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  • Salute e Benessere

Importanza del gioco nei bambini per il loro sviluppo cognitivo, affettivo e sociale

Per un bambino il gioco non è soltanto divertimento. È uno dei modi principali attraverso cui esplora l'ambiente, impara a coordinare il corpo, riconosce forme e distanze, interagisce con altre persone e mette progressivamente in relazione ciò che vede con ciò che fa.

Anche la vista partecipa a questo processo.

Guardare un volto, seguire una palla, raggiungere un oggetto, costruire una torre, disegnare, correre verso una meta o cercare qualcosa nello spazio richiedono infatti una continua collaborazione tra occhi, cervello e movimento.

Questo non significa che determinati giochi possano “allenare” gli occhi fino a eliminare miopia, astigmatismo o strabismo. Il normale gioco favorisce piuttosto lo sviluppo delle abilità percettive e visuo-motorie che il bambino utilizza ogni giorno.

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Larghezza montatura

Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta

  • XS fino a 123 mm.

  • S da 124 a 128 mm.

  • M da 129 a 133 mm.

  • L da 134 a 138 mm.

  • XL da 139 a 142 mm.

  • XXL oltre 143 mm.

Per una panoramica generale sulla maturazione della funzione visiva puoi consultare la guida sulla vista dei bambini.

Che rapporto esiste tra gioco e sviluppo della vista?

La vista non funziona isolatamente.

Durante la crescita il bambino impara progressivamente a utilizzare le informazioni visive per:

  • orientarsi nello spazio;

  • dirigere le mani verso un oggetto;

  • seguire qualcosa che si muove;

  • riconoscere forme;

  • valutare distanze;

  • coordinare occhi e corpo;

  • anticipare la traiettoria di una palla;

  • muoversi evitando ostacoli.

Il gioco offre continuamente occasioni per mettere insieme queste capacità.

Quando un bambino afferra un cubo, per esempio, non utilizza soltanto le mani. Deve prima localizzarlo visivamente, stimarne posizione e distanza, dirigere il braccio e correggere il movimento in base a ciò che vede.

Il neonato gioca già con ciò che vede?

Sì, anche se naturalmente il tipo di gioco cambia molto durante il primo anno.

È scorretto affermare che un neonato non possa giocare con gli oggetti fino all'anno di età.

Già nei primi mesi il bambino inizia progressivamente a:

  • osservare volti;

  • fissare oggetti;

  • seguirne il movimento;

  • interessarsi a forme e contrasti;

  • raggiungere ciò che vede;

  • manipolare gli oggetti che riesce ad afferrare.

Vista, tatto e movimento cominciano così a integrarsi.

Per approfondire le tappe normali di maturazione puoi leggere la guida sulla vista nei neonati.

Perché i giochi ad alto contrasto attirano i neonati?

Nei primi periodi la capacità di distinguere dettagli fini e colori è ancora in maturazione.

Immagini con bordi molto definiti e forte contrasto possono quindi risultare più facilmente visibili.

Per questo molti giochi destinati ai neonati utilizzano:

  • bianco e nero;

  • motivi geometrici;

  • colori molto contrastanti;

  • forme grandi.

Non significa però che siano necessari speciali strumenti per “allenare” una vista normale.

Il normale ambiente, i volti e l'interazione quotidiana forniscono già moltissimi stimoli visivi.

Come cambia il gioco con la crescita?

Non esiste una sequenza identica al giorno preciso per tutti i bambini.

In generale, durante la crescita il gioco tende a passare progressivamente da attività soprattutto esplorative a compiti sempre più complessi che richiedono:

  • manipolazione;

  • imitazione;

  • immaginazione;

  • movimento;

  • cooperazione;

  • rispetto di semplici regole.

Anche le richieste visive cambiano.

Un bambino piccolo può essere concentrato sull'afferrare e manipolare oggetti; più avanti può dover seguire una palla, costruire, disegnare, riconoscere simboli e coordinarsi con altri bambini.

Le tappe devono quindi essere interpretate come progressioni indicative, non come scadenze rigide.

Che cos'è la coordinazione occhio-mano?

È la capacità di utilizzare ciò che vediamo per guidare i movimenti delle mani.

Serve in moltissime attività:

  • prendere un oggetto;

  • impilare cubi;

  • infilare forme;

  • disegnare;

  • ritagliare;

  • usare le posate;

  • lanciare e prendere una palla.

