La vista dei bambini: tutti gli accorgimenti da predisporre per preservarla al meglio
Come proteggere la vista dei bambini: abitudini utili e falsi miti
Proteggere la vista dei bambini non significa riuscire a prevenire qualsiasi difetto visivo o malattia dell'occhio.
Miopia, ipermetropia, astigmatismo, strabismo e altre condizioni possono dipendere da fattori anatomici, genetici e di sviluppo che non possono essere eliminati attraverso semplici accorgimenti quotidiani.
Esistono però buone abitudini che aiutano a tutelare la salute degli occhi, favorire un uso più confortevole della visione e ridurre alcuni fattori di rischio modificabili.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Tra gli aspetti più importanti rientrano:
-
trascorrere regolarmente tempo all'aperto;
-
evitare attività da vicino ininterrotte per periodi molto lunghi;
-
utilizzare schermi in condizioni confortevoli;
-
studiare con un'illuminazione adeguata;
-
proteggere gli occhi dal sole quando necessario;
-
utilizzare protezioni specifiche negli sport a rischio;
-
indossare correttamente gli occhiali prescritti;
-
non ignorare eventuali segnali di difficoltà visiva.
Per una panoramica più generale sullo sviluppo e sulla salute visiva pediatrica puoi consultare la guida sulla vista dei bambini.
Si può davvero prevenire un problema di vista nei bambini?
Dipende dal problema.
Non tutte le condizioni oculari sono prevenibili attraverso lo stile di vita.
Per esempio, non possiamo impedire con esercizi o alimenti particolari la comparsa di:
-
astigmatismo congenito;
-
cataratta congenita;
-
alcune forme di strabismo;
-
malattie oculari ereditarie.
Per altre condizioni possiamo invece intervenire su alcuni fattori di rischio.
Un esempio importante è la miopia infantile: familiarità e caratteristiche individuali hanno un peso rilevante, ma le abitudini quotidiane, in particolare il tempo trascorso all'aperto e la gestione delle attività da vicino, sono oggetto di particolare attenzione nella prevenzione e nel controllo del rischio.
Prevenzione, quindi, non significa garanzia.
Significa ridurre per quanto possibile i fattori modificabili e individuare precocemente eventuali problemi.
Perché trascorrere tempo all'aperto è importante per gli occhi?
L'attività all'aperto durante l'infanzia è associata a un rischio più basso di sviluppare miopia.
L'effetto sembra dipendere da più fattori, tra cui l'elevata intensità della luce naturale rispetto agli ambienti interni e il diverso comportamento visivo durante le attività all'aperto.
Questo non significa che giocare all'aperto:
-
impedisca sicuramente la miopia;
-
faccia diminuire automaticamente le diottrie già presenti;
-
sostituisca gli eventuali trattamenti prescritti.
Rappresenta però una delle abitudini più sensate da favorire durante l'infanzia.
Per approfondire il fenomeno della crescente diffusione della miopia puoi leggere la guida su perché la miopia è in aumento e quali sono i possibili rimedi.
Quante ore all'aperto dovrebbe trascorrere un bambino?
Non è utile trasformare questo consiglio in una quantità identica e obbligatoria per tutti.
Gli studi sulla miopia suggeriscono un beneficio associato a una maggiore esposizione alle attività all'aperto, ma la giornata di un bambino deve naturalmente essere organizzata considerando:
-
età;
-
scuola;
-
condizioni climatiche;
-
salute;
-
attività sportive;
-
sicurezza.
Il principio pratico è semplice: quando possibile, favorire ogni giorno attività all'aperto, evitando che studio, videogiochi e intrattenimento digitale occupino tutto il tempo libero.
Stare all'aperto fa bene anche se il bambino è già miope?
Sì, rimane una buona abitudine generale.
Bisogna però distinguere tra:
ridurre il rischio di insorgenza della miopia
e
controllare la progressione di una miopia già presente.
Quando la miopia è già comparsa, la sua evoluzione deve essere seguita professionalmente e, nei casi appropriati, possono essere prese in considerazione strategie specifiche per il controllo della progressione.
Il semplice fatto di trascorrere più tempo all'aperto non sostituisce una gestione clinica della miopia.
Leggere molto rovina la vista?
No, leggere non “consuma” gli occhi.
La lettura è una normale attività visiva.
Ciò che può essere poco confortevole è svolgere attività molto ravvicinate per lunghi periodi senza variazioni di distanza o pause.
Inoltre un'elevata quantità di attività da vicino è stata studiata in relazione allo sviluppo della miopia, soprattutto quando si associa a poco tempo trascorso all'aperto.
