Occhio secco: cause e trattamento
Che cos’è l’occhio secco?
L’occhio secco è una condizione della superficie oculare che compare quando le lacrime non riescono più a mantenere gli occhi adeguatamente lubrificati e protetti. Può succedere perché ne vengono prodotte troppo poche, perché evaporano troppo rapidamente oppure perché il film lacrimale perde la propria normale stabilità e qualità.
Non si tratta quindi semplicemente di “avere poche lacrime”.
La secchezza oculare è una condizione multifattoriale nella quale possono contribuire alterazioni del film lacrimale, infiammazione della superficie dell’occhio, problemi delle ghiandole palpebrali e, in alcuni casi, modificazioni della sensibilità corneale.
Può essere lieve e occasionale oppure diventare persistente e interferire con lettura, utilizzo del computer, guida e uso delle lenti a contatto.
Perché le lacrime sono così importanti?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Ogni volta che ammicchiamo, le palpebre distribuiscono sulla superficie dell’occhio un sottile strato di lacrime chiamato film lacrimale.
Questo strato mantiene la cornea lubrificata, contribuisce alla qualità ottica della superficie oculare e aiuta a proteggerla da polvere, microrganismi e sostanze irritanti.
Le lacrime non sono semplicemente acqua.
Il film lacrimale comprende componenti lipidiche, acquose e muciniche che devono funzionare insieme perché la superficie resti uniforme e stabile.
Se vuoi approfondire questo meccanismo puoi leggere a cosa servono le lacrime e come funziona il film lacrimale.
Perché viene l’occhio secco?
Le cause possono essere numerose e spesso più fattori sono presenti contemporaneamente.
In alcune persone il problema principale è una ridotta produzione della componente acquosa delle lacrime.
In altre le lacrime vengono prodotte, ma evaporano troppo rapidamente dalla superficie dell’occhio.
Esistono poi condizioni miste nelle quali ridotta produzione, eccessiva evaporazione e instabilità del film lacrimale si combinano tra loro.
È proprio questa complessità che spiega perché due persone con sintomi apparentemente simili possano aver bisogno di trattamenti differenti.
Qual è la differenza tra occhio secco evaporativo e da ridotta produzione lacrimale?
Nel cosiddetto occhio secco da deficit acquoso, le ghiandole lacrimali non producono una quantità sufficiente di componente acquosa.
Questo può verificarsi con l’età, in alcune malattie autoimmuni, dopo determinate procedure oculari o come conseguenza di farmaci e altre condizioni.
Nell’occhio secco evaporativo, invece, le lacrime possono essere prodotte in quantità sufficiente ma scomparire troppo velocemente dalla superficie.
Una delle cause più frequenti è il cattivo funzionamento delle ghiandole di Meibomio, situate nelle palpebre.
Queste ghiandole producono la componente lipidica del film lacrimale, che contribuisce a rallentarne l’evaporazione.
Nella pratica le due forme possono sovrapporsi.
Cosa sono le ghiandole di Meibomio?
Le ghiandole di Meibomio si trovano all’interno delle palpebre e producono sostanze lipidiche che vengono distribuite sulla superficie delle lacrime durante l’ammiccamento.
Questo sottile strato oleoso aiuta a limitare l’evaporazione.
Quando le ghiandole sono ostruite o funzionano male, la componente lipidica può diminuire o cambiare qualità.
Il film lacrimale diventa quindi meno stabile e tende a evaporare più velocemente.
Questa condizione, chiamata disfunzione delle ghiandole di Meibomio, rappresenta una delle cause più importanti di occhio secco evaporativo.
Quali sintomi può provocare?
I sintomi possono essere molto variabili.
Sono frequenti bruciore, sensazione di sabbia o corpo estraneo, pizzicore, arrossamento e fastidio.
Alcune persone riferiscono una sensazione di “occhi pesanti” oppure la necessità di chiuderli frequentemente.
La vista può diventare temporaneamente sfocata e migliorare dopo alcuni ammiccamenti.
Possono comparire anche fotofobia e difficoltà nell’uso prolungato di computer o smartphone.
Per approfondire specificamente sintomi, test e diagnosi puoi leggere Dry Eye Syndrome: sintomi e diagnosi dell’occhio secco.
Un occhio secco può lacrimare molto?
Sì, ed è uno degli aspetti che può sembrare più contraddittorio.
Quando la superficie oculare è irritata, il sistema nervoso può stimolare una produzione riflessa di lacrime.
Queste lacrime possono essere abbondanti ma non necessariamente avere la composizione e la stabilità necessarie a risolvere il problema di fondo.
Per questo alcune persone con occhio secco riferiscono paradossalmente occhi che lacrimano spesso.
Abbiamo approfondito il problema nella guida sulla lacrimazione eccessiva: cause e quando preoccuparsi.
Gli schermi possono causare secchezza oculare?
Possono favorirla o peggiorarla.
