oculistica.

Dati alla mano sono pochissimi coloro che effettuano dei regolari screening periodici.

La mancata informazione che danneggia

Anche la mancanza di un’adeguata informazione fa si che ci si presenti dallo specialista per la visita oculistica solo in occasione della comparsa di alcuni sintomi, il più comune dei quali è, sicuramente, il calo della vista.

Proprio per i continui cambiamenti a cui l’occhio va incontro nel corso della sua vita, appare di grande importanza un responsabile monitoraggio non solo del normale sviluppo visivo nel corso dell’infanzia, ma anche della successiva evoluzione dell’occhio in età adulta per via del suo fisiologico invecchiamento. Bisogna considerare, inoltre, le varie patologie metaboliche di cui l’occhio può essere bersaglio, tra esse: malattie cardiovascolari, diabete, malattie reumatologiche e dermatologiche.

Da non sottovalutare altresì lo stress a cui i nostri occhi sono sottoposti a causa dell’attività lavorativa e del continuo utilizzo di schermi elettronici.

Quando sottoporsi dunque ad una visita oculistica? Scopriamolo insieme.

Predisposizione genetica/ ambientale

La visita oculistica si rende opportuna anche in via preventiva per tutti i soggetti, ma in particolare per coloro che sono predisposti al cattivo funzionamento della vista.

La salute oculare è, infatti, influenzata anche dai fattori genetici: alcune patologie oculari, più o meno gravi, sono spesso ereditarie. Anche i fattori ambientali sono in grado di influire sensibilmente sulla salute dell’occhio e, per l’effetto, sulla sua capacità visiva: è stato scientificamente dimostrato che trascorrere molte ore all’aperto rende più difficile sviluppare la miopia mentre svolgere il proprio lavoro in ambienti polverosi aumenta il rischio di sviluppare problemi agli occhi.

Tenera/ tarda età

Sicuramente ai bambini è consigliabile far eseguire la prima visita oculistica di controllo già alla nascita, avvalendosi di quel particolare e straordinario strumento che è il test del riflesso rosso.

Un altro controllo andrebbe effettuato ad un anno di età.

A meno che non vengano riscontrati particolari problemi, sarebbe bene provvedere a far eseguire un’altra visita oculistica intorno ai 3-4 anni, età in cui il bambino comincia a collaborare, anche se non è, di fatto, ancora in grado di riconoscere le lettere.

Successivamente, è bene intervenire in età prescolare, intorno ai 5-6 anni di età, mentre per le visite successive il consiglio è quello di farsi suggerire dal proprio oculista di fiducia.

Per i giovani o individui di media età che non presentano particolari problemi visivi, una visita oculista andrà effettuata annualmente ogni due anni.

Nei soggetti con età superiore ai 60-65 anni è opportuno essere precisi e maggiormente scrupolosi nell’eseguire i controlli: l’incidenza di particolari patologie quali cataratta, retinopatia diabetica, ecc. aumenta infatti in maniera significativa con l’avanzare dell’età.

Più in generale, è molto importante eseguire le visite oculistiche con regolare cadenza.

Questo semplice accorgimento, infatti, consente la correzione precisa di eventuali vizi refrattari evitando, a monte, quei disturbi che ne possono naturalmente derivare, basti pensare all’occhio pigro nei bambini, la cui diagnosi precoce, anche in piccoli pazienti asintomatici, permette un intervento risolutivo corretto e tempestivo.