LENTI A CONTATTO
Materiali delle lenti a contatto: hydrogel, silicone hydrogel e RGP
Le lenti a contatto sono dispositivi ottici realizzati con materiali polimerici progettati per essere utilizzati direttamente sulla superficie dell'occhio.
Non tutte, però, sono fatte nello stesso modo.
Tra i materiali più utilizzati troviamo hydrogel, silicone hydrogel e materiali rigidi gas-permeabili, ciascuno con caratteristiche differenti per quanto riguarda contenuto d'acqua, rigidità e capacità di lasciar passare ossigeno verso la cornea.
Capire queste differenze è utile perché il materiale rappresenta uno degli elementi che contribuiscono alle caratteristiche della lente, anche se non è sufficiente da solo per stabilire quale lente sia più adatta a una persona.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Per una panoramica generale delle diverse categorie puoi partire dalla nostra guida alle tipologie di lenti a contatto.
Di cosa sono fatte le lenti a contatto?
I materiali utilizzati per produrre le lenti a contatto sono principalmente polimeri, cioè strutture formate dall'unione di numerose unità molecolari più piccole.
La composizione del materiale viene studiata per ottenere caratteristiche compatibili con l'utilizzo sull'occhio, tra cui:
-
trasparenza ottica;
-
stabilità;
-
flessibilità o rigidità controllata;
-
bagnabilità della superficie;
-
capacità di mantenere le proprie caratteristiche durante l'utilizzo;
-
passaggio dell'ossigeno.
Le proprietà finali della lente dipendono però non soltanto dal materiale, ma anche dal suo design, dallo spessore, dalla geometria e dal modo in cui viene utilizzata.
Perché l'ossigeno è importante per la cornea?
La cornea non possiede vasi sanguigni come molti altri tessuti del corpo e riceve una parte importante dell'ossigeno direttamente dall'ambiente.
Quando viene applicata una lente a contatto sulla cornea, questa si interpone tra l'occhio e l'aria.
Per questo uno degli aspetti fondamentali nella progettazione delle lenti moderne è la capacità del materiale di consentire un adeguato passaggio dell'ossigeno.
La permeabilità all'ossigeno rappresenta quindi una caratteristica importante del materiale, ma deve essere valutata insieme allo spessore effettivo della lente e agli altri parametri del prodotto.
Che cosa significa Dk nelle lenti a contatto?
Nelle caratteristiche tecniche delle lenti a contatto si può incontrare la sigla Dk.
Il Dk indica, in termini semplificati, la permeabilità all'ossigeno del materiale.
Un valore maggiore indica una maggiore capacità del materiale di lasciar diffondere ossigeno attraverso la propria struttura.
Il Dk descrive però il materiale e non considera direttamente lo spessore della lente.
Per questo si incontra anche un altro parametro:
Dk/t
dove t rappresenta lo spessore della lente.
Il Dk/t esprime quindi la trasmissibilità dell'ossigeno attraverso una lente di un determinato spessore.
Questa distinzione è importante perché due lenti realizzate con lo stesso materiale possono avere caratteristiche differenti se cambia lo spessore.
Che cosa sono le lenti a contatto in hydrogel?
Le lenti in hydrogel sono lenti morbide costituite da materiali idrofili capaci di assorbire e trattenere acqua all'interno della propria struttura.
Quando sono idratate diventano morbide e flessibili.
L'acqua presente nel materiale contribuisce alle caratteristiche fisiche della lente e, negli hydrogel tradizionali, ha un ruolo importante anche nel trasporto dell'ossigeno.
Le diverse formulazioni possono avere percentuali di acqua differenti.
Non bisogna però concludere automaticamente che:
più acqua = lente migliore.
Il contenuto idrico è soltanto uno dei parametri da considerare.
Che cosa sono le lenti in silicone hydrogel?
Le lenti in silicone hydrogel appartengono anch'esse alla categoria delle lenti morbide, ma integrano componenti siliconiche nel materiale.
Il silicone consente un'elevata permeabilità all'ossigeno.
Questo ha permesso di realizzare lenti morbide capaci di offrire una maggiore trasmissione dell'ossigeno rispetto a molti hydrogel tradizionali.
È quindi importante non valutare una lente silicone hydrogel soltanto osservando la sua percentuale d'acqua.
Una lente con un contenuto idrico inferiore può infatti avere caratteristiche di trasmissione dell'ossigeno differenti grazie alla struttura del materiale.
Contenuto d'acqua e ossigeno sono la stessa cosa?
