Allergie che colpiscono gli occhi- Una panoramica
Le allergie oculari si manifestano quando la superficie dell’occhio entra in contatto con una sostanza verso la quale il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo.
La forma più comune è la congiuntivite allergica, caratterizzata soprattutto da prurito, arrossamento, lacrimazione e gonfiore delle palpebre. Può comparire soltanto in determinati periodi dell’anno oppure essere presente, con intensità variabile, durante tutti i mesi.
Nella maggior parte dei casi l’allergia oculare non compromette permanentemente la vista. Alcune forme più intense, tuttavia, possono coinvolgere la cornea e richiedere una valutazione specialistica.
È inoltre importante non attribuire automaticamente all’allergia qualsiasi occhio rosso: infezioni, secchezza oculare, irritazioni e altre condizioni possono produrre sintomi simili ma richiedere interventi differenti.
Che cosa sono le allergie oculari?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
La congiuntiva è la sottile membrana trasparente che riveste la parte bianca dell’occhio e la superficie interna delle palpebre.
Quando entra in contatto con un allergene, il sistema immunitario può riconoscerlo erroneamente come una minaccia. Questo provoca l’attivazione di immunoglobuline, mastociti e mediatori dell’infiammazione, tra cui l’istamina.
La reazione può determinare:
-
dilatazione dei piccoli vasi sanguigni;
-
arrossamento;
-
prurito;
-
lacrimazione;
-
gonfiore della congiuntiva e delle palpebre;
-
maggiore produzione di secrezioni mucose.
L’allergia interessa frequentemente entrambi gli occhi, anche se i sintomi possono essere più intensi da un lato.
Quali sono i sintomi dell’allergia agli occhi?
Il sintomo più caratteristico dell’allergia oculare è il prurito. La necessità di strofinare gli occhi può essere molto intensa, soprattutto durante i periodi di maggiore esposizione ai pollini.
Gli altri sintomi possono comprendere:
-
occhi rossi;
-
lacrimazione;
-
bruciore;
-
palpebre gonfie;
-
sensazione di corpo estraneo;
-
secrezione trasparente o filamentosa;
-
fastidio alla luce;
-
temporaneo appannamento dovuto alle lacrime;
-
occhiaie più evidenti;
-
necessità frequente di sbattere le palpebre.
Possono essere presenti contemporaneamente sintomi respiratori come:
-
starnuti;
-
naso chiuso o che cola;
-
prurito al naso;
-
tosse;
-
fastidio alla gola.
Un forte dolore oculare, una marcata sensibilità alla luce o una riduzione persistente della vista non sono invece sintomi da attribuire automaticamente a una semplice allergia.
Quali sostanze possono provocare un’allergia oculare?
Gli allergeni possono essere presenti sia all’aperto sia negli ambienti chiusi.
Tra i più comuni troviamo:
-
pollini di alberi, erbe e piante;
-
spore di muffe;
-
acari della polvere;
-
forfora e residui cutanei degli animali;
-
sostanze presenti in alcuni cosmetici;
-
prodotti applicati vicino agli occhi;
-
alcuni farmaci o conservanti contenuti nei prodotti oculari.
Fumo, vento, smog, aria condizionata, cloro e profumi intensi non sono necessariamente allergeni. Possono però irritare una superficie oculare già sensibile e rendere i sintomi più fastidiosi.
Anche un prodotto definito “naturale” o “ipoallergenico” può provocare una reazione individuale.
Allergia oculare stagionale
La congiuntivite allergica stagionale compare soprattutto durante i periodi in cui nell’aria sono presenti determinate concentrazioni di pollini.
Il momento di maggiore intensità può cambiare in base:
-
alla pianta responsabile;
-
alla zona geografica;
-
alle condizioni meteorologiche;
-
alla temperatura;
-
alla durata della stagione pollinica;
-
alla sensibilità individuale.
I sintomi possono peggiorare nelle giornate asciutte e ventose oppure dopo aver trascorso tempo in prati, giardini e aree ricche di vegetazione.
Per approfondire le misure pratiche da adottare durante la stagione pollinica puoi consultare la guida sulle allergie ai pollini e il fastidio agli occhi.
