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Nistagmo oculare: il movimento involontario dell’occhio non è sempre e solo un tic

Siamo portati a credere che il movimento involontario dell’occhio – fenomeno questo che ha luogo con maggiore frequenza in età scolare – non sia altro che un tic, la cui natura è, pertanto da ricondurre ad altre eventuali, possibili, problematiche non legate al corretto funzionamento degli occhi.

Tuttavia, giova rammentare l’esistenza del nistagmo oculare, il movimento involontario dell’occhio che è annoverato nel settore delle patologie oculari.

Un problema questo, dunque, tutt’altro che trascurabile.

Ma, come si manifesta di preciso questa patologia?

Come riconoscerla e, soprattutto, cosa fare per curarla? Scopriamolo.

Nistagmo oculare: natura e sintomatologia

Il nistagmo oculare è un movimento oscillatorio, ritmico e involontario dell’occhio.

Già questa definizione porta con sé le sue caratteristiche principali che consentono di riconoscerlo in maniera piuttosto chiara.

Tale disturbo può avere differenti caratteristiche cliniche per cui varia anche la sintomatologia da paziente a paziente: in comune, vi è, in ogni caso, un più o meno significativo fastidio nella visione.

I sintomi principali del nistagmo oculare sono piuttosto semplici: si tratta principalmente, come abbiamo detto, di movimenti incontrollati, ripetitivi e veloci degli occhi.

I bulbi oculari, in alcuni casi, possono anche oscillare quando si muove la testa.

In aggiunta, possono presentarsi i seguenti sintomi: sensibilità alla luce, difficoltà nella visione notturna, vertigini, perdita di equilibrio e, finanche, dolori muscolari del collo e alle spalle.

Con il tempo e nelle forme più gravi, può verificarsi una riduzione della funzione visiva, tuttavia, se la patologia insorge durante l’infanzia, la visione può mantenersi più stabile, in quanto il cervello riesce ad adattarsi con maggiore facilità.

Tipologie di nistagmo

Parlare semplicemente di nistagmo non sarebbe del tutto corretto: a ben vedere, esistono differenti tipologie di questa patologia.

Esse si differenziano sostanzialmente a seconda che si tratti di nistagmo fisiologico o patologico.

Altra importante differenziazione è quella tra nistagmo sensoriale, legato alla vista, e nistagmo acquisito, collegato, invece, a disturbi neurologici.

Il primo tipo è un problema che può presentarsi sin dalla nascita, il secondo, invece, può svilupparsi nel corso dei primi mesi di vita per problemi nello sviluppo visivo.

C’è da dire, però, che il nistagmo, nella maggior parte dei casi, è associato a malattie di tipo oculare, molte delle quali hanno luogo, per altro, per trasmissione genetica.

Diagnosi e cura del nistagmo

Alla comparsa dei sintomi, quali sopra descritti, è importante intervenire per tempo al fine di consentire di stabilire l’eventuale presenza di nistagmo oculare e la sua tipologia esatta.

Il trattamento del nistagmo varia, infatti, in base alla tipologia: in quello congenito non è possibile curare definitivamente la patologia, che è permanente, anche se c’è da dire che, almeno, essa non si aggrava con il tempo e non comporta la perdita della vista.

Negli altri casi, invece, è possibile, oltre che doveroso, curare la patologia, visto che il pericolo è quello di sperimentare una riduzione anche molto significativa della vista.

In questo caso, si suole ricorrere a occhiali, lenti a contatto e ad alcuni farmaci.

Infine, potrebbe rendersi necessario l’intervento chirurgico per ridurre l’entità del nistagmo.

Di soluzioni ve ne sono tante, non resta che sottoporsi ad un consulto specialistico in presenza dei primi eventuali sintomi.