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Patogenesi e diagnosi clinica dell’oncocerchiasi: quanto incide la prevenzione?

L’oncocerchiasi (oncocercosi), detta anche “cecità dei fiumi”, è annoverabile tra le patologie più gravi in assoluto che possano colpire gli occhi. Essa è causata dall’infezione provocata da un vermetto l’Onchocerca volvulus e, purtroppo, se non curata in tempo, conduce alla cecità.

Ad essa, spesso, si accompagna a un’infiammazione interna all’occhio che genera danni alla retina dovuti alla cicatrizzazione e alla degenerazione del tessuto nervoso (atrofia).

Le ricerche scientifiche condotte sulla oncocerchiasi giungono alla conclusione che, dopo il tracoma, si tratti della seconda causa al mondo di cecità prevenibile dovuta a malattie contagiose.

Fortunatamente, grazie agli sforzi condotti dalla scienza e dalla ricerca a livello mondiale, la oncocerchiasi sembra essere in via di progressiva riduzione.

Patogenesi

Sono soprattutto le persone sopra i 40 anni di età a poter essere affette da questo tipo di cecità nelle aree del mondo più colpite. L’Onchocerca volvulus è endemico nell’America meridionale e nell’Africa equatoriale, specialmente lungo i grandi fiumi, ove sono presenti le responsabili della oncocerchiasi: le mosche brune. Sono proprio queste che trasmettono l’infezione all’uomo tramite il loro morso.

E’ a seguito di esso che le larve penetrano attraverso la pelle e, in forma adulta, maturano in noduli sottocutanei che danno vita all’infiammazione.

La oncocerchiasi è considerata una vera e propria piaga in diversi Paesi dell’Africa, della quale colpisce più di 31 Stati. Stando alle più recenti stime condotte sull’argomento, sembra che circa 25 milioni di persone ne sono colpite, delle quali quasi 300 mila individui sono diventati ciechi ed altri 800 mila sarebbero ipovedenti.

Sintomatologia

Il primo, più evidente segno della oncocerchiasi è una modesta infiammazione oculare nella parte anteriore. Sarebbe opportuno intervenire proprio in questa fase, perché, con l’andare del tempo, contestualmente al persistente ingresso delle microfilarie nell’occhio, l’infiammazione intraoculare progredisce velocemente, ed ad essa si accompagnano fenomeni di cicatrizzazione. 

Con il tempo, inizia ad essere coinvolto anche il segmento posteriore dell’occhio che produce una infiammazione della coroide e della retina, che si può manifestare in vario modo. 

Diagnosi e terapia

La diagnosi della oncocerchiasi può essere eseguita in qualsiasi fase della malattia, ma, come chiarito, è bene intervenire per tempo, perché solo in questo modo se ne possono scongiurare gli effetti più nefasti.

L’oncocerchiasi può essere trattata con una dose annuale di ivermectina, un potente antiparassitario, nonché con vari programmi messi in atto dall’Oms.

Di estrema utilità sono le opere di bonifica delle aree malsane.

Di fatto, non esiste ancora un farmaco ideale che possa dirsi perfetto per curare la patologia, quindi, l’unico modo per combatterla è quello di prevenirla.

La scienza e la medicina si stanno portando molto avanti nel loro obiettivo di debellare una volta per tutte questa temibile patologia: tuttavia, ancora molto può e deve essere fatto, perché la perdita della vista è sempre inaccettabile, ma lo è ancor di più quando la causa è associata ad un evento apparentemente così banale, quale può essere, appunto, il morso di un piccolo insetto.