Malattie dell'occhio dalla nascita alla prima infanzia
Malattie degli occhi nei neonati e bambini piccoli: quali sono e quali segnali osservare
La maggior parte dei bambini nasce con occhi sani e sviluppa progressivamente le proprie capacità visive durante i primi anni di vita.
Esistono però alcune malattie oculari congenite o della prima infanzia che meritano particolare attenzione perché possono interferire con lo sviluppo della vista se non vengono riconosciute e trattate in tempo.
È importante distinguere queste condizioni da problemi molto più comuni come:
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
miopia;
ipermetropia;
astigmatismo.
Questi ultimi sono errori refrattivi, non vere e proprie malattie oculari.
Altre condizioni, come strabismo e ambliopia, riguardano invece l'allineamento degli occhi o lo sviluppo della funzione visiva.
Per una panoramica generale puoi consultare la guida sui principali problemi visivi nei bambini.
Perché alcune malattie oculari sono particolarmente importanti nei primi anni?
Durante l'infanzia il sistema visivo è ancora in maturazione.
Gli occhi devono fornire immagini adeguate al cervello perché la funzione visiva possa svilupparsi correttamente.
Se una patologia:
-
ostacola il passaggio della luce;
-
altera significativamente la retina;
-
interferisce con il nervo ottico;
-
impedisce a un occhio di essere utilizzato correttamente;
può compromettere lo sviluppo della visione.
Per questo alcune condizioni relativamente rare assumono un'importanza particolare quando compaiono nei neonati o nei bambini molto piccoli.
Quali sono le principali malattie oculari della prima infanzia?
Tra le condizioni che possono essere diagnosticate nei primi anni troviamo:
-
cataratta congenita o infantile;
-
glaucoma congenito o infantile;
-
retinoblastoma;
-
retinopatia della prematurità;
-
alcune anomalie congenite dell'occhio;
-
ptosi palpebrale significativa;
-
infezioni e infiammazioni oculari.
A queste si aggiungono condizioni come strabismo e ambliopia, che non devono essere confuse con le patologie organiche dell'occhio ma possono comunque compromettere lo sviluppo visivo.
Che cos'è la cataratta congenita?
La cataratta è un'opacizzazione del cristallino.
Quando è presente alla nascita o compare nei primi mesi o anni di vita viene definita cataratta congenita o infantile, a seconda del momento e della causa.
Può interessare:
-
un solo occhio;
-
entrambi gli occhi;
-
soltanto una parte del cristallino;
-
una porzione più estesa.
La rilevanza dipende soprattutto da quanto l'opacità interferisce con la formazione di un'immagine adeguata sulla retina.
Perché la cataratta può essere urgente nel bambino?
Nel bambino piccolo una cataratta importante non causa soltanto una riduzione della trasparenza del cristallino.
Può anche impedire al sistema visivo di svilupparsi correttamente.
Se un occhio non riceve immagini sufficientemente nitide durante una fase critica dello sviluppo può comparire ambliopia.
Per questo la gestione della cataratta pediatrica non può essere semplicemente paragonata a quella dell'adulto.
La tempistica del trattamento dipende dal tipo e dalla gravità della cataratta.
Come può presentarsi una cataratta congenita?
Talvolta può essere individuata durante i controlli effettuati subito dopo la nascita.
Altri possibili segnali possono essere:
-
riflesso pupillare anomalo;
-
pupilla che appare biancastra;
-
difficoltà nella fissazione;
-
strabismo;
-
nistagmo in determinate situazioni.
Una pupilla bianca non significa automaticamente cataratta, perché esistono altre possibili cause.
Deve però essere valutata rapidamente.
Che cos'è il glaucoma congenito?
Il glaucoma congenito primario è una patologia rara nella quale lo sviluppo anomalo delle strutture deputate al deflusso dell'umore acqueo può determinare un aumento della pressione all'interno dell'occhio.
Nel bambino piccolo le caratteristiche dell'occhio sono differenti da quelle dell'adulto.
Un aumento pressorio significativo può portare anche a modificazioni delle dimensioni e della trasparenza della cornea.
Quali sono i sintomi del glaucoma congenito?
I segnali classici possono comprendere:
-
lacrimazione;
-
forte sensibilità alla luce;
-
tendenza a tenere gli occhi chiusi;
-
cornea dall'aspetto opaco o velato;
-
aumento delle dimensioni della cornea e dell'occhio.
Non è invece corretto descrivere la perdita della visione periferica come il tipico sintomo che i genitori devono cercare in un neonato.
