Difetti refrattivi dell’occhio: natura, cause e classificazioni
Cosa sono i difetti refrattivi dell’occhio?
I difetti refrattivi si verificano quando il sistema ottico dell’occhio non riesce a far convergere correttamente la luce sulla retina. La causa può dipendere dalla lunghezza del bulbo oculare, dalla curvatura della cornea, dal potere del cristallino oppure dalla combinazione di più fattori.
Per vedere nitidamente, infatti, non basta che la luce entri nell’occhio.
Deve essere deviata nella misura corretta da cornea e cristallino e raggiungere la retina formando un’immagine adeguatamente focalizzata.
Quando questo equilibrio non viene rispettato compare un errore refrattivo.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Per comprendere le strutture coinvolte è utile partire da anatomia dell’occhio: com’è fatto e come funziona.
Come mette a fuoco un occhio normale?
In un occhio senza un difetto refrattivo significativo, i raggi luminosi provenienti da un oggetto lontano attraversano prima la cornea e successivamente il cristallino.
Queste strutture deviano la luce in modo che il fuoco cada sulla retina.
La retina trasforma poi l’informazione luminosa in segnali nervosi, che vengono trasmessi al cervello attraverso il nervo ottico.
Quando il punto di fuoco coincide correttamente con la retina, l’immagine può essere percepita nitidamente.
Quali parti dell’occhio determinano la refrazione?
Le strutture più importanti sono soprattutto:
-
cornea;
-
cristallino;
-
lunghezza assiale del bulbo oculare.
La cornea fornisce una parte molto importante del potere refrattivo dell’occhio.
Il cristallino completa la messa a fuoco e può modificare il proprio potere durante l’accomodazione.
Infine, la distanza tra la parte anteriore dell’occhio e la retina determina dove i raggi luminosi andranno effettivamente a convergere.
È quindi l’equilibrio tra potere ottico e lunghezza dell’occhio a determinare la corretta messa a fuoco.
Che cosa significa refrazione?
La refrazione è il cambiamento di direzione che la luce subisce passando da un mezzo a un altro con caratteristiche ottiche differenti.
Nell’occhio questo fenomeno avviene soprattutto quando la luce attraversa la superficie corneale e successivamente il cristallino.
La deviazione della luce permette ai raggi di convergere verso la retina.
Se il potere refrattivo è eccessivo, insufficiente o non uniforme, il punto di fuoco non coincide correttamente con la retina.
Cos’è l’emmetropia?
Con il termine emmetropia si indica la condizione nella quale, con accomodazione rilassata, un oggetto lontano viene focalizzato correttamente sulla retina.
Non significa necessariamente che l’occhio sia perfetto sotto ogni aspetto, ma che non è necessaria una compensazione ottica significativa per vedere nitidamente da lontano.
Quando invece il fuoco cade davanti, dietro o in modo irregolare sulla retina si parla di ametropia, cioè di difetto refrattivo.
Perché si forma la miopia?
Nella miopia, in condizioni di accomodazione rilassata, il fuoco tende a formarsi davanti alla retina.
Questo può verificarsi perché il bulbo oculare è relativamente troppo lungo rispetto al proprio potere refrattivo oppure perché il sistema ottico ha un potere eccessivo.
Il risultato è una visione da lontano meno nitida.
La miopia è quindi un esempio molto chiaro di squilibrio tra la lunghezza dell’occhio e il potere delle sue strutture ottiche.
Per sintomi, evoluzione e correzione il riferimento deve però rimanere la guida dedicata ai difetti visivi.
Cosa accade nell’ipermetropia?
Nell’ipermetropia il sistema ottico tende invece a far convergere i raggi dietro il piano della retina.
Può succedere, per esempio, quando l’occhio è relativamente troppo corto rispetto al proprio potere refrattivo.
Una persona giovane può compensare parte dell’ipermetropia utilizzando l’accomodazione.
Per questo alcune forme possono rimanere poco evidenti per lungo tempo.
Il principio ottico rimane però lo stesso: il sistema non è naturalmente bilanciato per concentrare la luce esattamente sul piano retinico.
Perché l’astigmatismo è diverso?
Nell’astigmatismo il problema non consiste semplicemente nel fatto che il fuoco cade davanti o dietro la retina.