Questo non significa che i bambini debbano leggere meno.
È più sensato incoraggiare una buona alternanza tra:
-
studio;
-
lettura;
-
attività a distanza;
-
movimento;
-
tempo all'aperto.
Leggere troppo vicino fa male agli occhi?
Leggere a distanza molto ravvicinata non provoca improvvisamente un danno strutturale all'occhio.
Una distanza molto corta aumenta però la richiesta accomodativa e convergente e può rendere l'attività meno confortevole.
Inoltre un bambino che si avvicina sistematicamente moltissimo a libri, quaderni o schermi potrebbe farlo semplicemente per abitudine, ma potrebbe anche avere un problema visivo.
Se il comportamento è costante vale la pena osservare se sono presenti altri segnali.
La guida su come capire se un neonato o un bambino può avere problemi agli occhi approfondisce proprio questi comportamenti.
Bisogna obbligare il bambino a mantenere una distanza precisa dal libro?
Non è necessario trasformare la lettura in un esercizio geometrico.
È più utile favorire una posizione naturale e confortevole nella quale:
-
il testo non sia praticamente attaccato al viso;
-
la schiena non sia continuamente curva;
-
il collo non rimanga molto flesso;
-
l'illuminazione sia sufficiente.
Se il bambino deve avvicinarsi moltissimo per leggere bene non bisogna semplicemente continuare a correggerne la postura: può essere opportuno verificare anche la vista.
Fare pause durante lo studio aiuta?
Sì, soprattutto per il comfort.
Quando si legge o si guarda uno schermo per molto tempo, può essere utile interrompere periodicamente l'attività da vicino e guardare più lontano.
Una regola spesso citata è la cosiddetta 20-20-20, cioè distogliere periodicamente lo sguardo dal vicino e guardare lontano per alcuni secondi.
Non deve essere considerata una prescrizione medica rigida o una garanzia contro la miopia.
Il concetto realmente utile è:
evitare ore di attività ravvicinata completamente ininterrotta.
Alzarsi, muoversi e cambiare distanza visiva è una buona abitudine.
Gli schermi danneggiano gli occhi dei bambini?
Il normale utilizzo di smartphone, tablet e computer non è stato dimostrato come causa di danni retinici dovuti alla normale luce blu emessa dai display.
Non è quindi corretto affermare che uno schermo “bruci” o deteriori la retina durante l'uso quotidiano.
Gli schermi possono però creare altri problemi pratici.
Durante un utilizzo prolungato il bambino può:
-
sbattere meno frequentemente le palpebre;
-
avvertire secchezza o bruciore;
-
mantenere una distanza troppo ravvicinata;
-
trascorrere molte ore in attività da vicino;
-
ridurre il tempo dedicato all'aperto.
La questione principale non è quindi soltanto che cosa emette lo schermo, ma come e per quanto tempo viene utilizzato.
Gli occhiali anti-luce blu sono necessari per tutti i bambini?
No.
Non esiste una necessità universale di prescrivere lenti con filtro selettivo della luce blu a tutti i bambini che utilizzano dispositivi digitali.
Le normali emissioni degli schermi non sono considerate una causa dimostrata di danno retinico durante l'utilizzo quotidiano.
In presenza di affaticamento visivo è spesso più utile verificare:
-
gradazione;
-
distanza;
-
illuminazione;
-
durata dell'attività;
-
frequenza delle pause;
-
eventuali problemi della superficie oculare.
Le lenti specifiche possono avere caratteristiche differenti, ma non devono essere presentate come uno scudo indispensabile contro un presunto danno retinico da computer.
La TV vista da vicino rovina gli occhi?
No.
Stare vicino al televisore non provoca di per sé un deterioramento dell'occhio.
Il comportamento può però essere interessante se il bambino si avvicina molto perché non riesce a vedere bene da una distanza normale.
In questo caso il problema non sarebbe causato dal televisore: il televisore potrebbe semplicemente aver reso evidente un difetto visivo già presente.
Lo stesso principio vale per la lavagna a scuola.
Quanto deve essere luminoso uno schermo?
Non esiste una percentuale universale di luminosità ideale.
Lo schermo dovrebbe risultare confortevole rispetto all'ambiente.
Un display molto brillante in una stanza buia può creare un forte contrasto e risultare fastidioso; uno schermo troppo scuro in un ambiente molto luminoso può essere difficile da leggere.
Meglio quindi regolare luminosità e contrasto in modo che il contenuto sia facilmente leggibile senza abbagliamento.
