Occhi di colore diverso: parliamone
Avere gli occhi di colore diverso è una caratteristica conosciuta con il termine eterocromia. In alcune persone un occhio presenta una tonalità completamente differente dall'altro; in altre, invece, la variazione di colore riguarda soltanto una parte dell'iride.
L'eterocromia può essere presente dalla nascita oppure comparire successivamente. Quando è congenita, stabile e non accompagnata da altri sintomi, può rappresentare semplicemente una particolare caratteristica della pigmentazione degli occhi.
Diverso è il caso in cui il colore di un occhio cambi nel corso della vita: in questa situazione è opportuno comprenderne la causa attraverso una valutazione professionale.
Per capire perché possono esistere due occhi di colore differente bisogna partire dalla struttura che ne determina gran parte dell'aspetto: l'iride.
Che cos'è l'eterocromia?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Con il termine eterocromia si indica una differenza di pigmentazione tra le due iridi oppure tra differenti zone della stessa iride.
Il fenomeno è legato soprattutto alla quantità e alla distribuzione della melanina, il pigmento che contribuisce anche alla colorazione della pelle e dei capelli.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, eterocromia non significa necessariamente avere un occhio azzurro e uno marrone.
La differenza può essere più sottile e interessare soltanto una zona dell'occhio.
In base a come si presenta, l'eterocromia viene generalmente distinta in:
-
eterocromia completa;
-
eterocromia parziale o settoriale;
-
eterocromia centrale.
Eterocromia completa
Nell'eterocromia completa le due iridi hanno colori differenti.
Una persona può avere, per esempio, un occhio marrone e uno azzurro oppure un occhio verde e uno castano.
È probabilmente la forma più riconoscibile, perché la differenza cromatica coinvolge l'intera iride dei due occhi.
Eterocromia parziale o settoriale
Nell'eterocromia parziale, chiamata anche settoriale, soltanto una parte dell'iride presenta una pigmentazione differente.
Si può quindi osservare, per esempio, un'iride prevalentemente azzurra con una zona marrone oppure un occhio verde con un settore di tonalità differente.
La forma e l'estensione della zona interessata possono variare notevolmente da persona a persona.
Eterocromia centrale
Nell'eterocromia centrale la variazione cromatica interessa soprattutto la zona che circonda la pupilla.
Può apparire come una sorta di anello interno di colore differente rispetto alla parte più esterna dell'iride.
In alcune persone questa caratteristica è molto evidente, mentre in altre può essere osservata soltanto da vicino e in condizioni di buona illuminazione.
Che cos'è l'iride?
Per comprendere meglio l'eterocromia è utile conoscere la struttura responsabile del colore degli occhi.
L'iride dell'occhio è la parte colorata che circonda la pupilla. Contiene muscoli che permettono alla pupilla di restringersi e dilatarsi, contribuendo a regolare la quantità di luce che entra nell'occhio.
Il colore rappresenta quindi soltanto una delle caratteristiche dell'iride.
L'iride fa inoltre parte di un sistema molto più complesso. Per comprendere come collaborano cornea, cristallino, retina, nervo ottico e altre strutture puoi approfondire l'anatomia dell'occhio.
Da cosa dipende il colore degli occhi?
Il colore degli occhi dipende principalmente dalla quantità e dalla distribuzione della melanina nell'iride, insieme alle caratteristiche strutturali dei tessuti che la compongono.
In generale, le iridi marroni presentano una maggiore quantità di melanina negli strati anteriori rispetto alle iridi azzurre o grigie.
La genetica svolge un ruolo fondamentale, ma il meccanismo è più complesso della vecchia spiegazione secondo cui esisterebbe semplicemente un gene dominante per gli occhi scuri e uno recessivo per quelli chiari.
Il colore degli occhi è infatti un carattere influenzato dall'interazione di diversi geni.
Per questo motivo non è sempre possibile prevedere con certezza il colore degli occhi di un bambino limitandosi a osservare quello dei genitori.
Anche termini come “dominante” e “recessivo” non devono essere interpretati come sinonimi di più forte, più debole o più adatto alla sopravvivenza.
Perché alcune persone hanno gli occhi di colore diverso?
Quando l'eterocromia è presente dalla nascita o compare durante la prima infanzia si parla generalmente di eterocromia congenita.
In molti casi può essere semplicemente il risultato di una differente distribuzione della pigmentazione nelle due iridi e non essere associata ad alcun problema visivo.
Più raramente può comparire insieme ad alcune condizioni congenite.
Non esiste quindi un unico “gene dell'eterocromia” capace di spiegare tutti i casi di occhi di colore diverso.
La pigmentazione dell'iride è il risultato dell'interazione di numerosi fattori genetici e biologici.
L'eterocromia può comparire in età adulta?
