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Le 5 patologie oculari più diffuse nei bambini

I problemi visivi nei bambini non appartengono tutti alla stessa categoria.

Nel linguaggio comune vengono spesso chiamati indistintamente “difetti della vista” o “malattie degli occhi”, ma dal punto di vista medico è importante distinguere tra errori refrattivi, alterazioni dell'allineamento degli occhi, problemi dello sviluppo visivo e vere patologie oculari.

Miopia, ipermetropia e astigmatismo, per esempio, sono principalmente errori refrattivi: modificano il modo in cui l'occhio mette a fuoco le immagini.

Lo strabismo riguarda invece l'allineamento degli occhi, mentre l'ambliopia è una riduzione della funzione visiva che si sviluppa durante l'infanzia quando un occhio, o più raramente entrambi, non vengono utilizzati dal sistema visivo in condizioni ottimali.

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Larghezza montatura

Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta

  • XS fino a 123 mm.

  • S da 124 a 128 mm.

  • M da 129 a 133 mm.

  • L da 134 a 138 mm.

  • XL da 139 a 142 mm.

  • XXL oltre 143 mm.

Esistono poi condizioni oculari vere e proprie, alcune rare ma importanti, che possono essere presenti già dalla nascita o comparire durante l'infanzia.

Conoscere queste differenze aiuta a capire perché non tutti i problemi visivi vengono diagnosticati o trattati nello stesso modo.

Per una panoramica più generale su sviluppo, controlli e salute oculare pediatrica puoi consultare la guida sulla vista dei bambini.

Quali sono i problemi visivi più comuni nei bambini?

Tra le condizioni che più frequentemente vengono individuate durante l'infanzia troviamo:

  • miopia;

  • ipermetropia;

  • astigmatismo;

  • strabismo;

  • ambliopia.

Non è corretto definirle tutte “patologie oculari”.

Le prime tre sono errori refrattivi. Strabismo e ambliopia appartengono invece a categorie differenti e possono, in alcuni bambini, essere collegati proprio alla presenza di un importante difetto refrattivo.

A queste si aggiungono numerose altre condizioni oculari, alcune meno frequenti ma clinicamente importanti.

Perché i problemi visivi durante l'infanzia meritano particolare attenzione?

Il sistema visivo non è completamente maturo alla nascita.

Durante l'infanzia occhi, vie nervose e cervello sviluppano progressivamente la capacità di:

  • mettere a fuoco;

  • utilizzare insieme i due occhi;

  • riconoscere dettagli;

  • percepire lo spazio;

  • elaborare correttamente le informazioni visive.

Se durante questo periodo un occhio fornisce stabilmente un'immagine molto peggiore dell'altro, il normale sviluppo della funzione visiva può essere ostacolato.

È uno dei motivi per cui alcuni problemi pediatrici devono essere identificati e gestiti senza attendere semplicemente che il bambino cresca.

La guida sulla valutazione precoce della vista nei bambini spiega come sia possibile effettuare controlli anche quando il bambino non sa ancora leggere.

Miopia nei bambini: che cos'è?

La miopia è un errore refrattivo nel quale, in condizioni non corrette, gli oggetti lontani risultano meno nitidi.

Può manifestarsi durante l'infanzia e spesso viene individuata in età scolare, quando aumentano le richieste visive a distanza.

Un bambino miope potrebbe, per esempio:

  • avere difficoltà a vedere la lavagna;

  • avvicinarsi al televisore;

  • socchiudere gli occhi per osservare qualcosa lontano;

  • avvicinarsi maggiormente a determinati oggetti.

Questi comportamenti possono far nascere un sospetto, ma non permettono da soli di diagnosticare la miopia.

Perché un miope socchiude gli occhi?

Socchiudere le palpebre può temporaneamente ridurre la quantità di raggi luminosi periferici che entrano nell'occhio, producendo un effetto simile a quello di un piccolo foro.

In questo modo l'immagine può sembrare momentaneamente più definita.

È per questo che alcune persone miopi tendono istintivamente a strizzare gli occhi quando cercano di leggere qualcosa da lontano.

Il comportamento non è però specifico della miopia e non sostituisce una misurazione della refrazione.

La miopia è una malattia?

