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Difetti refrattivi nei bambini: quando servono gli occhiali

Miopia, ipermetropia e astigmatismo possono essere presenti anche nei bambini molto piccoli.

Quando vengono individuati, una delle domande più frequenti dei genitori è:

“Deve mettere subito gli occhiali?”

La risposta non è uguale per tutti.

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Larghezza montatura

Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta

  • XS fino a 123 mm.

  • S da 124 a 128 mm.

  • M da 129 a 133 mm.

  • L da 134 a 138 mm.

  • XL da 139 a 142 mm.

  • XXL oltre 143 mm.

Nel bambino la prescrizione di un occhiale non dipende soltanto dal numero di diottrie trovato durante l'esame.

Bisogna considerare anche:

  • età;

  • tipo di difetto refrattivo;

  • entità;

  • differenza tra i due occhi;

  • presenza di strabismo;

  • rischio di ambliopia;

  • capacità visiva;

  • sviluppo della visione binoculare;

  • eventuali sintomi;

  • evoluzione nel tempo.

Una lieve ipermetropia in un bambino piccolo, per esempio, può avere un significato molto diverso rispetto alla stessa quantità di miopia o a una forte differenza refrattiva tra i due occhi.

Per questo la prescrizione pediatrica non può essere ridotta alla semplice lettura dei valori di una macchina.

Prima di parlare di occhiali è quindi fondamentale capire che cosa è stato realmente diagnosticato.

Per una panoramica generale puoi consultare la guida sui principali problemi visivi nei bambini.

Che cosa sono i difetti refrattivi?

Un difetto refrattivo è una condizione nella quale il sistema ottico dell'occhio non mette a fuoco la luce sulla retina nel modo necessario per ottenere una visione nitida senza correzione.

I principali difetti refrattivi sono:

  • miopia;

  • ipermetropia;

  • astigmatismo.

A questi si aggiunge l'anisometropia, cioè una differenza significativa di refrazione tra i due occhi.

Queste condizioni non devono essere automaticamente definite “malattie degli occhi”.

Sono problemi ottici che, soprattutto durante l'infanzia, possono però interferire con il normale sviluppo della funzione visiva quando sono sufficientemente importanti.

Perché un difetto refrattivo è particolarmente importante nel bambino?

Perché la vista del bambino è ancora in fase di sviluppo.

Non basta che l'occhio sia anatomicamente sano.

Il cervello deve ricevere immagini sufficientemente adeguate da entrambi gli occhi per imparare a utilizzarle correttamente.

Se per un periodo importante un occhio fornisce un'immagine molto più sfocata dell'altro, il sistema visivo può iniziare a privilegiare l'occhio migliore.

In determinate condizioni questo può contribuire allo sviluppo di ambliopia, comunemente chiamata “occhio pigro”.

È uno dei motivi per cui un difetto refrattivo che in un adulto sarebbe semplicemente fastidioso può avere un significato differente in un bambino piccolo.

Gli occhiali nei bambini servono soltanto per vedere più nitidamente?

No.

In alcuni casi servono certamente per migliorare la visione.

Ma durante l'infanzia possono avere anche un'altra funzione fondamentale:

fornire al cervello immagini adeguate durante il periodo in cui la funzione visiva sta maturando.

Per questo gli occhiali possono essere parte del trattamento di:

  • ambliopia;

  • anisometropia;

  • alcuni tipi di strabismo;

  • importanti errori refrattivi.

La correzione ottica non è quindi sempre soltanto una questione di comfort.

Un bambino deve saper leggere per capire se gli servono gli occhiali?

No.

È possibile valutare la refrazione anche in neonati e bambini che non conoscono ancora lettere o simboli.

L'oculista dispone di tecniche oggettive che permettono di stimare il difetto refrattivo senza chiedere al bambino:

“meglio uno o meglio due?”

Tra gli strumenti utilizzabili rientrano la retinoscopia e altri sistemi di refrazione oggettiva.

La guida sulla valutazione della vista nei bambini piccoli approfondisce come si svolge l'esame anche quando il bambino non è ancora in grado di collaborare come un adulto.

Perché nel bambino si utilizzano spesso colliri per misurare la vista?

Perché i bambini possiedono una capacità di accomodazione molto potente.

L'accomodazione è il meccanismo attraverso cui l'occhio modifica la propria messa a fuoco, soprattutto per guardare da vicino.

Durante una normale misurazione un bambino può accomodare involontariamente e influenzare il risultato.

Per questo, quando indicato, vengono utilizzati colliri cicloplegici.

Che cos'è la refrazione in cicloplegia?

La cicloplegia riduce temporaneamente la capacità accomodativa.

Questo permette di valutare con maggiore precisione il reale stato refrattivo dell'occhio in molte situazioni pediatriche.

È particolarmente importante quando si deve distinguere, per esempio:

  • vera miopia;

  • ipermetropia mascherata dall'accomodazione;

  • differenze importanti tra i due occhi;

  • difetti associati a strabismo.

