FLUORANGIOGRAFIA
Fluorangiografia: cos’è, a cosa serve e come si svolge
La fluorangiografia è un esame diagnostico utilizzato per osservare la circolazione sanguigna della retina. Si esegue iniettando in una vena un colorante chiamato fluoresceina e fotografando il fondo dell’occhio mentre il colorante attraversa i vasi retinici. Permette all’oculista di individuare alterazioni, perdite dai vasi e altre anomalie utili per la diagnosi e il controllo di diverse patologie oculari.
Non è quindi una terapia e non serve a correggere direttamente un problema della vista.
La sua funzione è fornire al medico informazioni dettagliate sullo stato della retina e dei suoi vasi sanguigni, aiutandolo a formulare una diagnosi, valutare l’evoluzione di una malattia o decidere il trattamento più appropriato.
Che cos’è la fluorangiografia oculare?
La fluorangiografia, chiamata anche angiografia retinica con fluoresceina, è un esame che permette di fotografare il passaggio del sangue attraverso i piccoli vasi presenti nella parte posteriore dell’occhio.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Per rendere visibile la circolazione viene utilizzata la fluoresceina, un colorante che viene generalmente iniettato in una vena del braccio o della mano.
In pochi secondi il colorante raggiunge anche i vasi oculari.
Una particolare fotocamera acquisisce quindi una sequenza di immagini del fondo dell’occhio durante le diverse fasi del passaggio della fluoresceina.
In questo modo l’oculista può osservare eventuali aree nelle quali il sangue circola in maniera anomala oppure dove il colorante fuoriesce dai vasi.
La fluorangiografia non utilizza raggi X.
A cosa serve la fluorangiografia?
L’esame viene utilizzato soprattutto quando è necessario studiare in maniera approfondita la retina e la sua circolazione.
Può aiutare l’oculista a individuare alterazioni dei vasi sanguigni, zone nelle quali la retina riceve un apporto di sangue insufficiente oppure aree nelle quali è presente una perdita di liquido.
Tra le condizioni nelle quali può essere utilizzata troviamo alcune forme di retinopatia diabetica, degenerazione maculare legata all’età, occlusioni vascolari retiniche e altre patologie che interessano la retina e i suoi vasi.
Non significa naturalmente che chi deve sottoporsi a una fluorangiografia abbia necessariamente una di queste patologie.
È l’oculista a stabilire quando l’esame è necessario in base ai sintomi, alla visita e agli altri accertamenti effettuati.
Per una panoramica più generale puoi consultare il nostro approfondimento sulle malattie degli occhi più comuni.
Fluorangiografia e maculopatia
Uno degli ambiti nei quali la fluorangiografia può fornire informazioni importanti è lo studio delle alterazioni della macula, cioè la zona centrale della retina che permette la visione più dettagliata.
In alcune forme di degenerazione maculare possono svilupparsi nuovi vasi sanguigni anomali oppure perdite di liquido.
La sequenza di immagini ottenuta attraverso la fluorangiografia può aiutare lo specialista a localizzare queste alterazioni e a valutarne le caratteristiche.
Puoi approfondire l’argomento nella guida dedicata alla maculopatia.
Come si svolge la fluorangiografia?
Prima dell’esame vengono generalmente instillate delle gocce oculari per dilatare le pupille.
Occorre attendere il tempo necessario affinché la dilatazione sia sufficiente a permettere una buona osservazione del fondo dell’occhio.
Il paziente viene poi posizionato davanti a una particolare fotocamera.
Viene inserita una piccola cannula in una vena della mano o del braccio e viene iniettata la fluoresceina.
Il colorante entra nella circolazione sanguigna e raggiunge rapidamente l’occhio.
Da quel momento vengono scattate diverse fotografie della retina in successione, così da documentare le varie fasi del passaggio del colorante nei vasi.
Durante l’esame può essere richiesto di mantenere la testa ferma e di guardare in determinate direzioni.
