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Ambliopia: diagnosi e trattamento della degenerazione visiva più diffusa in ambito pediatrico

Con il termine ambliopia ci si riferisce, nello specifico, ad un’incompleta maturazione del sistema visivo. Più generalmente e comunemente questa patologia viene definita sindrome dell’occhio pigro, trattandosi appunto di una condizione in cui un occhio non raggiunge la piena capacità visiva.

Raramente l’ambliopia colpisce entrambi gli occhi e, quel che di buono essa riserva, se così possiamo dire, è la possibilità che tramite gli opportuni controlli venga diagnosticata precocemente, anche già entro la prima decade di vita.

Perché è vitale intervenire per tempo?

Il fatto che l’ambliopia possa essere precocemente diagnosticata, anche in tenera età, comporta che di essa la medicina ne abbia apprestato delle ottime cure.

Si rivela, dunque, decisamente importante intervenire il più presto possibile durante l’infanzia, infatti tanto più precocemente si interviene tanto prima e meglio se ne guarisce.

Fortunatamente, a livello sociale c’è molta attenzione verso la problematica dell’occhio pigro, questo, per certi aspetti, è dovuto alla larga diffusione che questo problema riveste a livello sociale. Allo scopo, basti pensare che ben 5 bambini su 100 sono affetti da tale condizione e questo giustifica certamente la campagna di prevenzione precoce sempre più stringente alla quale stiamo assistendo negli ultimi anni.

Perché l’occhio perde la sua originaria capacità visiva?

Fra i fattori principali alla base dell’ambliopia rientrano, fra tutti, i difetti refrattivi.

Fra questi l’ipermetropia e l’astigmatismo, quindi la miopia, che trasferendo le immagini meno nitide alla corteccia cerebrale pregiudicano un normale sviluppo delle cellule cerebrali interessate. Anche lo strabismo rientra tra le cause frequenti: questa patologia costringe infatti il cervello a sopprimere uno fra i due canali visivi.

Altre cause che vanno ad incidere, sia pur in maniera meno rilevante, sull’ambliopia, sono la ptosi congenita e la cataratta.

Come è possibile guarire dall’ambliopia?

Il trattamento principale dell’ambliopia consiste nella rattoppatura dell’occhio sano.

Lo scopo di questo “trattamento” è quello di costringere l’occhio pigro a lavorare.

La rattoppatura si esegue con cerotto adesivo da applicare per un periodo da 6 mesi a 2 anni. Successivamente a questo periodo e qualora se ne rendesse necessario, l’occlusione si effettua con adesivi da incollare alla lente dell’occhiale.

Nei pazienti adulti questo trattamento - che siamo soliti veder eseguito sui più piccoli - è meno efficace in quanto l’occhio, ormai formato, non è più plastico come quello dei bambini. 

Ambliopia negli adulti: ecco le più recenti scoperte in campo medico

Recenti studi sono riusciti a trovare uno strumento di cura dell’ambliopia negli adulti più efficace rispetto al bendaggio dell’occhio: trattasi di lenti a contatto particolari che generalmente si indossano mentre si dorme.

Esse consentono un recupero totale della vista, sia pur per qualche giorno.

Tuttavia, tali trattamenti si sono dimostrati efficaci solo se le ambliopie sono state trattate durante l’infanzia.   

Negli ultimi anni, comunque, si vanno sperimentando farmaci molto efficaci che hanno dimostrato di rendere più malleabile e responsivo il sistema visivo anche in età adulta.

Resta fermo l’assunto per il quale, per affrontare al meglio il problema dell’ambliopia, è necessario intervenire in ambito pediatrico.

In tal senso, la scelta di un bravo oculista e il supporto della famiglia possono rivelarsi determinanti: anche la presenza di un’eccessiva lacrimazione negli occhi dei più piccini può rappresentare un primo serio campanello d’allarme che è bene non sottovalutare.