Colliri per occhi: precauzioni d’uso, posologia e tipologie esistenti in commercio
I colliri sono tutti uguali?
No. Il termine collirio indica semplicemente una preparazione destinata all’occhio, ma prodotti diversi possono avere funzioni completamente differenti. Esistono colliri lubrificanti, antiallergici, antibiotici, antinfiammatori e medicinali utilizzati per specifiche patologie oculari.
Per questo non è corretto scegliere un collirio soltanto in base a un sintomo generico come “occhio rosso” o “bruciore”.
Lo stesso sintomo può avere cause molto diverse e un prodotto utile in una situazione può essere inutile o addirittura inappropriato in un’altra.
Cosa sono le lacrime artificiali?
Le lacrime artificiali sono colliri lubrificanti utilizzati soprattutto per migliorare temporaneamente il comfort della superficie oculare.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Possono essere utili in alcune forme di secchezza, irritazione o instabilità del film lacrimale.
Non contengono però tutte le stesse sostanze e possono differire per viscosità, presenza di componenti lipidiche, conservanti e durata dell’effetto.
Per approfondire puoi leggere lacrime artificiali: cosa sono e quali tipi esistono.
Le lacrime artificiali sono sempre sufficienti per l’occhio secco?
No.
Possono alleviare i sintomi, ma l’occhio secco può dipendere da meccanismi differenti: ridotta produzione lacrimale, eccessiva evaporazione, disfunzione delle ghiandole di Meibomio o infiammazione della superficie.
Per questo, quando il problema è frequente, è importante individuarne la causa.
Puoi approfondire occhio secco: cause, sintomi e trattamento e quando usare le lacrime artificiali.
Cosa sono i colliri antiallergici?
I colliri antiallergici vengono utilizzati per controllare sintomi associati a determinate forme di allergia oculare.
Prurito, lacrimazione, arrossamento e gonfiore possono comparire nelle congiuntiviti allergiche, ma questi sintomi non sono esclusivi dell’allergia.
Esistono formulazioni con principi attivi differenti e la scelta dipende dalla situazione.
Quando il disturbo è ricorrente o importante è preferibile distinguere una vera allergia da altre cause di occhio rosso.
Cosa sono i colliri antibiotici?
I colliri antibiotici contengono farmaci attivi contro determinati batteri.
Non sono utili contro virus, allergie, occhio secco o tutte le altre cause di arrossamento.
Per questo non dovrebbero essere utilizzati automaticamente quando l’occhio diventa rosso o presenta secrezioni.
L’uso non necessario di antibiotici non offre beneficio quando la causa non è batterica e contribuisce inoltre al problema generale della resistenza agli antibiotici.
I colliri cortisonici sono più forti?
I corticosteroidi oculari sono potenti farmaci antinfiammatori, ma questo non significa che siano semplicemente una versione “più forte” di un comune collirio.
Vengono utilizzati in condizioni specifiche e generalmente sotto controllo medico.
Possono essere molto efficaci quando indicati, ma l’uso improprio può creare problemi.
Per esempio, un corticosteroide può non essere adatto in presenza di alcune infezioni oculari; inoltre un utilizzo prolungato può richiedere controlli della pressione intraoculare. Le indicazioni ufficiali sulla dexametasone oftalmica sottolineano proprio la necessità di cautela in presenza di infezioni, glaucoma e occhio rosso di causa non chiarita.
Perché non bisogna usare un collirio cortisonico autonomamente?
Perché può modificare il quadro clinico senza risolvere la causa.
Un occhio rosso può dipendere da allergia, infezione, cheratite, trauma o molte altre condizioni.
Ridurre temporaneamente l’infiammazione senza una diagnosi corretta può ritardare il riconoscimento del problema.
Per questo i colliri corticosteroidi devono essere utilizzati secondo le indicazioni del medico e non recuperati da vecchie terapie o prescrizioni di altre persone.
Esistono colliri per il glaucoma?
Sì.
Il glaucoma può richiedere farmaci oculari specifici finalizzati a ridurre la pressione intraoculare attraverso meccanismi differenti.
Questi colliri fanno parte di una vera terapia farmacologica e devono essere utilizzati con regolarità secondo la prescrizione.
Non devono essere confusi con prodotti lubrificanti o colliri destinati al semplice arrossamento.
Interrompere o modificare autonomamente una terapia per il glaucoma può compromettere il controllo della malattia.
Che cosa sono i colliri vasocostrittori o “sbiancanti”?
Alcuni colliri riducono temporaneamente l’arrossamento restringendo i piccoli vasi sanguigni superficiali.
Possono far apparire l’occhio più bianco, ma questo effetto estetico non significa che sia stata trattata la causa dell’arrossamento.
Se l’occhio è frequentemente rosso è più utile capire perché succede piuttosto che nascondere ripetutamente il sintomo.
Un utilizzo improprio o troppo frequente di alcuni prodotti può inoltre favorire irritazione o un ritorno dell’arrossamento.
Che differenza c’è tra collirio con e senza conservanti?
Alcuni flaconi multidose contengono conservanti per ridurre il rischio di contaminazione del prodotto dopo l’apertura.