Un bambino molto piccolo non può riferire facilmente questo tipo di alterazione.
Gli occhi molto grandi sono sempre un segno di glaucoma?
No.
Le dimensioni degli occhi variano naturalmente da persona a persona.
Il problema diventa più sospetto quando un aumento delle dimensioni oculari si associa ad altri segnali, per esempio:
-
fotofobia intensa;
-
lacrimazione;
-
cornea opaca.
La diagnosi richiede una vera valutazione oftalmologica.
Che cos'è il retinoblastoma?
Il retinoblastoma è un tumore maligno della retina che interessa prevalentemente bambini molto piccoli.
È raro, ma è importante conoscerne alcuni possibili segnali perché una diagnosi tempestiva è fondamentale sia per la salute generale sia, quando possibile, per preservare occhio e funzione visiva.
Uno dei segni più conosciuti è la leucocoria, cioè un riflesso bianco della pupilla.
Una pupilla bianca significa sempre retinoblastoma?
No.
La leucocoria può avere più cause, tra cui anche cataratta e altre anomalie oculari.
Una singola fotografia con flash può inoltre produrre riflessi anomali per motivi di angolazione.
Un riflesso bianco che:
-
compare ripetutamente;
-
interessa sempre lo stesso occhio;
-
viene osservato anche direttamente;
deve però essere valutato rapidamente.
Non bisogna aspettare di vedere se scompare da solo.
Lo strabismo può essere un segnale di retinoblastoma?
In alcuni casi uno strabismo può essere associato a una riduzione importante della funzione visiva di un occhio, compresa quella provocata da patologie retiniche.
Questo non significa che la maggior parte dei bambini strabici abbia un retinoblastoma.
Lo strabismo è molto più frequentemente legato ad altre cause.
Tuttavia una deviazione nuova o persistente merita sempre una valutazione appropriata.
Che cos'è la retinopatia della prematurità?
La retinopatia della prematurità, spesso indicata con la sigla ROP, è una patologia che può interessare la retina di alcuni neonati prematuri.
I vasi sanguigni della retina completano parte del loro sviluppo nelle ultime fasi della gravidanza.
Quando un bambino nasce molto prematuramente, questo processo può essere ancora incompleto.
In alcuni casi la vascolarizzazione può evolvere in modo anomalo e richiedere controlli e, quando necessario, trattamento.
Tutti i bambini prematuri sviluppano la retinopatia?
No.
Non tutti i neonati prematuri sviluppano la ROP e non tutti quelli che la sviluppano necessitano di trattamento.
Il rischio dipende da diversi fattori, tra cui:
-
grado di prematurità;
-
peso alla nascita;
-
condizioni cliniche neonatali.
I bambini che rientrano nei criteri previsti seguono specifici programmi di screening.
Queste tempistiche sono diverse dai normali controlli oculari dell'infanzia.
I genitori possono riconoscere la retinopatia della prematurità?
Generalmente no.
Nelle fasi iniziali la ROP non è una condizione che il genitore può identificare osservando semplicemente gli occhi del neonato.
Per questo lo screening programmato nei bambini a rischio è fondamentale.
Non bisogna aspettare la comparsa di sintomi visibili.
Che cos'è la ptosi congenita?
La ptosi è un abbassamento della palpebra superiore.
Quando è presente dalla nascita viene definita ptosi congenita.
In molti casi rappresenta soprattutto una caratteristica palpebrale.
Diventa particolarmente importante quando la palpebra:
-
copre significativamente la pupilla;
-
induce il bambino ad assumere una posizione anomala della testa;
-
è associata a importante astigmatismo;
-
favorisce il rischio di ambliopia.
La gravità deve quindi essere valutata caso per caso.
Una palpebra leggermente più bassa è sempre pericolosa?
No.
Una lieve asimmetria palpebrale non implica necessariamente un rischio per lo sviluppo visivo.
Conta soprattutto capire se interferisce con la visione o se è associata ad altre alterazioni.
La sola osservazione estetica non permette di stabilire la gravità.
Lo strabismo è una malattia dell'occhio?
Non propriamente nel senso di una patologia strutturale come cataratta o glaucoma.
Lo strabismo è una condizione nella quale gli occhi non risultano correttamente allineati.
Può avere cause differenti e può interferire con lo sviluppo della visione binoculare.
Nei primi periodi di vita possono verificarsi occasionalmente episodi di apparente disallineamento.
Una deviazione:
-
persistente;
-
frequente;
-
sempre dello stesso occhio;
-
comparsa improvvisamente;
merita invece una valutazione.