La miopia comune è innanzitutto un errore refrattivo.

Non è quindi corretto inserirla genericamente in un elenco di “malattie oculari”.

Esistono tuttavia forme di miopia elevata associate a maggiori rischi oculari nel corso della vita, motivo per cui entità e progressione meritano attenzione.

Per comprendere meglio miopia, ipermetropia e astigmatismo puoi consultare la guida sui difetti visivi più comuni.

La miopia nei bambini può aumentare crescendo?

Sì.

La miopia può progredire durante gli anni della crescita, soprattutto quando compare precocemente.

La velocità di evoluzione è però molto variabile.

Per questo un bambino miope può aver bisogno di controlli della refrazione nel tempo e, in situazioni appropriate, di una valutazione delle possibili strategie per il controllo della progressione.

Trascorrere regolarmente tempo all'aperto rappresenta inoltre una buona abitudine associata a un minore rischio di insorgenza della miopia.

Ipermetropia nei bambini: che cos'è?

L'ipermetropia è un altro errore refrattivo.

Nel bambino deve essere interpretata con particolare attenzione perché una certa componente ipermetropica può essere presente durante la crescita e può modificarsi con lo sviluppo dell'occhio.

I bambini possiedono inoltre una notevole capacità di accomodazione, cioè possono modificare la messa a fuoco attraverso il cristallino.

Questo significa che un bambino ipermetrope può talvolta compensare parte del difetto senza lamentare una chiara visione sfocata.

L'ipermetropia significa semplicemente vedere male da vicino?

No.

La definizione “ipermetropia = vede male da vicino” è troppo semplicistica, soprattutto nei bambini.

Grazie alla capacità accomodativa, un bambino può riuscire a mettere a fuoco sia lontano sia vicino pur dovendo sostenere un maggiore impegno accomodativo.

Il significato clinico dell'ipermetropia dipende da:

  • età;

  • entità del difetto;

  • differenza tra i due occhi;

  • capacità visiva;

  • eventuale presenza di strabismo.

Non ogni valore ipermetropico richiede quindi la stessa correzione.

L'ipermetropia può essere collegata allo strabismo?

In alcuni bambini sì.

Determinate forme di strabismo convergente possono essere associate all'accomodazione richiesta per compensare un'ipermetropia.

In questi casi la correzione ottica può assumere un ruolo particolarmente importante.

Questo non significa che ogni bambino ipermetrope svilupperà strabismo o che ogni strabismo sia causato dall'ipermetropia.

Astigmatismo nei bambini: che cos'è?

L'astigmatismo è un errore refrattivo nel quale il potere ottico dell'occhio non è uguale in tutti i meridiani.

Può produrre una visione meno nitida o distorta a differenti distanze.

Spesso viene spiegato dicendo semplicemente che la cornea ha una forma “irregolare”, ma questa descrizione non è sempre precisa.

L'astigmatismo può dipendere dalle caratteristiche ottiche della cornea e, in parte, anche del cristallino.

Astigmatismo e miopia possono essere presenti insieme?

Sì.

L'astigmatismo può essere associato a:

  • miopia;

  • ipermetropia;

  • differenti caratteristiche refrattive nei vari meridiani.

Non è quindi una condizione necessariamente separata dagli altri errori refrattivi.

La prescrizione degli occhiali tiene conto contemporaneamente delle diverse componenti della refrazione.

Come può comportarsi un bambino astigmatico?

Non esiste un comportamento unico.

Un bambino con astigmatismo significativo potrebbe:

  • riferire visione sfocata;

  • faticare a distinguere alcuni dettagli;

  • socchiudere gli occhi;

  • avvicinarsi maggiormente al testo;

  • mostrare discomfort durante attività visive.

Ma potrebbe anche non lamentare nulla.

Per questo non è possibile identificare l'astigmatismo osservando soltanto il comportamento.

Che cos'è lo strabismo?

Lo strabismo è una condizione nella quale i due occhi non risultano correttamente allineati sullo stesso obiettivo visivo.

Un occhio può deviare:

  • verso l'interno;

  • verso l'esterno;

  • verso l'alto;

  • verso il basso.

La deviazione può essere costante oppure intermittente e avere caratteristiche differenti.