Sì. L'eterocromia non è necessariamente presente dalla nascita.
Se una persona aveva inizialmente due occhi dello stesso colore e successivamente nota una reale variazione della pigmentazione di un'iride, si parla di eterocromia acquisita.
Tra le possibili cause possono rientrare:
-
traumi oculari;
-
processi infiammatori;
-
alcune patologie dell'occhio;
-
determinate condizioni sistemiche;
-
alcuni farmaci utilizzati in ambito oftalmico;
-
conseguenze di interventi o procedure oculari.
Questo non significa che qualsiasi variazione apparente del colore sia il segno di una malattia.
Illuminazione, dimensione della pupilla, fotografia e colori circostanti possono infatti far apparire un occhio più chiaro o più scuro senza che sia realmente cambiata la pigmentazione.
Se però un occhio cambia stabilmente colore nel corso della vita, è consigliabile effettuare un controllo.
Infiammazione dell'iride e cambiamenti di colore
Alcuni processi infiammatori possono interessare direttamente l'iride.
L'irite, per esempio, è un'infiammazione dell'iride che rientra nell'ambito delle uveiti anteriori.
Irite ed eterocromia non sono la stessa cosa, ma alcune condizioni infiammatorie possono modificare nel tempo l'aspetto dell'iride.
Per questo motivo un cambiamento di colore associato a dolore, arrossamento, forte sensibilità alla luce o visione offuscata non dovrebbe essere considerato soltanto una caratteristica estetica.
L'eterocromia è una malattia?
Non necessariamente.
Molte persone presentano un'eterocromia congenita senza avere alcun problema agli occhi o alla vista.
Quando è presente dalla nascita, rimane stabile e non è associata ad altri sintomi, può rappresentare semplicemente una caratteristica individuale.
Non è però corretto affermare che l'eterocromia non possa mai essere associata a una condizione medica.
La distinzione più importante è quindi tra una differenza presente da sempre e stabile e un cambiamento cromatico comparso successivamente.
Nel secondo caso è consigliabile comprenderne l'origine.
Chi ha gli occhi di colore diverso vede in modo diverso?
L'eterocromia isolata non comporta automaticamente un problema di vista.
Una persona con due iridi di colore differente può vedere perfettamente oppure essere miope, ipermetrope o astigmatica indipendentemente dall'eterocromia.
Pigmentazione dell'iride e difetti refrattivi sono quindi due aspetti differenti.
Se l'eterocromia è invece conseguenza di un trauma o di una patologia, gli eventuali problemi visivi dipenderanno dalla condizione responsabile del cambiamento e non semplicemente dal diverso colore degli occhi.
Gli occhi chiari sono più sensibili alla luce?
La pigmentazione dell'iride può avere un ruolo nel modo in cui viene gestita la luce, ma non è possibile stabilire la sensibilità di una persona semplicemente osservando il colore dei suoi occhi.
Alcune persone con iridi chiare possono avvertire maggiormente il fastidio provocato da una luce intensa, mentre altre non presentano particolari problemi.
La fotofobia può inoltre avere numerose altre cause.
Abbiamo approfondito proprio il rapporto tra colore degli occhi e sensibilità alla luce in una guida dedicata.
Una persona con eterocromia, quindi, non deve automaticamente aspettarsi che i due occhi abbiano sensibilità alla luce completamente differenti.
Quali combinazioni di colori sono possibili?
Le combinazioni possono essere numerose perché il colore dell'iride non è suddiviso in poche categorie perfettamente separate.
Possiamo trovare, per esempio:
-
un occhio marrone e uno azzurro;
-
un occhio marrone e uno verde;
-
un occhio verde e uno azzurro;
-
tonalità grigie associate a colori più chiari;
-
occhi nocciola con settori verdi o marroni;
-
più tonalità presenti all'interno della stessa iride.
Anche la percezione del colore può cambiare a seconda dell'illuminazione e della dimensione della pupilla.
Alcune tonalità sono inoltre decisamente meno comuni di altre. Se vuoi approfondire puoi leggere quali sono i colori degli occhi più rari.
Esistono davvero gli occhi neri?
Nel linguaggio comune si parla spesso di occhi neri, ma generalmente si tratta di iridi marrone molto scuro.
Una grande quantità di melanina può rendere il colore tanto intenso da apparire quasi nero, soprattutto in condizioni di illuminazione ridotta.
Per questo motivo è meglio immaginare il colore degli occhi come un insieme di numerose tonalità e sfumature, piuttosto che come poche categorie completamente separate.
Il colore degli occhi può cambiare nel tempo?
Durante i primi anni di vita il colore degli occhi può modificarsi mentre si sviluppa e si stabilizza la pigmentazione dell'iride.
Negli adulti esistono invece numerosi fenomeni capaci di far sembrare gli occhi di colore differente.