La coordinazione occhio-mano migliora progressivamente attraverso l'esperienza e lo sviluppo motorio.

Non dipende però soltanto dalla vista: partecipano anche controllo motorio, attenzione, sensibilità tattile e capacità cognitive.

Quali giochi favoriscono la coordinazione occhio-mano?

Molte normali attività infantili la coinvolgono spontaneamente.

Per esempio:

  • costruzioni;

  • incastri;

  • puzzle adatti all'età;

  • disegno;

  • pasta modellabile;

  • infilare elementi di dimensioni sicure;

  • giochi con la palla;

  • attività manuali.

Non è necessario acquistare giochi definiti “per allenare la vista”.

La cosa importante è proporre attività adeguate all'età e sicure, lasciando al bambino la possibilità di esplorare.

Perché afferrare gli oggetti è importante anche per la percezione visiva?

Quando il bambino vede un oggetto e cerca di raggiungerlo, confronta continuamente l'informazione visiva con il risultato del movimento.

Progressivamente impara meglio a stimare:

  • posizione;

  • distanza;

  • dimensione;

  • orientamento.

Vista e movimento si influenzano quindi reciprocamente.

Con l'esperienza, il bambino diventa sempre più efficace nel trasformare ciò che vede in un'azione.

Come si sviluppa la percezione della profondità?

La percezione dello spazio dipende da numerosi indizi visivi.

Tra questi ci sono informazioni provenienti dalla collaborazione dei due occhi, ma anche:

  • dimensione apparente;

  • movimento;

  • sovrapposizione degli oggetti;

  • prospettiva;

  • esperienza.

Durante i primi mesi la visione binoculare continua a maturare e successivamente il movimento offre al bambino numerosissime occasioni per comprendere meglio lo spazio.

Gattonare, camminare, raggiungere oggetti e giocare con elementi posti a distanze differenti contribuiscono quindi all'esperienza visuo-spaziale.

Giocare con una palla è utile per lo sviluppo visuo-motorio?

Sì, perché una palla in movimento richiede l'integrazione di numerose informazioni.

Il bambino deve:

  • individuarla;

  • seguirne la traiettoria;

  • stimarne velocità e posizione;

  • coordinare mani o piedi;

  • adattare il movimento.

Con l'età queste attività diventano progressivamente più complesse.

Non sono però “esercizi terapeutici” per correggere un difetto visivo: sono semplicemente ottime attività motorie e percettive.

Costruzioni e puzzle aiutano la vista?

Possono essere attività utili allo sviluppo di abilità come:

  • riconoscimento di forme;

  • orientamento spaziale;

  • coordinazione occhio-mano;

  • pianificazione;

  • attenzione.

Il beneficio riguarda quindi l'integrazione tra percezione, pensiero e movimento.

Non bisogna però attribuire loro capacità che non hanno.

Un puzzle non corregge miopia o ambliopia e le costruzioni non sostituiscono un eventuale trattamento prescritto.

Disegnare aiuta lo sviluppo visivo?

Disegno e attività grafiche richiedono un'interessante collaborazione tra:

  • vista;

  • controllo fine della mano;

  • percezione delle forme;

  • pianificazione;

  • attenzione.

Con il tempo il bambino impara a controllare meglio il tratto e a rappresentare ciò che osserva o immagina.

Anche in questo caso il beneficio è soprattutto visuo-motorio e cognitivo, non refrattivo.

Disegnare molto non fa diminuire le diottrie e non rende l'occhio più forte.

Giocare all'aperto fa bene anche alla vista?

Sì, e non soltanto perché consente al bambino di muoversi.

Il tempo trascorso all'aperto durante l'infanzia è associato a un minor rischio di insorgenza della miopia.

Il fenomeno sembra dipendere da diversi fattori, tra cui l'esposizione alla luce naturale e il diverso comportamento visivo rispetto alle attività svolte prevalentemente al chiuso e a distanza ravvicinata.

Questo rende il gioco all'aperto una buona abitudine da incoraggiare.

Giocare all'aperto impedisce sicuramente la miopia?

No.

La miopia dipende da più fattori, compresa la predisposizione individuale e familiare.

Trascorrere più tempo all'aperto può essere associato a una riduzione del rischio di insorgenza, ma non garantisce che un bambino non diventi miope.

Inoltre non bisogna confondere prevenzione dell'insorgenza e trattamento di una miopia già presente.

Un bambino già miope può naturalmente beneficiare del gioco all'aperto come buona abitudine, ma questo non sostituisce occhiali, controlli o eventuali strategie specifiche per la progressione.

