Allergie ai pollini primaverili: mi bruciano e lacrimano gli occhi.
Allergie ai pollini: occhi rossi, prurito e lacrimazione
Con l’arrivo della primavera aumentano i pollini presenti nell’aria e, per chi è allergico, possono comparire prurito, arrossamento e lacrimazione degli occhi.
Questi disturbi sono frequentemente associati alla congiuntivite allergica stagionale, una reazione della superficie oculare provocata dal contatto con pollini di alberi, graminacee e altre piante.
L’allergia ai pollini non colpisce necessariamente soltanto gli occhi. Possono essere presenti anche starnuti, naso che cola, congestione nasale, tosse e prurito alla gola.
Ridurre l’esposizione, evitare di strofinare gli occhi e adottare alcune precauzioni può contribuire ad alleviare i sintomi. È però importante non attribuire automaticamente all’allergia qualsiasi forma di arrossamento o bruciore: dolore, forte sensibilità alla luce e alterazioni visive richiedono una valutazione professionale.
Perché i pollini provocano allergia agli occhi?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
I pollini sono minuscole particelle prodotte dalle piante e trasportate nell’aria. Quando raggiungono la congiuntiva di una persona allergica, il sistema immunitario può riconoscerli come una minaccia.
La reazione comporta il rilascio di istamina e di altre sostanze che favoriscono:
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dilatazione dei piccoli vasi sanguigni;
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arrossamento;
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prurito;
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lacrimazione;
-
gonfiore della congiuntiva e delle palpebre;
-
produzione di secrezioni trasparenti o filamentose.
Non tutte le persone reagiscono agli stessi pollini. Il periodo di comparsa dei sintomi dipende dalla sensibilità individuale, dalla zona geografica e dalla stagione di fioritura delle diverse piante.
Per una spiegazione completa dei meccanismi e delle diverse forme puoi consultare il pillar dedicato alle allergie oculari, ai sintomi e alle possibili cause.
Quali pollini possono causare allergie oculari?
Le reazioni possono essere associate a pollini provenienti da:
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graminacee;
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betulla;
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cipresso;
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olivo;
-
nocciolo;
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ambrosia;
-
parietaria;
-
altre erbe e piante spontanee.
La definizione “allergia primaverile” è utile, ma non sempre precisa. Alcune piante possono infatti diffondere pollini alla fine dell’inverno, durante l’estate o anche nei primi mesi autunnali.
Il calendario pollinico cambia inoltre in base al clima e alla zona geografica. Per questo due persone che vivono in regioni differenti possono manifestare sintomi in momenti diversi.
Quali sono i sintomi dell’allergia ai pollini negli occhi?
Il sintomo più indicativo è generalmente il prurito oculare, spesso presente in entrambi gli occhi.
Possono comparire anche:
-
arrossamento;
-
lacrimazione abbondante;
-
gonfiore delle palpebre;
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bruciore;
-
sensazione di sabbia o corpo estraneo;
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secrezione trasparente;
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fastidio in presenza di vento o luce intensa;
-
temporaneo appannamento causato dalle lacrime;
-
frequente necessità di strofinare gli occhi.
I disturbi possono manifestarsi insieme a rinite allergica, starnuti, prurito al naso e congestione.
Il bruciore, da solo, non indica necessariamente un’allergia. Può essere associato anche a secchezza oculare, irritazione, uso prolungato degli schermi, esposizione al vento o utilizzo di prodotti cosmetici.
Perché gli occhi lacrimano quando c’è molto polline?
La lacrimazione rappresenta una delle risposte della superficie oculare al contatto con l’allergene.
L’occhio aumenta la produzione di lacrime nel tentativo di diluire e allontanare le particelle depositate sulla congiuntiva. Contemporaneamente, l’infiammazione può rendere la superficie più sensibile.