Tra questi troviamo:
-
illuminazione;
-
dimensione della pupilla;
-
trucco;
-
colori degli abiti;
-
ambiente circostante;
-
caratteristiche delle fotografie.
Si tratta però di variazioni nell'aspetto.
Un vero cambiamento persistente della pigmentazione di un solo occhio in età adulta merita invece una valutazione.
Si può cambiare volontariamente il colore degli occhi?
Il sistema più comune per modificare temporaneamente il colore dell'iride è rappresentato dalle lenti a contatto colorate.
Anche quando vengono utilizzate esclusivamente per motivi estetici, devono essere considerate vere lenti a contatto e richiedono una corretta applicazione e adeguate condizioni igieniche.
Esistono anche procedure proposte con l'obiettivo di modificare in maniera permanente l'aspetto dell'iride, ma si tratta di un argomento completamente differente dall'eterocromia naturale e che richiede particolare attenzione ai possibili rischi.
Se ti interessa l'argomento puoi approfondire le possibilità e le relative precauzioni nella guida su come cambiare il colore degli occhi.
Come capire se si tratta veramente di eterocromia?
Quando la differenza tra i due occhi è molto evidente, riconoscere un'eterocromia completa può essere relativamente semplice.
Le variazioni settoriali o centrali possono invece essere meno immediate da individuare.
Anche le condizioni di illuminazione possono modificare notevolmente la percezione del colore dell'iride.
Una valutazione oculistica permette non soltanto di osservare la pigmentazione, ma soprattutto di verificare che non siano presenti altre alterazioni oculari associate.
Questo aspetto è particolarmente importante quando la differenza cromatica è comparsa recentemente.
Eterocromia nei bambini: bisogna preoccuparsi?
Avere due occhi di colore differente fin dai primi mesi di vita non significa automaticamente avere un problema.
La pigmentazione dell'iride può inoltre continuare a modificarsi durante la prima infanzia.
È comunque opportuno segnalare una differenza marcata durante i controlli pediatrici e oculistici, soprattutto se sono presenti altri segni come:
-
pupille di dimensioni differenti;
-
abbassamento di una palpebra;
-
alterazioni nei movimenti oculari;
-
difficoltà visive;
-
cambiamenti insoliti nell'aspetto di un occhio.
Una valutazione permette di distinguere una semplice caratteristica individuale da situazioni che meritano ulteriori approfondimenti.
Eterocromia e anisocoria sono la stessa cosa?
No.
L'eterocromia riguarda una differenza nel colore delle iridi.
L'anisocoria indica invece una differenza nella dimensione delle due pupille.
Sono quindi due caratteristiche completamente differenti.
Una persona può presentare eterocromia senza anisocoria e viceversa.
Una variazione improvvisa della dimensione di una pupilla, soprattutto se accompagnata da altri sintomi, deve essere valutata dal medico.
Quando gli occhi di colore diverso devono essere controllati?
Una differenza presente da sempre e stabile nel tempo può essere perfettamente innocua.
È invece consigliabile richiedere una valutazione quando:
-
un occhio cambia improvvisamente colore;
-
la variazione compare in età adulta;
-
il cambiamento segue un trauma;
-
compare dolore;
-
l'occhio diventa molto rosso;
-
compare forte fotofobia;
-
cambia l'aspetto o la dimensione della pupilla;
-
la vista diventa sfocata;
-
si verifica una riduzione della vista;
-
compaiono altri sintomi oculari o neurologici.
In queste situazioni non è possibile stabilire la causa semplicemente osservando gli occhi allo specchio.
Più in generale, conoscere quando fare una visita oculistica aiuta a distinguere le normali variazioni individuali dai cambiamenti che meritano un approfondimento.
Occhi di colore diverso: cosa ricordare
Avere gli occhi di colore diverso prende il nome di eterocromia.
La differenza può riguardare completamente le due iridi oppure soltanto determinate zone e può quindi presentarsi in forma completa, settoriale o centrale.
Quando l'eterocromia è presente dalla nascita, rimane stabile e non è accompagnata da altri disturbi, può rappresentare semplicemente una caratteristica individuale e non compromettere in alcun modo la vista.
Non tutte le forme, però, sono congenite.
Traumi, infiammazioni, alcune condizioni oculari e determinati trattamenti possono provocare variazioni della pigmentazione anche successivamente.
La regola più importante è semplice: se il colore di un occhio cambia nel corso della vita, soprattutto in presenza di dolore, arrossamento, fotofobia o alterazioni della vista, è opportuno rivolgersi a un oculista per comprenderne la causa.
L'eterocromia può quindi essere semplicemente una caratteristica particolare degli occhi; dal punto di vista della salute, ciò che conta è distinguere una differenza presente da sempre da un cambiamento nuovo che necessita di essere approfondito.

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