Lenti anti luce blu funzionamento
Lenti anti luce blu: come funzionano e quando sceglierle
Le lenti anti luce blu sono lenti per occhiali progettate per ridurre la trasmissione di una parte della luce blu visibile che raggiunge gli occhi. Sono disponibili sia come lenti neutre, cioè senza correzione della vista, sia come lenti graduate realizzate sulla base della prescrizione individuale.
Negli ultimi anni le lenti con filtro per la luce blu sono diventate particolarmente diffuse tra le persone che trascorrono molte ore davanti a computer, smartphone, tablet e altri dispositivi digitali.
È però importante distinguere tra ciò che queste lenti possono effettivamente fare e alcune promesse commerciali spesso eccessive. La luce blu non deve essere considerata semplicemente come una luce "nociva": fa naturalmente parte della luce visibile e svolge anche un ruolo importante nella regolazione del ritmo circadiano.
Per questo motivo, scegliere una lente anti luce blu dovrebbe essere una decisione basata sulle proprie esigenze visive e sulle caratteristiche della lente, non soltanto sulla percentuale di luce dichiarata come filtrata.
Che cos'è la luce blu?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
La luce blu è una parte dello spettro della luce visibile. Si trova nella regione delle lunghezze d'onda più corte rispetto a colori come il verde, il giallo e il rosso.
La luce blu è presente naturalmente nella luce solare, ma viene emessa anche da numerose sorgenti artificiali, compresi gli schermi LED di computer, smartphone, tablet e televisori.
Questo significa che parlare genericamente di "luce blu dannosa" può essere fuorviante.
La quantità e il tipo di luce ricevuta dagli occhi dipendono infatti dalla sorgente, dalla luminosità, dalla distanza, dall'ambiente e dal tempo di esposizione.
Inoltre, la luce blu ha un ruolo importante nella regolazione del ritmo circadiano, cioè il sistema biologico che contribuisce a regolare il ciclo sonno-veglia.
Per questo motivo, l'esposizione intensa alla luce nelle ore serali può influenzare il sonno, indipendentemente dal fatto che si utilizzino o meno occhiali con filtro.
Come funzionano le lenti anti luce blu?
Le lenti anti luce blu vengono realizzate utilizzando materiali e trattamenti ottici capaci di modificare la quantità di determinate lunghezze d'onda che attraversano la lente.
Il filtro può essere ottenuto attraverso differenti tecnologie. In alcuni casi il materiale della lente contribuisce direttamente all'assorbimento di determinate lunghezze d'onda; in altri casi vengono utilizzati specifici trattamenti superficiali.
Il risultato è una riduzione selettiva della trasmissione di una parte della luce blu.
È importante sottolineare che una lente anti luce blu non deve necessariamente bloccare tutta la luce blu. Una lente ben progettata può filtrare solamente una parte dello spettro mantenendo una buona resa cromatica e una visione naturale.
Le lenti anti luce blu sono tutte uguali?
No.
Questo è uno degli aspetti più importanti da considerare quando si confrontano prodotti diversi.
Due lenti vendute entrambe come "anti luce blu" possono avere caratteristiche ottiche differenti, perché possono cambiare:
-
la quantità di luce filtrata;
-
le lunghezze d'onda interessate dal filtro;
-
la trasmissione della luce visibile;
-
la resa dei colori;
-
il trattamento antiriflesso;
-
la qualità ottica complessiva;
-
la resistenza ai graffi;
-
la qualità del trattamento superficiale.
Per questo motivo non è sufficiente sapere che una lente è definita "anti luce blu": è necessario conoscere come è stato realizzato il filtro e quali sono le caratteristiche ottiche della lente.
Lenti anti luce blu e lenti antiriflesso: qual è la differenza?
Filtro luce blu e trattamento antiriflesso non sono la stessa cosa.
Il filtro luce blu interviene sulla trasmissione di determinate lunghezze d'onda della luce.
