Il caffè fa bene o fa male? Ecco tutta la verità
Caffè e vista: la caffeina fa bene o male agli occhi?
Il caffè fa male alla vista? Per la maggior parte delle persone sane, un consumo moderato non è stato associato a un danno diretto agli occhi.
La caffeina può però produrre effetti temporanei sull’organismo e, in alcune persone, influenzare la pressione intraoculare, favorire il tremore della palpebra o peggiorare agitazione e difficoltà nel sonno.
La risposta dipende quindi da quantità assunta, sensibilità individuale, condizioni oculari e presenza di altri fattori di rischio.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Non è corretto considerare il caffè una cura per gli occhi, ma neppure affermare che una tazzina danneggi automaticamente la vista.
Caffè e caffeina sono la stessa cosa?
No. Il caffè è una bevanda complessa che contiene numerose sostanze, tra cui la caffeina. Quest’ultima è una sostanza stimolante presente anche in:
-
tè;
-
bevande energetiche;
-
cola;
-
cioccolato;
-
alcuni integratori;
-
determinati medicinali.
Quando si valutano gli effetti sugli occhi bisogna considerare la quantità complessiva di caffeina assunta durante la giornata e non soltanto il numero di caffè.
La quantità contenuta in una tazzina può variare in base a:
-
tipo di caffè;
-
miscela;
-
metodo di preparazione;
-
quantità utilizzata;
-
dimensione della porzione;
-
durata dell’estrazione.
Anche il caffè decaffeinato può contenere una piccola quantità di caffeina, generalmente molto inferiore rispetto al prodotto tradizionale.
Il caffè può aumentare la pressione oculare?
La caffeina può provocare in alcune persone un aumento temporaneo della pressione intraoculare.
La pressione intraoculare è la pressione presente all’interno dell’occhio. Non deve essere confusa con la pressione arteriosa, anche se entrambe possono essere influenzate da diversi fattori.
Alcuni studi hanno osservato un lieve aumento della pressione oculare dopo l’assunzione di caffeina, soprattutto nelle persone con:
-
glaucoma;
-
ipertensione oculare;
-
predisposizione a una pressione intraoculare elevata.
L’effetto non è identico per tutti e può essere di entità limitata e temporanea. Nelle persone sane non è stato dimostrato che una normale tazzina di caffè provochi un danno permanente alla vista.
Caffè e glaucoma: bisogna smettere di berlo?
Non esiste una raccomandazione universale che imponga a tutte le persone con glaucoma di eliminare completamente il caffè.
Il glaucoma è una malattia complessa del nervo ottico. Una pressione intraoculare elevata rappresenta uno dei principali fattori di rischio, ma esistono anche forme di glaucoma nelle quali la pressione rientra nei valori considerati normali.
Alcune ricerche indicano che un consumo molto elevato di caffeina potrebbe essere associato a un rischio maggiore nelle persone con una forte predisposizione genetica alla pressione oculare elevata. Questo dato non significa che il caffè provochi glaucoma in tutte le persone.
Chi ha:
-
glaucoma diagnosticato;
-
ipertensione oculare;
-
forte familiarità per glaucoma;
-
pressione oculare difficile da controllare;
dovrebbe discutere il proprio consumo di caffeina con l’oculista, senza modificare autonomamente terapie o abitudini sulla base di un singolo studio.
Per comprendere meglio la differenza tra glaucoma e altre condizioni puoi consultare la guida alle malattie degli occhi più diffuse.
Posso bere caffè prima della misurazione della pressione oculare?
La caffeina può influenzare temporaneamente la pressione intraoculare in alcune persone. Un consumo recente potrebbe quindi contribuire a una piccola variazione del valore misurato.
Se la pressione viene controllata regolarmente, può essere utile:
-
comunicare al professionista se si è assunto caffè da poco;
-
effettuare, quando possibile, i controlli in condizioni simili;
-
seguire eventuali istruzioni ricevute dal centro oculistico;
-
evitare di modificare autonomamente il consumo prima di un esame.