La misurazione ottenuta costituisce un'informazione fondamentale, ma non significa necessariamente che il valore trovato venga trasferito automaticamente e integralmente sulla lente.

La prescrizione finale dipende dall'intero quadro clinico.

L'autorefrattometro basta per prescrivere gli occhiali a un bambino?

No.

Gli strumenti automatici sono molto utili per ottenere dati oggettivi, ma una lettura numerica non equivale automaticamente alla prescrizione definitiva.

Devono essere considerati anche:

  • cicloplegia quando necessaria;

  • acuità visiva;

  • età;

  • comportamento visivo;

  • allineamento degli occhi;

  • binocularità;

  • salute oculare;

  • presenza di ambliopia;

  • evoluzione precedente.

Soprattutto nel bambino non è prudente acquistare un occhiale soltanto sulla base di una misurazione automatica non interpretata clinicamente.

Quando un bambino miope ha bisogno degli occhiali?

La miopia determina principalmente una visione sfocata da lontano.

Un bambino miope può avere difficoltà a:

  • vedere la lavagna;

  • riconoscere dettagli lontani;

  • seguire alcune attività sportive;

  • riconoscere persone a distanza.

Quando la miopia è clinicamente significativa, la correzione permette di ristabilire una visione nitida.

La decisione dipende comunque dall'età, dall'entità del difetto e dalle esigenze visive del bambino.

I bambini miopi devono portare gli occhiali tutto il giorno?

Non esiste una regola unica.

La modalità di utilizzo viene stabilita in base alla prescrizione e alle caratteristiche individuali.

In molti bambini miopi può essere indicato un utilizzo regolare, soprattutto quando il difetto interferisce con la visione quotidiana.

Non è però corretto decidere autonomamente che il bambino debba:

  • togliere gli occhiali per leggere;

  • utilizzarli solo a scuola;

  • portarli soltanto quando “ne sente bisogno”.

Le indicazioni dipendono dal caso.

Gli occhiali fanno aumentare la miopia del bambino?

No.

Gli occhiali correttamente prescritti non indeboliscono gli occhi e non creano dipendenza.

Se la gradazione aumenta negli anni non significa che siano stati gli occhiali a provocare la progressione.

La miopia può evolvere durante la crescita perché cambia l'anatomia dell'occhio, in particolare la sua lunghezza assiale.

Per approfondire puoi leggere perché la miopia è sempre più diffusa e come viene gestita.

È meglio dare meno gradazione a un bambino miope?

Non con l'obiettivo di “allenare” l'occhio.

La sottocorrezione intenzionale della miopia non rappresenta una strategia raccomandata per impedirne l'aumento.

Lasciare il bambino volontariamente sfocato non costringe l'occhio a correggersi da solo.

Quando l'obiettivo è rallentare una miopia progressiva si utilizzano invece strategie specifiche di controllo della miopia, non semplicemente occhiali più deboli.

Esistono occhiali specifici per rallentare la miopia?

Sì.

Oltre alle normali lenti che correggono la visione, oggi esistono specifici design ottici destinati al controllo della progressione miopica in bambini selezionati.

È importante distinguere:

occhiale per correggere la miopia

da

strategia specifica per cercare di rallentarne la progressione.

Per approfondire puoi consultare come si può rallentare la progressione della miopia nei bambini.

Quando un bambino ipermetrope deve mettere gli occhiali?

Questa è una delle situazioni in cui non è possibile utilizzare una regola basata soltanto sulle diottrie.

Una certa quantità di ipermetropia può essere presente durante l'infanzia senza provocare necessariamente problemi.

I bambini possiedono infatti un'elevata capacità di accomodazione.

Un'ipermetropia significativa, però, può essere associata a:

  • difficoltà visiva;

  • affaticamento in alcuni bambini;

  • strabismo convergente;

  • ambliopia;

  • differenze importanti tra i due occhi.

La decisione di correggerla dipende quindi dal quadro complessivo.

È vero che tutti i bambini nascono ipermetropi?

È una semplificazione.

Durante i primi anni è frequente una refrazione relativamente ipermetropica e l'occhio attraversa un processo di crescita e modifica refrattiva.

Questo processo viene spesso descritto con il termine emmetropizzazione.

Ma i valori variano notevolmente tra bambini.

Non bisogna quindi pensare:

“l'ipermetropia è sempre normale e scomparirà da sola”.

Una quantità elevata o asimmetrica può essere clinicamente rilevante anche molto presto.

Che cos'è l'emmetropizzazione?

È il processo attraverso cui, durante lo sviluppo, le componenti ottiche e anatomiche dell'occhio cambiano cercando un equilibrio refrattivo.

In altre parole, l'occhio del neonato non è semplicemente una versione in miniatura dell'occhio adulto.

Durante i primi anni si modificano:

  • lunghezza assiale;

  • potere corneale;

  • caratteristiche del cristallino;

  • refrazione complessiva.

