3 tazze di caffè al giorno aiutano ad evitare l’infarto: lo dice la scienza
Il caffè fa bene o male agli occhi?
Per la maggior parte delle persone sane un consumo moderato di caffè non sembra rappresentare di per sé un problema per la vista. La caffeina, però, può produrre effetti temporanei su alcune funzioni oculari, tra cui la pressione intraoculare e la circolazione dei tessuti dell’occhio, e merita maggiore attenzione in chi soffre di glaucoma o ipertensione oculare.
Non è quindi corretto classificare il caffè semplicemente come “buono” o “cattivo” per gli occhi.
Gli effetti dipendono dalla quantità di caffeina, dalle condizioni individuali e dalla presenza di eventuali patologie oculari.
La caffeina può aumentare la pressione dell’occhio?
Può farlo temporaneamente.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Dopo l’assunzione di caffeina sono state osservate variazioni della pressione intraoculare, cioè della pressione presente all’interno dell’occhio.
Nelle persone sane l’effetto è generalmente piccolo e gli studi non forniscono risultati completamente uniformi.
L’attenzione diventa maggiore nelle persone con glaucoma o ipertensione oculare, nelle quali alcuni studi hanno osservato un aumento transitorio più evidente.
Questo non significa che una tazza di caffè provochi il glaucoma.
La pressione intraoculare è soltanto uno dei fattori coinvolti nella malattia e deve essere valutata nel contesto della situazione individuale.
Chi ha il glaucoma deve eliminare completamente il caffè?
Non necessariamente.
Non esiste una raccomandazione universale che imponga a ogni persona con glaucoma di eliminare completamente il caffè.
Tuttavia, chi presenta glaucoma, ipertensione oculare o una forte predisposizione può avere motivo di discutere con l’oculista la quantità di caffeina consumata abitualmente.
È particolarmente poco utile modificare autonomamente terapia o abitudini sulla base di un singolo studio.
Per una panoramica sulle principali patologie oculari puoi leggere malattie degli occhi più comuni: sintomi e segnali.
Bere molto caffè può alterare gli esami oculari?
La caffeina può provocare modificazioni temporanee di alcuni parametri fisiologici.
Per questo, quando vengono effettuate misurazioni molto precise della pressione intraoculare o esami nell’ambito del monitoraggio di determinate patologie, può essere utile comunicare al professionista se poco prima si sono consumati caffè, bevande energetiche o altre fonti importanti di caffeina.
Non significa che una misurazione dopo un caffè sia necessariamente inutile, ma conoscere le condizioni nelle quali è stata effettuata aiuta a interpretare meglio il risultato.
Caffè e occhio secco sono collegati?
Il rapporto non è semplice.
Per molto tempo si è pensato che la caffeina, favorendo la diuresi, potesse necessariamente disidratare l’organismo e peggiorare la secchezza oculare.
Le ricerche disponibili non confermano però in modo convincente che un normale consumo di caffeina provochi di per sé l’occhio secco.
Alcuni studi hanno persino osservato possibili effetti sulla produzione lacrimale, ma i risultati non sono sufficienti per consigliare il caffè come trattamento.
Chi soffre di secchezza oculare dovrebbe quindi concentrarsi sulle cause reali del problema anziché eliminare automaticamente il caffè.
Puoi approfondire nella guida occhio secco: cause e trattamento.
Il caffè può migliorare la vista?
No, almeno non nel senso comunemente attribuito a questa espressione.
La caffeina stimola il sistema nervoso centrale e può aumentare temporaneamente attenzione e vigilanza.
Questo può far sentire una persona più sveglia, ma non corregge un difetto refrattivo e non rende l’occhio capace di vedere meglio.
Bere caffè non corregge:
miopia, ipermetropia, astigmatismo o presbiopia.
E non sostituisce occhiali, lenti a contatto o trattamenti prescritti.
La caffeina può influenzare retina e coroide?
Sì, almeno temporaneamente.
La caffeina ha effetti sul sistema vascolare e gli studi condotti con tecniche di imaging oculare hanno osservato modificazioni transitorie della coroide e di alcuni parametri della microcircolazione retinica dopo l’assunzione.
La coroide è il tessuto vascolarizzato situato dietro la retina e contribuisce alla nutrizione delle strutture oculari.
Queste variazioni misurabili non significano automaticamente che il consumo abituale di caffè danneggi la retina.
Il significato clinico di molti di questi cambiamenti è ancora oggetto di studio.
Caffè e degenerazione maculare: esiste un rapporto?
La ricerca ha valutato anche un possibile rapporto tra caffeina e degenerazione maculare legata all’età.
I risultati non permettono però di affermare che bere caffè prevenga la malattia.
Alcuni studi hanno suggerito associazioni potenzialmente favorevoli, mentre altri non hanno rilevato un effetto significativo.
Per la prevenzione è quindi molto più importante concentrarsi sui fattori di rischio meglio conosciuti, come fumo, età, familiarità e salute cardiovascolare.
Il caffè può far tremare le palpebre?
Un consumo elevato di caffeina può favorire nervosismo, tremori e maggiore eccitabilità in alcune persone.
Quando compare un piccolo tremore della palpebra, ridurre temporaneamente caffeina, stress e mancanza di sonno può essere ragionevole.
Questo tipo di tremolio è spesso benigno e transitorio.
Se invece le contrazioni sono persistenti, coinvolgono più parti del volto o provocano la chiusura involontaria dell’occhio, è opportuno valutarne la causa.
Quanta caffeina c’è in una tazza di caffè?
La quantità può variare molto.
Dipende dal tipo di caffè, dalla quantità utilizzata, dal metodo di preparazione e dalle dimensioni della bevanda.
Non è quindi corretto ragionare soltanto in termini di “numero di tazzine”.
Anche tè, bevande energetiche, cola, cioccolato e alcuni farmaci possono contribuire all’assunzione totale giornaliera di caffeina.
Chi deve limitarla dovrebbe quindi considerare tutte le fonti.
Il caffè decaffeinato ha gli stessi effetti?
Il caffè decaffeinato contiene generalmente quantità molto inferiori di caffeina.
Di conseguenza gli effetti acuti attribuiti alla caffeina, come eventuali variazioni della pressione intraoculare, tendono a essere molto più contenuti.
Il decaffeinato può quindi rappresentare un’alternativa per chi desidera ridurre l’assunzione di caffeina senza rinunciare al caffè.
Quando conviene parlarne con l’oculista?
Può essere utile discutere il consumo di caffeina con lo specialista soprattutto se si è affetti da:
glaucoma, ipertensione oculare o altre condizioni per le quali viene monitorata attentamente la pressione dell’occhio.
Anche in questi casi non bisogna interpretare il caffè come la causa unica del problema.
L’obiettivo è valutare l’insieme dei fattori di rischio e mantenere regolari i controlli indicati.
Per approfondire puoi leggere prevenzione oculistica: controlli e visite per proteggere la vista.
In sintesi
Il consumo moderato di caffè non sembra rappresentare un problema particolare per gli occhi della maggior parte delle persone sane. La caffeina può però provocare variazioni temporanee della pressione intraoculare e di alcuni parametri della circolazione oculare.
Chi soffre di glaucoma o ipertensione oculare può avere motivo di prestare maggiore attenzione alla quantità di caffeina assunta e parlarne con il proprio oculista.
Il caffè, invece, non migliora la vista, non corregge i difetti refrattivi e non deve essere considerato un trattamento per le malattie oculari.

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