Consigli ai genitori: quando i videogiochi possono creare dipendenza?
I videogiochi fanno ormai parte della quotidianità di molti bambini e adolescenti. Possono essere un passatempo, un'occasione di socializzazione e, in alcuni casi, anche uno strumento capace di stimolare alcune abilità cognitive e visive.
Il problema non è quindi il videogioco in sé, ma il rapporto che il bambino o l'adolescente sviluppa con il gaming.
Quando giocare diventa una delle attività preferite è normale che un genitore si chieda quanto sia troppo. La domanda più importante, però, non è soltanto quante ore vengano trascorse davanti allo schermo: bisogna osservare quanto il gioco interferisce con la vita quotidiana, la scuola, il sonno, le relazioni e le altre attività.
Quando il gioco può diventare problematico
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il gaming disorder, cioè il disturbo da gioco digitale, nell'ICD-11 tra i disturbi dovuti a comportamenti di dipendenza.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Non significa che chi gioca spesso sia necessariamente dipendente. Secondo l'OMS, il disturbo riguarda soltanto una piccola parte delle persone che utilizzano videogiochi.
Il problema diventa rilevante soprattutto quando si osservano contemporaneamente alcuni elementi:
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difficoltà a controllare quando iniziare, interrompere o limitare il gioco;
-
il gaming diventa progressivamente più importante rispetto ad altre attività e interessi;
-
il gioco continua nonostante le conseguenze negative;
-
l'attività compromette in modo significativo la vita familiare, sociale o scolastica.
La presenza di uno di questi comportamenti, presa isolatamente, non permette di stabilire che un bambino sia dipendente dai videogiochi. È il quadro complessivo e persistente del comportamento a dover essere valutato.
Quali segnali dovrebbero osservare i genitori?
Più che concentrarsi esclusivamente sul cronometro, è utile osservare come cambia la quotidianità del ragazzo.
Un campanello d'allarme può essere rappresentato, per esempio, da una crescente difficoltà a interrompere il gioco anche quando è arrivato il momento di dedicarsi ad altro.
Altri segnali da non ignorare possono essere:
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abbandono o forte riduzione di attività che prima interessavano il bambino;
-
difficoltà persistenti a rispettare gli impegni scolastici;
-
riduzione delle occasioni di socializzazione al di fuori del gaming;
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alterazioni delle abitudini di sonno;
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conflitti familiari sempre più frequenti legati al tempo trascorso a giocare;
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incapacità ripetuta di ridurre il tempo dedicato ai videogiochi;
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continuazione del gioco nonostante problemi evidenti nella vita quotidiana.
È importante però evitare conclusioni affrettate. Un periodo in cui un ragazzo gioca più del solito, per esempio durante le vacanze o dopo l'uscita di un videogioco particolarmente atteso, non significa automaticamente che sia presente una dipendenza.
Quante ore di videogiochi sono troppe?
Non esiste un numero universale di ore oltre il quale si possa stabilire automaticamente che un bambino è dipendente.
Il tempo trascorso davanti allo schermo è certamente un elemento da monitorare, ma deve essere valutato insieme al resto della giornata.
Un ragazzo può giocare per un certo periodo senza sviluppare un comportamento problematico se continua a dormire adeguatamente, frequentare la scuola, coltivare altre attività, mantenere relazioni sociali e rispettare le normali responsabilità quotidiane.
Al contrario, il problema può diventare serio quando il gaming prende progressivamente il posto di queste attività e il ragazzo non riesce più a limitarlo.
Per questo è più utile chiedersi:
Il videogioco sta occupando uno spazio equilibrato nella vita di mio figlio oppure sta sostituendo tutto il resto?
Videogiochi, sonno e vita quotidiana
Un aspetto particolarmente importante per i genitori riguarda il rapporto tra gaming e organizzazione della giornata.
Giocare fino a tarda notte può interferire con il normale riposo. Allo stesso modo, dedicare molto tempo ai videogiochi può ridurre le occasioni di movimento, di attività all'aperto, di studio e di socializzazione.
Quando il gioco diventa prioritario rispetto a queste attività, è opportuno intervenire sulle abitudini quotidiane prima che il problema si consolidi.
