Prevenzione oculistica: chi ha bisogno di controlli personalizzati
Due persone della stessa età possono avere esigenze molto diverse quando si parla di prevenzione oculistica.
Età e presenza di sintomi sono importanti, ma non sono gli unici elementi da considerare. Familiarità per alcune malattie degli occhi, diabete, miopia elevata, precedenti problemi oculari e altre condizioni possono rendere opportuno un programma di controlli personalizzato.
Questo non significa necessariamente sottoporsi a visite più frequenti: significa soprattutto far conoscere all'oculista i propri fattori di rischio, in modo che possa stabilire quali controlli siano utili e con quale periodicità.
Familiarità: conoscere la salute degli occhi della propria famiglia
Sapere se genitori, fratelli o altri familiari stretti hanno avuto determinate patologie oculari può essere importante.
Alcune condizioni, tra cui glaucoma e degenerazione maculare legata all'età, presentano infatti una componente familiare.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Questo non significa che una persona svilupperà necessariamente la stessa malattia, ma la familiarità è un'informazione che dovrebbe essere comunicata durante la visita.
Anche quando la vista sembra perfettamente normale, alcune patologie oculari possono iniziare senza sintomi facilmente riconoscibili.
Per questo la storia familiare fa parte delle informazioni utili per costruire una prevenzione realmente personalizzata.
Diabete e ipertensione: quando la salute generale interessa anche gli occhi
Gli occhi possono risentire di alcune malattie che interessano l'intero organismo.
Il diabete è uno degli esempi più importanti. Nel tempo può danneggiare i piccoli vasi sanguigni della retina e provocare retinopatia diabetica, anche prima che la persona percepisca un evidente peggioramento della vista.
Anche l'ipertensione arteriosa può produrre alterazioni vascolari a livello della retina.
Chi convive con queste condizioni dovrebbe quindi informare l'oculista e seguire il programma di controlli concordato con i professionisti sanitari che lo seguono.
Il principio è importante: vedere bene non significa necessariamente che non siano presenti alterazioni oculari iniziali.
Miopia elevata: non significa soltanto avere più diottrie
La miopia non rappresenta sempre soltanto un problema di messa a fuoco risolvibile con occhiali o lenti a contatto.
Quando è elevata, può essere associata a un maggior rischio di alcune alterazioni delle strutture posteriori dell'occhio, in particolare retina e coroide.
Per questo una persona con miopia elevata può avere esigenze di controllo diverse rispetto a chi presenta una miopia lieve e stabile.
La gradazione degli occhiali è quindi solo una parte della valutazione: in determinate situazioni diventa importante controllare anche la salute dell'occhio.
Traumi, interventi e precedenti problemi oculari
Un altro elemento spesso dimenticato nella prevenzione è la propria storia oculare.
È opportuno riferire all'oculista precedenti:
-
traumi agli occhi;
-
interventi chirurgici;
-
infezioni o infiammazioni oculari importanti;
-
alterazioni della pressione intraoculare;
-
patologie della retina, della cornea o del nervo ottico;
-
trattamenti oculari eseguiti in passato.
Anche un problema ormai risolto può essere utile per comprendere meglio la situazione attuale.
La prevenzione personalizzata parte quindi non soltanto da “come vedo oggi”, ma anche da cosa è successo ai miei occhi nel corso degli anni.
Alcuni farmaci possono rendere opportuni controlli oculari
Anche i farmaci assunti abitualmente fanno parte delle informazioni che è utile comunicare durante una visita.
Alcune terapie, soprattutto quando prolungate o utilizzate in particolari condizioni, possono avere effetti oculari o richiedere uno specifico monitoraggio.
Un esempio sono i corticosteroidi: in alcune persone il loro utilizzo prolungato può aumentare la pressione intraoculare e contribuire al rischio di glaucoma o cataratta.
Questo non significa che un farmaco debba essere sospeso autonomamente.
È invece importante informare l'oculista sui medicinali utilizzati, soprattutto se assunti per lunghi periodi. Sarà il medico a stabilire se siano necessari controlli specifici.
Più fattori di rischio possono cambiare il programma di prevenzione
I fattori di rischio non devono essere considerati isolatamente.
Una persona può avere, per esempio, familiarità per glaucoma, miopia elevata e contemporaneamente soffrire di diabete.
In una situazione di questo tipo il percorso di prevenzione può essere diverso rispetto a quello di una persona della stessa età senza particolari fattori di rischio.
Per questo non è corretto stabilire autonomamente una frequenza di visite basandosi soltanto sull'età.
Nella nostra guida sulla prevenzione oculistica e sui fattori di rischio trovi una panoramica generale su come proteggere la salute degli occhi.
Se invece vuoi sapere come cambiano normalmente i controlli durante le diverse fasi della vita, puoi approfondire quali controlli oculari fare nelle diverse età.
La prevenzione personalizzata non significa fare più esami possibile
Avere uno o più fattori di rischio non significa che tutti debbano sottoporsi continuamente agli stessi esami.
Una buona prevenzione consiste nel fare i controlli appropriati per la propria situazione, evitando sia di trascurare il rischio sia di trasformare la prevenzione in una sequenza indiscriminata di esami.
Durante la visita è quindi utile riferire:
-
familiarità per malattie oculari;
-
malattie generali come diabete e ipertensione;
-
grado di miopia;
-
traumi o interventi oculari precedenti;
-
farmaci utilizzati;
-
eventuali cambiamenti recenti della vista.
A partire da queste informazioni, il medico oculista può stabilire quali approfondimenti siano indicati e quando ripeterli.
La prevenzione oculistica diventa così realmente personale: non soltanto una visita legata all'età, ma un percorso costruito sul profilo di rischio individuale.

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