Come capire quando si ha bisogno di una visita oculistica
Non sempre è facile capire quando è necessario fare una visita oculistica. Alcuni cambiamenti della vista sono graduali e possono essere attribuiti semplicemente alla stanchezza, all'età o all'utilizzo prolungato di computer e smartphone.
Altri sintomi, invece, possono indicare che è opportuno controllare la salute degli occhi.
Una visita oculistica non serve quindi soltanto quando la vista è già molto compromessa. Può essere utile per verificare un cambiamento della capacità visiva, controllare un difetto refrattivo già conosciuto o individuare precocemente alcune condizioni oculari che nelle fasi iniziali possono provocare pochi sintomi.
Vediamo quali sono i principali segnali da conoscere e quando è consigliabile rivolgersi a un oculista.
Perché è importante controllare periodicamente la vista?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
La qualità della visione può cambiare nel corso degli anni e non tutti i problemi oculari si manifestano immediatamente con una riduzione evidente della vista.
Miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia possono modificarsi e richiedere un aggiornamento della correzione. Altre condizioni oculari, invece, possono svilupparsi in modo più graduale.
Per questo motivo non è sempre corretto aspettare di vedere molto peggio prima di sottoporsi a un controllo.
La frequenza delle visite non è uguale per tutti: dipende dall'età, dalla storia personale e familiare, dalla presenza di difetti visivi, da eventuali patologie oculari e dalle indicazioni del proprio medico o oculista.
Vista sfocata: quando è il momento di controllarla?
Uno dei segnali più evidenti che può indicare la necessità di un controllo è la vista sfocata.
La difficoltà può interessare la visione da lontano, quella da vicino oppure entrambe.
Per esempio, può diventare difficile:
-
leggere le scritte a distanza;
-
riconoscere chiaramente i volti;
-
vedere i cartelli stradali;
-
leggere un libro o lo smartphone;
-
mettere a fuoco rapidamente passando dalla visione da vicino a quella da lontano;
-
vedere nitidamente in condizioni di scarsa illuminazione.
Una visione meno nitida può dipendere semplicemente da un cambiamento della prescrizione degli occhiali, ma non è possibile stabilirlo senza un'adeguata valutazione.
Per approfondire i principali difetti refrattivi puoi consultare anche la nostra guida sui difetti visivi più comuni.
Mal di testa e affaticamento visivo
Non tutti i problemi visivi si manifestano direttamente come una perdita di nitidezza.
In alcune persone il primo segnale può essere un affaticamento degli occhi, soprattutto dopo molte ore di lettura, studio o lavoro al computer.
Possono comparire anche:
-
mal di testa;
-
difficoltà a mantenere la messa a fuoco;
-
sensazione di occhi pesanti;
-
bruciore;
-
necessità di strizzare gli occhi per vedere meglio;
-
difficoltà a concentrarsi durante la lettura;
-
fastidio dopo attività visive prolungate.
Questi sintomi possono avere molte cause e non indicano automaticamente la presenza di una patologia oculare.
Se però sono frequenti o persistenti, è opportuno verificare che la correzione visiva sia adeguata e valutare con un professionista la possibile origine del disturbo.
Quando gli occhiali sembrano non funzionare più bene
Chi porta già gli occhiali può accorgersi del cambiamento prima ancora di notare una vera e propria perdita della vista.
Un segnale da non trascurare è la sensazione che gli occhiali non correggano più la visione come in passato.
Può diventare necessario avvicinare maggiormente il testo, strizzare gli occhi per vedere da lontano oppure aumentare la dimensione dei caratteri sullo smartphone.
In questi casi può essere semplicemente cambiata la prescrizione.
Un controllo permette di capire se è necessario aggiornare la correzione oppure se il disturbo ha un'altra origine.
Difficoltà nella visione notturna
Anche una crescente difficoltà a vedere in condizioni di scarsa illuminazione merita attenzione.
Alcune persone possono notare una maggiore difficoltà durante la guida notturna, soprattutto in presenza di fari, riflessi e abbagliamento.
La causa può essere legata a diversi fattori, tra cui la correzione visiva, alcune caratteristiche oculari o altre condizioni che devono essere valutate individualmente.
Se il problema è nuovo o sta peggiorando, è consigliabile parlarne con un professionista.
Cambiamenti nella percezione dei colori
Anche un cambiamento nella percezione dei colori può essere un motivo per effettuare un controllo.
È importante distinguere una caratteristica presente fin dall'infanzia da una modifica comparsa recentemente.
Una variazione improvvisa o significativa nella percezione dei colori, soprattutto se interessa un solo occhio o è associata ad altri disturbi della vista, dovrebbe essere valutata da un medico.
Per approfondire il tema delle alterazioni della percezione cromatica puoi leggere anche il nostro articolo dedicato al daltonismo e alla discromatopsia.
Quando l'età rende più importante il controllo?
L'età è uno dei fattori che possono influenzare la salute degli occhi, ma non esiste una singola età a partire dalla quale tutti debbano seguire esattamente lo stesso calendario di visite.
Con il passare degli anni aumentano alcune condizioni oculari e diventano più frequenti anche i cambiamenti della capacità di mettere a fuoco da vicino.
È quindi importante seguire le indicazioni del proprio oculista e tenere conto della propria situazione personale.
Chi presenta familiarità per alcune patologie oculari, precedenti problemi agli occhi, malattie sistemiche o altri fattori di rischio può avere necessità di controlli più frequenti.