Allergia oculare perenne
La congiuntivite allergica perenne può presentarsi durante tutto l’anno. I sintomi sono talvolta meno intensi rispetto alla forma stagionale, ma possono diventare persistenti.
Gli allergeni più frequentemente coinvolti sono:
-
acari della polvere;
-
muffe presenti negli ambienti;
-
residui cutanei e forfora degli animali;
-
allergeni presenti sul luogo di lavoro.
I sintomi possono peggiorare durante le pulizie domestiche, in ambienti poco ventilati, in presenza di umidità o dopo un contatto ravvicinato con animali.
La distinzione tra forma stagionale e perenne è approfondita nell’articolo sulla congiuntivite allergica temporanea o presente tutto l’anno.
Forme meno comuni ma più importanti
Oltre alle forme stagionali e perenni esistono condizioni meno comuni che possono essere più impegnative.
Cheratocongiuntivite primaverile
La cheratocongiuntivite primaverile interessa più frequentemente bambini e ragazzi e può manifestarsi con prurito intenso, secrezioni mucose, fotofobia e forte fastidio.
Non deve essere confusa con una normale allergia primaverile: può coinvolgere anche la cornea e richiede una valutazione specialistica.
Cheratocongiuntivite atopica
È una forma cronica che può comparire in persone con dermatite atopica o altre manifestazioni allergiche. Può interessare congiuntiva, palpebre e cornea.
Una gestione non adeguata può favorire complicazioni oculari, perciò il trattamento deve essere seguito da un professionista.
Congiuntivite papillare gigante
Può svilupparsi in presenza di lenti a contatto, protesi oculari o altri elementi che provocano irritazione ripetuta della superficie interna della palpebra.
Non è una semplice allergia stagionale. Può causare prurito, secrezioni, ridotta tolleranza alle lenti e sensazione che la lente si sposti.
Allergia o congiuntivite infettiva?
Allergia, infezione virale e infezione batterica possono tutte provocare arrossamento e lacrimazione. Esistono però alcune differenze indicative.
Nella congiuntivite allergica sono più frequenti:
-
prurito intenso;
-
interessamento di entrambi gli occhi;
-
lacrimazione trasparente;
-
associazione con starnuti o rinite;
-
ricomparsa in particolari stagioni o ambienti.
Nelle forme infettive possono invece comparire:
-
secrezioni più dense;
-
palpebre incollate al risveglio;
-
iniziale coinvolgimento di un solo occhio;
-
recente infezione respiratoria;
-
contatto con una persona affetta da congiuntivite.
Queste differenze non consentono sempre una diagnosi sicura. Per capire meglio le diverse manifestazioni è disponibile l’approfondimento su come riconoscere una possibile congiuntivite.
La congiuntivite allergica non è contagiosa. Le forme virali e alcune forme batteriche possono invece trasmettersi facilmente.
Allergia, occhio secco o semplice irritazione?
Anche la secchezza oculare può causare bruciore, arrossamento, lacrimazione riflessa e sensazione di sabbia negli occhi.
Il prurito intenso orienta maggiormente verso una componente allergica, mentre bruciore e sensazione di corpo estraneo possono essere presenti in entrambe le condizioni.
Allergia e occhio secco possono inoltre coesistere. Alcuni antistaminici assunti per via orale possono aumentare la sensazione di secchezza in determinate persone.
Prodotti cosmetici, fumo, vento, smog e cloro possono infine provocare un’irritazione senza che sia presente una vera reazione allergica.
Come viene diagnosticata un’allergia oculare?
La diagnosi si basa sui sintomi, sulla loro frequenza e sull’esame dell’occhio.
Il professionista può chiedere:
-
in quale periodo compaiono i disturbi;
-
se entrambi gli occhi sono interessati;
-
se sono presenti rinite, asma o dermatite;
-
se i sintomi peggiorano in determinati ambienti;
-
quali cosmetici o prodotti oculari vengono utilizzati;
-
se si indossano lenti a contatto;
-
quali farmaci sono stati già provati.
Quando necessario, possono essere indicati accertamenti allergologici per identificare gli allergeni coinvolti.
