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Come superare le difficoltà nel diagnosticare la retinopatia del prematuro

Definita in passato “fibroplasia retrolentale”, la retinopatia del prematuro (ROP) è una malattia vascolare della retina, potenzialmente accecante, che colpisce soprattutto i neonati prematuri del peso di circa 1250 grammi, o meno.

Tali sono soprattutto quelli nati prima delle 31 settimane di gestazione, mentre una gravidanza a termine ha una gestazione ordinaria pari alle 38-42 settimane.

Più un bambino è piccolo alla nascita, più è probabile che possa sviluppare la retinopatia del prematuro.

Questo disturbo, che di solito si sviluppa in entrambi gli occhi, anche se può avere gradi diversi, è una delle cause più comuni di perdita visiva nell'infanzia e può portare a problemi di vista per tutta la vita o addirittura alla cecità.  Il POR è stato diagnosticato per la prima volta nel 1942.

Cause e sintomi della retinopatia del prematuro

La retinopatia del prematuro è provocata dalla formazione di nuovi vasi sanguigni nella periferia retinica, in conseguenza alla prematurità ed al basso peso corporeo del bambino alla nascita.

In modo particolare questa patologia può essere determinata dall’ossigenoterapia a cui sono sottoposti i prematuri.

Tuttavia, non si esclude che essa possa essere altresì frutto di infezioni, eventuali crisi di apnea, trasfusioni. I sintomi più comuni possono essere rappresentati dalla presenza di un riflesso bianco (leucocoria) che, comunque, si può osservare solo nelle fasi più avanzate e gravi.

Molto importante è quindi che tutti i nati prematuri siano sottoposti a visite frequenti ed ad un accurato esame del fondo oculare, anche durante le prime settimane di vita, in modo da poter diagnosticare, nel più breve tempo possibile, i segni della patologia ed intervenire quindi tempestivamente. L’evoluzione della malattia è, infatti, molto rapida e può portare al distacco di retina totale e, quindi, alla conseguente cecità.

Fasi e passaggi nel progredire della retinopatia del prematuro

Generalmente la retinopatia del prematuro è caratterizzata da cinque fasi, che vanno dalla fase più lieve (stadio I) a quella più grave (stadio V):

1° stadio: crescita leggermente anormale dei vasi sanguigni;

2° stadio: crescita moderatamente anormale dei vasi sanguigni;

3° stadio: crescita gravemente anormale dei vasi sanguigni. A questo punto, ancora, il trattamento ha buone possibilità di prevenire il distacco di retina;

4° stadio: distacco parziale della retina. La crescita gravemente anormale dei vasi sanguigni tende a staccare la retina dalla parete dell'occhio.

5° stadio: distacco completo della retina. E’ la fase terminale della malattia. Se l'occhio non è trattato con terapie adeguate in queste condizioni il bambino può avere gravi problemi alla vista con rischi di cecità.

La maggior parte dei bambini che sviluppano la retinopatia del prematuro hanno stadi I o II.

Tuttavia, per un piccolo numero di bambini, il ROP può peggiorare, talvolta molto rapidamente.

Se non adeguatamente trattato POR minaccia di distruggere la visione.

Quali sono le terapie disponibili?

Esistono attualmente dei protocolli terapeutici, stabiliti dalla comunità scientifica, che impongono i trattamenti in ragione dello stadio della retinopatia del prematuro.

Negli stadi iniziali i trattamenti sono prevalentemente laser o eseguiti con criotrattamento della retina. Negli ultimi stadi, invece, si rende necessario intervenire chirurgicamente con vitrectomia o chirurgia del distacco di retina.

Come si comprende, siamo in presenza di una patologia molto delicata e grave, difficile da diagnosticare, specie in considerazione dell’età del piccolo.

Il consiglio resta dunque, per tutti i genitori che abbiamo appena affrontato una gravidanza precoce, di sottoporre il piccolo a visite oculistiche periodiche sin dalle prime settimane di vita dello stesso.