Cornea: la naturale barriera esterna a protezione dei nostri occhi
La cornea è il tessuto trasparente che riveste la parte anteriore dell’occhio, davanti all’iride e alla pupilla.
Costituisce una barriera protettiva contro polvere, microrganismi e piccoli corpi estranei, ma svolge anche un ruolo essenziale nella visione. La sua curvatura permette infatti di deviare la luce che entra nell’occhio e contribuisce in modo determinante alla messa a fuoco delle immagini sulla retina.
Trasparenza, regolarità della superficie e corretta curvatura sono quindi indispensabili per ottenere una visione nitida. Traumi, infezioni, alterazioni della forma o perdita di trasparenza possono compromettere questa funzione.
Dove si trova la cornea e quale funzione svolge
La cornea rappresenta la parte anteriore trasparente della tonaca esterna dell’occhio. Proseguendo verso la parte bianca del bulbo oculare, si unisce alla sclera attraverso una zona di passaggio chiamata limbus.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
A differenza della sclera, la cornea deve rimanere trasparente per consentire il passaggio della luce.
Le sue funzioni principali sono:
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proteggere le strutture interne dell’occhio;
-
permettere l’ingresso della luce;
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contribuire alla messa a fuoco delle immagini;
-
offrire una superficie ottica regolare;
-
partecipare, insieme al film lacrimale, alla qualità della visione.
La cornea fornisce una parte importante del potere refrattivo complessivo dell’occhio. Il cristallino completa e modifica la messa a fuoco, soprattutto quando si osservano oggetti posti a distanze differenti.
Per comprendere il rapporto tra cornea, cristallino, retina e altre strutture puoi consultare la guida sull’anatomia dell’occhio e il suo funzionamento.
Com’è fatta la cornea
La cornea ha uno spessore che varia tra la zona centrale e quella periferica. Non è quindi corretto attribuirle un unico spessore valido in ogni punto e per ogni persona.
Tradizionalmente vengono descritti cinque strati principali.
Epitelio corneale
L’epitelio è lo strato più esterno, direttamente a contatto con il film lacrimale.
Agisce come barriera contro microrganismi, sostanze irritanti e corpi estranei. Le cellule superficiali si rinnovano continuamente e, in caso di piccole abrasioni, l’epitelio può ripararsi abbastanza rapidamente.
Membrana di Bowman
Si trova sotto l’epitelio ed è costituita da tessuto resistente.
Non si rigenera nello stesso modo dell’epitelio. Lesioni profonde che la coinvolgono possono lasciare cicatrici e alterare la trasparenza della cornea.
Stroma
Lo stroma costituisce la parte più spessa della cornea.
È formato principalmente da fibre di collagene disposte in modo estremamente regolare. Questa organizzazione contribuisce alla trasparenza e alla resistenza del tessuto.
Alterazioni della disposizione delle fibre, cicatrici o accumulo di liquidi possono ridurre la trasparenza corneale.
Membrana di Descemet
È una sottile membrana resistente che separa lo stroma dall’endotelio.
Agisce come membrana basale delle cellule endoteliali e può essere coinvolta in alcune patologie o lesioni della cornea.
Endotelio corneale
L’endotelio è lo strato più interno, a contatto con l’umor acqueo.
Le sue cellule regolano la quantità di liquido presente nello stroma e contribuiscono a mantenere la cornea trasparente. Nell’essere umano hanno una capacità di rigenerazione limitata.
Quando il loro numero o funzionamento si riduce eccessivamente, la cornea può accumulare liquidi, diventare edematosa e perdere trasparenza.
Alcune classificazioni più recenti distinguono ulteriori strutture nella zona posteriore della cornea, ma la suddivisione tradizionale in cinque strati rimane ampiamente utilizzata per descriverne l’anatomia.
Perché la cornea è trasparente
La cornea normale è priva di vasi sanguigni nella sua parte centrale. È quindi un tessuto avascolare, non vascolare.
