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Distacco posteriore di vitreo: cause, sintomatologia e soggetti maggiormente a rischio

Il distacco posteriore di vitreo (suo acronimo DPV) è la conseguenza della separazione del corpo vitreo dalla superficie retinica. Il corpo vitreo è una sostanza gelatinosa al centro dell’occhio che aderisce alla retina che copre i due terzi del volume oculare ed è costituito da circa il 99% da acqua.

Il resto è rappresentato da molecole e cellule strutturali: zuccheri, cellule vitree, fibre collagene, acido ialuronico, proteine, elettroliti. Tutto questo è contenuto nella membrana ialoidea ed occupa, quindi, un ruolo di importanza primaria nel volume vitreale, infatti una sua eventuale riduzione può comportare il distacco della membrana ialoidea dalla superfice retinica.

Come e quando ha luogo il distacco posteriore del vitreo?

Il distacco posteriore del vitreo avviene in quattro fasi:

Il vitreo inizialmente tende a liquefarsi e si formano piccole lacune d'acqua;

Nella fase successiva queste lacune d'acqua si allargano progressivamente;

Quindi l'acqua si insinua fra vitreo e retina dando così inizio al distacco posteriore del vitreo;

Il vitreo, infine, si stacca completamente dalla retina.

 

In ordine alle condizioni che possono determinare la patologia in questione, c’è da dire che il distacco, in alcuni casi, è da considerarsi come un normale fenomeno fisiologico, conseguente alla disidratazione generale stessa dell’organismo, specie dopo i quarant’anni.

Essendo quindi il fenomeno legato al processo fisiologico d’invecchiamento, la sua incidenza tende ad aumentare con gli anni.

I numeri, ne sono la prova: il distacco posteriore di vitreo colpisce, nel 27% circa dei casi, individui tra i 60 e i 69 anni per arrivare al circa 63% dei soggetti oltre i 70 anni.

Casi e condizioni di maggior rischio

Per i miopi, il rischio di distacco posteriore di vitreo è maggiore, in particolare nei casi di miopia elevata. Questa patologia, infatti, tende a presentarsi addirittura in anticipo di diversi anni rispetto ai non miopi.

Sembra probabile, anche se non statisticamente provato, che il DPV compaia maggiormente nei mesi estivi quando l'organismo perde più liquidi andando incontro a maggiore disidratazione.

Altre cause che possono favorire il verificarsi del distacco posteriore di vitreo sono i processi infiammatori dell’occhio, le uveiti nonché gli interventi chirurgici come la cataratta.

Il distacco, tuttavia, può verificarsi anche in seguito a traumi ed incidenti quali, ad esempio, forti colpi alla testa.

Complicanze e cure

Il distacco posteriore di vitreo, quando non comporta trazioni sulla superfice retinica, è generalmente benigno. Se, invece, questo tende a tirare la retina, possono insorgere complicazioni.

In genere, ci rendiamo conto della trazione quando essa è accompagnata da lampi luminosi (fosfeni) simili al flash della macchina fotografica.

In questi casi, è bene evitare esercizi fisici intensi e recarsi prontamente dall’oculista.

Anche la visione di mosche può essere un ulteriore segnale del possibile distacco posteriore di vitreo: in questo caso, essa è causata dalle aggregazioni di cellule che galleggiano all’interno del corpo vitreo.

Purtroppo, una terapia che risolva completamente il disturbo non esiste.

C’è da dire però che, per fortuna, il distacco posteriore di vitreo tende a regredire spontaneamente. Con il passare del tempo, infatti, le ombre appaiono, in genere, sempre più sbiadite e si vanno a percepire sempre meno in quanto il cervello tende, con il tempo, ad “ignorarle".