Ottico, oculista, optometrista
Oculista, ottico e optometrista si occupano della visione da prospettive differenti: capire i rispettivi ruoli aiuta a sapere a chi rivolgersi per una visita, una correzione visiva o la realizzazione degli occhiali
Ottico, oculista e optometrista vengono spesso confusi, soprattutto perché tutti e tre possono entrare, con competenze differenti, nel percorso che porta una persona a vedere meglio.
In realtà non sono figure intercambiabili.
L'oculista, o medico oftalmologo, è un medico specializzato nella salute degli occhi e può diagnosticare e trattare patologie oculari.
L'ottico è invece il professionista abilitato che si occupa principalmente degli ausili ottici, come occhiali e lenti a contatto, nei limiti previsti dalla normativa.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
L'optometrista si occupa della valutazione funzionale della visione e dei problemi refrattivi attraverso tecniche optometriche, ma in Italia il suo inquadramento professionale è differente da quello del medico oculista e dell'ottico e non gli attribuisce competenze di diagnosi o terapia delle malattie oculari.
Capire queste differenze è importante soprattutto quando bisogna decidere da chi andare in base al problema che si presenta.
Chi è l'oculista?
L'oculista, chiamato anche oftalmologo, è un medico laureato in Medicina e Chirurgia che ha completato la specializzazione in Oftalmologia.
Il suo compito riguarda la salute dell'occhio nel suo complesso.
Durante una visita può valutare non soltanto quanto una persona vede, ma anche le condizioni delle diverse strutture oculari.
Può quindi occuparsi della diagnosi e della gestione di condizioni come cataratta, glaucoma, patologie della retina, infiammazioni, alterazioni della cornea e numerosi altri problemi oculari.
L'oculista può inoltre prescrivere esami diagnostici, farmaci e, quando necessario, indicare o eseguire trattamenti chirurgici.
Per questo è la figura di riferimento quando esiste il sospetto di una patologia dell'occhio.
Quando è meglio rivolgersi all'oculista?
La visita oculistica non serve soltanto quando si vede male.
Può essere importante anche quando la vista sembra buona, perché alcune patologie oculari nelle fasi iniziali possono produrre pochi sintomi.
È particolarmente indicato rivolgersi all'oculista quando compaiono:
-
diminuzione improvvisa o progressiva della vista;
-
dolore oculare;
-
forte arrossamento persistente;
-
lampi luminosi o improvviso aumento di corpi mobili;
-
visione doppia;
-
alterazioni del campo visivo;
-
traumi oculari;
-
sintomi nuovi o persistenti.
Anche i controlli periodici possono avere un ruolo importante in funzione dell'età, della storia familiare e delle condizioni personali.
Puoi approfondire quando effettuare controlli e visite per proteggere la vista.
Che cosa fa l'ottico?
L'ottico è una figura professionale distinta dal medico oculista.
In Italia l'ottico rientra tra le arti ausiliarie delle professioni sanitarie.
Il suo lavoro riguarda soprattutto la realizzazione, fornitura, adattamento e controllo degli ausili ottici.
È quindi il professionista che incontriamo quando dobbiamo trasformare una prescrizione in un paio di occhiali realmente utilizzabile.
Non si limita a “vendere una montatura”.
Deve valutare numerosi aspetti tecnici, tra cui:
-
caratteristiche della prescrizione;
-
scelta delle lenti;
-
misure della montatura;
-
centratura;
-
distanza interpupillare;
-
altezza di montaggio;
-
regolazione dell'occhiale;
-
compatibilità tra montatura e lenti.
Una prescrizione corretta montata male può infatti dare origine a un occhiale poco confortevole.
Per questo il lavoro dell'ottico rappresenta un passaggio tecnico fondamentale nella realizzazione dell'occhiale.
L'ottico può controllare la vista?
Qui è importante evitare semplificazioni.
Le competenze dell'ottico sono definite dalla normativa italiana e non coincidono con quelle di un medico.
L'ottico può svolgere attività connesse alla correzione ottica nei limiti previsti dalla propria abilitazione, ma non effettua diagnosi di malattie oculari e non sostituisce una visita medica oculistica.