La fase di acquisizione delle immagini è normalmente abbastanza rapida, anche se la durata complessiva dell'appuntamento può essere maggiore perché bisogna considerare la preparazione, la dilatazione delle pupille e gli eventuali controlli successivi.
La fluorangiografia è dolorosa?
L’esame dell’occhio in sé non dovrebbe provocare dolore.
Il principale fastidio può essere quello legato all’inserimento della cannula e all’iniezione.
Le gocce utilizzate per dilatare la pupilla possono invece rendere temporaneamente la vista più sfocata e aumentare la sensibilità alla luce.
Anche i flash utilizzati durante l'acquisizione delle immagini possono risultare fastidiosi, soprattutto immediatamente dopo la dilatazione.
Cosa bisogna comunicare prima dell’esame?
Prima della fluorangiografia è importante informare il personale sanitario sulle proprie condizioni di salute.
In particolare devono essere segnalate eventuali precedenti reazioni alla fluoresceina, allergie importanti, asma o altre patologie rilevanti, oltre ai farmaci che si stanno assumendo.
È inoltre opportuno comunicare una gravidanza accertata o possibile e l'eventuale allattamento.
Sarà il medico a valutare individualmente se l’esame può essere eseguito e quali precauzioni sono necessarie.
Cosa succede dopo la fluorangiografia?
Dopo l’esame la vista può rimanere sfocata per alcune ore a causa delle gocce utilizzate per dilatare le pupille.
Anche la sensibilità alla luce può aumentare temporaneamente.
Per questo motivo può essere utile portare con sé degli occhiali da sole e seguire le indicazioni ricevute dal centro che esegue l’esame riguardo alla guida di veicoli.
La fluoresceina viene eliminata progressivamente dall’organismo.
È quindi normale che nelle ore successive l’urina assuma un colore giallo o giallo-arancio particolarmente intenso. Anche la pelle può presentare temporaneamente una leggera colorazione giallastra.
Questi effetti sono legati al colorante e tendono a scomparire spontaneamente.
La fluorangiografia ha effetti collaterali?
La maggior parte delle persone esegue l’esame senza particolari problemi.
Tra gli effetti che possono comparire vi sono nausea transitoria, sensazione di calore, lieve irritazione nel punto dell’iniezione o, più raramente, reazioni cutanee.
Le reazioni allergiche importanti sono rare, ma sono possibili.
Per questo motivo l’esame viene effettuato in ambiente sanitario e prima della procedura è importante comunicare eventuali allergie, patologie e precedenti reazioni a esami con fluoresceina.
Se dopo l’esame dovessero comparire difficoltà respiratoria, gonfiore o una reazione importante, è necessario richiedere immediatamente assistenza medica.
Fluorangiografia e visita oculistica
La fluorangiografia non sostituisce la visita oculistica.
È un esame di approfondimento che viene richiesto quando lo specialista necessita di informazioni aggiuntive sulla retina e sulla sua circolazione.
Durante una normale visita possono infatti emergere elementi che rendono opportuni ulteriori accertamenti, scelti dall’oculista in funzione del problema sospettato.
La prevenzione e i controlli periodici rimangono quindi importanti, soprattutto in presenza di patologie oculari già diagnosticate, diabete, disturbi retinici o altri fattori di rischio.
Puoi approfondire questo aspetto nella nostra guida dedicata alla prevenzione e ai controlli oculistici.
In sintesi
La fluorangiografia è un esame diagnostico che consente di studiare il flusso del sangue nei vasi della retina attraverso l’utilizzo della fluoresceina e una sequenza di fotografie del fondo dell’occhio.
Può fornire informazioni importanti nella diagnosi e nel monitoraggio di diverse patologie retiniche.
È generalmente ben tollerata, ma prevede l’iniezione di un colorante e può provocare effetti transitori o, raramente, reazioni più importanti. Per questo deve essere eseguita su indicazione dello specialista e in una struttura sanitaria attrezzata.
Le informazioni presenti in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono una visita o una valutazione del medico oculista.

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