Per approfondire puoi leggere la guida su come proteggere la vista dei bambini nella vita quotidiana.

Gioco all'aperto o videogiochi: bisogna scegliere?

Non è necessario pensare in termini assoluti.

Le attività digitali possono far parte della vita del bambino, ma è importante che non sostituiscano continuamente:

  • movimento;

  • gioco fisico;

  • interazione sociale;

  • attività all'aperto;

  • esplorazione dell'ambiente.

Il problema non è che un videogioco “rovini gli occhi” dopo pochi minuti.

È più utile considerare l'equilibrio complessivo della giornata.

Gli schermi bloccano lo sviluppo della vista?

Non in modo così semplice.

La normale luce emessa da smartphone, tablet e televisori non è considerata una causa dimostrata di danno retinico nel normale utilizzo quotidiano.

Un uso molto prolungato può però significare:

  • molte ore di attività da vicino;

  • meno movimento;

  • meno tempo all'aperto;

  • riduzione dell'ammiccamento;

  • possibile discomfort oculare.

Nei bambini piccoli esistono inoltre considerazioni più ampie legate allo sviluppo, all'interazione e alla qualità delle attività, che vanno oltre la sola salute degli occhi.

Servono occhiali anti-luce blu quando il bambino gioca con il tablet?

Non come regola generale.

Non è necessario far indossare automaticamente occhiali con filtro selettivo della luce blu a un bambino semplicemente perché utilizza uno schermo.

Se compare fastidio è più utile valutare:

  • durata;

  • distanza;

  • illuminazione;

  • dimensione dello schermo;

  • eventuale difetto refrattivo;

  • frequenza delle pause.

La normale luce blu dei display non deve essere presentata come una minaccia inevitabile per la retina.

Quanto vicino può tenere un gioco o un libro?

Non è necessario misurare continuamente ogni distanza.

Il bambino deve poter giocare o leggere in una posizione confortevole.

Se però mantiene sistematicamente libri, giochi o dispositivi molto vicini al volto, soprattutto insieme ad altri comportamenti sospetti, può essere utile osservare con maggiore attenzione la sua funzione visiva.

Avvicinare un oggetto una volta non significa essere miopi.

La guida sui segnali di possibili problemi agli occhi nei bambini approfondisce ciò che merita realmente attenzione.

Un bambino che non prende bene la palla ha un problema di vista?

Non necessariamente.

Prendere una palla richiede molte capacità contemporaneamente:

  • visione;

  • coordinazione;

  • timing;

  • esperienza;

  • attenzione;

  • controllo motorio.

Un bambino può semplicemente essere meno allenato in quella specifica attività.

Una difficoltà visiva diventa più plausibile quando si associa ad altri comportamenti, per esempio difficoltà nel localizzare oggetti, riconoscere elementi a distanza o utilizzare correttamente un occhio.

Un singolo gioco non è un test diagnostico.

I giochi possono essere utilizzati per verificare la vista a casa?

Possono permettere ai genitori di osservare il comportamento del bambino, ma non sostituiscono uno screening o una visita.

Seguire un giocattolo con gli occhi, raggiungerlo o riconoscerlo non permette di escludere:

  • astigmatismo;

  • ipermetropia;

  • anisometropia;

  • ambliopia;

  • altre condizioni oculari.

Il bambino può utilizzare bene un occhio e compensare quello con funzione peggiore.

Quando serve una valutazione vera, esistono test specificamente adattati all'età.

Il gioco può curare l'ambliopia?

Non bisogna presentare il normale gioco come cura autonoma dell'ambliopia.

Durante un trattamento prescritto, alcune attività visive possono rendere più piacevole il tempo nel quale il bambino deve utilizzare maggiormente un determinato occhio, per esempio durante un'eventuale occlusione.

Ma la terapia dell'ambliopia dipende dalla causa e può comprendere:

  • correzione ottica;

  • trattamento della condizione sottostante;

  • occlusione quando indicata;

  • altre strategie.

Non bisogna iniziare esercizi o bendaggi autonomamente.

I giochi oculari possono correggere lo strabismo?

Non genericamente.

Lo strabismo comprende condizioni diverse e il trattamento dipende dal tipo e dalla causa.

In alcuni casi possono essere indicati specifici percorsi ortottici, ma questo non significa che far seguire oggetti o muovere volontariamente gli occhi possa correggere qualsiasi strabismo.