La superficie ottica, spesso soprattutto la cornea, presenta curvature differenti nei diversi meridiani.
La luce non viene quindi focalizzata nello stesso modo in tutte le direzioni.
In termini semplificati, invece di produrre un unico punto di fuoco, il sistema genera focalizzazioni differenti.
Questo spiega perché l’astigmatismo può compromettere la nitidezza sia da lontano sia da vicino.
La cornea è quindi responsabile di tutti i difetti refrattivi?
No.
La cornea è fondamentale, ma i difetti refrattivi derivano dall’interazione di più componenti.
Un occhio può avere una cornea con una determinata curvatura e allo stesso tempo una lunghezza assiale maggiore o minore.
Anche il cristallino contribuisce al potere ottico complessivo.
Per questo due persone con lo stesso valore di miopia possono avere caratteristiche anatomiche differenti.
Per approfondire questa struttura puoi leggere cornea: cos’è, struttura e funzioni.
Che ruolo svolge il cristallino?
Il cristallino è la lente interna dell’occhio.
Contribuisce alla refrazione e, soprattutto, può modificare la propria forma per mettere a fuoco gli oggetti posti a distanze differenti.
Questo processo prende il nome di accomodazione.
Il cristallino diventa più convesso quando dobbiamo mettere a fuoco da vicino e torna più piatto quando osserviamo oggetti lontani.
Il funzionamento è approfondito nella pagina dedicata al meccanismo dell’accomodazione dell’occhio.
La lunghezza dell’occhio può cambiare la gradazione?
Sì.
Anche variazioni relativamente piccole della lunghezza assiale possono modificare la posizione del fuoco rispetto alla retina.
Nella miopia assiale, per esempio, il bulbo è più lungo rispetto al necessario.
Nell’ipermetropia assiale può invece essere relativamente più corto.
La gradazione finale dipende comunque dall’insieme delle caratteristiche ottiche dell’occhio, non da un solo parametro.
Presbiopia e difetto refrattivo sono la stessa cosa?
Non esattamente.
La presbiopia deriva principalmente dalla progressiva perdita della capacità accomodativa legata all’età.
Il cristallino diventa meno capace di modificare la propria forma e la messa a fuoco da vicino diventa più difficile.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono invece errori refrattivi legati al rapporto tra potere ottico e geometria dell’occhio.
Una persona può quindi essere contemporaneamente miope e presbite oppure ipermetrope e presbite.
Perché servono le lenti degli occhiali?
Le lenti correttive modificano il percorso della luce prima che raggiunga l’occhio, compensando l’errore refrattivo.
Una lente negativa viene utilizzata per compensare la miopia.
Una lente positiva può compensare l’ipermetropia.
Nell’astigmatismo vengono invece utilizzati poteri differenti nei diversi meridiani della lente.
L’obiettivo comune è fare in modo che il sistema formato da lente correttiva e occhio riesca a focalizzare correttamente l’immagine sulla retina.
Come viene misurato un difetto refrattivo?
La valutazione della refrazione serve a determinare il potere della lente necessario per ottenere la migliore visione possibile.
Può comprendere misurazioni strumentali e test soggettivi nei quali vengono confrontate differenti lenti.
I valori vengono espressi in diottrie.
Nel caso dell’astigmatismo vengono indicati anche cilindro e asse.
Questa pagina spiega il principio ottico alla base del problema; per capire le singole condizioni, i sintomi e le possibili soluzioni il riferimento principale resta difetti visivi: miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Un difetto refrattivo è una malattia dell’occhio?
Generalmente no.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono condizioni refrattive e non devono essere automaticamente considerate malattie oculari.
Questo non significa però che ogni situazione sia priva di implicazioni cliniche.
Per esempio, determinate forme o livelli elevati di miopia possono essere associati a un rischio maggiore di alcune patologie oculari.
La distinzione tra difetto refrattivo e malattia rimane quindi importante.
In sintesi
Un difetto refrattivo compare quando la luce non viene focalizzata correttamente sulla retina a causa del rapporto tra potere ottico di cornea e cristallino e lunghezza del bulbo oculare.
Nella miopia il fuoco tende a cadere davanti alla retina, nell’ipermetropia dietro, mentre nell’astigmatismo il potere refrattivo varia tra differenti meridiani.

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