Usare tablet o telefono al buio fa perdere la vista?
No.
Non esistono basi per affermare che utilizzare occasionalmente uno schermo al buio provochi la perdita della vista.
Può però risultare meno confortevole a causa del forte contrasto tra display e ambiente.
Una luce ambientale moderata può rendere l'esperienza visiva più piacevole.
Il problema è quindi principalmente di comfort e abitudini, non di danno immediato e permanente.
Qual è l'illuminazione migliore per studiare?
L'ambiente dovrebbe essere sufficientemente illuminato da permettere una lettura confortevole senza riflessi fastidiosi.
È utile evitare:
-
forti riflessi sul foglio o sul monitor;
-
una sorgente luminosa direttamente negli occhi;
-
una stanza completamente buia con soltanto lo schermo acceso.
Non esiste però una lampada speciale che prevenga miopia, astigmatismo o altri difetti refrattivi.
La qualità dell'illuminazione serve soprattutto a creare un ambiente di studio confortevole.
Studiare con poca luce rovina la vista?
Una luce insufficiente può rendere la lettura più faticosa e favorire una postura poco confortevole, ma non bisogna descriverla come causa diretta di un danno permanente agli occhi.
Può provocare temporaneamente:
-
affaticamento;
-
difficoltà di concentrazione;
-
necessità di avvicinarsi maggiormente al testo.
Quando possibile è comunque preferibile lavorare in condizioni di buona illuminazione.
La postura può influire sulla vista?
La postura non modifica direttamente le diottrie, ma può influire sul comfort durante le attività prolungate.
Leggere o utilizzare un computer per ore con:
-
testa molto inclinata;
-
schiena curva;
-
monitor eccessivamente vicino;
può contribuire a stanchezza generale e disagio.
Un ambiente ergonomico rende più semplice alternare correttamente le distanze e mantenere una posizione confortevole.
Gli occhi dei bambini hanno bisogno di esercizi?
Un bambino con normale sviluppo visivo non ha bisogno di esercizi oculari generici per prevenire miopia, ipermetropia o astigmatismo.
Guardare in determinate direzioni, effettuare movimenti circolari con gli occhi o “allenare” la messa a fuoco non elimina le diottrie.
Esistono trattamenti ortottici o riabilitativi indicati per specifiche condizioni, ma devono essere prescritti quando esiste una reale indicazione.
Non devono essere confusi con esercizi universali per “rafforzare la vista”.
Gli occhiali rendono gli occhi più deboli?
No.
Questo è uno dei falsi miti più diffusi.
Indossare una correzione appropriata non rende gli occhi pigri e non provoca il peggioramento di un difetto refrattivo semplicemente perché il bambino “si abitua” a vedere bene.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo possono modificarsi durante la crescita per la loro naturale evoluzione.
Se la gradazione cambia, non significa che gli occhiali abbiano danneggiato gli occhi.
Bisogna far togliere gli occhiali ogni tanto per allenare la vista?
Non autonomamente.
Le modalità di utilizzo dipendono dalla prescrizione.
Alcuni bambini devono indossare gli occhiali per gran parte della giornata; altri possono ricevere indicazioni differenti.
Ridurne intenzionalmente l'utilizzo pensando di “far lavorare di più l'occhio” può essere controproducente, soprattutto in presenza di:
-
ambliopia;
-
strabismo;
-
anisometropia;
-
importanti difetti refrattivi.
È meglio seguire le indicazioni ricevute.
Gli occhiali devono essere adatti alla crescita del bambino?
Sì.
Una buona correzione ottica funziona correttamente soltanto se le lenti rimangono nella posizione prevista.
La montatura non dovrebbe:
-
scivolare continuamente;
-
comprimere il viso;
-
essere deliberatamente troppo grande;
-
permettere al bambino di guardare facilmente sopra le lenti.
La guida su come scegliere la montatura degli occhiali per bambini approfondisce misura, ponte, stabilità e materiali.
Come proteggere gli occhi dei bambini dal sole?
La protezione solare degli occhi è utile soprattutto quando la luminosità e l'esposizione UV sono elevate.
Per i più piccoli possono essere utilizzati:
-
ombra;
-
cappellino con visiera;
-
coperture appropriate;
-
occhiali da sole adeguati all'età quando utilizzabili.
Gli occhiali da sole devono offrire una protezione UV appropriata e avere una buona vestibilità.
Il semplice fatto che una lente sia molto scura non significa che protegga maggiormente dagli ultravioletti.