Riceve ossigeno e sostanze nutritive attraverso differenti vie:
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il film lacrimale e l’aria per la superficie esterna;
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l’umor acqueo per la parte interna;
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i vasi presenti nella zona del limbus per la periferia.
La trasparenza dipende anche dalla disposizione regolare delle fibre di collagene, dal corretto livello di idratazione e dall’integrità degli strati corneali.
La cornea è inoltre ricca di terminazioni nervose. Per questo motivo anche una lesione superficiale relativamente piccola può provocare dolore, lacrimazione e forte fastidio alla luce.
Abrasione corneale e corpi estranei
L’abrasione corneale è una lesione superficiale dell’epitelio. Può essere provocata da:
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polvere, sabbia o piccoli corpi estranei;
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un’unghia, un ramo o il bordo di un foglio;
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uso scorretto delle lenti a contatto;
-
sfregamento intenso dell’occhio;
-
piccoli traumi durante il lavoro o lo sport.
I sintomi possono comprendere dolore, lacrimazione, arrossamento, sensazione di corpo estraneo, visione sfocata e sensibilità alla luce.
Molte abrasioni superficiali guariscono in tempi relativamente brevi, ma è comunque importante valutarne estensione e causa. Una lesione apparentemente semplice può nascondere un corpo estraneo oppure favorire un’infezione.
In caso di trauma:
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non strofinare l’occhio;
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non cercare di rimuovere oggetti conficcati;
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non utilizzare colliri anestetici o antibiotici senza indicazione medica;
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sospendere temporaneamente l’uso delle lenti a contatto;
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richiedere assistenza se dolore, arrossamento o visione sfocata persistono.
Farmaci, bendaggi e lenti terapeutiche devono essere prescritti dallo specialista in base alle caratteristiche della lesione. Non esiste un trattamento domestico universale per tutte le abrasioni.
Raggi ultravioletti e fotoceratite
Un’esposizione intensa alle radiazioni ultraviolette può provocare un’infiammazione dolorosa della cornea chiamata fotoceratite.
Può verificarsi, per esempio, dopo l’esposizione alla luce riflessa dalla neve senza una protezione adeguata, durante alcune lavorazioni industriali o in seguito all’utilizzo improprio di lampade abbronzanti.
I sintomi possono comparire anche alcune ore dopo l’esposizione e comprendere dolore, lacrimazione, sensazione di sabbia negli occhi, arrossamento e fotofobia.
Gli occhiali da sole devono essere scelti in base alla protezione UV e alla categoria del filtro, non soltanto in base al colore scuro delle lenti.
Infezioni e cheratite
La cheratite è un’infiammazione della cornea. Può avere origine infettiva oppure non infettiva.
Le infezioni possono essere provocate da batteri, virus, funghi o altri microrganismi. Tra i fattori che possono aumentare il rischio rientrano:
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uso scorretto delle lenti a contatto;
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contatto delle lenti con acqua;
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sonno con lenti non indicate per l’uso notturno;
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trauma corneale;
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ridotta capacità di difesa dell’organismo;
-
utilizzo non controllato di colliri cortisonici;
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patologie della superficie oculare.
Una cheratite infettiva può progredire rapidamente e lasciare cicatrici capaci di compromettere la vista. Dolore, arrossamento, fotofobia, secrezioni e riduzione della visione richiedono una valutazione tempestiva.
Chi indossa lenti a contatto deve rimuoverle e non riutilizzarle fino a quando non abbia ricevuto indicazioni dal professionista sanitario.
Distrofie, degenerazioni ed ectasie corneali
La cornea può essere interessata anche da patologie non infettive.
Le distrofie corneali sono un gruppo di condizioni, spesso ereditarie e bilaterali, nelle quali determinate sostanze si accumulano in uno o più strati della cornea. Manifestazioni ed evoluzione variano in base alla forma specifica.
Le degenerazioni corneali possono invece essere associate all’età, a precedenti infiammazioni, a condizioni sistemiche o ad altri fattori.