Gli esercizi devono avere un'indicazione precisa.

Esistono giochi che curano la miopia?

No.

Non esistono giochi capaci di far regredire la normale miopia modificando autonomamente la lunghezza o il potere ottico dell'occhio.

Attività all'aperto e buone abitudini possono essere importanti nell'ambito della prevenzione e della gestione del rischio, ma non sostituiscono la correzione o le eventuali strategie di controllo della progressione.

Il gioco può aiutare un bambino che porta gli occhiali?

Sì, nel senso più semplice: un bambino che vede correttamente può partecipare più facilmente alle attività visive e motorie.

Quando gli occhiali sono prescritti per uso continuativo non dovrebbero essere tolti automaticamente ogni volta che il bambino vuole giocare.

Bisogna piuttosto valutare:

  • tipo di attività;

  • stabilità della montatura;

  • rischio di urti;

  • eventuale necessità di protezioni specifiche.

Come devono essere gli occhiali di un bambino molto attivo?

Devono prima di tutto vestire correttamente.

Una montatura adatta dovrebbe:

  • rimanere stabile;

  • non scivolare continuamente;

  • non comprimere;

  • essere compatibile con le lenti;

  • adattarsi alla forma del viso.

Flessibilità e resistenza possono essere caratteristiche utili, ma nessuna normale montatura deve essere considerata completamente indistruttibile.

Per approfondire puoi consultare la guida sulle montature per occhiali da bambini.

Quali giochi possono essere pericolosi per gli occhi?

Molti incidenti oculari possono verificarsi durante attività apparentemente comuni.

Particolare cautela è utile con:

  • oggetti appuntiti;

  • bastoncini;

  • giocattoli che lanciano proiettili;

  • elastici;

  • palline ad alta velocità;

  • oggetti rotti;

  • sostanze chimiche o detergenti.

Il rischio dipende naturalmente dall'età del bambino, dal tipo di gioco e dalla supervisione.

Le pistole giocattolo possono causare traumi oculari?

Qualsiasi oggetto capace di lanciare un proiettile verso il viso può creare un rischio per l'occhio.

La gravità dipende da:

  • velocità;

  • forma;

  • distanza;

  • punto di impatto.

Il fatto che un prodotto sia definito “giocattolo” non rende impossibile un trauma.

È importante rispettare le indicazioni di sicurezza e impedire che i bambini mirino al volto.

Cosa fare se un giocattolo colpisce l'occhio?

Dipende dall'intensità del trauma.

Dopo un colpo importante, soprattutto se compaiono:

  • dolore significativo;

  • riduzione della vista;

  • forte fotofobia;

  • sanguinamento;

  • deformazione;

  • difficoltà ad aprire l'occhio;

è opportuno richiedere una valutazione medica.

Non bisogna esercitare pressione su un occhio gravemente traumatizzato.

La guida sugli infortuni agli occhi e come prevenirli approfondisce il tema della sicurezza.

Durante lo sport servono occhiali protettivi?

Per alcune attività a rischio può essere opportuno utilizzare protezioni oculari progettate specificamente per lo sport.

Un normale occhiale da vista non è automaticamente un dispositivo di protezione.

Il rischio è maggiore soprattutto negli sport con:

  • palline veloci;

  • racchette;

  • contatto fisico;

  • oggetti che possono colpire il viso.

La scelta dipende dallo sport e dalle esigenze visive del bambino.

Come proteggere gli occhi durante il gioco all'aperto?

Protezione visiva non significa soltanto evitare i traumi.

In condizioni di forte esposizione solare è utile considerare:

  • cappellino;

  • ombra;

  • occhiali da sole adeguati all'età;

  • corretta protezione UV.

Una lente molto scura non è automaticamente più protettiva dagli ultravioletti.

È importante anche insegnare al bambino a non lanciare terra, sabbia o altri materiali verso il volto dei compagni.

I giochi molto piccoli sono un problema per la vista?

Il rischio principale non è visivo ma di sicurezza generale, soprattutto nei bambini piccoli.

Componenti di dimensioni ridotte possono rappresentare un rischio di ingestione o soffocamento.

Nella scelta dei giochi è quindi necessario rispettare sempre l'età indicata e considerare il livello di sviluppo reale del bambino.

La sicurezza viene prima dell'obiettivo di stimolare una determinata abilità.

Il gioco solitario è meno utile del gioco con altri bambini?

Non necessariamente.