Se durante una valutazione emergono sintomi insoliti, un peggioramento non spiegato della vista o elementi che fanno sospettare un problema patologico, il riferimento appropriato rimane il medico oculista.
La distinzione fondamentale è quindi tra correggere un difetto ottico e diagnosticare una malattia dell'occhio.
Chi è l'optometrista?
L'optometria studia il funzionamento della visione e la misurazione delle condizioni refrattive e funzionali del sistema visivo.
Un optometrista può utilizzare tecniche e test specifici per valutare, per esempio, la capacità visiva e alcuni aspetti della funzione binoculare e refrattiva.
In Italia bisogna però fare una precisazione importante.
La figura dell'optometrista non ha lo stesso inquadramento giuridico di una professione medica e non deve essere confusa con l'oculista.
Esistono percorsi universitari e professionisti con formazione specifica in ottica e optometria, ma questo non attribuisce la possibilità di diagnosticare patologie oculari, prescrivere farmaci o effettuare trattamenti medici.
Per questo, quando si utilizza il termine “optometrista”, è importante verificare anche la formazione e l'eventuale abilitazione da ottico del singolo professionista.
Oculista, ottico o optometrista: da chi andare?
La scelta dipende da ciò di cui abbiamo bisogno.
Se vogliamo controllare la salute degli occhi, abbiamo sintomi, sospettiamo una malattia oppure abbiamo bisogno di una diagnosi, il riferimento è l'oculista.
Se abbiamo già una prescrizione e dobbiamo scegliere e realizzare occhiali e lenti, il riferimento è l'ottico.
Una valutazione optometrica può invece essere utile per approfondire determinati aspetti funzionali e refrattivi della visione, ricordando però che non sostituisce la valutazione medica quando esiste un possibile problema patologico.
Le tre attività possono quindi essere complementari, ma non equivalenti.
Un esempio pratico: devo cambiare gli occhiali
Immaginiamo di accorgerci che con i vecchi occhiali non vediamo più bene.
La prima domanda è capire perché.
Se la prescrizione è vecchia, se il cambiamento è significativo o se sono presenti altri sintomi, può essere opportuno eseguire una visita oculistica.
Una volta ottenuta la nuova prescrizione, l'ottico può occuparsi della realizzazione del nuovo occhiale.
Dovrà scegliere insieme al cliente la montatura e le lenti più adatte e prendere le misure necessarie affinché la correzione venga posizionata correttamente davanti agli occhi.
Se vuoi capire meglio quali dati vengono riportati nella ricetta puoi leggere come interpretare una prescrizione oculistica.
In questo esempio medico oculista e ottico svolgono quindi due ruoli differenti ma complementari.
Perché è importante non confondere i ruoli
Quando si parla di vista, una correzione ottica e una diagnosi medica sono due cose diverse.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo possono richiedere una correzione con lenti, ma una diminuzione della capacità visiva può anche essere provocata da condizioni che non si risolvono semplicemente aumentando la gradazione.
Proprio per questo non bisogna attribuire automaticamente ogni cambiamento della vista agli occhiali.
Sintomi nuovi, improvvisi o persistenti meritano una valutazione appropriata.
Allo stesso tempo, dopo aver ricevuto una prescrizione corretta, è importante che l'occhiale venga realizzato e centrato correttamente.
La qualità della visione finale dipende quindi da più passaggi e da competenze differenti.
Ottico, oculista e optometrista: cosa ricordare
La differenza principale può essere riassunta così:
l'oculista è il medico specialista dell'occhio, competente per diagnosi e trattamento delle patologie oculari;
l'ottico è il professionista degli ausili ottici, che realizza e adatta occhiali e lenti nell'ambito delle proprie competenze;
l'optometrista si occupa della valutazione funzionale e refrattiva della visione, ma non sostituisce il medico per diagnosi e terapia delle malattie oculari.
Non bisogna quindi chiedersi quale delle tre figure sia “migliore”.
Bisogna piuttosto capire quale competenza serve in quel momento.
Quando esiste un dubbio sulla salute dell'occhio o compaiono sintomi nuovi, la scelta più prudente è rivolgersi al medico oculista; quando invece occorre trasformare una prescrizione in un occhiale correttamente realizzato, entra in gioco il lavoro dell'ottico.

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