Lo strabismo dipende semplicemente dai muscoli che non si coordinano?
È una spiegazione troppo semplice.
L'allineamento degli occhi dipende da un sistema complesso che coinvolge:
-
muscoli oculari;
-
nervi;
-
controllo cerebrale;
-
capacità visiva dei due occhi.
Uno strabismo può quindi avere cause molto differenti.
Non può essere diagnosticato o classificato soltanto osservando i muscoli.
Che cos'è l'ambliopia?
L'ambliopia è una riduzione dello sviluppo della funzione visiva che si verifica durante l'infanzia.
Può essere associata, per esempio, a:
-
strabismo;
-
importante differenza di refrazione tra i due occhi;
-
difetti refrattivi elevati;
-
cataratta o altri ostacoli alla formazione di un'immagine adeguata.
L'occhio può essere strutturalmente normale ma non sviluppare una funzione visiva completa.
Per questo l'ambliopia non deve essere confusa con una malattia organica dell'occhio.
La congiuntivite è frequente nei bambini?
Sì, ma “congiuntivite” indica un'infiammazione della congiuntiva e può avere cause diverse.
Può essere:
-
virale;
-
batterica;
-
allergica;
-
irritativa.
Non è quindi corretto affermare che la congiuntivite dei bambini sia generalmente batterica o che debba essere sempre trattata con antibiotici.
Una congiuntivite richiede sempre antibiotici?
No.
Gli antibiotici possono essere indicati in alcune infezioni batteriche, ma non servono nelle forme virali o allergiche.
Utilizzare colliri antibiotici autonomamente può essere inutile e rendere più difficile una corretta valutazione.
Ancora più importante è evitare l'uso autonomo di colliri contenenti corticosteroidi.
La congiuntivite nel neonato è diversa?
Un importante arrossamento o secrezione oculare nel neonato merita particolare attenzione.
Le cause possono essere differenti rispetto al bambino più grande e alcune richiedono una valutazione tempestiva.
Non è prudente trattare autonomamente un neonato con colliri rimasti in casa da precedenti episodi familiari.
Occhi che lacrimano sempre significano congiuntivite?
No.
Nei primi mesi una lacrimazione persistente può essere legata anche a un'ostruzione del dotto nasolacrimale.
Possono comparire:
-
lacrimazione;
-
secrezioni;
-
ciglia appiccicate.
La situazione deve essere distinta dalle infezioni oculari e da condizioni più rare.
Una lacrimazione importante associata a forte fotofobia e cornea opaca richiede invece maggiore attenzione perché può essere compatibile anche con condizioni come il glaucoma congenito.
Il daltonismo è una malattia che compare nella prima infanzia?
Le forme congenite più comuni di deficit della visione dei colori sono presenti fin dalla nascita, ma non devono essere descritte come una malattia progressiva dell'occhio.
Il bambino semplicemente percepisce alcuni colori in modo differente.
Spesso la difficoltà viene notata più avanti, quando aumentano le attività scolastiche basate sulla distinzione cromatica.
Per approfondire puoi consultare la guida sul daltonismo e le discromatopsie.
Il daltonismo peggiora con il tempo?
Le forme congenite più comuni tendono a essere stabili.
Non devono essere confuse con alterazioni della percezione dei colori che compaiono successivamente a causa di patologie oculari, neurologiche o farmaci.
Queste ultime rappresentano una situazione differente e possono richiedere approfondimenti.
L'affaticamento da schermi è una malattia della prima infanzia?
No.
Il discomfort associato a uso prolungato di schermi o attività da vicino non deve essere messo sullo stesso piano di cataratta congenita, glaucoma o retinoblastoma.
Può causare sintomi come:
-
bruciore;
-
stanchezza;
-
momentanea sfocatura;
-
mal di testa.
Ma non rappresenta una “malattia oculare congenita”.
La normale luce blu degli schermi non è inoltre considerata causa dimostrata di danno retinico durante il normale uso quotidiano.
Quali altri problemi oculari possono comparire nei primi anni?
Oltre alle condizioni principali esistono numerose patologie rare o congenite che possono interessare:
-
cornea;
-
iride;
-
retina;
-
nervo ottico;
-
strutture dell'occhio.
Non avrebbe senso trasformare una guida divulgativa in un catalogo completo di malattie rare.
Il messaggio più utile per i genitori è riconoscere i segnali che richiedono un approfondimento, lasciando la diagnosi allo specialista.