Le ectasie corneali sono caratterizzate da un progressivo assottigliamento e da una deformazione della cornea. La più conosciuta è il cheratocono, nel quale la cornea assume gradualmente una forma irregolare e più conica.
Un’ectasia può causare:
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aumento o variazione dell’astigmatismo;
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frequenti cambiamenti della prescrizione;
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visione distorta;
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immagini sdoppiate o con ombre;
-
riduzione della qualità visiva non completamente correggibile con normali occhiali.
Microcornea e megalocornea descrivono invece dimensioni corneali rispettivamente inferiori o superiori alla norma e non devono essere considerate automaticamente ectasie.
Come viene esaminata la cornea
L’oculista può valutare la cornea attraverso diversi esami, scelti in funzione del problema sospettato.
Tra quelli più utilizzati rientrano:
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esame con lampada a fessura;
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colorazione con fluoresceina;
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topografia o tomografia corneale;
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pachimetria;
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microscopia speculare e conta endoteliale;
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tomografia a coerenza ottica del segmento anteriore;
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microscopia confocale, in casi selezionati.
La topografia e la tomografia permettono di studiare forma e curvatura della cornea. La pachimetria ne misura lo spessore, mentre la microscopia speculare consente di osservare le cellule endoteliali.
Non tutti questi esami sono necessari durante una normale visita. È lo specialista a stabilire quali siano appropriati.
Quando rivolgersi rapidamente all’oculista
È opportuno richiedere una valutazione urgente in presenza di:
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dolore oculare intenso;
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calo improvviso della vista;
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forte sensibilità alla luce;
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trauma o sospetto corpo estraneo;
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contatto con sostanze chimiche;
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arrossamento associato a secrezioni o visione sfocata;
-
comparsa di una zona bianca sulla cornea;
-
sintomi oculari importanti durante l’uso di lenti a contatto.
In caso di contatto con una sostanza chimica, è necessario iniziare immediatamente un lavaggio abbondante dell’occhio e richiedere assistenza urgente, senza aspettare che i sintomi peggiorino.
Come proteggere la cornea
Non tutte le patologie corneali possono essere prevenute, ma alcuni comportamenti riducono il rischio di traumi e infezioni:
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indossare protezioni oculari durante lavori e sport a rischio;
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non strofinare gli occhi quando è presente un corpo estraneo;
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lavare e asciugare le mani prima di toccare le lenti a contatto;
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non pulire o conservare le lenti con acqua;
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rispettare tempi di utilizzo e sostituzione delle lenti;
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non usare colliri prescritti ad altre persone;
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scegliere occhiali da sole con adeguata protezione UV;
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sottoporsi a una visita in presenza di sintomi persistenti.
Su Glance24 è possibile scegliere occhiali da sole con lenti protettive e filtri adatti a diverse condizioni di luminosità. Le normali lenti solari non sostituiscono però gli specifici dispositivi di protezione richiesti durante attività lavorative o sportive pericolose.
Quando può servire un trapianto di cornea
Il trapianto di cornea, chiamato cheratoplastica, può essere preso in considerazione quando la cornea è gravemente opaca, deformata o danneggiata e gli altri trattamenti non permettono di recuperare una funzione visiva sufficiente.
A seconda dello strato interessato, il chirurgo può sostituire l’intera cornea oppure soltanto una parte. Esistono infatti trapianti perforanti e differenti tecniche lamellari.
Il trapianto non rappresenta il trattamento automatico di ogni patologia corneale. La decisione dipende dalla causa, dalla profondità del danno, dalle condizioni delle altre strutture oculari e dai possibili benefici e rischi per il paziente.
La cornea è una struttura sottile ma fondamentale: protegge l’occhio e partecipa direttamente alla formazione delle immagini. Dolore, fotofobia, trauma e riduzione della vista non devono essere trascurati, soprattutto quando compaiono rapidamente o interessano chi utilizza lenti a contatto.

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