Il trattamento antiriflesso, invece, è progettato principalmente per ridurre i riflessi sulla superficie della lente e migliorare la trasmissione della luce attraverso la lente.
Una lente può quindi avere:
-
soltanto il trattamento antiriflesso;
-
un filtro per la luce blu;
-
sia filtro luce blu sia trattamento antiriflesso.
Per chi utilizza quotidianamente computer e dispositivi digitali, la combinazione di buona qualità ottica, antiriflesso e filtro selettivo può rappresentare una soluzione interessante, soprattutto quando la lente viene realizzata con la corretta prescrizione.
Per approfondire il funzionamento dell'antiriflesso puoi leggere anche l'articolo Glance24 dedicato al trattamento antiriflesso.
Le lenti anti luce blu eliminano la luce blu?
No.
Una lente anti luce blu non deve essere confusa con una lente completamente schermante.
Il termine "filtro" indica infatti una riduzione selettiva della trasmissione di determinate lunghezze d'onda.
Una lente trasparente può quindi filtrare una parte della luce blu senza modificare drasticamente la percezione dei colori.
Esistono anche filtri più intensi, caratterizzati da una colorazione più evidente, che possono ridurre maggiormente determinate porzioni dello spettro ma possono alterare maggiormente la percezione cromatica.
La scelta dipende quindi dall'utilizzo previsto.
Lenti trasparenti o lenti colorate?
Non tutte le lenti anti luce blu hanno lo stesso aspetto.
Alcune sono praticamente trasparenti, mentre altre possono presentare una leggera tonalità residua.
In generale, un filtro più evidente può comportare una maggiore alterazione della percezione dei colori. Questo può essere poco importante per alcune attività, ma diventare rilevante per chi lavora con fotografie, grafica, progettazione, video, stampa o altre attività nelle quali la corretta percezione cromatica è importante.
Per l'utilizzo quotidiano davanti al computer, molte persone preferiscono quindi una lente con un filtro più discreto e una buona resa cromatica.
Le lenti anti luce blu riducono davvero l'affaticamento degli occhi?
Questa è una delle domande più frequenti.
La risposta deve essere prudente.
L'utilizzo prolungato di dispositivi digitali può essere associato a sintomi di affaticamento visivo, secchezza, bruciore, difficoltà di messa a fuoco e sensazione di occhi stanchi.
Tuttavia, questi disturbi non dipendono necessariamente dalla luce blu.
Quando si guarda uno schermo per molto tempo, infatti, si tende a sbattere meno frequentemente le palpebre e si mantiene la visione da vicino per periodi prolungati. Anche illuminazione ambientale, distanza dallo schermo, postura, qualità della correzione visiva e condizioni della superficie oculare possono contribuire al disagio.
Le evidenze scientifiche sulle lenti filtranti per la luce blu sono inoltre tutt'altro che definitive. Una revisione sistematica Cochrane ha rilevato che le lenti filtranti la luce blu probabilmente non producono una differenza importante nella fatica visiva rispetto alle lenti non filtranti nel breve periodo, mentre gli effetti sul sonno e su altri risultati richiedono ulteriori valutazioni.
Per questo motivo non è corretto presentare le lenti anti luce blu come una soluzione garantita contro l'affaticamento visivo.
La luce blu degli schermi danneggia gli occhi?
È importante fare chiarezza anche su questo punto.
Non esistono basi sufficienti per affermare che la normale esposizione alla luce proveniente dagli schermi dei computer provochi danni alla retina o causi direttamente degenerazione maculare.
La American Academy of Ophthalmology, attraverso le proprie informazioni sulla digital eye strain, sottolinea che non vi è evidenza scientifica che la luce proveniente dagli schermi dei computer danneggi gli occhi.
Questo non significa che stare molte ore davanti a uno schermo sia sempre confortevole.
Il problema più comune è infatti rappresentato dal discomfort visivo digitale, che può essere favorito da una visione prolungata da vicino, riduzione dell'ammiccamento, secchezza oculare, condizioni ambientali e correzione visiva non ottimale.