La valutazione serve anche a escludere infezioni, problemi corneali, secchezza o altre cause di occhio rosso.
Cosa fare quando gli occhi prudono?
In presenza di sintomi lievi possono essere utili alcuni accorgimenti:
-
non strofinare gli occhi;
-
lavare le mani prima di toccare il viso;
-
applicare impacchi freddi sulle palpebre chiuse;
-
sciacquare il viso dopo l’esposizione ai pollini;
-
cambiare gli abiti indossati all’aperto;
-
mantenere puliti occhiali e superfici domestiche;
-
evitare temporaneamente cosmetici che aumentano il fastidio;
-
ridurre, quando possibile, il contatto con l’allergene;
-
utilizzare lacrime artificiali se consigliate e adatte alla situazione.
Strofinare gli occhi può aumentare l’infiammazione e, se ripetuto energicamente, irritare ulteriormente la superficie oculare.
Non è consigliabile applicare preparazioni domestiche, infusi, oli essenziali o altre sostanze non destinate all’uso oculare.
Gli occhiali da sole proteggono dai pollini?
Gli occhiali da sole non impediscono completamente il contatto con gli allergeni, ma possono offrire una barriera parziale contro vento, polvere e pollini trasportati nell’aria.
I modelli più avvolgenti proteggono maggiormente anche lateralmente.
Gli occhiali devono essere puliti regolarmente con modalità compatibili con lenti e montatura, perché sulla loro superficie possono depositarsi polvere e pollini.
Non servono prodotti definiti genericamente “antiallergici”: è sufficiente una pulizia corretta con prodotti adatti agli occhiali.
Come limitare i pollini negli ambienti domestici
Per ridurre l’esposizione può essere utile:
-
controllare, quando disponibili, i bollettini pollinici;
-
evitare di tenere le finestre aperte nei momenti di maggiore concentrazione;
-
fare la doccia e lavare i capelli dopo una lunga permanenza all’aperto;
-
non lasciare gli abiti indossati all’esterno nella camera da letto;
-
pulire regolarmente le superfici;
-
lavare con frequenza la biancheria del letto;
-
evitare di stendere all’aperto durante i periodi pollinici più intensi;
-
mantenere gli ambienti asciutti quando sono presenti problemi di muffa.
Questi accorgimenti possono ridurre il contatto, ma non garantiscono la completa prevenzione dei sintomi.
Quali colliri possono essere utilizzati?
Esistono diversi tipi di collirio e non sono intercambiabili.
A seconda del problema possono essere utilizzati:
-
lacrime artificiali;
-
colliri antistaminici;
-
stabilizzatori dei mastociti;
-
prodotti con doppia azione;
-
altri medicinali prescritti nei casi più complessi.
La scelta dipende da sintomi, durata, età, presenza di lenti a contatto e condizioni della superficie oculare.
I colliri vasocostrittori utilizzati soltanto per “sbiancare” l’occhio non dovrebbero essere impiegati ripetutamente senza consiglio professionale. Possono mascherare il problema e provocare arrossamento di rimbalzo.
Per comprendere le differenze è possibile consultare la guida dedicata ai tipi di collirio e al loro corretto utilizzo.
Perché i colliri cortisonici richiedono particolare cautela?
I colliri contenenti corticosteroidi possono essere necessari in alcune forme importanti, ma devono essere prescritti e controllati da un professionista.
Un uso improprio può:
-
aumentare la pressione oculare;
-
favorire determinate infezioni;
-
ritardare la guarigione della cornea;
-
contribuire alla formazione della cataratta;
-
mascherare il peggioramento del disturbo.
Non devono quindi essere utilizzati perché avanzati da una precedente terapia o consigliati informalmente da altre persone.
Allergie oculari e lenti a contatto
Durante una fase allergica le lenti a contatto possono diventare meno tollerabili. Allergeni e depositi possono accumularsi sulla loro superficie e aumentare il fastidio.