In persone che utilizzano colliri molto frequentemente o presentano una superficie oculare particolarmente sensibile, alcuni conservanti possono però contribuire all’irritazione.
Per questo esistono anche formulazioni senza conservanti, confezionate in monodose o in particolari sistemi multidose.
La scelta dipende dal prodotto, dalla frequenza di utilizzo e dalle caratteristiche individuali.
Come si mette correttamente un collirio?
Prima dell’applicazione è importante lavare le mani.
La testa può essere inclinata leggermente all’indietro e la palpebra inferiore abbassata delicatamente per creare una piccola tasca.
La punta del flacone non dovrebbe toccare occhio, ciglia, palpebra o dita, perché questo può contaminare il contenitore.
Di solito è sufficiente applicare la quantità indicata nelle istruzioni o nella prescrizione.
Dopo l’instillazione, chiudere delicatamente l’occhio può aiutare a distribuire il prodotto. Per alcuni farmaci può essere consigliata anche una lieve pressione nell’angolo interno dell’occhio per ridurre il drenaggio attraverso il dotto lacrimale.
Più gocce funzionano meglio?
Non necessariamente.
L’occhio può trattenere soltanto una quantità limitata di liquido.
Aggiungere numerose gocce contemporaneamente non significa quindi aumentare proporzionalmente l’effetto: una parte finirà semplicemente fuori dall’occhio o verrà drenata.
Quando si tratta di un farmaco, la quantità e la frequenza devono rispettare la prescrizione.
Se devo utilizzare due colliri diversi, posso metterli insieme?
In genere è opportuno lasciare un intervallo tra prodotti differenti per evitare che la seconda goccia dilavi immediatamente la prima.
Il tempo preciso può dipendere dai medicinali utilizzati e dalle indicazioni ricevute.
Quando sono prescritti più prodotti, è quindi utile chiedere al medico o al farmacista in quale ordine e a quale distanza applicarli.
Si possono usare colliri con le lenti a contatto?
Dipende dal prodotto.
Alcuni colliri lubrificanti sono compatibili con determinate lenti, mentre molti farmaci richiedono la rimozione delle lenti prima dell’applicazione.
Anche i conservanti possono essere rilevanti.
Non bisogna quindi presumere che qualsiasi collirio possa essere applicato direttamente sopra una lente a contatto.
Le indicazioni del prodotto devono essere sempre controllate.
Un flacone può essere condiviso tra più persone?
È meglio evitare.
La punta del contagocce può contaminarsi durante l’utilizzo e diventare un possibile veicolo di microrganismi.
Un flacone per uso personale non dovrebbe quindi essere condiviso con familiari o altre persone.
Lo stesso vale per prodotti già aperti da tempo o conservati in maniera non corretta.
Per quanto tempo si può utilizzare un collirio dopo l’apertura?
Dipende dal prodotto e dal tipo di confezione.
Non esiste una durata unica valida per tutti i colliri.
Bisogna seguire l’indicazione presente nel foglietto illustrativo o sulla confezione e rispettare le modalità di conservazione previste.
Utilizzare un prodotto oltre il periodo raccomandato dopo l’apertura può aumentare il rischio di contaminazione o ridurne l’affidabilità.
Un collirio che ha funzionato in passato può essere riutilizzato?
Non automaticamente.
Lo stesso sintomo può avere una causa differente in momenti diversi.
Un collirio antibiotico o cortisonico prescritto mesi prima non dovrebbe essere utilizzato nuovamente soltanto perché l’occhio appare simile.
Questo vale soprattutto per dolore, forte arrossamento, fotofobia o alterazioni della vista.
In questi casi è meglio capire prima quale problema è presente.
Quali sintomi richiedono maggiore attenzione?
Un semplice arrossamento senza dolore né alterazione della vista è spesso meno preoccupante, ma ci sono situazioni nelle quali serve una valutazione rapida.
Un occhio molto rosso e doloroso, un improvviso cambiamento della vista, forte sensibilità alla luce, trauma o presenza di un corpo estraneo non dovrebbero essere trattati semplicemente provando colliri diversi.
Anche l’occhio rosso in un portatore di lenti a contatto merita maggiore attenzione perché può essere associato a un’infezione corneale. Le indicazioni NHS includono proprio dolore, alterazioni visive, fotofobia e occhio rosso nei portatori di lenti tra i segnali che richiedono valutazione urgente.
In sintesi
Non tutti i colliri hanno la stessa funzione.
Le lacrime artificiali servono soprattutto a lubrificare la superficie oculare, mentre colliri antiallergici, antibiotici, corticosteroidi e farmaci per il glaucoma hanno indicazioni completamente differenti.
La scelta non dovrebbe quindi basarsi soltanto sul sintomo “occhio rosso” o “bruciore”.
È importante rispettare modalità d’uso, conservazione e prescrizione e non riutilizzare autonomamente vecchi farmaci oculari.
Per i prodotti lubrificanti puoi approfondire lacrime artificiali: cosa sono e quali tipi esistono; per la secchezza persistente puoi invece consultare occhio secco: cause, sintomi e trattamento.

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