Non è soltanto un problema estetico.

Durante lo sviluppo visivo, un disallineamento può interferire con l'utilizzo coordinato dei due occhi e, in alcuni bambini, favorire lo sviluppo di ambliopia.

Un neonato con gli occhi apparentemente storti ha sempre uno strabismo?

No.

Durante le prime fasi dello sviluppo possono essere osservati occasionalmente momenti di coordinazione ancora immatura.

Inoltre la conformazione del naso e delle pieghe cutanee può produrre un pseudostrabismo, cioè l'impressione che gli occhi siano deviati quando in realtà l'allineamento è normale.

Una deviazione costante, frequente, persistente o sempre evidente nello stesso occhio merita invece una valutazione.

Per capire meglio cosa è normale nei primi mesi puoi consultare la guida sulla vista nei neonati.

Lo strabismo si cura sempre con gli occhiali?

No.

La gestione dipende dal tipo e dalla causa.

In alcuni bambini la correzione ottica ha un ruolo fondamentale.

In altri possono essere necessari:

  • trattamento dell'ambliopia associata;

  • ulteriori strategie;

  • chirurgia in determinate situazioni.

Non esiste quindi un'unica terapia valida per qualsiasi strabismo.

Che cos'è l'ambliopia?

L'ambliopia, comunemente chiamata “occhio pigro”, è una riduzione della funzione visiva che si sviluppa durante l'infanzia quando il sistema visivo non riceve o non utilizza correttamente un'immagine adeguata.

Può interessare un occhio e, in alcune situazioni, entrambi.

L'occhio può anche apparire esternamente normale.

Per questo un bambino ambliopico può non avere segni facilmente riconoscibili guardandolo.

Perché si sviluppa l'ambliopia?

Tra le possibili cause o condizioni associate troviamo:

  • strabismo;

  • importante differenza di refrazione tra i due occhi;

  • elevati errori refrattivi;

  • ostacoli che impediscono la formazione di un'immagine adeguata.

Il principio comune è che durante lo sviluppo il cervello riceve da un occhio un'informazione visiva meno efficace e può iniziare a privilegiare l'altro.

L'ambliopia significa che un occhio ha smesso di funzionare?

No.

L'espressione “l'occhio smette di funzionare” è fuorviante.

L'ambliopia riguarda lo sviluppo della funzione visiva e l'elaborazione dell'informazione da parte del sistema visivo.

L'occhio non è necessariamente spento o organicamente danneggiato.

La riduzione visiva può inoltre avere gravità molto diverse.

Gli occhiali sono inutili nell'ambliopia?

No.

In alcuni bambini la corretta prescrizione degli occhiali è una parte fondamentale del trattamento dell'ambliopia.

La correzione ottica può migliorare la qualità dell'immagine fornita all'occhio ambliopico e, in determinate situazioni, produrre un significativo miglioramento della funzione visiva.

A seconda della risposta possono essere utilizzate anche altre strategie.

L'ambliopia si tratta sempre con il bendaggio?

No.

Il bendaggio, o occlusione dell'occhio con migliore funzione, può essere prescritto in alcune situazioni, ma non rappresenta una terapia universale da iniziare autonomamente.

Modalità e durata dipendono da:

  • causa;

  • età;

  • gravità;

  • risposta al trattamento.

Non bisogna coprire un occhio del bambino senza una precisa indicazione.

Che cos'è l'anisometropia?

L'anisometropia è una differenza significativa di refrazione tra i due occhi.

È particolarmente importante durante l'infanzia perché un bambino può utilizzare prevalentemente l'occhio che fornisce l'immagine più nitida.

L'altro può quindi sviluppare ambliopia.

La particolarità è che il bambino può sembrare vedere perfettamente quando utilizza entrambi gli occhi.

Questa è una delle ragioni per cui alcuni problemi non vengono scoperti soltanto osservando il comportamento quotidiano.

Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono gli unici problemi oculari dell'infanzia?

No.

Sono errori refrattivi molto importanti, ma l'occhio del bambino può essere interessato anche da numerose altre condizioni.