Una singola misurazione non è sufficiente per diagnosticare il glaucoma. L’oculista considera anche nervo ottico, campo visivo, spessore corneale e altri parametri.
Il caffè può far tremare la palpebra?
Sì, un consumo elevato di caffeina può essere associato alla comparsa o alla maggiore percezione di piccoli spasmi della palpebra.
Il fenomeno viene spesso chiamato miochimia palpebrale e può essere favorito anche da:
-
stanchezza;
-
stress;
-
mancanza di sonno;
-
affaticamento visivo;
-
secchezza oculare;
-
consumo di alcol;
-
prolungato utilizzo degli schermi.
Nella maggior parte dei casi il tremore è lieve, intermittente e tende a risolversi spontaneamente.
Se si sospetta un rapporto con la caffeina, può essere utile ridurne gradualmente il consumo e osservare se il disturbo diminuisce. Una riduzione improvvisa può provocare mal di testa o altri sintomi da sospensione nelle persone abituate ad assumerne quantità elevate.
Puoi approfondire l’argomento nell’articolo dedicato alla palpebra che trema e alle sue possibili cause.
Quando il tremore della palpebra richiede un controllo?
È consigliabile rivolgersi a un professionista quando:
-
il tremore continua per diverse settimane;
-
la palpebra si chiude completamente durante lo spasmo;
-
il movimento coinvolge altre parti del viso;
-
sono presenti dolore, gonfiore o secrezioni;
-
la palpebra appare abbassata;
-
compaiono debolezza o altri sintomi neurologici;
-
il disturbo interferisce con lettura, lavoro o guida.
In questi casi non bisogna attribuire automaticamente il problema al caffè.
Il caffè provoca secchezza oculare?
Non esistono prove sufficienti per affermare che il caffè provochi automaticamente secchezza oculare.
La caffeina possiede un lieve effetto diuretico, ma il normale consumo di bevande contenenti caffeina non determina necessariamente disidratazione nelle persone abituate ad assumerle.
Alcuni piccoli studi hanno osservato un aumento temporaneo della produzione lacrimale dopo l’assunzione di caffeina. Questi risultati non sono però sufficienti per considerare il caffè un trattamento per l’occhio secco.
La secchezza oculare può dipendere da numerosi fattori:
-
età;
-
ambiente secco o ventilato;
-
utilizzo prolungato degli schermi;
-
riduzione dell’ammiccamento;
-
lenti a contatto;
-
condizioni delle palpebre;
-
alcuni medicinali;
-
patologie generali;
-
alterazioni della superficie oculare.
Se bruciore, sensazione di sabbia e visione fluttuante sono persistenti, è preferibile ricercarne la causa invece di limitarsi a eliminare o aumentare il caffè.
Il caffè può causare visione offuscata?
La visione offuscata non è un effetto normale da ignorare dopo aver bevuto caffè.
Un consumo eccessivo di caffeina può provocare agitazione, tremori, palpitazioni, mal di testa e, in alcune persone, variazioni temporanee della pressione arteriosa. Questi effetti possono accompagnarsi a una sensazione generale di malessere, ma non spiegano automaticamente un cambiamento della vista.
Una visione improvvisamente sfocata può dipendere da molte altre cause, tra cui:
-
variazioni della glicemia;
-
emicrania;
-
occhio secco;
-
difetto visivo non corretto;
-
problemi della cornea;
-
alterazioni della retina;
-
condizioni neurologiche.
Se la perdita di nitidezza è improvvisa, interessa un solo occhio oppure è accompagnata da dolore, lampi, macchie o zone scure, è necessaria una valutazione tempestiva.
Caffeina, mal di testa ed emicrania con aura
Il rapporto tra caffeina ed emicrania è variabile.
In alcune persone la caffeina può contribuire ad alleviare il mal di testa ed è presente anche in determinati medicinali. In altre può agire come fattore scatenante, soprattutto quando viene assunta in quantità elevate o quando il consumo abituale viene interrotto improvvisamente.