In presenza di arrossamento o prurito è prudente:
-
rimuovere le lenti;
-
utilizzare temporaneamente gli occhiali;
-
non rimettere le lenti finché i sintomi non sono risolti;
-
verificare la corretta sostituzione e manutenzione;
-
non applicare colliri sopra le lenti se il prodotto non è specificamente compatibile;
-
richiedere una valutazione se il disturbo persiste.
Dolore, fotofobia o riduzione della vista in un portatore di lenti a contatto richiedono particolare attenzione perché possono essere associati anche a problemi corneali.
Allergie oculari nei bambini
Nei bambini l’allergia può manifestarsi con frequente sfregamento degli occhi, lacrimazione, gonfiore palpebrale e difficoltà a concentrarsi.
È importante evitare terapie improvvisate e richiedere un parere quando:
-
i sintomi sono intensi;
-
il bambino riferisce dolore;
-
compare forte sensibilità alla luce;
-
la vista sembra ridotta;
-
sono presenti secrezioni dense;
-
il disturbo non migliora;
-
gli episodi si ripetono frequentemente.
Le forme primaverili più importanti possono coinvolgere la cornea e devono essere distinte da una comune allergia stagionale.
Quando rivolgersi rapidamente a un professionista
È opportuno richiedere una valutazione tempestiva in presenza di:
-
dolore oculare;
-
forte sensibilità alla luce;
-
improvvisa riduzione o alterazione della vista;
-
arrossamento molto intenso, soprattutto in un solo occhio;
-
gonfiore marcato intorno all’occhio;
-
secrezione abbondante;
-
difficoltà ad aprire l’occhio;
-
trauma o contatto con una sostanza chimica;
-
sintomi comparsi durante l’uso di lenti a contatto;
-
mancato miglioramento o frequenti recidive.
Questi segnali possono indicare una condizione differente da una semplice allergia.
Per una panoramica più ampia sui disturbi che possono colpire la vista puoi consultare il pillar dedicato alle malattie degli occhi e ai sintomi da non trascurare.
Domande frequenti
L’allergia oculare è contagiosa?
No. La congiuntivite allergica è una reazione del sistema immunitario e non si trasmette da una persona all’altra. Alcune congiuntiviti virali e batteriche possono invece essere contagiose.
Il prurito indica sempre un’allergia?
Il prurito intenso è molto caratteristico dell’allergia, ma può comparire anche in altre condizioni. Se i sintomi sono nuovi, persistenti o accompagnati da dolore e alterazioni visive, è necessaria una valutazione.
Le allergie possono danneggiare la vista?
Le forme comuni provocano soprattutto disturbi temporanei. Alcune forme più importanti, come la cheratocongiuntivite primaverile o atopica, possono coinvolgere la cornea e richiedono controllo specialistico.
Posso usare un collirio antistaminico senza controllo?
Alcuni prodotti sono disponibili senza prescrizione, ma non tutti i colliri sono adatti a ogni situazione. È consigliabile chiedere indicazioni al farmacista, al medico o al professionista che segue la salute oculare, soprattutto in caso di bambini, gravidanza, terapie o disturbi persistenti.
Le allergie oculari possono comparire tutto l’anno?
Sì. Acari, muffe e allergeni degli animali possono provocare sintomi perenni, mentre i pollini causano più frequentemente manifestazioni stagionali.
Gli antistaminici orali aiutano gli occhi?
Possono essere utili quando sono presenti anche sintomi respiratori, ma in alcune persone possono aumentare la secchezza oculare. La scelta deve considerare l’insieme dei sintomi.
Conclusione
Le allergie oculari possono essere stagionali o perenni e si manifestano soprattutto con prurito, arrossamento, lacrimazione e gonfiore delle palpebre.
Ridurre il contatto con gli allergeni, evitare di strofinare gli occhi, utilizzare impacchi freddi e mantenere una corretta igiene può contribuire ad alleviare i disturbi lievi.
Colliri antistaminici, stabilizzatori dei mastociti e altri medicinali devono essere scelti in base alla situazione individuale. I colliri cortisonici richiedono sempre controllo professionale.
Dolore, fotofobia, riduzione della vista o arrossamento molto intenso non devono essere attribuiti automaticamente a un’allergia: in questi casi è necessario verificare rapidamente la causa.

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