Ptosi palpebrale
Che cos’è la ptosi palpebrale?
La ptosi palpebrale, o blefaroptosi, è l’abbassamento anomalo della palpebra superiore. Può essere presente dalla nascita oppure comparire nel corso della vita e, quando è marcata, può arrivare a coprire parte della pupilla e ridurre il campo visivo superiore.
La ptosi può interessare un solo occhio oppure entrambi e avere un grado molto variabile.
In alcune persone rappresenta soprattutto un problema estetico, mentre in altre può rendere più difficile leggere, tenere gli occhi aperti o vedere correttamente verso l’alto.
Perché la palpebra si abbassa?
La palpebra superiore viene sollevata principalmente dal muscolo elevatore.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Per funzionare correttamente è necessario che muscolo, tendine, nervi e strutture della palpebra lavorino insieme.
La ptosi può quindi comparire quando:
-
il muscolo elevatore è poco sviluppato o debole;
-
il tendine che collega il muscolo alla palpebra si allunga o perde efficacia;
-
esiste un problema neurologico;
-
una massa o un gonfiore appesantiscono la palpebra;
-
la palpebra ha subito un trauma;
-
sono presenti particolari malattie muscolari.
Nell’adulto una delle forme più frequenti è quella legata all’età, dovuta soprattutto a modificazioni delle strutture che trasmettono la forza del muscolo alla palpebra.
Esiste una ptosi congenita?
Sì.
La ptosi congenita è presente dalla nascita e deriva frequentemente da uno sviluppo non completo del muscolo elevatore della palpebra.
Può interessare un solo occhio o entrambi.
Nel bambino è particolarmente importante valutarne l’entità perché una palpebra che copre significativamente la pupilla può interferire con il normale sviluppo della visione.
In questi casi il problema non è soltanto estetico: se l’occhio non riceve stimoli visivi adeguati durante l’infanzia può aumentare il rischio di ambliopia.
Per questo i bambini con ptosi devono essere controllati periodicamente dall’oculista.
Perché la ptosi può comparire nell’adulto?
La ptosi acquisita può avere cause differenti.
Con il passare degli anni il sistema che solleva la palpebra può diventare meno efficiente e la palpebra può progressivamente abbassarsi.
Può comparire anche dopo traumi o interventi oculari.
In alcuni casi l’uso molto prolungato di lenti a contatto è stato associato a ptosi acquisita.
Esistono inoltre cause meno comuni legate a problemi neurologici o muscolari.
Proprio perché l’origine può essere diversa, una ptosi comparsa recentemente non dovrebbe essere attribuita automaticamente all’età.
Quali sintomi può provocare?
Il segno più evidente è una palpebra superiore posizionata più in basso del normale.
A seconda della gravità possono comparire:
-
difficoltà a mantenere gli occhi completamente aperti;
-
sensazione di pesantezza palpebrale;
-
affaticamento durante lettura o attività prolungate;
-
riduzione del campo visivo superiore;
-
necessità di sollevare continuamente le sopracciglia;
-
asimmetria tra i due occhi.
Alcune persone inclinano inconsapevolmente la testa all’indietro per vedere sotto la palpebra.
Il continuo utilizzo dei muscoli della fronte per compensare può inoltre provocare sensazione di stanchezza o fastidio nella zona sopracciliare.
La ptosi può ridurre la vista?
Può farlo quando la palpebra scende abbastanza da coprire parte della pupilla.
In questo caso viene soprattutto limitata la parte superiore del campo visivo.
La persona può avere difficoltà durante lettura, guida o altre attività e può rendersi conto di dover sollevare volontariamente le sopracciglia per vedere meglio.
Nel bambino il problema è ancora più importante perché un ostacolo persistente davanti all’occhio può interferire con lo sviluppo visivo.
Ptosi e palpebra gonfia sono la stessa cosa?
No.
Una palpebra può sembrare più bassa semplicemente perché è gonfia.
Calazio, orzaiolo, allergie, infiammazioni e altre condizioni possono modificare temporaneamente la posizione o l’aspetto della palpebra senza rappresentare una vera ptosi.
Nel sottocluster dedicato alle palpebre puoi approfondire calazio: cos’è, cause e trattamento e orzaiolo: cos’è e come si cura.
Ptosi e blefarite sono collegate?
Sono condizioni differenti.
La blefarite è un’infiammazione del margine palpebrale, mentre la ptosi riguarda la posizione della palpebra superiore e il sistema che la solleva.
Una blefarite può provocare gonfiore e modificare temporaneamente l’aspetto delle palpebre, ma non rappresenta di per sé una vera blefaroptosi.
Per approfondire puoi leggere blefarite: sintomi, cause e trattamento.
Perché una ptosi improvvisa richiede più attenzione?