Tra quelle che meritano attenzione rientrano, per esempio:

  • cataratta congenita o infantile;

  • ptosi palpebrale significativa;

  • glaucoma pediatrico;

  • alterazioni retiniche;

  • patologie corneali;

  • anomalie congenite dell'occhio;

  • infezioni o infiammazioni oculari.

Alcune sono molto meno comuni dei difetti refrattivi, ma possono richiedere un intervento tempestivo.

Che cos'è la cataratta congenita?

La cataratta è un'opacizzazione del cristallino.

Quando è presente alla nascita o compare molto precocemente può interferire con l'ingresso della luce e con la formazione di un'immagine adeguata sulla retina.

L'importanza dipende da caratteristiche come:

  • posizione;

  • dimensione;

  • densità;

  • coinvolgimento di uno o entrambi gli occhi.

Una cataratta significativa durante il periodo di sviluppo visivo richiede una valutazione specialistica.

Per approfondire la patologia in generale puoi consultare la guida sulla cataratta e le sue caratteristiche.

Che cos'è la ptosi palpebrale nel bambino?

La ptosi è un abbassamento della palpebra superiore.

Può essere presente dalla nascita oppure essere acquisita.

Non ogni ptosi compromette la vista.

Diventa particolarmente importante quando la palpebra:

  • ostacola significativamente l'asse visivo;

  • induce una posizione anomala della testa;

  • si associa ad altri problemi;

  • contribuisce al rischio di ambliopia.

La pagina sulla ptosi palpebrale approfondisce cause e caratteristiche della condizione.

Il glaucoma può colpire anche i bambini?

Sì, anche se è molto meno comune rispetto all'età adulta.

Esistono forme di glaucoma congenito o pediatrico che devono essere valutate e gestite in ambito specialistico.

Non devono essere confuse con il comune glaucoma cronico dell'adulto.

In un neonato alcuni segni oculari particolari, come una cornea dall'aspetto anomalo associata ad altri sintomi, richiedono una valutazione medica.

Congiuntivite, orzaiolo e calazio sono problemi visivi?

Sono condizioni oculari, ma appartengono a un'altra categoria rispetto agli errori refrattivi e allo sviluppo visivo.

Una congiuntivite interessa la congiuntiva.

Orzaiolo e calazio coinvolgono invece prevalentemente strutture palpebrali e ghiandolari.

Possono provocare fastidio, arrossamento o gonfiore, ma non devono essere inseriti nello stesso gruppo di miopia, ambliopia e strabismo soltanto perché interessano la zona degli occhi.

Come capire quale problema visivo ha un bambino?

Non è possibile farlo con sicurezza attraverso un elenco di sintomi.

Un comportamento come avvicinarsi alla televisione potrebbe essere associato a un difetto refrattivo, ma potrebbe essere anche una semplice abitudine.

Mal di testa e bruciore sono sintomi poco specifici.

Anche un bambino che non lamenta nulla può avere una differenza importante tra i due occhi.

La pagina dedicata ai segnali di possibili problemi agli occhi nei bambini approfondisce ciò che i genitori possono osservare senza trasformare questi segnali in diagnosi.

Il rendimento scolastico può far sospettare un problema visivo?

Talvolta sì, ma con cautela.

Una difficoltà nel vedere la lavagna, per esempio, può essere compatibile con un problema refrattivo.

Non è invece corretto attribuire automaticamente alla vista:

  • difficoltà di concentrazione;

  • scarso rendimento;

  • problemi di lettura;

  • difficoltà di apprendimento.

La funzione visiva è solo uno dei numerosi fattori coinvolti nelle attività scolastiche.

Se esistono comportamenti sospetti è utile verificare la vista, evitando però diagnosi semplicistiche.

Come si controlla la vista di un bambino che non sa leggere?

Il bambino non deve necessariamente conoscere lettere e numeri.

A seconda dell'età possono essere utilizzati:

  • osservazione della fissazione;

  • test con simboli o figure;

  • valutazione dell'allineamento;

  • misurazioni oggettive della refrazione;

  • esame delle strutture oculari.

Quando indicato, l'oculista può inoltre effettuare una valutazione della refrazione in cicloplegia.

La capacità di collaborare migliora con l'età, ma è possibile ottenere informazioni importanti anche nei bambini molto piccoli.

Tutti i problemi visivi richiedono gli occhiali?

No.

