OCCHIALI GENIALI PER IL TERZO MONDO
Occhiali autoregolabili: l'idea di Joshua Silver per rendere la correzione visiva più accessibile
Avere bisogno di un paio di occhiali è una situazione comune, ma non in ogni parte del mondo è altrettanto semplice sottoporsi a un controllo della vista e ottenere una correzione ottica adeguata.
Proprio dalla difficoltà di accedere a professionisti e servizi ottici in numerose aree a risorse limitate è nata un'idea particolare: realizzare occhiali la cui gradazione possa essere regolata direttamente attraverso la lente.
Uno dei progetti più conosciuti è quello sviluppato dal fisico dell'Università di Oxford Joshua Silver, inventore degli Adspecs, occhiali dotati di lenti riempite con un fluido che permette di modificarne il potere ottico.
Un'idea nata diversi anni fa, ma interessante ancora oggi perché affronta un problema fondamentale: come rendere disponibile una correzione visiva di base anche dove l'accesso ai normali servizi ottici è limitato?
Perché sono nati gli occhiali autoregolabili?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
La normale realizzazione di un paio di occhiali richiede diversi passaggi.
Generalmente bisogna:
-
determinare il difetto refrattivo;
-
stabilire la prescrizione;
-
scegliere le lenti;
-
realizzarle con la gradazione necessaria;
-
montarle correttamente davanti agli occhi.
Nei Paesi dotati di una buona rete di servizi sanitari e ottici questo processo è relativamente semplice.
In altre aree del mondo, invece, la distanza dai centri abitati, la scarsità di professionisti qualificati, i costi e le difficoltà logistiche possono rendere molto più complicato ottenere un normale paio di occhiali.
Gli occhiali autoregolabili sono stati studiati proprio con l'obiettivo di semplificare almeno una parte di questo processo.
Come funzionano gli occhiali di Joshua Silver?
Gli occhiali sviluppati da Joshua Silver utilizzano un principio molto diverso da quello delle normali lenti per occhiali da vista.
Ogni lente è costituita da membrane flessibili contenenti un fluido.
Modificando la quantità di fluido presente all'interno della lente cambia la sua curvatura e, di conseguenza, cambia il suo potere ottico.
La persona può quindi regolare separatamente la lente davanti a ciascun occhio fino a raggiungere una visione più nitida.
Una volta individuata la regolazione desiderata, il sistema viene bloccato.
Questa tecnologia ha preso il nome di self-refraction, cioè autoregolazione della correzione refrattiva.
Perché cambia la gradazione modificando la forma della lente?
Il principio è lo stesso che permette alle normali lenti oftalmiche di correggere un difetto visivo.
La forma e la curvatura di una lente determinano il modo in cui questa devia i raggi luminosi.
Negli Adspecs la curvatura non viene ottenuta realizzando una nuova lente con una determinata gradazione, ma viene modificata variando il volume del fluido racchiuso tra le membrane.
Aumentando o diminuendo questo volume cambia la geometria della lente e quindi il suo potere.
È una soluzione ingegnosa perché consente di ottenere più poteri ottici partendo dallo stesso dispositivo.
Quali difetti visivi possono correggere?
Gli occhiali autoregolabili di questo tipo sono stati studiati soprattutto per correggere errori refrattivi sferici, come miopia e ipermetropia entro determinati intervalli.
Non tutti i difetti visivi, però, possono essere corretti nello stesso modo.
Per esempio, le lenti autoregolabili a fluido tradizionali presentano limitazioni nella correzione dell'astigmatismo, che richiede una componente cilindrica orientata secondo uno specifico asse.
È quindi importante non considerare questi occhiali come una soluzione universale per qualsiasi problema visivo.
Per conoscere le differenze tra miopia, ipermetropia e astigmatismo puoi consultare la guida ai difetti visivi più comuni.
Autoregolare gli occhiali significa non aver più bisogno di controlli?
No.
Questo è probabilmente l'aspetto più importante da chiarire.
Riuscire a ottenere una visione più nitida regolando una lente non equivale a effettuare una visita oculistica.
Un esame della vista non serve esclusivamente a sapere quante diottrie sono necessarie.
Può essere importante anche per individuare:
-
alterazioni oculari;
-
differenze significative tra i due occhi;
-
astigmatismi;
-
problemi della superficie oculare;
-
patologie che possono influenzare la vista;
-
situazioni che richiedono una valutazione specialistica.
Gli occhiali autoregolabili sono quindi stati sviluppati soprattutto come possibile strumento per aumentare l'accesso alla correzione refrattiva in contesti nei quali le alternative sono limitate.
Non devono essere interpretati come la dimostrazione che i controlli professionali siano inutili.
Perché questa tecnologia può essere interessante nei Paesi con pochi servizi ottici?
