Anche gli occhi soffrono la sindrome della mezza età!
Come cambia la vista con l'età e quali segnali meritano attenzione
Superati i 40 anni è comune accorgersi che qualcosa nella propria vista sta cambiando. Il testo del telefono viene allontanato per leggerlo meglio, gli occhi possono affaticarsi più facilmente e alcune attività svolte per anni senza difficoltà iniziano a richiedere maggiore illuminazione o una correzione visiva diversa.
Non significa necessariamente che sia presente una malattia. Alcuni cambiamenti, come la presbiopia, fanno parte del normale processo di invecchiamento dell'occhio. Con l'avanzare dell'età, però, aumenta anche l'importanza dei controlli periodici, perché diverse condizioni oculari possono svilupparsi senza dare sintomi evidenti nelle fasi iniziali.
Conoscere ciò che può accadere tra i 40 e i 60 anni aiuta quindi a distinguere i normali cambiamenti della vista dai segnali che meritano una valutazione professionale.
Presbiopia: perché dopo i 40 anni diventa più difficile vedere da vicino
Uno dei cambiamenti più evidenti è la presbiopia, cioè la progressiva difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti vicini.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Con il passare degli anni il cristallino perde gradualmente parte della propria flessibilità e il sistema visivo diventa meno efficace nell'adattare la messa a fuoco alle brevi distanze.
I primi segnali possono essere molto semplici:
-
necessità di allontanare libri, etichette o smartphone;
-
difficoltà a leggere caratteri piccoli;
-
maggiore bisogno di luce;
-
affaticamento durante la lettura prolungata;
-
mal di testa o sensazione di occhi stanchi dopo attività da vicino.
La presbiopia è un cambiamento fisiologico legato all'età e non va confusa con una malattia oculare.
Le possibilità di correzione sono diverse e dipendono dalle esigenze visive individuali. Chi utilizza soprattutto la visione da vicino può approfondire come scegliere gli occhiali da lettura, mentre chi deve vedere bene contemporaneamente a più distanze può valutare con un professionista altre soluzioni ottiche.
Occhio secco e maggiore sensibilità agli ambienti quotidiani
Con l'età possono diventare più frequenti anche disturbi legati alla superficie oculare e al film lacrimale.
La secchezza oculare non dipende esclusivamente dall'età. Possono contribuire numerosi fattori, tra cui l'ambiente, alcuni farmaci, l'uso di lenti a contatto, determinate condizioni di salute e le molte ore trascorse davanti agli schermi.
I sintomi possono comprendere bruciore, sensazione di sabbia negli occhi, arrossamento, fastidio alla luce e visione temporaneamente meno nitida. In alcuni casi un occhio secco può persino lacrimare maggiormente come risposta all'irritazione.
Per capire meglio il meccanismo è possibile approfondire come si forma e come si manifesta la secchezza oculare.
Quando il disturbo è persistente o ricorrente è preferibile non limitarsi all'autodiagnosi: sintomi simili possono avere origini differenti e una valutazione professionale permette di individuarne più correttamente la causa.
Dopo i 40 anni cambiano anche le esigenze visive quotidiane
Non sempre il problema consiste semplicemente nel "vedere meno".
Tra i 40 e i 60 anni possono cambiare soprattutto le esigenze della visione quotidiana. Lavorare al computer, utilizzare lo smartphone, leggere documenti, guidare e passare rapidamente dalla visione da vicino a quella lontana richiede una correzione adatta alle proprie abitudini.
Una persona che per anni ha utilizzato senza problemi un paio di occhiali monofocali può iniziare ad avere difficoltà nelle attività intermedie o da vicino.
Per questo motivo non è consigliabile scegliere una nuova gradazione basandosi soltanto sul fatto che "da vicino si vede peggio". La correzione deve tenere conto della prescrizione, della distanza di lavoro e delle attività svolte durante la giornata.
Anche piccole variazioni possono diventare molto evidenti quando si trascorrono molte ore davanti a monitor e dispositivi digitali.
Non tutti i cambiamenti della vista dipendono dall'età
Attribuire automaticamente ogni disturbo visivo all'invecchiamento può essere un errore.
Offuscamento della vista, alterazioni improvvise, dolore, lampi luminosi, comparsa improvvisa di numerosi corpi mobili, perdita di una parte del campo visivo o un netto peggioramento della capacità visiva richiedono una valutazione professionale e, soprattutto quando compaiono rapidamente, non dovrebbero essere considerati semplicemente conseguenze dell'età.
Esistono infatti numerose malattie e condizioni che possono interessare gli occhi, molto diverse tra loro per cause, sintomi e gravità.
Il fatto di avere superato i 40 o i 50 anni non consente quindi di stabilire da soli l'origine di un sintomo.
Salute generale e occhi sono strettamente collegati
Gli occhi non sono isolati dal resto dell'organismo.
Condizioni sistemiche come il diabete e l'ipertensione possono avere conseguenze anche sulla salute oculare. In alcuni casi le alterazioni possono inizialmente provocare pochi sintomi o nessun disturbo evidente.
Questo è uno dei motivi per cui conoscere la propria storia clinica e riferirla durante la visita oculistica è importante.
Anche eventuali terapie farmacologiche dovrebbero essere comunicate al professionista, perché alcuni medicinali possono influenzare la superficie oculare o essere associati a disturbi visivi.
Il controllo della salute generale, quindi, fa parte anche della tutela della vista.
Controllo oculistico dopo i 40 anni: perché diventa più importante
Non esiste una frequenza di visita uguale per tutte le persone.
La periodicità dei controlli dipende dall'età, dalla storia familiare, dai difetti visivi, dalla presenza di patologie sistemiche e da eventuali fattori di rischio individuati dal professionista.
Superati i 40 anni, però, diventa particolarmente utile non affidarsi esclusivamente alla percezione soggettiva di "vedere bene". Alcune alterazioni oculari possono infatti svilupparsi prima che la persona si accorga di un cambiamento significativo.
Una visita permette inoltre di distinguere un semplice cambiamento della gradazione da condizioni che richiedono ulteriori approfondimenti.
Per una panoramica dedicata puoi leggere anche prevenzione oculistica: controlli e visite per proteggere la vista.
Come prendersi cura della vista tra 40 e 60 anni
Non esiste un metodo capace di impedire il naturale invecchiamento dell'occhio, ma alcune abitudini contribuiscono alla salute visiva generale.
È utile proteggere gli occhi dalla radiazione ultravioletta con occhiali da sole adeguati, evitare il fumo, gestire correttamente eventuali condizioni come diabete o ipertensione e utilizzare una correzione visiva appropriata.
Chi trascorre molte ore davanti agli schermi può inoltre alternare periodi di lavoro a brevi pause, mantenere una distanza confortevole dal monitor e utilizzare un'illuminazione adeguata.
L'aspetto più importante rimane comunque non ignorare un cambiamento persistente della vista.
Tra i 40 e i 60 anni molte variazioni sono fisiologiche e facilmente correggibili, ma proprio questa fase della vita rappresenta un buon momento per prestare maggiore attenzione alla propria salute oculare e programmare i controlli in funzione delle proprie caratteristiche personali.

Invia la ricetta con Whatsapp al 3533130403
e ricevi un preventivo gratuito!
5 /5
5 /5
5 /5