Lenti anti luce blu e sonno
La relazione tra luce e sonno è diversa rispetto al problema dell'affaticamento visivo.
La luce, soprattutto nelle componenti a lunghezza d'onda più corta, partecipa alla regolazione del nostro ritmo circadiano.
L'utilizzo di dispositivi luminosi nelle ore immediatamente precedenti il sonno può quindi interferire con i normali segnali che regolano il ciclo giorno-notte.
Tuttavia, non bisogna concludere automaticamente che un paio di occhiali anti luce blu risolva il problema del sonno.
Per chi ha difficoltà a dormire, può essere molto più utile intervenire anche sulle abitudini serali: ridurre l'utilizzo degli schermi prima di coricarsi, diminuire la luminosità e utilizzare un ambiente adeguatamente illuminato.
Lenti anti luce blu graduate: quando possono essere utili?
Una delle situazioni più interessanti è quella di chi necessita contemporaneamente di una correzione visiva e desidera un filtro per la luce blu.
In questo caso è possibile realizzare lenti graduate personalizzate con trattamento o tecnologia filtrante.
La lente può quindi correggere il difetto refrattivo individuale e, contemporaneamente, offrire le caratteristiche del filtro previsto dal prodotto.
Questo è particolarmente importante perché una lente correttiva non dovrebbe essere scelta soltanto in base al filtro.
La prescrizione deve essere corretta e il centraggio deve essere adeguato alla montatura e alla posizione dell'occhio.
Se hai bisogno di comprendere meglio come vengono determinati i parametri necessari per realizzare un occhiale, puoi consultare anche la guida Glance24 sulla prescrizione e distanza interpupillare.
Lenti anti luce blu per computer: sono la stessa cosa?
Non necessariamente.
Una lente destinata a chi lavora davanti al computer può essere progettata tenendo conto soprattutto della distanza di lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore.
Una semplice lente anti luce blu, invece, può essere semplicemente una lente con un determinato filtro, senza una specifica progettazione per la distanza del monitor.
Per chi trascorre molte ore davanti al computer può quindi essere più importante scegliere la soluzione ottica corretta per la propria attività, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul filtro della luce blu.
Questo aspetto è particolarmente importante per chi ha presbiopia e necessita di una lente specifica per la visione intermedia.
Lenti anti luce blu e occhiali premontati
Gli occhiali premontati disponibili nei negozi non specializzati possono sembrare una soluzione economica e immediata, ma non sono equivalenti a un occhiale realizzato sulla prescrizione individuale.
Negli occhiali premontati, infatti, il potere delle due lenti è generalmente uguale, mentre nella realtà i due occhi possono avere necessità differenti.
Anche il centraggio delle lenti rispetto alle pupille è un parametro individuale.
Per questo motivo, quando è necessario correggere un difetto visivo, è preferibile utilizzare lenti realizzate sulla base della propria prescrizione.
Gli occhiali premontati possono avere un utilizzo occasionale e specifico, ma non devono essere automaticamente considerati equivalenti a un occhiale personalizzato.
Come scegliere una buona lente anti luce blu?
Quando si valuta una lente anti luce blu è utile considerare diversi aspetti contemporaneamente.
Qualità ottica
La lente deve garantire una buona qualità visiva e non soltanto possedere un filtro.
Filtro selettivo
È importante conoscere quali lunghezze d'onda vengono filtrate e con quale trasmissione residua.
Trattamento antiriflesso
Un buon trattamento antiriflesso può migliorare il comfort e ridurre i riflessi sulla superficie della lente.
Resistenza ai graffi
Un trattamento indurente può aumentare la resistenza della superficie della lente all'utilizzo quotidiano.
Resa cromatica
Per alcune professioni la corretta percezione dei colori è fondamentale. In questi casi è opportuno evitare filtri eccessivamente colorati.
Personalizzazione
Quando si tratta di lenti graduate, prescrizione, centraggio e parametri di montaggio sono elementi fondamentali.