Lacrimazione e secchezza possono sembrare condizioni opposte, ma talvolta coesistono. Una superficie oculare instabile o irritata può infatti produrre lacrime riflesse, spesso molto acquose e poco efficaci nel mantenere un comfort duraturo.
In quali giornate i sintomi possono peggiorare?
La concentrazione dei pollini nell’aria non è costante.
I sintomi possono aumentare:
-
nelle giornate asciutte e ventose;
-
durante i periodi di intensa fioritura;
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in prati, parchi e aree con molta vegetazione;
-
durante il taglio dell’erba;
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dopo attività svolte a lungo all’aperto;
-
quando si viaggia con i finestrini aperti;
-
quando pollini depositati su capelli e vestiti vengono portati in casa.
La pioggia può temporaneamente ridurre la quantità di polline sospeso nell’aria, anche se condizioni meteorologiche e temporali possono produrre effetti differenti in base alla situazione.
Consultare i bollettini pollinici locali può aiutare a organizzare le attività, ma non permette di prevedere con assoluta precisione l’intensità dei sintomi individuali.
Come proteggere gli occhi dai pollini all’aperto
Evitare completamente i pollini è difficile. Alcuni comportamenti possono però ridurre il contatto con gli occhi:
-
indossare occhiali da sole all’aperto;
-
preferire montature sufficientemente ampie o avvolgenti;
-
evitare, quando possibile, le aree con vegetazione nei giorni di maggiore concentrazione;
-
tenere chiusi i finestrini dell’automobile;
-
evitare di sfregare gli occhi;
-
lavare il viso dopo una lunga permanenza all’aperto;
-
utilizzare un cappello con visiera nelle giornate ventose;
-
controllare i bollettini pollinici della propria zona.
Gli occhiali da sole non bloccano completamente gli allergeni, ma creano una barriera parziale contro pollini, polvere e vento.
Le lenti devono offrire un’adeguata protezione dai raggi ultravioletti: una colorazione scura, da sola, non garantisce la qualità del filtro solare.
Come evitare di portare i pollini in casa
Pollini e polvere possono depositarsi su capelli, pelle, vestiti, scarpe e occhiali. Una volta rientrati possono essere trasferiti su letto, divano e altre superfici.
Durante i periodi più intensi può essere utile:
-
togliere le scarpe all’ingresso;
-
cambiare gli abiti indossati all’aperto;
-
non appoggiare questi indumenti sul letto;
-
fare la doccia e lavare i capelli dopo una lunga esposizione;
-
cambiare regolarmente federe e biancheria;
-
pulire le superfici con metodi che limitino la dispersione della polvere;
-
evitare di stendere il bucato all’aperto nei giorni più critici;
-
tenere le finestre chiuse nei momenti di maggiore concentrazione;
-
pulire regolarmente filtri e impianti di climatizzazione.
Arieggiare la casa rimane importante, ma durante la stagione pollinica può essere opportuno scegliere gli orari in cui la concentrazione locale è più contenuta.
Come pulire gli occhiali durante la stagione pollinica
Sulla montatura e sulle lenti possono depositarsi particelle presenti nell’aria.
Per pulire gli occhiali è possibile:
-
lavarsi accuratamente le mani;
-
risciacquare l’occhiale con acqua tiepida;
-
utilizzare, quando necessario, un detergente delicato adatto;
-
risciacquare bene;
-
asciugare con un panno in microfibra pulito.
Non servono prodotti genericamente definiti “antiallergici”. È più importante rimuovere delicatamente polvere, pollini e residui senza danneggiare lenti o trattamenti superficiali.
Evitare detergenti domestici aggressivi, carta e materiali abrasivi.
Perché non bisogna strofinare gli occhi?
Strofinare gli occhi può dare un sollievo momentaneo, ma tende a peggiorare l’irritazione.
Lo sfregamento può:
-
aumentare il rilascio dei mediatori dell’infiammazione;
-
accentuare prurito e arrossamento;
-
favorire il gonfiore delle palpebre;
-
irritare la superficie oculare;
-
trasferire sporco e microrganismi dalle mani agli occhi.