Il vantaggio principale è logistico.
Con gli occhiali tradizionali, a gradazioni differenti corrispondono lenti differenti che devono essere prodotte, immagazzinate e distribuite.
Una tecnologia regolabile permette invece di utilizzare uno stesso tipo di dispositivo per differenti correzioni sferiche entro il suo intervallo di funzionamento.
Questo può semplificare:
-
trasporto;
-
distribuzione;
-
gestione delle scorte;
-
adattamento della correzione;
-
programmi di assistenza in aree remote.
È proprio questo il problema sul quale il Centre for Vision in the Developing World, fondato intorno al lavoro di Joshua Silver, ha concentrato parte della propria ricerca.
Gli Adspecs sono ancora un progetto attuale?
Il progetto non si è fermato alla prima generazione di occhiali.
Nel tempo la ricerca sulle lenti a potere regolabile è proseguita e sono state studiate anche altre tecnologie.
Oltre alle lenti riempite di fluido esistono, per esempio, sistemi nei quali due elementi ottici scorrono uno rispetto all'altro per modificare la potenza complessiva della lente.
L'obiettivo rimane simile: permettere di ottenere differenti correzioni attraverso uno stesso dispositivo.
La tecnologia delle lenti autoregolabili continua quindi a rappresentare un campo di ricerca interessante per migliorare l'accesso alla correzione visiva nei contesti nei quali i normali servizi ottici sono difficili da raggiungere.
Quali sono i limiti degli occhiali autoregolabili?
L'idea è affascinante, ma presenta anche limiti importanti.
Non correggono tutti i difetti refrattivi
Le versioni basate sulla regolazione sferica non permettono di compensare adeguatamente ogni forma di astigmatismo.
La regolazione non sostituisce un esame completo
Ottenere una maggiore nitidezza non permette di verificare lo stato di salute dell'occhio.
L'estetica può essere meno tradizionale
I primi modelli richiedevano meccanismi di regolazione piuttosto evidenti.
L'intervallo di correzione è limitato
Ogni tecnologia può funzionare soltanto entro un determinato intervallo di poteri.
Non tutte le persone riescono a determinare autonomamente la correzione migliore
Età, capacità di comprensione delle istruzioni e caratteristiche visive possono influenzare il risultato.
Per questo nei programmi di distribuzione può comunque essere importante la presenza di personale formato.
Occhiali autoregolabili e occhiali tradizionali sono concorrenti?
Non necessariamente.
Gli occhiali tradizionali permettono una personalizzazione molto maggiore.
Una normale prescrizione può comprendere:
-
sfera;
-
cilindro;
-
asse;
-
addizione;
-
prisma;
-
differenze specifiche tra occhio destro e sinistro.
Puoi vedere questi parametri nella guida su come leggere una prescrizione oculistica.
Gli occhiali autoregolabili nascono invece soprattutto per affrontare una situazione differente: offrire una correzione refrattiva di base quando l'accesso alle normali procedure è molto difficile.
Non sono quindi necessariamente un'alternativa destinata a sostituire gli occhiali realizzati su prescrizione.
Un'idea semplice per un problema enorme
La parte più interessante dell'invenzione di Joshua Silver non è soltanto la lente piena di fluido.
È il problema che ha cercato di risolvere.
Per chi vive in un luogo nel quale un controllo della vista e un normale paio di occhiali sono facilmente disponibili, la correzione di una miopia o di un'ipermetropia può sembrare un problema relativamente semplice.
Ma dove mancano professionisti, laboratori e reti distributive, persino una normale correzione refrattiva può diventare difficile da ottenere.
Gli occhiali autoregolabili dimostrano quindi come anche l'innovazione nel campo dell'ottica possa essere orientata non soltanto verso prestazioni sempre più sofisticate, ma anche verso accessibilità, semplicità e diffusione della correzione visiva.
In sintesi
Gli occhiali autoregolabili sviluppati a partire dalle ricerche di Joshua Silver utilizzano lenti la cui potenza può essere modificata variandone la forma.
Nei modelli Adspecs:
-
la lente contiene un fluido;
-
la quantità di fluido modifica la curvatura;
-
la curvatura modifica il potere ottico;
-
ciascun occhio può essere regolato separatamente;
-
la correzione viene successivamente fissata.
La tecnologia può offrire una soluzione interessante soprattutto nei luoghi dove l'accesso ai servizi ottici è limitato, ma non sostituisce una visita oculistica, non corregge automaticamente tutti i difetti refrattivi e presenta limiti rispetto a un occhiale realizzato su prescrizione.
Resta però un esempio particolarmente interessante di come la tecnologia ottica possa essere utilizzata per rendere la correzione visiva più accessibile.

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