Presbiopia e cambiamenti della visione da vicino
Con l'avanzare dell'età può comparire la presbiopia, una condizione fisiologica legata alla progressiva riduzione della capacità dell'occhio di mettere a fuoco gli oggetti vicini.
Il primo segnale può essere la difficoltà a leggere alla normale distanza.
Spesso la persona tende ad allontanare il libro o lo smartphone per riuscire a mettere meglio a fuoco.
La presbiopia può essere corretta con diverse soluzioni ottiche, ma la scelta della lente più adatta dipende dalle esigenze visive individuali.
Sintomi improvvisi: quando non bisogna aspettare
Non tutti i cambiamenti della vista possono essere affrontati con una normale visita programmata.
Alcuni sintomi richiedono una valutazione medica tempestiva, soprattutto quando compaiono improvvisamente.
È importante prestare attenzione a:
-
improvvisa perdita o forte riduzione della vista;
-
comparsa improvvisa di numerosi corpi mobili;
-
lampi luminosi;
-
una zona scura o una “tenda” nel campo visivo;
-
visione doppia improvvisa;
-
forte dolore oculare;
-
marcato arrossamento associato a dolore o alterazioni della vista;
-
improvvisa alterazione della percezione dei colori.
In presenza di questi sintomi non è opportuno aspettare che il disturbo passi spontaneamente o limitarsi a cambiare gli occhiali. È necessario rivolgersi rapidamente a un medico o a un servizio sanitario appropriato.
Controllo della vista e visita oculistica sono la stessa cosa?
No, anche se nel linguaggio comune le due espressioni vengono spesso utilizzate come sinonimi.
Un controllo della vista può concentrarsi sulla capacità visiva e sulla necessità di una correzione ottica.
La visita oculistica, invece, è una valutazione medica dell'occhio e può comprendere esami utili a verificare la salute delle diverse strutture oculari.
La distinzione è importante perché avere una buona acuità visiva non significa necessariamente escludere ogni problema oculare.
Quando fare una visita oculistica anche se si vede bene?
Una persona può vedere bene e avere comunque bisogno di un controllo, in base alla propria situazione clinica e ai fattori di rischio.
Alcune condizioni oculari possono infatti rimanere poco sintomatiche nelle fasi iniziali.
Per questo motivo la necessità di una visita non dovrebbe essere stabilita esclusivamente sulla base della percezione soggettiva della qualità della vista.
In presenza di familiarità, precedenti problemi oculari o altre condizioni che aumentano il rischio, sarà il medico a stabilire la frequenza dei controlli più appropriata.
Chi porta gli occhiali deve controllare periodicamente la vista?
Sì, perché la prescrizione può cambiare nel tempo.
Una correzione che era perfetta alcuni anni prima potrebbe non essere più quella più adatta alle esigenze attuali.
Questo è particolarmente importante quando compaiono:
-
difficoltà a vedere nitidamente;
-
mal di testa durante l'utilizzo degli occhiali;
-
affaticamento durante la lettura;
-
necessità di strizzare gli occhi;
-
difficoltà nella visione notturna;
-
sensazione che una lente corregga meglio dell'altra.
In questi casi è utile verificare la situazione prima di acquistare semplicemente un nuovo paio di occhiali con la vecchia prescrizione.
Cosa fare prima di una visita oculistica?
Non sono necessarie particolari preparazioni per una normale visita, ma può essere utile portare con sé gli occhiali che si utilizzano abitualmente e, se disponibili, le precedenti prescrizioni o documentazioni oculistiche.
È inoltre utile riferire al medico eventuali cambiamenti recenti della vista, la loro durata e se interessano uno oppure entrambi gli occhi.
Informazioni apparentemente semplici, come il momento in cui è comparso il disturbo o le attività che lo rendono più evidente, possono essere utili durante la valutazione.
Come capire se è arrivato il momento di controllare la vista?
In sintesi, una visita oculistica può essere particolarmente indicata quando:
-
la vista è cambiata rispetto al passato;
-
gli occhiali non sembrano più adeguati;
-
compaiono frequentemente mal di testa o affaticamento durante le attività visive;
-
leggere o lavorare da vicino è diventato più difficile;
-
la visione notturna è peggiorata;
-
compaiono cambiamenti nella percezione dei colori;
-
si verificano disturbi oculari persistenti;
-
esistono fattori di rischio o una storia familiare di patologie oculari;
-
il proprio oculista ha consigliato controlli periodici.
In caso di sintomi improvvisi e importanti, invece, non bisogna aspettare il normale controllo programmato.
Conclusioni
Capire quando fare una visita oculistica significa imparare a riconoscere i cambiamenti della propria vista senza aspettare necessariamente che il problema diventi evidente.
Vista sfocata, difficoltà di messa a fuoco, mal di testa, affaticamento e cambiamenti nella visione notturna possono essere semplicemente legati a un difetto refrattivo o a condizioni temporanee, ma quando persistono meritano una valutazione.
Allo stesso tempo, alcuni sintomi improvvisi, come una forte riduzione della vista, lampi luminosi, numerosi nuovi corpi mobili, perdita di una parte del campo visivo o dolore oculare importante, richiedono un intervento più tempestivo.
Gli occhiali possono correggere molti difetti della vista, ma non sostituiscono una visita oculistica. Quando la visione cambia, la cosa più importante è capire perché.

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