Lenti progressive: ecco la soluzione più appropriata per la correzione della presbiopia
Lenti a supporto accomodativo: cosa sono e quando possono essere utili
Le lenti a supporto accomodativo sono una soluzione ottica progettata per accompagnare il sistema visivo nelle attività a distanza ravvicinata. Sono particolarmente interessanti per chi trascorre molte ore leggendo, utilizzando smartphone, tablet o computer e avverte affaticamento durante la visione da vicino.
A differenza delle tradizionali lenti monofocali per lontano, queste soluzioni introducono una variazione controllata del potere della lente, con l'obiettivo di favorire la visione nelle distanze intermedie e prossime.
Non si tratta quindi semplicemente di una lente progressiva in versione ridotta: il principio progettuale e l'obiettivo possono essere differenti e devono essere valutati in funzione delle esigenze visive della persona.
Che cos'è l'accomodazione dell'occhio
Per comprendere il funzionamento delle lenti a supporto accomodativo è utile capire innanzitutto che cosa si intende per accomodazione.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Quando osserviamo un oggetto lontano, il sistema visivo lavora in una determinata condizione. Quando invece spostiamo lo sguardo verso un oggetto vicino, l'occhio deve modificare il proprio potere diottrico per riuscire a mantenerlo nitido.
Questo processo naturale prende il nome di accomodazione ed è legato principalmente alla capacità del cristallino di modificare la propria forma.
Con il passare degli anni questa capacità diminuisce progressivamente. È il fenomeno fisiologico alla base della presbiopia.
Cosa sono le lenti a supporto accomodativo
Le lenti a supporto accomodativo sono progettate per offrire un incremento di potere nelle zone inferiori della lente, destinato soprattutto alle attività a distanza ravvicinata.
Il principio è quello di fornire un piccolo aiuto al sistema accomodativo quando lo sguardo si dirige verso il basso e la distanza di osservazione diminuisce.
A seconda della progettazione, questo supporto può essere ottenuto attraverso una variazione graduale del potere o mediante specifiche geometrie della superficie ottica.
L'obiettivo non è necessariamente quello di sostituire completamente una lente progressiva, ma di supportare la visione nelle attività prossimali, soprattutto nelle fasi iniziali della difficoltà accomodativa.
A chi possono essere indicate
Le lenti a supporto accomodativo possono essere particolarmente interessanti per persone che:
- iniziano ad avvertire difficoltà nelle attività da vicino;
- trascorrono molte ore davanti al computer;
- utilizzano frequentemente smartphone e tablet;
- lamentano affaticamento durante la lettura;
- alternano frequentemente visione da lontano e visione ravvicinata;
- si trovano nelle prime fasi della presbiopia o presentano ancora una certa capacità accomodativa.
L'indicazione, tuttavia, non dipende esclusivamente dall'età.
È importante considerare la prescrizione, le abitudini quotidiane, la distanza di lavoro e le esigenze visive individuali.
Lenti a supporto accomodativo e lenti progressive: qual è la differenza?
Questo è uno degli aspetti più importanti da chiarire.
Le lenti progressive sono progettate per consentire la visione a diverse distanze attraverso una progressione continua del potere, dalla zona per lontano fino a quella per vicino.
Le lenti a supporto accomodativo, invece, hanno generalmente un obiettivo più specifico: offrire un aiuto alla visione ravvicinata mantenendo una configurazione più semplice.
Non sono quindi automaticamente alternative alle progressive.
La scelta deve essere effettuata sulla base della situazione visiva della persona e delle attività che svolge quotidianamente.
Perché possono essere interessanti per chi usa molto il computer
Il lavoro davanti allo schermo richiede un'attività visiva prevalentemente intermedia e ravvicinata.
La distanza dal monitor è infatti diversa sia dalla visione da lontano sia dalla distanza tipica di lettura di un libro.
Per questo motivo, quando compaiono i primi segnali di difficoltà nella visione prossima, una lente progettata per offrire un supporto accomodativo può risultare interessante.
È comunque importante distinguere il supporto accomodativo dalle specifiche lenti occupazionali o da ufficio, progettate per privilegiare determinate distanze di lavoro.
Quali vantaggi possono offrire
Tra i principali vantaggi potenziali delle lenti a supporto accomodativo troviamo:
Maggiore comfort nelle attività da vicino.
Il supporto nella zona prossimale può rendere più agevoli lettura e attività ravvicinate.
Passaggio più naturale tra diverse distanze.
La variazione del potere può accompagnare il passaggio dalla visione da lontano verso quella intermedia e prossima.
Una soluzione adatta alle prime difficoltà accomodative.
In alcune persone possono rappresentare una soluzione interessante prima che diventi necessario ricorrere a una correzione progressiva più completa.
Particolare utilità nelle attività digitali.
Computer, smartphone e tablet hanno modificato profondamente le nostre abitudini visive, rendendo sempre più importante considerare le distanze di lavoro reali.
L'importanza della personalizzazione
Non esiste una lente a supporto accomodativo universalmente adatta a tutti.
La scelta deve tenere conto di diversi parametri, tra cui:
- prescrizione ottica;
- età e capacità accomodativa residua;
- distanza di lettura;
- distanza dal monitor;
- numero di ore trascorse davanti agli schermi;
- esigenze professionali;
- abitudini quotidiane;
- eventuale presenza di astigmatismo o altri difetti refrattivi.
Anche la prescrizione oculistica rappresenta quindi un elemento fondamentale per individuare la soluzione più appropriata.
Supporto accomodativo non significa curare la presbiopia
È importante non creare false aspettative.
Le lenti a supporto accomodativo non ripristinano l'elasticità del cristallino e non eliminano la presbiopia.
Il loro scopo è ottico: fornire una determinata compensazione attraverso la lente per rendere più confortevole la visione nelle distanze per le quali viene progettata.
Per questo motivo è necessario distinguere tra una lente che supporta il sistema visivo e un trattamento medico in grado di modificare la causa fisiologica della presbiopia.
Lenti a supporto accomodativo o progressive?
La risposta dipende dalle esigenze individuali.
Chi presenta ancora una buona visione da lontano e comincia ad avere difficoltà soprattutto durante le attività ravvicinate potrebbe valutare una soluzione a supporto accomodativo.
Chi invece necessita di una correzione stabile per lontano, intermedio e vicino, soprattutto in presenza di presbiopia più avanzata, potrebbe trovare più adatte le lenti progressive.
Per questo non è corretto stabilire a priori quale delle due soluzioni sia "migliore": sono progettazioni differenti, destinate a esigenze visive differenti.
La scelta della lente deve partire dalle abitudini quotidiane
Una delle principali evoluzioni dell'ottica moderna consiste proprio nel progettare le lenti non soltanto sulla base della prescrizione, ma anche considerando come vengono utilizzati gli occhiali.
Una persona che lavora otto ore al computer ha esigenze diverse rispetto a chi utilizza gli occhiali prevalentemente per guidare, leggere o alternare frequentemente distanza e vicino.
Per questo, prima di scegliere una lente a supporto accomodativo, è importante comunicare all'ottico quali sono le principali attività svolte durante la giornata.
Conclusioni
Le lenti a supporto accomodativo rappresentano una soluzione interessante nel campo dell'ottica moderna, soprattutto per chi comincia ad avvertire le prime difficoltà nella visione ravvicinata.
Il loro obiettivo è offrire un supporto ottico nelle attività da vicino, senza necessariamente ricorrere subito alla struttura più complessa di una lente progressiva.
La scelta deve però essere personalizzata e basata sulla prescrizione, sulle capacità visive residue e soprattutto sulle reali esigenze quotidiane.

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