No.
Sono due caratteristiche differenti.
Il contenuto d'acqua indica quanta acqua è presente nella lente quando è completamente idratata.
La permeabilità all'ossigeno descrive invece la capacità del materiale di permettere la diffusione dell'ossigeno.
Negli hydrogel tradizionali esiste una relazione importante tra contenuto d'acqua e trasporto dell'ossigeno.
Con i materiali silicone hydrogel, invece, la situazione è differente perché una parte importante del trasporto dell'ossigeno è resa possibile dalla componente siliconica.
Per questo non è corretto scegliere una lente semplicemente confrontando la percentuale d'acqua riportata sulla confezione.
Più acqua significa maggiore comfort?
Non necessariamente.
Il comfort di una lente a contatto è influenzato da numerosi fattori:
-
materiale;
-
superficie;
-
geometria;
-
diametro;
-
curva base;
-
spessore;
-
stabilità sull'occhio;
-
film lacrimale;
-
tempo di utilizzo;
-
condizioni ambientali;
-
caratteristiche individuali della persona.
Una lente con una percentuale d'acqua maggiore non è quindi automaticamente più confortevole per tutti.
La risposta può variare notevolmente da una persona all'altra.
Che cosa sono le lenti rigide gas-permeabili?
Le lenti rigide gas-permeabili, spesso indicate con la sigla RGP, vengono realizzate con materiali rigidi progettati per consentire il passaggio dell'ossigeno.
A differenza delle lenti morbide, mantengono maggiormente la propria forma quando vengono indossate.
Possono essere utilizzate in differenti situazioni e, in alcuni casi, rappresentano una soluzione interessante anche per esigenze visive o corneali particolari.
Richiedono generalmente un periodo di adattamento diverso rispetto alle lenti morbide e devono essere applicate e controllate in modo appropriato.
Lenti rigide e vecchie lenti in PMMA sono la stessa cosa?
No.
Le prime generazioni di lenti a contatto rigide potevano essere realizzate con materiali come il PMMA, caratterizzato da una permeabilità all'ossigeno molto limitata.
Le moderne lenti rigide gas-permeabili utilizzano invece materiali differenti, progettati proprio per consentire il passaggio dell'ossigeno.
Quando si parla oggi di RGP non bisogna quindi confonderle automaticamente con le vecchie lenti rigide non permeabili all'ossigeno.
Materiale e durata della lente sono la stessa cosa?
No.
Un'altra distinzione importante riguarda materiale e modalità di sostituzione.
Una lente può essere classificata, per esempio, in base al materiale:
-
hydrogel;
-
silicone hydrogel;
-
rigida gas-permeabile.
Ma può essere classificata anche in base alla durata prevista:
-
giornaliera;
-
quindicinale;
-
mensile;
-
altra periodicità stabilita dal produttore.
Si tratta di due classificazioni differenti.
Una lente giornaliera, per esempio, non identifica necessariamente un unico materiale.
Il materiale determina se la lente è sferica, torica o multifocale?
No.
Anche in questo caso è importante distinguere tra materiale della lente e design ottico.
Una lente può essere progettata per correggere:
-
miopia;
-
ipermetropia;
-
astigmatismo;
-
presbiopia.
Il design può quindi essere:
-
sferico;
-
torico;
-
multifocale;
-
specifico per particolari esigenze.
Il materiale utilizzato rappresenta un'altra caratteristica della lente.
Per questo due lenti con la stessa funzione ottica possono essere realizzate con materiali differenti.
Perché non bisogna usare le lenti più a lungo del previsto?
La qualità del materiale non significa che una lente possa essere utilizzata senza limiti.
Ogni lente viene progettata con:
-
una determinata modalità d'uso;
-
una frequenza di sostituzione;
-
specifiche istruzioni per la manutenzione.
Prolungare arbitrariamente l'utilizzo oltre le indicazioni previste non trasforma una lente giornaliera in una lente mensile e non rende una lente destinata all'uso diurno adatta a essere utilizzata durante il sonno.
È quindi importante rispettare tempi di utilizzo e sostituzione indicati per quella specifica lente.
Si può dormire con le lenti a contatto?
Non con qualsiasi lente.
Le lenti destinate esclusivamente all'uso diurno devono essere rimosse prima di dormire.
Esistono particolari lenti approvate e prescritte per modalità di utilizzo prolungato o notturno, ma questa caratteristica dipende dallo specifico prodotto e dalla valutazione del professionista.