Una ptosi che compare lentamente con l’età è diversa da una palpebra che si abbassa improvvisamente.
Alcune condizioni neurologiche possono infatti influenzare i nervi responsabili del movimento della palpebra e degli occhi.
È quindi importante richiedere una valutazione rapida quando la ptosi compare improvvisamente, soprattutto se associata a:
-
visione doppia;
-
alterazioni della pupilla;
-
difficoltà nei movimenti oculari;
-
debolezza del viso o di altre parti del corpo;
-
forte mal di testa;
-
altri sintomi neurologici.
Una ptosi improvvisa non dovrebbe essere considerata semplicemente un problema estetico.
Cosa significa se la palpebra cambia durante la giornata?
Una ptosi che varia molto durante il giorno merita particolare attenzione.
Per esempio, alcune malattie della trasmissione neuromuscolare possono provocare una debolezza che aumenta con l’affaticamento e migliora dopo il riposo.
Non significa che ogni palpebra più stanca la sera indichi una malattia neurologica, ma una variazione evidente e ricorrente è un elemento importante da riferire al medico.
Come viene diagnosticata la ptosi?
La valutazione comprende l’osservazione della posizione delle palpebre e della loro simmetria.
L’oculista può misurare quanto la palpebra si trova distante dal riflesso luminoso sulla cornea e valutare la capacità del muscolo elevatore di sollevare la palpebra.
Vengono inoltre controllati:
-
movimenti oculari;
-
pupille;
-
campo visivo;
-
forza e funzione della palpebra;
-
eventuali differenze tra i due occhi.
Quando il quadro suggerisce una possibile causa neurologica o muscolare possono essere necessari ulteriori esami.
La ptosi può essere curata senza intervento?
Dipende dalla causa.
Se la palpebra è abbassata perché esiste un gonfiore o un’altra condizione reversibile, il trattamento del problema sottostante può migliorare anche la posizione palpebrale.
La vera ptosi strutturale, invece, viene spesso corretta chirurgicamente quando determina un disturbo funzionale importante oppure quando l’aspetto rappresenta un problema significativo per il paziente.
Per alcune forme di ptosi acquisita nell’adulto esistono anche trattamenti farmacologici specifici disponibili in alcuni Paesi e indicati solo per determinate situazioni.
La scelta deve comunque essere effettuata dopo aver identificato la causa.
Come funziona l’intervento per la ptosi?
L’obiettivo della chirurgia è riportare la palpebra in una posizione più alta e funzionale.
Una delle procedure possibili consiste nell’accorciare o riposizionare il sistema muscolo-tendineo che solleva la palpebra.
Quando il muscolo elevatore è molto debole, può invece essere necessario collegare la palpebra alla fronte affinché il muscolo frontale contribuisca al movimento.
La tecnica dipende dal tipo di ptosi, dall’età e dalla funzionalità del muscolo.
L’intervento deve inoltre cercare un equilibrio tra apertura sufficiente dell’occhio e capacità di chiudere correttamente la palpebra.
L’intervento risolve sempre perfettamente il problema?
Non necessariamente.
La chirurgia della ptosi può migliorare molto posizione e funzione della palpebra, ma non è possibile garantire una simmetria perfetta in tutti i casi.
Possono verificarsi una correzione insufficiente o eccessiva, differenze tra i due lati e difficoltà temporanea o persistente nel chiudere completamente l’occhio.
Per questo la decisione chirurgica viene valutata in funzione del beneficio atteso e delle caratteristiche individuali.
Quando è consigliabile una visita?
È utile effettuare una valutazione quando una palpebra appare progressivamente più bassa, quando la differenza tra i due occhi diventa evidente oppure quando la posizione palpebrale interferisce con la visione.
Una visita è particolarmente importante nei bambini.
Serve invece maggiore tempestività se la ptosi:
-
compare improvvisamente;
-
è associata a visione doppia;
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si accompagna a una pupilla diversa dall’altra;
-
compare insieme a difficoltà nei movimenti oculari;
-
è accompagnata da sintomi neurologici.
In sintesi
La ptosi palpebrale è l’abbassamento della palpebra superiore e può essere congenita oppure comparire nel corso della vita.
Nell’adulto può essere legata all’età, a traumi, interventi oculari oppure, più raramente, a problemi muscolari o neurologici.
Una forma lieve può avere soprattutto conseguenze estetiche, mentre una ptosi marcata può ridurre il campo visivo e rendere più difficili lettura e altre attività quotidiane.
La comparsa improvvisa di una palpebra abbassata, soprattutto se associata a visione doppia, alterazioni della pupilla o altri sintomi neurologici, richiede una valutazione tempestiva.
Quando invece la ptosi è stabile e interferisce con la vista, può essere valutata una correzione chirurgica.

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