Cosa significa essere daltonici e Occhiali per daltonici
Daltonismo: cosa significa, tipi, test e occhiali specifici
Più correttamente si parla di deficit della visione dei colori.
Nella maggior parte dei casi non significa vedere il mondo in bianco e nero. Chi ne è interessato continua a percepire i colori, ma può avere difficoltà nel distinguere alcune tonalità che per altre persone appaiono chiaramente differenti.
Il daltonismo rientra tra le alterazioni della funzione visiva e può essere approfondito anche nella guida dedicata ai difetti visivi più comuni.
Che cosa significa essere daltonici?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
La percezione dei colori dipende principalmente da particolari cellule della retina chiamate coni.
Esistono diversi tipi di coni, sensibili a differenti zone dello spettro luminoso.
Quando uno di questi sistemi funziona in maniera differente rispetto alla norma, alcune tonalità possono risultare difficili da distinguere.
Le difficoltà più comuni riguardano la distinzione tra alcune sfumature di rosso e verde.
Molto più rare sono invece le alterazioni che interessano principalmente blu e giallo.
Per una panoramica più ampia sui problemi refrattivi e visivi puoi consultare anche la guida sui difetti visivi più comuni.
Esistono diversi tipi di daltonismo?
Sì.
I deficit della visione dei colori non sono tutti uguali.
Tra le forme più conosciute ci sono:
-
protanopia e protanomalia, che coinvolgono maggiormente la percezione del rosso;
-
deuteranopia e deuteranomalia, che interessano maggiormente la percezione del verde;
-
tritanopia e tritanomalia, molto più rare, che coinvolgono soprattutto blu e giallo.
Anche all'interno dello stesso tipo, la difficoltà può essere più o meno marcata.
Per questo due persone definite genericamente “daltoniche” possono percepire i colori in modo abbastanza diverso.
Il daltonismo è sempre presente dalla nascita?
No.
La forma più comune è congenita, quindi presente fin dalla nascita e legata a caratteristiche genetiche.
Le alterazioni rosso-verde ereditarie sono molto più frequenti negli uomini perché i geni coinvolti si trovano sul cromosoma X.
Esistono però anche deficit della visione cromatica acquisiti, che possono comparire nel corso della vita.
In questi casi la causa può essere collegata a malattie oculari, patologie neurologiche, traumi o determinati farmaci.
Se una persona che in passato distingueva normalmente i colori nota un cambiamento recente nella loro percezione, è quindi opportuno effettuare un controllo.
Come ci si accorge di essere daltonici?
Molte persone lo scoprono durante l'infanzia o in occasione di un controllo della vista.
I segnali possono essere molto semplici.
Un bambino può, per esempio, utilizzare colori apparentemente insoliti durante il disegno oppure avere difficoltà nei giochi e nelle attività scolastiche basate sul riconoscimento dei colori.
Negli adulti il problema può emergere quando è necessario distinguere colori simili durante il lavoro o altre attività quotidiane.
In molti casi, comunque, le persone imparano spontaneamente a utilizzare luminosità, posizione, contesto e altre caratteristiche degli oggetti per compensare la difficoltà.
Come si diagnostica il daltonismo?
Uno dei test più conosciuti è il test di Ishihara.
È costituito da tavole formate da numerosi punti colorati all'interno dei quali sono presenti numeri o forme.
Una persona con normale percezione cromatica può riconoscere determinate figure, mentre chi presenta un particolare deficit può vederne altre oppure non distinguerle.
Esistono anche test più approfonditi nei quali bisogna ordinare diverse tonalità secondo una sequenza cromatica.
I test online possono offrire soltanto un'indicazione orientativa: per una valutazione affidabile è preferibile effettuare un esame professionale della visione cromatica.
Esiste una cura per il daltonismo?
Per le forme congenite più comuni non esiste attualmente una terapia capace di ripristinare una normale visione dei colori.
Questo però non significa che il daltonismo impedisca necessariamente una vita normale.
La maggior parte delle persone impara ad adattarsi molto bene e sviluppa strategie per riconoscere oggetti e informazioni senza basarsi esclusivamente sul colore.