Gli occhiali da sole molto scuri sono migliori per i bambini?
No.
La tinta della lente regola soprattutto la quantità di luce visibile che raggiunge l'occhio.
La protezione UV è una caratteristica differente.
Per scegliere correttamente le lenti è utile approfondire come riconoscere occhiali da sole sicuri.
Una lente molto scura ma non adeguatamente protettiva non deve essere considerata migliore di una lente più chiara dotata di corretta protezione UV.
I neonati devono indossare sempre occhiali da sole?
No.
Nei neonati la protezione dall'esposizione intensa può essere ottenuta soprattutto attraverso:
-
ombra;
-
cappellino;
-
corretta gestione del passeggino;
-
evitare esposizioni inutilmente intense.
Con la crescita possono essere utilizzati occhiali da sole adatti e ben tollerati.
Per lo sviluppo visivo nei primi mesi è disponibile la guida sulla vista nei neonati.
Il sole è pericoloso soltanto in estate?
No.
L'esposizione UV non esiste soltanto in spiaggia.
Può essere importante anche:
-
in montagna;
-
sulla neve;
-
vicino all'acqua;
-
durante attività prolungate all'aperto.
Neve e acqua possono inoltre aumentare l'abbagliamento per effetto della riflessione.
La protezione deve quindi essere scelta in base alle condizioni reali, non semplicemente alla stagione indicata sul calendario.
Come proteggere gli occhi dei bambini durante lo sport?
In alcune attività il rischio principale non è la luce, ma il trauma oculare.
Palline, dita, racchette, rami o altri oggetti possono colpire l'occhio.
Quando uno sport presenta un rischio significativo è opportuno valutare protezioni oculari progettate specificamente per l'attività.
Un normale paio di occhiali da vista non deve essere automaticamente considerato un dispositivo protettivo sportivo.
La guida sugli infortuni agli occhi e su come ridurne il rischio approfondisce il tema della prevenzione dei traumi oculari.
Una montatura flessibile protegge dagli urti?
Può resistere meglio a determinate sollecitazioni, ma non equivale automaticamente a una protezione certificata per attività ad alto rischio.
Questo vale anche per gli occhiali gommati destinati a neonati e bambini piccoli.
Una montatura morbida può essere molto pratica per comfort e stabilità, ma non deve essere descritta come indistruttibile.
Alimentazione e vista dei bambini: esistono cibi miracolosi?
No.
Una dieta equilibrata contribuisce alla salute generale, compresa quella oculare, ma non esiste un alimento capace di:
-
eliminare la miopia;
-
correggere l'astigmatismo;
-
prevenire qualsiasi malattia dell'occhio.
Verdura, frutta, fonti proteiche e un'alimentazione complessivamente varia forniscono nutrienti necessari all'organismo.
Non è invece opportuno somministrare integratori oculari ai bambini soltanto con l'obiettivo generico di “migliorare la vista” senza una reale indicazione.
Le carote fanno vedere meglio?
Le carote contengono beta-carotene, che l'organismo può utilizzare per produrre vitamina A.
La vitamina A è importante per la normale funzione visiva.
Questo non significa però che mangiare grandi quantità di carote migliori la vista oltre il normale oppure elimini un difetto refrattivo.
In una persona con un'alimentazione adeguata, aumentare semplicemente il consumo di carote non fa scomparire miopia o astigmatismo.
Dormire bene protegge la vista?
Il sonno è importante per salute, sviluppo, attenzione e benessere generale del bambino.
Occhi stanchi, irritabilità e difficoltà di concentrazione possono naturalmente essere più evidenti dopo un riposo insufficiente.
Non bisogna però trasformare il sonno in una terapia per difetti refrattivi o patologie oculari.
Dormire bene favorisce il benessere complessivo, ma non corregge una gradazione.
Strofinarsi gli occhi può essere dannoso?
Strofinarsi occasionalmente gli occhi per sonno o lieve fastidio è comune.
Uno sfregamento frequente e vigoroso, invece, è meglio evitarlo.
Se il bambino si strofina continuamente gli occhi bisogna soprattutto chiedersi perché.
Possibili motivi comprendono:
-
allergia;
-
irritazione;
-
stanchezza;
-
fastidio della superficie oculare.
Lo sfregamento persistente non dovrebbe essere considerato automaticamente un segno di vista debole.
Come insegnare a un bambino a non toccarsi continuamente gli occhi?