Per approfondire il tema della postura e dei possibili problemi legati alla sedentarietà, può essere utile leggere anche i disturbi legati alla cattiva postura.
E gli occhi? Videogiochi e affaticamento visivo
L'uso prolungato di videogiochi significa spesso trascorrere molto tempo davanti a uno schermo. Questo può favorire sintomi di affaticamento visivo, soprattutto quando si gioca per periodi prolungati senza pause.
Tra i disturbi che possono comparire ci sono sensazione di occhi stanchi, bruciore, secchezza, difficoltà temporanea a mantenere la concentrazione visiva o mal di testa.
Per approfondire il tema delle soluzioni ottiche dedicate all'uso degli schermi, può essere utile leggere cosa sono le lenti Office e a cosa servono.
Per i bambini è inoltre importante conoscere le caratteristiche delle soluzioni dedicate all'esposizione agli schermi. Un approfondimento specifico è occhiali anti luce blu per bambini.
Occhiali e videogiochi: attenzione alle soluzioni miracolose
Quando un bambino trascorre molto tempo davanti a computer, tablet o videogiochi, alcuni genitori possono pensare che gli occhiali con filtro per la luce blu siano una soluzione necessaria.
È però importante distinguere il comfort visivo dalla prevenzione o dalla cura di una patologia.
Per capire meglio caratteristiche e trattamenti disponibili, puoi approfondire le lenti anti luce blu e il trattamento Blue Cut.
Esistono inoltre prodotti specificamente proposti per i più giovani, come gli occhiali anti luce blu per bambini, ma la scelta di eventuali lenti deve essere fatta sulla base delle reali esigenze visive del bambino e, quando necessario, con il supporto di un professionista.
Come possono comportarsi i genitori?
L'obiettivo non dovrebbe essere demonizzare i videogiochi, ma aiutare il bambino a inserirli all'interno di una giornata equilibrata.
Alcuni comportamenti possono essere utili:
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stabilire insieme regole chiare sull'utilizzo dei videogiochi;
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evitare che il gaming sottragga sistematicamente tempo al sonno;
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lasciare spazio ad attività fisica, studio, famiglia e amici;
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concordare in anticipo quando iniziare e quando interrompere il gioco;
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interessarsi, quando possibile, ai videogiochi utilizzati dal figlio;
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osservare eventuali cambiamenti nel comportamento e nelle relazioni;
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evitare che il videogioco diventi l'unica attività utilizzata per divertirsi o rilassarsi.
Le regole funzionano meglio quando vengono spiegate e condivise, anziché introdotte soltanto come punizione.
Quando è opportuno chiedere aiuto?
Se un genitore nota che il bambino o l'adolescente non riesce ripetutamente a controllare il gioco e che questa difficoltà sta compromettendo in modo significativo la scuola, la famiglia, le relazioni, il sonno o altre attività importanti, è opportuno parlarne con un professionista della salute.
Non è necessario aspettare che la situazione diventi grave.
È altrettanto importante evitare l'autodiagnosi: un bambino che gioca molto non è automaticamente affetto da un disturbo da gioco. La valutazione deve considerare il comportamento nel suo complesso, la sua durata e l'impatto sulla vita quotidiana.
Videogiochi: l'obiettivo è trovare un equilibrio
I videogiochi possono occupare uno spazio normale nella vita di bambini e adolescenti. Il punto non è stabilire che giocare sia sempre positivo o sempre negativo, ma capire quando il gaming smette di essere un'attività tra le altre e inizia a prendere il posto delle altre dimensioni della vita.
Per un genitore, quindi, il segnale più importante non è soltanto il numero di ore trascorse davanti allo schermo, ma il cambiamento complessivo delle abitudini del figlio.
Se il gioco lascia spazio a sonno, scuola, movimento, relazioni e altre attività, il quadro è molto diverso da quello in cui il gaming diventa prioritario e difficile da controllare.
Quando invece compaiono difficoltà persistenti nel controllo del gioco e conseguenze significative sulla vita quotidiana, è consigliabile chiedere una valutazione professionale.

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