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Difetti refrattivi dell’occhio: natura, cause e classificazioni

L’occhio è un organo di senso che ci consente di vedere tutto ciò che ci circonda.

Ne diamo così scontato il funzionamento che, la maggior parte di noi, neppure conosce il significato di “difetto refrattivo”. L’osservazione di tutte le cose che ci circondano è frutto di un, per noi naturale, meccanismo, che ha luogo proprio per effetto del fenomeno refrattivo.

Quando è presente la luce, gli oggetti che ne vengono colpiti riflettono i raggi luminosi, gli stessi che, quando li osserviamo, raggiungono i nostri occhi, ed, in particolare, la retina dopo aver attraversato la cornea, la pupilla ed il cristallino.

Tuttavia l’occhio è estremamente sofisticato e sono sufficienti piccolissime imperfezioni anatomiche a carico della cornea, del cristallino e del bulbo oculare per generare quei difetti refrattivi noti come miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Cause dei difetti refrattivi

Il difetto refrattivo, o errore refrattivo, è quel difetto riconducibile all’incapacità dell’occhio nel mettere a fuoco, in modo perfetto, l’immagine di ciò che guardiamo sul piano retinico.

Esso dipende pertanto da un alterato potere di messa a fuoco da parte delle lenti naturali dell’occhio, ossia la cornea e il cristallino. Si parla in questo caso di “geometria alterata” del bulbo oculare o di più cause combinate.

Possiamo paragonare la cornea ad una lente a fuoco fissa, il cristallino, invece ad una lente biconvessa a curvatura variabile regolata da strutture (muscoli ciliari) che permettono di far variare al cristallino il suo spessore per una perfetta messa a fuoco dell’oggetto in considerazione della distanza (accomodazione).

Cosa può alterare la visione corretta?

La nostra capacità di vedere le cose è il prodotto di una serie di passaggi e di attività molto articolate e complesse. Affinché tutto abbia luogo in maniera corretta, senza difetti refrattivi, devono verificarsi determinate condizioni:

  • Che il cammino ottico dei raggi luminosi non venga in qualche modo ostacolato. Pertanto cornea, umor acqueo, cristallino e umor vitreo (mezzi diottrici) devono essere perfettamente trasparenti.
  • Che il cammino ottico dei raggi luminosi non venga deviato. Particolare importanza assume quindi, in questo caso, l’omogeneità del mezzo da cui dipende l’indice di rifrazione nonché la geometria delle lenti naturali dell’occhio (cornea e cristallino).
  • Che la posizione della retina sia corretta affinché la messa a fuoco dell’immagine non risulti difettosa.                                                           
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Presbiopia: si tratta davvero di un difetto refrattivo?

A ben vedere, la presbiopia non può essere tecnicamente classificata come difetto refrattivo.

Con l’avanzare dell’età, generalmente dopo di cinquanta anni, l’elasticità fisiologica del cristallino tende a diminuire in maniera del tutto naturale, presentando problemi di accomodazione.

Da questo ne deriva una maggiore difficoltà a leggere e, in generale, a mettere a fuoco oggetti piccoli e vicini. La presbiopia, pertanto, non dipende da un errore di rifrazione, ma dalla perdita di accomodazione, capacità fisiologica del cristallino, che degenera con l’avanzare dell’età.

I progressi enormi registrati dalla chirurgia refrattiva negli ultimi tempi consentono oggi di correggere, in modo permanente, questi tipi di problemi che affliggono sempre più persone.

Grazie ad interventi che tendono a modificare il potere diottrico ed a ripristinare la simmetria sferica della cornea, sono molti coloro i quali si vedono ridotta, o addirittura eliminata, la dipendenza da lenti ed occhiali da vista.

Un gran bel passo nel campo della cura e del trattamento dei difetti refrattivi.