Quando il prurito è intenso, può essere più utile applicare un impacco freddo sulle palpebre chiuse, utilizzando un panno pulito.
Non bisogna applicare direttamente sull’occhio ghiaccio, tisane, camomilla, oli essenziali o preparazioni domestiche.
Impacchi freddi e lacrime artificiali possono aiutare?
Un impacco freddo può contribuire a ridurre temporaneamente gonfiore, prurito e sensazione di calore.
Le lacrime artificiali possono invece aiutare a diluire e allontanare gli allergeni dalla superficie oculare. Non contengono necessariamente farmaci antiallergici e non sostituiscono un trattamento quando i sintomi sono più intensi.
Nei casi di utilizzo frequente può essere opportuno valutare prodotti senza conservanti, soprattutto in presenza di superficie oculare sensibile. La scelta deve tenere conto anche dell’eventuale uso di lenti a contatto.
Quali colliri si utilizzano per l’allergia ai pollini?
A seconda della situazione possono essere utilizzati:
-
colliri antistaminici;
-
stabilizzatori dei mastociti;
-
prodotti con entrambe le azioni;
-
lacrime artificiali;
-
altri medicinali prescritti nei casi più importanti.
Alcuni trattamenti agiscono soprattutto sul prurito già presente, mentre altri vengono impiegati per controllare la risposta allergica nel tempo.
Non tutti i colliri sono uguali e non è consigliabile utilizzare automaticamente un prodotto soltanto perché in passato ha alleviato un arrossamento.
La guida sui tipi di collirio e sul loro corretto utilizzo spiega le principali differenze.
I colliri cortisonici devono essere utilizzati esclusivamente sotto controllo professionale perché un impiego scorretto può aumentare la pressione oculare, favorire infezioni e causare altri effetti indesiderati.
I colliri che sbiancano l’occhio sono indicati?
I prodotti vasocostrittori riducono temporaneamente l’arrossamento restringendo i vasi della superficie oculare.
Non intervengono però direttamente sulla causa dell’allergia e un uso frequente può provocare un nuovo arrossamento quando l’effetto termina.
Non dovrebbero quindi diventare una soluzione abituale senza aver prima verificato l’origine del disturbo.
Gli antistaminici per bocca aiutano anche gli occhi?
Gli antistaminici orali possono essere utili quando l’allergia coinvolge anche naso e vie respiratorie. In alcune persone, tuttavia, possono aumentare la secchezza oculare.
Per questo motivo la scelta del trattamento deve considerare l’insieme dei sintomi e le altre condizioni individuali.
È opportuno chiedere indicazioni al medico o al farmacista, soprattutto in caso di gravidanza, allattamento, terapie concomitanti o patologie croniche.
Allergia ai pollini e lenti a contatto
Durante una fase allergica le lenti a contatto possono diventare meno confortevoli. Pollini, proteine e altri depositi possono accumularsi sulla loro superficie.
Se gli occhi sono rossi, gonfi o molto pruriginosi è prudente:
-
rimuovere le lenti;
-
utilizzare temporaneamente gli occhiali;
-
non rimetterle fino alla risoluzione dei sintomi;
-
rispettare rigorosamente tempi di sostituzione e manutenzione;
-
non applicare colliri sopra le lenti se il prodotto non è compatibile;
-
non utilizzare saliva o acqua del rubinetto per pulirle;
-
richiedere una valutazione se il fastidio persiste.
Un portatore di lenti a contatto che presenta dolore, forte fotofobia o riduzione della vista deve far controllare rapidamente l’occhio.
Allergia o congiuntivite infettiva?
La congiuntivite allergica non è contagiosa e interessa frequentemente entrambi gli occhi.
Sono caratteristici:
-
prurito;
-
lacrimazione trasparente;
-
gonfiore;
-
associazione con starnuti e rinite;
-
ricomparsa durante determinati periodi.