L’emicrania con aura può provocare disturbi visivi come:
-
luci lampeggianti;
-
linee a zig-zag;
-
zone temporaneamente meno visibili;
-
immagini scintillanti;
-
alterazioni che interessano il campo visivo.
Un’aura nuova o diversa dal solito non dovrebbe essere attribuita automaticamente al caffè. È opportuno parlarne con un medico, soprattutto se il disturbo compare per la prima volta o presenta caratteristiche insolite.
Il caffè protegge la retina?
Alcuni studi osservazionali hanno valutato possibili associazioni tra consumo di caffè e determinate condizioni oculari. I risultati non permettono però di raccomandare il caffè come forma di prevenzione per retina, cataratta o degenerazione maculare.
Un’associazione statistica non dimostra necessariamente che sia il caffè a determinare l’effetto osservato. Possono intervenire:
-
alimentazione generale;
-
fumo;
-
attività fisica;
-
età;
-
condizioni metaboliche;
-
predisposizione genetica;
-
quantità e tipo di caffè consumato.
Bere più caffè con l’obiettivo di proteggere la vista non è quindi una strategia supportata da prove sufficienti.
Il caffè protegge dal diabete e dalla retinopatia diabetica?
Diversi studi osservazionali hanno rilevato un’associazione tra consumo abituale di caffè e minore frequenza del diabete di tipo 2 in alcune popolazioni.
Questo non significa che il caffè possa prevenire il diabete in ogni persona o sostituire alimentazione, attività fisica, controlli e terapie.
La retinopatia diabetica dipende soprattutto dagli effetti del diabete sui piccoli vasi sanguigni della retina. Per ridurre il rischio di complicazioni oculari è importante gestire, con l’assistenza del medico:
-
glicemia;
-
pressione arteriosa;
-
colesterolo;
-
terapie;
-
controlli della retina.
Il caffè non rappresenta un trattamento per la retinopatia diabetica.
Caffè, sonno e affaticamento degli occhi
La caffeina può rendere più difficile addormentarsi o ridurre la qualità del sonno, soprattutto nelle persone più sensibili o quando viene assunta nelle ore precedenti al riposo.
Non esiste un orario universale dopo il quale tutti debbano evitare il caffè. La durata degli effetti varia in base a:
-
quantità assunta;
-
velocità individuale di metabolizzazione;
-
abitudine al consumo;
-
età;
-
farmaci;
-
gravidanza;
-
sensibilità personale.
Dormire poco non danneggia direttamente la gradazione degli occhi, ma può contribuire a:
-
palpebre pesanti;
-
maggiore percezione della secchezza;
-
tremore palpebrale;
-
difficoltà di concentrazione;
-
affaticamento durante lettura e uso degli schermi.
Se il caffè assunto nel pomeriggio o alla sera interferisce con il sonno, anticiparne o ridurne il consumo può essere utile.
Quanto caffè si può bere?
Non è possibile indicare un numero di tazzine valido per tutti perché il contenuto di caffeina cambia notevolmente tra espresso, moka, caffè filtro, capsule e bevande acquistate nei locali.
La tolleranza dipende inoltre da condizioni individuali.
È opportuno prestare maggiore attenzione in presenza di:
-
glaucoma o ipertensione oculare;
-
forte familiarità per glaucoma;
-
gravidanza o allattamento;
-
ansia o attacchi di panico;
-
insonnia;
-
aritmie o palpitazioni;
-
pressione arteriosa non controllata;
-
medicinali che interagiscono con la caffeina;
-
disturbi gastrointestinali.
In queste situazioni il consumo appropriato deve essere valutato con il professionista sanitario di riferimento.
Come capire se si sta assumendo troppa caffeina
Alcuni segnali possono suggerire che la quantità complessiva sia eccessiva per la propria sensibilità:
-
agitazione;
-
nervosismo;
-
tremori;
-
palpitazioni;
-
difficoltà a dormire;
-
mal di testa;
-
disturbi gastrointestinali;
-
tremore della palpebra;
-
necessità di aumentare progressivamente le quantità;
-
malessere quando si salta il consumo abituale.
Questi sintomi non permettono da soli di stabilire una diagnosi e possono avere cause differenti.