Lenti anti luce blu: cosa conta davvero?
Il filtro per la luce blu è soltanto uno degli elementi da valutare nella scelta di una lente.
Un buon occhiale dovrebbe innanzitutto garantire una correzione visiva adeguata, un corretto centraggio, una buona qualità ottica e un trattamento superficiale efficace.
Per chi utilizza molto il computer possono essere altrettanto importanti la corretta distanza dallo schermo, l'illuminazione dell'ambiente, la posizione del monitor e le pause durante il lavoro.
Non bisogna quindi pensare che il filtro luce blu possa compensare una prescrizione sbagliata o una postazione di lavoro non ergonomica.
Come ridurre l'affaticamento davanti al computer
Oltre alla scelta delle lenti, alcuni semplici accorgimenti possono migliorare il comfort durante il lavoro al computer.
È consigliabile:
-
mantenere una distanza adeguata dallo schermo;
-
evitare di lavorare con il monitor eccessivamente luminoso rispetto all'ambiente;
-
utilizzare un'illuminazione ambientale adeguata;
-
fare pause periodiche durante il lavoro prolungato;
-
ricordarsi di sbattere frequentemente le palpebre;
-
mantenere lo schermo leggermente al di sotto della linea degli occhi;
-
controllare periodicamente la propria correzione visiva.
La digital eye strain è infatti un fenomeno multifattoriale e non può essere attribuito esclusivamente alla luce blu.
Lenti anti luce blu Glance24
Da Glance24 è possibile scegliere soluzioni ottiche personalizzate in base alle proprie esigenze visive.
Quando è necessaria una correzione della vista, le lenti possono essere realizzate sulla base della prescrizione individuale, scegliendo anche i trattamenti più adatti all'utilizzo quotidiano.
Tra le opzioni disponibili è possibile valutare il trattamento Bluecut, pensato per filtrare selettivamente una parte della luce blu.
Il vantaggio di una lente realizzata su prescrizione è che il filtro può essere integrato all'interno di un sistema ottico progettato per il singolo utilizzatore, invece di utilizzare un prodotto standard uguale per tutti.
Per chi utilizza prevalentemente il computer, tuttavia, è importante valutare anche la tipologia di lente più adatta alla distanza di lavoro.
Anti luce blu: protezione o comfort?
La definizione "anti luce blu" viene spesso associata al concetto di protezione degli occhi. È però più corretto parlare di filtraggio selettivo della luce blu e di possibile utilizzo per specifiche esigenze di comfort.
Le attuali evidenze scientifiche non permettono di affermare che le lenti con filtro blu prevengano malattie oculari come la degenerazione maculare. Allo stesso modo, non è corretto promettere che eliminino l'affaticamento causato dagli schermi.
Il loro utilizzo può comunque essere valutato nell'ambito di una soluzione ottica completa, soprattutto quando il cliente desidera una lente con specifiche caratteristiche di filtraggio e una buona qualità visiva.
Conclusioni
Le lenti anti luce blu sono una tecnologia ottica progettata per ridurre la trasmissione di una parte della luce blu visibile.
Non tutte le lenti sono uguali: possono differire per tecnologia di filtraggio, trasmissione, resa cromatica, trattamento antiriflesso, qualità ottica e possibilità di personalizzazione.
È inoltre importante non confondere il filtro luce blu con il trattamento antiriflesso e soprattutto non considerare il filtro come una soluzione universale per tutti i disturbi provocati dall'utilizzo degli schermi.
Chi trascorre molte ore davanti al computer dovrebbe valutare l'intero sistema visivo: prescrizione corretta, qualità delle lenti, centraggio, distanza di lavoro, illuminazione e abitudini durante l'utilizzo degli schermi.
Quando la lente viene scelta e realizzata in funzione delle reali esigenze dell'utilizzatore, il risultato può essere molto più efficace rispetto all'acquisto di un semplice occhiale standardizzato.

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