Quando siamo concentrati su uno schermo tendiamo a ridurre la frequenza degli ammiccamenti oppure a eseguire ammiccamenti meno completi.
Il film lacrimale rimane quindi esposto più a lungo e può evaporare più facilmente.
Questo è uno dei motivi per cui molte persone avvertono bruciore e secchezza dopo molte ore davanti a computer, tablet o smartphone.
Lo schermo non è però l’unica possibile causa e un disturbo persistente non dovrebbe essere attribuito automaticamente al computer.
Aria condizionata, vento e riscaldamento possono peggiorarlo?
Sì.
Un ambiente con aria molto secca favorisce l’evaporazione delle lacrime.
Lo stesso può accadere con vento diretto, ventilatori, riscaldamento intenso e flussi continui di aria condizionata.
Per alcune persone è sufficiente cambiare ambiente per percepire un netto peggioramento.
Questo non significa che il problema sia necessariamente solo ambientale: spesso un ambiente secco mette semplicemente in evidenza un film lacrimale già poco stabile.
Le lenti a contatto possono favorire l’occhio secco?
Possono contribuire ai sintomi in alcune persone.
La lente a contatto interagisce direttamente con il film lacrimale e può modificarne la distribuzione e l’evaporazione.
Una persona che sviluppa secchezza può quindi avvertire progressivamente meno comfort durante la giornata e sentire il bisogno di togliere le lenti prima del solito.
Questo non significa che chi soffre di occhio secco debba necessariamente abbandonare le lenti.
È però importante valutare il tipo di lente, i tempi di utilizzo e la salute della superficie oculare.
Alcuni farmaci possono provocare occhio secco?
Sì.
Diversi farmaci sistemici possono ridurre la produzione lacrimale o contribuire alla secchezza.
Tra questi possono rientrare alcuni antistaminici, farmaci utilizzati per la pressione arteriosa, alcuni antidepressivi e altri medicinali.
Anche alcune terapie oculari possono modificare la superficie dell’occhio, soprattutto quando utilizzate per lunghi periodi.
Non bisogna però sospendere autonomamente un farmaco prescritto.
Quando si sospetta una relazione è più corretto parlarne con il medico e valutare possibili alternative o strategie per controllare i sintomi.
Quali malattie possono essere associate all’occhio secco?
La secchezza oculare può essere associata a diverse condizioni generali.
Tra le più importanti vi sono alcune patologie autoimmuni, in particolare la sindrome di Sjögren, nella quale il sistema immunitario può danneggiare le ghiandole responsabili della produzione di lacrime e saliva.
Anche alcune patologie tiroidee, il diabete e altre condizioni possono influire sulla superficie oculare.
Questo non significa che una comune secchezza sia automaticamente il segnale di una malattia sistemica.
Ma quando il disturbo è importante, persistente o associato ad altri sintomi, può essere utile approfondire.
Età e ormoni possono influire?
Sì.
La probabilità di sviluppare secchezza oculare tende ad aumentare con l’età.
Anche modificazioni ormonali possono influenzare la produzione lacrimale e il funzionamento delle ghiandole palpebrali.
Per questo l’occhio secco viene osservato frequentemente anche dopo la menopausa.
La presenza di fattori ormonali non esclude però altre componenti: età, ambiente, farmaci e condizioni oculari possono sommarsi.
Cosa succede alla superficie dell’occhio quando il problema persiste?
Quando il film lacrimale diventa instabile, alcune zone della superficie oculare rimangono meno protette.
L’evaporazione può aumentare la concentrazione dei sali presenti nelle lacrime e creare una condizione di maggiore stress per le cellule della superficie.
Può quindi instaurarsi un circolo nel quale instabilità lacrimale, infiammazione e danno della superficie si alimentano reciprocamente.
È uno dei motivi per cui nelle forme persistenti non sempre basta aggiungere semplicemente qualche goccia lubrificante.
Come si diagnostica l’occhio secco?
La diagnosi non dovrebbe basarsi esclusivamente sulla sensazione soggettiva di secchezza.
L’oculista può osservare superficie oculare, palpebre e film lacrimale e utilizzare diversi test.
Tra quelli possibili vi sono la valutazione del tempo di rottura del film lacrimale, la misurazione della produzione lacrimale e l’osservazione di eventuali alterazioni della superficie con coloranti specifici.
Può inoltre essere importante valutare le ghiandole di Meibomio.
Non esiste necessariamente un singolo test capace di descrivere da solo l’intero problema.
Per questo abbiamo mantenuto una pagina distinta dedicata a sintomi e diagnosi dell’occhio secco.
Come si cura l’occhio secco?
Il trattamento dipende dalla causa e dalla gravità e non esiste una soluzione unica adatta a tutti.
Nelle forme lievi può essere utile ridurre i fattori ambientali che favoriscono l’evaporazione e utilizzare prodotti lubrificanti quando indicati.
Se è presente una disfunzione delle ghiandole di Meibomio può essere necessario intervenire soprattutto sulle palpebre e sulla componente lipidica del film lacrimale.