Gli occhiali sono utilizzati soprattutto per correggere errori refrattivi e possono avere un ruolo importante anche in alcune situazioni associate a strabismo o ambliopia.

Una patologia infiammatoria, una cataratta o altre condizioni oculari richiedono invece approcci differenti.

Non bisogna quindi pensare:

problema agli occhi = occhiali

così come non bisogna pensare che la prescrizione degli occhiali indichi necessariamente una malattia.

Un bambino molto piccolo può portare gli occhiali?

Sì.

Quando clinicamente necessari possono essere prescritti anche in età molto precoce.

Non occorre aspettare che il bambino sappia leggere o descrivere la propria visione.

Nel caso venga indicata una correzione, montatura e lenti devono essere adeguate alle dimensioni e alle esigenze del bambino.

Cosa succede dopo che viene diagnosticato un problema visivo?

Dipende dalla diagnosi.

Il percorso può prevedere:

  • occhiali;

  • osservazione;

  • controlli;

  • trattamento dell'ambliopia;

  • gestione dello strabismo;

  • ulteriori esami;

  • terapie specifiche per una patologia oculare.

La guida su come affrontare i problemi di vista nei bambini dopo la diagnosi approfondisce proprio la gestione pratica dopo che il problema è stato individuato.

Esiste un'età precisa per la prima visita oculistica?

Non esiste una singola età universale valida per ogni bambino.

Controlli e screening della salute oculare iniziano già precocemente e la necessità di una visita oculistica completa dipende anche da:

  • sintomi;

  • familiarità;

  • prematurità;

  • risultati degli screening;

  • strabismo;

  • anomalie oculari;

  • altre condizioni cliniche.

Non è corretto stabilire che tutti debbano obbligatoriamente essere visitati a sei mesi, un anno, due anni o tre anni indipendentemente dal contesto.

Per approfondire puoi consultare la guida su quando fare una visita oculistica.

Quali segnali richiedono una valutazione rapida?

Alcuni sintomi meritano maggiore tempestività rispetto a un normale controllo programmato.

Tra questi:

  • pupilla o riflesso pupillare bianco;

  • improvviso importante calo della vista;

  • trauma oculare significativo;

  • nuova visione doppia;

  • improvvisa deviazione importante degli occhi;

  • occhio molto rosso associato a forte dolore, fotofobia o alterazione della vista;

  • cornea dall'aspetto opaco;

  • nuovi importanti movimenti oculari anomali;

  • disturbi visivi associati a nuovi sintomi neurologici.

In queste situazioni non è opportuno aspettare semplicemente il successivo controllo di routine.

I problemi visivi nei bambini si possono sempre risolvere completamente?

No.

Non è corretto affermare che tutte le condizioni oculari pediatriche siano sempre completamente risolvibili.

Molti errori refrattivi possono essere corretti efficacemente con gli occhiali.

Alcune forme di ambliopia possono migliorare significativamente se identificate e trattate durante il periodo appropriato.

Altre patologie possono invece richiedere trattamenti complessi e avere prognosi differenti.

La possibilità di miglioramento dipende sempre dalla diagnosi specifica, dalla gravità e dalla tempestività della gestione.

Problemi visivi nei bambini: cosa bisogna ricordare

Quando si parla di occhi dei bambini è importante evitare di mettere qualsiasi condizione sotto la stessa etichetta.

Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono errori refrattivi.

Lo strabismo riguarda l'allineamento degli occhi.

L'ambliopia riguarda lo sviluppo della funzione visiva.

Esistono poi vere patologie oculari pediatriche, alcune meno frequenti ma potenzialmente importanti.

Queste differenze spiegano perché un bambino possa aver bisogno semplicemente di occhiali, mentre un altro necessiti di controlli, trattamento dell'ambliopia, gestione dello strabismo o terapie specifiche.

Il compito del genitore non è identificare autonomamente quale condizione sia presente, ma osservare eventuali cambiamenti e partecipare ai controlli appropriati.

Conoscere i principali problemi visivi è utile soprattutto per capire che non tutti hanno gli stessi sintomi, non tutti richiedono gli stessi trattamenti e alcuni possono essere poco evidenti anche quando la funzione di un occhio è ridotta.

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