È utile insegnare progressivamente alcune semplici abitudini:
-
lavare le mani;
-
evitare di strofinare gli occhi con forza;
-
non utilizzare asciugamani sporchi o condivisi in presenza di infezioni;
-
non inserire oggetti negli occhi;
-
segnalare dolore o presenza di un corpo estraneo.
Nel caso di trauma o corpo estraneo importante non bisogna tentare manovre aggressive.
I bambini devono usare colliri per “riposare” gli occhi?
No.
Non esiste la necessità generale di utilizzare colliri semplicemente perché un bambino studia o utilizza dispositivi digitali.
Un collirio deve avere una ragione specifica.
In particolare non bisogna utilizzare autonomamente:
-
antibiotici;
-
corticosteroidi;
-
colliri appartenenti ad altre persone.
Occhio rosso o bruciore possono avere cause diverse e richiedere trattamenti differenti.
Quanto spesso deve fare una visita oculistica un bambino?
Non esiste un intervallo universale valido per tutti.
La frequenza dipende da:
-
età;
-
screening precedenti;
-
presenza di occhiali;
-
difetto refrattivo;
-
strabismo o ambliopia;
-
familiarità;
-
sintomi;
-
altre condizioni cliniche.
Non è corretto dire che tutti i bambini debbano necessariamente fare una visita ogni quattro mesi, ogni sei mesi oppure ogni anno.
Quando esiste un problema già identificato, sarà il professionista a indicare la periodicità appropriata.
Perché gli screening sono importanti anche se il bambino non si lamenta?
Perché alcuni problemi possono essere poco evidenti nella vita quotidiana.
Un bambino può:
-
utilizzare soprattutto l'occhio migliore;
-
compensare un'ipermetropia;
-
non rendersi conto di vedere sfocato;
-
non essere ancora capace di spiegare il problema.
La pagina sulla valutazione precoce della vista nei bambini spiega come è possibile controllare la funzione visiva anche quando il bambino non sa ancora leggere.
Quali segnali non devono essere attribuiti semplicemente a stanchezza o schermi?
Alcuni comportamenti possono essere banali, ma altri meritano maggiore attenzione.
È opportuno approfondire, per esempio:
-
persistente deviazione di un occhio;
-
difficoltà evidente a vedere la lavagna;
-
bambino che chiude frequentemente sempre lo stesso occhio;
-
nistagmo;
-
posizione anomala della testa persistente;
-
marcata differenza tra le pupille;
-
pupilla bianca;
-
improvviso cambiamento della capacità visiva.
Non tutto ciò che accade dopo l'uso di un tablet è “affaticamento da schermo”.
Quando bisogna far controllare rapidamente gli occhi del bambino?
È importante richiedere una valutazione rapida in presenza di segni come:
-
improvvisa perdita o importante riduzione della vista;
-
pupilla o riflesso pupillare bianco;
-
trauma significativo;
-
occhio molto rosso associato a forte dolore, fotofobia o peggioramento visivo;
-
improvvisa visione doppia;
-
nuova deviazione oculare importante associata ad altri sintomi;
-
cornea dall'aspetto opaco;
-
importanti alterazioni oculari o neurologiche comparse improvvisamente.
Questi segnali non devono essere gestiti semplicemente con riposo, riduzione dello schermo o colliri acquistati autonomamente.
Come proteggere la vista dei bambini: cosa funziona davvero?
Le strategie più utili sono meno complicate di quanto suggeriscano molti falsi miti.
È sensato:
-
favorire regolarmente il tempo all'aperto;
-
evitare attività da vicino completamente ininterrotte per ore;
-
creare un ambiente di studio confortevole;
-
utilizzare gli schermi a una distanza ragionevole;
-
proteggere gli occhi dal sole con prodotti adeguati;
-
utilizzare protezioni specifiche negli sport a rischio;
-
seguire correttamente eventuali prescrizioni;
-
partecipare agli screening e ai controlli indicati;
-
non ignorare segnali visivi persistenti.
Non serve invece:
-
acquistare automaticamente occhiali anti-luce blu;
-
far fare esercizi oculari per eliminare le diottrie;
-
privare il bambino degli occhiali per “allenare” gli occhi;
-
somministrare integratori senza indicazione;
-
utilizzare una lente da sole più scura pensando che protegga necessariamente di più.
Proteggere la vista dei bambini significa quindi soprattutto creare buone abitudini visive, ridurre i rischi evitabili e distinguere i normali momenti di stanchezza dai segnali che meritano una vera valutazione.
Non tutto può essere prevenuto, ma molto può essere gestito meglio con informazioni corrette e controlli appropriati.

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