In forme infiammatorie o più persistenti lo specialista può valutare terapie farmacologiche specifiche.
In alcuni pazienti vengono utilizzati sistemi che riducono il drenaggio delle lacrime, mentre le forme severe possono richiedere strategie più avanzate.
Il punto fondamentale è trattare il meccanismo prevalente, non soltanto il sintomo.
Le lacrime artificiali curano l’occhio secco?
Possono essere molto utili, soprattutto nelle forme lievi e moderate, ma non rappresentano una cura universale.
Le lacrime artificiali aumentano temporaneamente la lubrificazione e possono migliorare comfort e qualità visiva.
Esistono però formulazioni differenti e non tutte sono equivalenti.
Inoltre, se il problema è determinato da infiammazione importante, disfunzione delle ghiandole di Meibomio o un’altra condizione specifica, il solo utilizzo di lubrificanti può non essere sufficiente.
Per capire meglio i diversi prodotti puoi leggere lacrime artificiali: cosa sono, tipi e differenze.
Per l’aspetto più pratico abbiamo invece l’approfondimento quando usare le lacrime artificiali.
Qual è la differenza tra collirio e lacrime artificiali?
“Collirio” è un termine generico che indica una preparazione liquida destinata all’occhio.
Una lacrima artificiale è quindi un tipo di collirio, ma non tutti i colliri sono lacrime artificiali.
Esistono colliri antibiotici, antinfiammatori, antiallergici, per il glaucoma e molte altre categorie.
Per questo non è corretto considerare qualsiasi collirio un rimedio per l’occhio secco.
Puoi approfondire le differenze nella guida colliri per gli occhi: tipi, precauzioni e modalità d’uso.
I conservanti nei colliri possono dare problemi?
In alcune persone e soprattutto quando le applicazioni sono molto frequenti, determinati conservanti possono irritare la superficie oculare.
Per questo esistono anche formulazioni senza conservanti, spesso confezionate in contenitori monodose o sistemi multidose specifici.
La scelta dipende dalla frequenza di utilizzo e dalle caratteristiche dell’occhio.
Non è necessario scegliere automaticamente un prodotto senza conservanti in ogni situazione, ma nelle terapie frequenti la questione può diventare più rilevante.
Cosa si può fare nella vita quotidiana?
Ridurre l’esposizione a vento diretto, aria condizionata e ambienti molto secchi può aiutare.
Durante l’uso degli schermi è utile ricordarsi di ammiccare regolarmente e alternare periodi di lavoro a brevi pause.
In alcune persone può essere utile aumentare l’umidità dell’ambiente.
Chi utilizza lenti a contatto dovrebbe rispettare tempi di utilizzo e manutenzione ed evitare di continuare a indossarle quando gli occhi diventano irritati.
Questi interventi possono migliorare i sintomi, ma non sostituiscono la valutazione della causa quando il problema è persistente.
L’aspetto preventivo e quotidiano sarà approfondito nella guida sindrome da occhio secco: come ridurre i fattori che la peggiorano.
L’occhio secco può danneggiare la cornea?
Nelle forme più severe e non adeguatamente controllate, sì.
La cornea dipende dal film lacrimale per mantenere una superficie sana e regolare.
Una secchezza importante può provocare alterazioni dell’epitelio e, nei casi più gravi, aumentare il rischio di lesioni della superficie corneale.
Non è però l’evoluzione tipica di una lieve secchezza occasionale.
Il rischio riguarda soprattutto forme persistenti o severe.
Quando è consigliabile una visita?
Una valutazione è utile quando i sintomi diventano frequenti, durano a lungo o interferiscono con le normali attività.
È importante rivolgersi rapidamente a un medico se compaiono dolore importante, marcata fotofobia, improvviso calo della vista, trauma o un occhio molto rosso e doloroso.
Questi sintomi non sono tipici di un semplice occhio secco e possono indicare altri problemi oculari.
Anche chi utilizza lenti a contatto dovrebbe prestare particolare attenzione alla comparsa di dolore o riduzione della vista.
In sintesi
L’occhio secco è una condizione multifattoriale della superficie oculare nella quale le lacrime non riescono più a mantenere adeguatamente lubrificato e protetto l’occhio.
Può derivare da una ridotta produzione lacrimale, da un’eccessiva evaporazione o dalla combinazione dei due meccanismi.
Fattori ambientali, schermi, lenti a contatto, età, farmaci, alterazioni delle ghiandole di Meibomio e alcune malattie sistemiche possono contribuire.
Il trattamento deve essere adattato alla causa prevalente: le lacrime artificiali possono aiutare, ma non rappresentano da sole la soluzione per ogni forma di secchezza oculare.
Per continuare l’approfondimento puoi consultare tutti gli articoli raccolti nella sezione Occhio secco.

Invia la ricetta con Whatsapp al 3533130403
e ricevi un preventivo gratuito!
5 /5
5 /5
5 /5