Gioco solitario e gioco sociale possono avere funzioni differenti.

Il gioco individuale può favorire:

  • esplorazione;

  • concentrazione;

  • autonomia;

  • immaginazione.

Il gioco con altri bambini introduce invece elementi come:

  • comunicazione;

  • cooperazione;

  • imitazione;

  • negoziazione delle regole.

Entrambi possono far parte di uno sviluppo normale.

Non è utile trasformare una preferenza occasionale in un segnale patologico.

Il gioco di gruppo contribuisce anche allo sviluppo visivo?

Indirectamente sì, perché molte attività sociali richiedono continuamente di osservare:

  • volti;

  • gesti;

  • movimento;

  • posizione degli altri nello spazio;

  • oggetti condivisi.

Giochi con regole, sport e attività di gruppo richiedono inoltre una crescente integrazione tra percezione, attenzione e movimento.

Il beneficio non riguarda però soltanto la vista: partecipano sviluppo motorio, cognitivo, linguistico e sociale.

Gioco e scuola richiedono capacità visive diverse?

In parte sì.

Durante il gioco il bambino può utilizzare molto:

  • movimento;

  • visione periferica;

  • coordinazione occhio-mano;

  • orientamento nello spazio.

A scuola diventano particolarmente importanti anche:

  • lettura;

  • scrittura;

  • passaggio vicino-lontano;

  • osservazione della lavagna;

  • utilizzo di schermi.

Le capacità si sovrappongono e continuano a maturare.

Per i bambini che utilizzano una correzione puoi consultare la guida sugli occhiali a scuola.

Quando una difficoltà nel gioco può meritare attenzione?

Non bisogna preoccuparsi per una singola attività che il bambino esegue meno bene dei coetanei.

Può invece essere utile approfondire quando si osservano in modo persistente comportamenti come:

  • difficoltà a fissare o seguire oggetti;

  • frequenti collisioni con elementi sempre dallo stesso lato;

  • evidente difficoltà nel localizzare ciò che viene indicato;

  • chiusura abituale di un occhio;

  • posizione anomala della testa;

  • importante difficoltà nel vedere oggetti lontani;

  • nuova perdita di capacità precedentemente acquisite.

Anche in questi casi non bisogna tentare di formulare una diagnosi osservando il gioco.

L'osservazione serve soprattutto a decidere se sia opportuno un controllo.

Il bambino che gioca normalmente può comunque avere un problema visivo?

Sì.

Un comportamento apparentemente normale non esclude ogni problema.

Un bambino con un occhio che vede bene può compensare efficacemente una riduzione della funzione dell'altro.

Anche errori refrattivi moderati possono non produrre comportamenti evidenti.

Per questo i controlli visivi non devono dipendere esclusivamente da quanto il bambino sembri abile durante il gioco.

Qual è il ruolo dei genitori nel gioco e nello sviluppo visivo?

Non è necessario trasformare ogni momento di gioco in un'attività educativa programmata.

È più utile offrire:

  • ambienti sicuri;

  • occasioni di movimento;

  • esperienze sia vicine sia lontane;

  • tempo all'aperto;

  • giochi adeguati all'età;

  • possibilità di esplorazione.

Il genitore può inoltre osservare come il bambino utilizza la vista senza sottoporlo continuamente a test.

La normalità dello sviluppo comprende una grande variabilità individuale.

Gioco e sviluppo visivo: cosa bisogna ricordare

Il gioco accompagna la maturazione di numerose capacità che coinvolgono anche la vista.

Attraverso attività quotidiane il bambino impara progressivamente a:

  • seguire oggetti;

  • raggiungerli;

  • coordinare mano e occhio;

  • interpretare distanze;

  • muoversi nello spazio;

  • reagire agli oggetti in movimento;

  • utilizzare la visione durante attività sempre più complesse.

Non servono però giochi speciali per “rafforzare gli occhi” di un bambino con normale sviluppo.

Allo stesso modo, costruzioni, puzzle, esercizi oculari o giochi con la palla non devono essere presentati come terapie per miopia, astigmatismo, ambliopia o strabismo.

Le abitudini più sensate sono molto più semplici: favorire varietà di attività, movimento, gioco all'aperto, interazione e sicurezza, mantenendo attenzione verso eventuali segnali visivi persistenti.

Il gioco è quindi un'importante occasione di sviluppo, ma anche una finestra attraverso la quale genitori e adulti possono osservare come il bambino utilizza la propria visione nella vita reale.

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