La prescrizione oculistica
Lontano, permanenza, intermedia e vicino: lo schema da ricordare
In modo molto semplice:
LONTANO / DISTANZA
Correzione destinata alla visione degli oggetti lontani.
A PERMANENZA
Correzione indicata per un utilizzo abituale secondo le indicazioni ricevute dal professionista.
INTERMEDIA
Correzione per distanze comprese tra lontano e lettura, come computer, piano di lavoro o spartito musicale.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
VICINO / LETTURA
Correzione destinata alle attività a breve distanza, come leggere un libro o utilizzare lo smartphone.
Capire questa distinzione permette di orientarsi molto più facilmente quando si osserva una prescrizione.
Per conoscere invece il significato dettagliato di sfera, cilindro, asse, addizione e distanza pupillare puoi consultare la guida completa su come leggere e interpretare una prescrizione oculistica.
Le diverse righe della prescrizione indicano a quale distanza deve funzionare la correzione
Quando si guarda una prescrizione oculistica, l'attenzione cade normalmente sui numeri: sfera, cilindro, asse e, quando presente, addizione.
Ma prima ancora dei valori c'è un'altra informazione molto importante da capire: a quale distanza si riferisce quella gradazione?
In molte prescrizioni sono presenti righe o sezioni indicate come:
-
lontano o per distanza;
-
a permanenza;
-
intermedia, in alcune prescrizioni;
-
vicino o per lettura.
Queste indicazioni servono a distinguere le diverse esigenze visive. La stessa persona, infatti, può aver bisogno di una correzione differente per guidare, utilizzare il computer, leggere un libro o guardare uno spartito musicale.
Vediamo cosa significano in modo semplice.
Lontano o per distanza: cosa significa
La riga LONTANO, talvolta indicata come PER DISTANZA, contiene la correzione necessaria per vedere nitidamente gli oggetti posti a distanza.
È la gradazione utilizzata, per esempio, quando bisogna:
-
guidare;
-
guardare la televisione;
-
vedere una lavagna;
-
riconoscere persone a distanza;
-
osservare cartelli e segnaletica;
-
andare al cinema.
In questa riga possono comparire sfera, cilindro e asse.
Un valore negativo della sfera è generalmente associato alla correzione della miopia, mentre un valore positivo può essere presente nella correzione dell'ipermetropia.
Se nella prescrizione trovi quindi una riga specificamente indicata come lontano, quei valori descrivono la correzione prevista per la visione a distanza.
Cosa significa “a permanenza”
La dicitura A PERMANENZA può creare qualche dubbio.
In genere indica una correzione destinata a essere utilizzata abitualmente e non soltanto per una specifica attività.
Spesso i valori riportati nella riga “a permanenza” coincidono o sono molto simili a quelli indicati per lontano, ma il significato pratico non va dedotto esclusivamente leggendo la tabella.
La dicitura può infatti riflettere anche l'indicazione data dal professionista sull'utilizzo dell'occhiale.
Per questo “a permanenza” non va interpretato autonomamente come un obbligo assoluto a tenere sempre gli occhiali indossati in qualsiasi situazione.
Se non è chiaro quando utilizzare la correzione, è meglio seguire le indicazioni ricevute durante la visita o chiedere chiarimenti al professionista che ha effettuato la prescrizione.
Vicino o per lettura: la correzione per le brevi distanze
La riga VICINO, oppure PER LETTURA, indica invece la correzione necessaria per svolgere attività a distanza ravvicinata.
È la parte della prescrizione che interessa soprattutto chi presenta difficoltà dovute alla presbiopia.
Può servire, per esempio, per:
-
leggere un libro;
-
leggere il giornale;
-
utilizzare lo smartphone;
-
cucire;
-
svolgere lavori manuali ravvicinati;
-
leggere documenti.
La distanza di lettura abituale è naturalmente diversa da persona a persona e anche il tipo di attività può cambiare la correzione necessaria.
Per questo non è corretto scegliere autonomamente la gradazione semplicemente in base all'età.
E la distanza intermedia?
Tra la visione lontana e quella utilizzata per leggere esiste una fascia molto importante: la distanza intermedia.
È quella che utilizziamo, per esempio, per:
-
lavorare davanti a un monitor;
-
vedere il piano di lavoro;
-
cucinare;
-
svolgere alcune attività professionali;
-
leggere uno spartito musicale.
Un monitor può trovarsi a circa 60-80 centimetri, mentre uno spartito può essere posizionato a una distanza diversa rispetto a quella di un normale libro.
Per questo una lente pensata esclusivamente per la lettura a breve distanza non è necessariamente la soluzione ideale per computer o musica.
In alcune prescrizioni può essere indicata direttamente una correzione intermedia. In altri casi sarà il professionista a stabilire la gradazione più adatta in funzione della distanza di lavoro. La distanza del computer, di un piano cucina o di uno spartito sono esempi tipici di visione intermedia.
Occhiali per leggere uno spartito musicale
La musica è un buon esempio di quanto sia importante conoscere la distanza alla quale si deve vedere.
Chi suona uno strumento può avere necessità molto differenti rispetto a chi utilizza semplicemente degli occhiali per leggere.
Uno spartito appoggiato sul leggio si trova normalmente più lontano rispetto a un libro tenuto tra le mani.
Un musicista può inoltre avere bisogno di:
-
leggere lo spartito;
-
vedere il direttore d'orchestra;
-
osservare altri musicisti;
-
controllare lo strumento;
-
spostare rapidamente lo sguardo tra distanze differenti.
In questi casi indicare semplicemente “occhiali da vicino” potrebbe non descrivere sufficientemente l'esigenza.
È quindi utile spiegare al professionista a quale distanza si trova normalmente lo spartito e quali altre distanze devono essere viste durante l'attività musicale.

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