Non bisogna quindi decidere autonomamente di dormire con le lenti soltanto perché il materiale presenta un'elevata permeabilità all'ossigeno.
Una lente con molto ossigeno può essere portata quanto si vuole?
No.
Un'elevata trasmissione dell'ossigeno rappresenta una caratteristica importante, ma non elimina gli altri aspetti legati all'uso delle lenti a contatto.
Contano anche:
-
adattamento della lente;
-
condizioni della superficie oculare;
-
film lacrimale;
-
depositi;
-
igiene;
-
modalità di conservazione;
-
frequenza di sostituzione;
-
ore di utilizzo;
-
indicazioni dello specialista.
Il valore Dk o Dk/t non deve quindi essere interpretato come un'autorizzazione a prolungare liberamente il tempo di utilizzo.
La pulizia cambia in base alla lente?
Sì.
Le lenti riutilizzabili devono essere pulite, disinfettate e conservate utilizzando sistemi compatibili con la tipologia di lente e seguendo le indicazioni del produttore e del professionista.
Le lenti giornaliere monouso, invece, vengono eliminate dopo l'utilizzo previsto e non devono essere conservate per essere riutilizzate il giorno successivo.
Un errore importante è utilizzare acqua del rubinetto per pulire o conservare le lenti.
Per approfondire puoi leggere la guida su come pulire le lenti a contatto.
Anche la soluzione deve essere adatta alla lente?
Sì.
Non tutte le soluzioni per lenti a contatto svolgono esattamente la stessa funzione e non tutte sono necessariamente indicate per ogni materiale o sistema di manutenzione.
È quindi importante utilizzare prodotti compatibili con la lente e seguire le relative istruzioni.
Nella guida dedicata puoi approfondire le diverse soluzioni per lenti a contatto.
Qual è il materiale migliore per le lenti a contatto?
Non esiste un materiale universalmente migliore per tutti.
La scelta dipende da numerosi elementi:
-
prescrizione;
-
caratteristiche della cornea;
-
film lacrimale;
-
frequenza di utilizzo;
-
numero di ore giornaliere;
-
eventuale astigmatismo;
-
eventuale presbiopia;
-
caratteristiche del materiale;
-
geometria della lente;
-
modalità di sostituzione;
-
risposta individuale dell'occhio.
Due persone con la stessa gradazione possono quindi utilizzare lenti differenti.
Come scegliere correttamente una lente a contatto?
Il materiale rappresenta soltanto una parte della scelta.
Una lente a contatto è un dispositivo medico che deve essere selezionato considerando anche come si comporta sull'occhio.
Tra gli aspetti che possono essere valutati troviamo:
-
diametro;
-
curva base;
-
centratura;
-
movimento della lente;
-
stabilità;
-
qualità della visione;
-
comfort;
-
risposta della superficie oculare;
-
modalità di utilizzo prevista.
Per questo non è consigliabile scegliere una lente soltanto confrontando online percentuale d'acqua, Dk o materiale.
Quando togliere subito le lenti
Se durante l'utilizzo compaiono improvvisamente:
-
dolore;
-
forte arrossamento;
-
fotofobia;
-
secrezioni;
-
sensazione marcata di corpo estraneo;
-
peggioramento improvviso della visione;
-
irritazione importante;
è prudente rimuovere le lenti e rivolgersi a un professionista della vista.
Non è opportuno continuare a indossarle nella speranza che il disturbo scompaia da solo.
In sintesi
Le lenti a contatto moderne possono essere realizzate con materiali molto differenti, tra cui hydrogel, silicone hydrogel e materiali rigidi gas-permeabili.
Le caratteristiche principali da conoscere sono:
-
contenuto d'acqua;
-
permeabilità all'ossigeno;
-
trasmissibilità dell'ossigeno;
-
flessibilità o rigidità;
-
caratteristiche della superficie;
-
modalità di utilizzo e sostituzione.
Più acqua non significa automaticamente più ossigeno o maggiore comfort, così come un elevato Dk non significa che la lente possa essere utilizzata senza rispettare tempi e modalità previsti.
Il materiale deve sempre essere valutato insieme al design della lente, alla prescrizione e alle caratteristiche individuali dell'occhio.
Per conoscere le diverse categorie disponibili e capire come si distinguono per funzione, durata e correzione ottica puoi continuare con la guida alle tipologie di lenti a contatto.

Invia la ricetta con Whatsapp al 3533130403
e ricevi un preventivo gratuito!
5 /5
5 /5
5 /5