Quali segnali oculari nel neonato non devono essere ignorati?
Tra i segnali che meritano attenzione troviamo:
-
riflesso pupillare bianco;
-
cornea opaca o molto velata;
-
forte e persistente fotofobia;
-
lacrimazione importante associata ad altri segni;
-
deviazione costante di un occhio;
-
difficoltà marcata nella fissazione;
-
movimenti oculari anomali persistenti;
-
palpebra che copre significativamente la pupilla;
-
importante differenza nell'aspetto dei due occhi.
La guida sui segnali di possibili problemi agli occhi nei bambini approfondisce ciò che i genitori possono osservare.
Il bambino può avere una malattia oculare anche senza sintomi?
Sì.
Alcune condizioni possono essere poco evidenti, soprattutto nei bambini molto piccoli.
Inoltre il bambino non può spiegare se:
-
un occhio vede meno dell'altro;
-
una zona del campo visivo è alterata;
-
la visione è sempre stata sfocata.
Per questo screening e controlli hanno un ruolo importante anche prima che il bambino sia in grado di descrivere la propria vista.
Si può controllare la vista di un neonato?
Sì.
Un bambino non deve saper leggere per essere esaminato.
La valutazione può comprendere:
-
osservazione della fissazione;
-
riflessi;
-
allineamento;
-
refrazione oggettiva;
-
esame delle strutture oculari.
La guida sulla valutazione precoce della vista nei bambini spiega come vengono effettuati questi controlli.
Screening e visita oculistica sono la stessa cosa?
No.
Uno screening serve principalmente a individuare bambini che potrebbero aver bisogno di ulteriori accertamenti.
Una visita oculistica completa permette invece una valutazione specialistica più approfondita della salute e della funzione degli occhi.
Un risultato normale allo screening è rassicurante rispetto agli aspetti controllati, ma non significa che nessuna malattia possa mai comparire successivamente.
Quando fare una visita oculistica nei primi anni?
Non esiste un calendario specialistico universale identico per qualsiasi bambino.
La tempistica dipende da:
-
screening effettuati;
-
familiarità;
-
prematurità;
-
sintomi;
-
anomalie già osservate;
-
eventuali condizioni diagnosticate.
Se compare un segnale sospetto non bisogna aspettare una determinata età.
La guida sulla prima visita oculistica nei bambini approfondisce proprio questo aspetto.
Lo sviluppo visivo normale può sembrare una malattia?
Talvolta alcuni comportamenti possono preoccupare i genitori pur rientrando nella normale maturazione.
Nei primi mesi, per esempio, le capacità di:
-
fissazione;
-
inseguimento;
-
coordinazione degli occhi;
stanno ancora sviluppandosi.
Non tutte le differenze rispetto all'adulto sono quindi patologiche.
Per capire meglio che cosa aspettarsi puoi consultare la guida sulla vista nei neonati.
Quando bisogna chiedere una valutazione urgente?
Alcuni sintomi non dovrebbero essere rimandati a un normale controllo programmato.
È opportuno richiedere rapidamente assistenza in presenza di:
-
leucocoria, cioè riflesso pupillare bianco;
-
improvvisa riduzione importante della vista;
-
trauma oculare significativo;
-
occhio molto rosso associato a dolore, fotofobia o cambiamento della vista;
-
cornea opaca;
-
improvvisa visione doppia;
-
nuovo importante strabismo associato ad altri sintomi;
-
disturbi visivi accompagnati da nuovi sintomi neurologici.
Anche nei bambini vale il principio che rapidità di comparsa e gravità dei sintomi sono elementi importanti.
Malattie oculari nei bambini: cosa devono ricordare i genitori
Non tutti i problemi visivi dell'infanzia sono malattie.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono errori refrattivi.
Strabismo e ambliopia riguardano invece allineamento e sviluppo della funzione visiva.
Esistono poi vere patologie oculari, alcune rare ma particolarmente importanti nei primi anni, come:
-
cataratta congenita;
-
glaucoma congenito;
-
retinoblastoma;
-
retinopatia della prematurità;
-
alcune anomalie congenite.
Il compito dei genitori non è imparare a diagnosticarle.
È molto più utile riconoscere quando qualcosa appare diverso dal normale e richiedere una valutazione appropriata.
Uno sviluppo visivo regolare, controlli adeguati e attenzione a segnali come pupilla bianca, cornea opaca, forte fotofobia, deviazione persistente degli occhi o difficoltà nella fissazione permettono di individuare più precocemente le situazioni che meritano approfondimento.

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