Per valutare il proprio consumo è utile considerare tutte le fonti di caffeina, comprese bevande energetiche, tè, cola, integratori e medicinali.
Come ridurre il consumo senza interromperlo bruscamente
Chi assume molta caffeina ogni giorno può avvertire mal di testa, sonnolenza, irritabilità o difficoltà di concentrazione se smette improvvisamente.
Può essere più semplice:
-
ridurre gradualmente il numero delle bevande;
-
diminuire la dimensione delle porzioni;
-
alternare caffè normale e decaffeinato;
-
controllare la caffeina presente nelle bevande energetiche;
-
evitare di concentrare molte dosi in poche ore;
-
osservare se sonno, palpitazioni o tremore palpebrale migliorano.
Se la riduzione viene effettuata a causa di glaucoma o di un’altra condizione medica, è opportuno seguire le indicazioni ricevute.
Quando rivolgersi a un professionista
Il caffè non dovrebbe essere considerato la spiegazione automatica di qualsiasi sintomo visivo.
È consigliabile richiedere una valutazione in presenza di:
-
visione improvvisamente offuscata;
-
perdita della vista in un occhio;
-
forte dolore oculare;
-
aloni accompagnati da nausea o mal di testa intenso;
-
lampi luminosi;
-
comparsa improvvisa di numerose macchie;
-
zona scura nel campo visivo;
-
tremore palpebrale persistente;
-
spasmi che coinvolgono altre parti del viso;
-
sintomi nuovi in una persona con glaucoma.
Una valutazione permette di distinguere un effetto temporaneo della caffeina da una condizione che richiede accertamenti specifici.
Domande frequenti su caffè e vista
Una tazzina di caffè aumenta la pressione oculare?
Può produrre un piccolo aumento temporaneo in alcune persone, ma la risposta è variabile. L’effetto può essere più rilevante in presenza di glaucoma o ipertensione oculare.
Il caffè causa il glaucoma?
Non è stato dimostrato che il normale consumo di caffè causi glaucoma nella popolazione generale. Un consumo molto elevato potrebbe richiedere maggiore prudenza nei soggetti predisposti.
Chi ha il glaucoma deve bere soltanto decaffeinato?
Non necessariamente. La decisione dipende da quantità, pressione oculare, familiarità e indicazioni dell’oculista. Il decaffeinato contiene comunque una piccola quantità di caffeina.
Il caffè fa tremare l’occhio?
Un consumo elevato di caffeina può contribuire al tremore della palpebra, insieme a stress, stanchezza, poco sonno e affaticamento visivo.
Il caffè secca gli occhi?
Non è stato dimostrato che il normale consumo provochi automaticamente secchezza oculare. Allo stesso tempo, il caffè non deve essere considerato una terapia per l’occhio secco.
Bere caffè migliora la vista?
No. La caffeina può aumentare temporaneamente l’attenzione, ma non corregge miopia, astigmatismo, presbiopia o altre alterazioni visive.
Il caffè protegge dalla cataratta o dalla maculopatia?
Le prove non sono sufficienti per raccomandare il caffè come strategia di prevenzione di queste patologie.
Posso bere caffè prima di una visita oculistica?
In genere sì, ma se deve essere misurata la pressione oculare è utile comunicare quanto e quando si è assunta caffeina e seguire le eventuali istruzioni del centro.
Conclusione
Per la maggior parte delle persone sane, un consumo moderato di caffè non è stato associato a un danno diretto e permanente della vista.
La caffeina può però aumentare temporaneamente la pressione intraoculare in alcuni soggetti e contribuire a tremore della palpebra, insonnia, agitazione o mal di testa.
Chi ha glaucoma, ipertensione oculare o una forte predisposizione familiare dovrebbe discutere il proprio consumo con l’oculista, senza considerare il caffè né una causa certa né una forma di prevenzione.
La quantità appropriata varia da persona a persona. È quindi più utile osservare gli effetti individuali e considerare tutte le fonti di caffeina piuttosto che affidarsi a un numero universale di tazzine.

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