Se invece il deficit cromatico è acquisito, può essere importante individuare la causa sottostante.
In alcuni casi il trattamento della condizione responsabile può modificare anche il disturbo della percezione dei colori.
Come funzionano gli occhiali per daltonici?
Esistono lenti dotate di particolari filtri spettrali progettati per modificare la quantità di alcune lunghezze d'onda che raggiungono l'occhio.
L'obiettivo è aumentare il contrasto percepito tra alcuni colori che, per una persona con determinati deficit cromatici, risultano molto simili.
Alcune persone possono quindi percepire una maggiore differenza tra certe tonalità quando indossano queste lenti.
È però importante comprenderne i limiti.
Gli occhiali per daltonici fanno vedere normalmente i colori?
No.
Gli occhiali filtranti non correggono il funzionamento dei coni della retina e non curano il daltonismo.
Non permettono neppure di vedere colori completamente nuovi.
Possono modificare il contrasto tra alcune tonalità e, in determinate persone, rendere più semplice distinguerle.
L'effetto varia però in base al tipo e alla gravità del deficit.
Gli studi disponibili mostrano risultati non uniformi: alcune persone migliorano in determinati test o nella discriminazione di alcune tonalità, mentre in altri casi il vantaggio è limitato o assente.
Inoltre migliorare la distinzione di certi colori può rendere più difficile distinguerne altri.
Per questo non è corretto presentare questi occhiali come una “cura”.
Sono adatti a tutti i tipi di daltonismo?
No.
L'effetto dei filtri dipende dal tipo di alterazione cromatica.
Le lenti possono risultare più utili in alcune forme di anomalia rosso-verde e molto meno in altre.
Prima di acquistare un prodotto specifico è quindi utile sapere quale tipo di deficit cromatico è presente.
Una semplice definizione generica di “daltonismo” non è sufficiente per prevedere il risultato.
Possono essere utilizzati per superare test professionali?
Questo aspetto richiede particolare cautela.
Alcune professioni prevedono requisiti specifici per la visione dei colori, per esempio in determinati settori dei trasporti, dell'aviazione o in attività nelle quali riconoscere correttamente segnali cromatici è essenziale per la sicurezza.
L'uso di lenti filtranti non significa automaticamente soddisfare questi requisiti.
Quando la percezione dei colori è importante per l'idoneità professionale bisogna fare riferimento ai test e alle normative previste per quella specifica attività.
Daltonismo nei bambini: perché è utile riconoscerlo?
Un bambino con deficit della visione cromatica può non rendersi conto di percepire i colori in modo diverso dagli altri.
Individuarlo permette soprattutto di evitare incomprensioni durante l'apprendimento.
A scuola può essere utile non basare informazioni importanti esclusivamente sul colore e associare alle tonalità anche:
-
simboli;
-
parole;
-
forme;
-
posizioni differenti.
Con piccoli accorgimenti il deficit cromatico raramente rappresenta un ostacolo importante all'apprendimento.
Quando è consigliabile fare un controllo?
Una valutazione è utile quando una persona manifesta difficoltà persistenti nel distinguere alcuni colori oppure quando il problema emerge durante scuola, lavoro o attività quotidiane.
È particolarmente importante richiedere un controllo se la difficoltà nella percezione dei colori compare improvvisamente o cambia nel tempo, perché questo comportamento è meno tipico delle forme congenite.
In questi casi è opportuno verificare che non esistano altre condizioni oculari o sistemiche responsabili del cambiamento.
Daltonismo e occhiali: cosa aspettarsi realisticamente
Gli occhiali con filtri specifici possono essere interessanti per alcune persone con deficit della visione cromatica, ma devono essere considerati un ausilio, non una cura.
Prima di acquistarli è utile conoscere il proprio tipo di daltonismo e, quando possibile, provare direttamente l'effetto del filtro.
La domanda corretta quindi non è soltanto “gli occhiali per daltonici funzionano?”, ma piuttosto:
quanto possono aiutare quella specifica persona a distinguere determinati colori?
La risposta può essere molto diversa da individuo a individuo.

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