Una congiuntivite infettiva può invece iniziare da un solo occhio e produrre secrezioni più dense, croste sulle ciglia o palpebre incollate al risveglio.
La distinzione non è sempre evidente. Nell’articolo sulla congiuntivite allergica stagionale e perenne trovi un confronto più approfondito.
Le allergie ai pollini possono danneggiare la vista?
Le comuni forme stagionali provocano prevalentemente disturbi temporanei e, di norma, non causano danni permanenti alla vista.
Un appannamento che scompare sbattendo le palpebre può essere dovuto alle lacrime o alle secrezioni presenti sulla superficie oculare.
Una riduzione persistente della vista, il dolore o una fotofobia marcata non devono invece essere considerati normali manifestazioni dell’allergia. Alcune forme meno comuni e più importanti possono coinvolgere la cornea e richiedono una valutazione specialistica.
Quando è necessario un controllo?
È opportuno richiedere una valutazione quando:
-
i sintomi non migliorano;
-
gli episodi si ripetono frequentemente;
-
il prurito è molto intenso;
-
non è chiaro se si tratti di allergia o infezione;
-
le palpebre sono molto gonfie;
-
sono presenti secrezioni dense;
-
le lenti a contatto diventano improvvisamente intollerabili;
-
i prodotti già utilizzati non risultano efficaci.
Serve invece particolare rapidità in presenza di:
-
dolore oculare;
-
forte sensibilità alla luce;
-
improvvisa alterazione della vista;
-
arrossamento molto intenso in un solo occhio;
-
gonfiore importante intorno all’occhio;
-
trauma o contatto con sostanze chimiche;
-
difficoltà ad aprire l’occhio.
Questi segnali possono indicare una condizione differente da una semplice allergia stagionale.
Domande frequenti
Gli occhiali da sole fermano i pollini?
Non completamente. Possono però creare una barriera parziale, soprattutto se la montatura è ampia e avvolgente. Proteggono inoltre gli occhi da vento e raggi ultravioletti.
Posso lavare gli occhi con la camomilla?
È preferibile evitare infusi e preparazioni domestiche, che non sono sterili e possono contenere sostanze irritanti o allergizzanti.
Perché gli occhi prudono soprattutto all’aperto?
All’aperto la superficie oculare può entrare direttamente in contatto con i pollini trasportati dall’aria. Vento e clima secco possono aumentare ulteriormente il fastidio.
L’allergia ai pollini è contagiosa?
No. È una reazione immunitaria e non si trasmette da una persona all’altra.
Posso indossare le lenti a contatto durante l’allergia?
Se gli occhi sono arrossati, gonfi o pruriginosi è generalmente più prudente sospenderle temporaneamente e utilizzare gli occhiali.
Il bruciore agli occhi indica sempre un’allergia?
No. Può dipendere anche da secchezza, irritazione, vento, cosmetici, schermi o altre condizioni. Il prurito intenso associato a lacrimazione e rinite è maggiormente indicativo di una componente allergica.
Quando comincia la stagione dei pollini?
Dipende dalla pianta, dalla zona e dal clima. Alcuni pollini compaiono già alla fine dell’inverno, altri durante primavera, estate o inizio autunno.
Conclusione
Le allergie ai pollini possono provocare prurito, occhi rossi, gonfiore e lacrimazione, spesso insieme a starnuti e congestione nasale.
Occhiali da sole, corretta igiene, riduzione dell’esposizione, impacchi freddi e pulizia degli occhiali possono contribuire a contenere il fastidio.
I colliri antistaminici e gli altri medicinali devono essere scelti in base alla situazione, senza ricorrere autonomamente a prodotti cortisonici o vasocostrittori.
Dolore, forte fotofobia e alterazioni persistenti della vista non sono sintomi da attribuire automaticamente ai pollini e richiedono una valutazione professionale.

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