Questo è uno dei motivi per cui la prescrizione pediatrica richiede conoscenze specifiche dell'età evolutiva.

Se l'ipermetropia può diminuire crescendo, perché prescrivere gli occhiali?

Perché bisogna distinguere tra ciò che può essere compatibile con lo sviluppo normale e ciò che rischia di interferire con la funzione visiva.

Un'ipermetropia importante può richiedere correzione se:

  • compromette la visione;

  • favorisce uno strabismo;

  • aumenta il rischio di ambliopia;

  • è molto differente tra i due occhi.

L'obiettivo non è soltanto ottenere un numero perfetto sulla prescrizione.

È proteggere il corretto sviluppo della visione.

I bambini ipermetropi vedono sempre male da vicino?

No.

Questa è una differenza importante rispetto a molte spiegazioni semplificate.

Un bambino può compensare parte dell'ipermetropia attraverso l'accomodazione.

Può quindi sembrare vedere bene sia lontano sia vicino nonostante la presenza del difetto.

Questo sforzo accomodativo è uno dei motivi per cui la refrazione senza cicloplegia può sottostimare l'ipermetropia.

L'ipermetropia può provocare strabismo?

In alcuni bambini sì.

Un'importante ipermetropia può richiedere un elevato sforzo accomodativo.

Accomodazione e convergenza sono fisiologicamente collegate e, in alcuni bambini predisposti, questo può favorire una deviazione convergente degli occhi.

In queste situazioni gli occhiali possono avere un ruolo fondamentale anche nel controllo dell'allineamento.

Se gli occhiali raddrizzano gli occhi significa che lo strabismo è guarito?

Non necessariamente.

In alcuni tipi di strabismo la correzione dell'ipermetropia può ridurre o eliminare la deviazione mentre gli occhiali vengono indossati.

Questo significa che la correzione ottica sta controllando una componente importante del problema.

Non significa automaticamente che gli occhiali possano essere sospesi.

Le decisioni vengono prese sulla base dell'evoluzione nel tempo.

Quando l'astigmatismo richiede gli occhiali?

Anche l'astigmatismo può essere presente nei bambini.

Una quantità significativa può determinare immagini meno nitide o distorte.

Nel bambino piccolo un astigmatismo importante non corretto può inoltre contribuire allo sviluppo di ambliopia.

La decisione di prescrivere dipende da:

  • entità;

  • età;

  • orientamento;

  • simmetria tra i due occhi;

  • funzione visiva;

  • presenza di altri difetti refrattivi.

Non qualsiasi piccolo astigmatismo richiede automaticamente una correzione.

Un bambino può essere contemporaneamente miope e astigmatico?

Sì.

Miopia, ipermetropia e astigmatismo non rappresentano sempre categorie isolate.

Una prescrizione può contenere contemporaneamente:

  • componente sferica;

  • componente cilindrica;

  • asse.

È molto comune che l'astigmatismo accompagni un altro errore refrattivo.

L'astigmatismo può scomparire crescendo?

Può modificarsi durante lo sviluppo, ma non è possibile promettere che scompaia.

La decisione di correggerlo deve quindi essere basata sulla situazione attuale e sul rischio per lo sviluppo visivo, non sulla speranza che un giorno possa ridursi spontaneamente.

Che cos'è l'anisometropia?

L'anisometropia è una differenza significativa di refrazione tra i due occhi.

Per esempio, un occhio può essere:

  • poco ipermetrope;

mentre l'altro:

  • molto più ipermetrope.

Oppure un occhio può essere miope e l'altro quasi emmetrope.

Questa differenza è particolarmente importante nel bambino perché può passare inosservata.

Perché l'anisometropia può essere difficile da riconoscere?

Perché il bambino può utilizzare prevalentemente l'occhio che vede meglio.

Da fuori può sembrare completamente normale.

Può:

  • giocare;

  • leggere;

  • guardare la televisione;

  • muoversi senza problemi evidenti.

Nel frattempo, però, l'occhio con l'immagine peggiore può non sviluppare una funzione visiva adeguata.

È uno degli esempi più chiari del perché non bisogna affidarsi esclusivamente ai sintomi riferiti dal bambino.

Anisometropia e ambliopia sono la stessa cosa?

No.

L'anisometropia è una differenza refrattiva tra i due occhi.

L'ambliopia è invece una riduzione dello sviluppo della funzione visiva.

L'anisometropia può essere una causa di ambliopia quando il cervello riceve per lungo tempo immagini di qualità molto diversa dai due occhi.

Correggere il difetto refrattivo rappresenta quindi spesso il primo elemento fondamentale del trattamento.

Gli occhiali da soli possono migliorare l'ambliopia?

In molti bambini la correzione ottica adeguata può produrre un miglioramento importante dell'acuità visiva.

Per questo spesso si osserva la risposta agli occhiali prima o durante la valutazione di altre terapie.

In alcuni casi possono essere necessarie ulteriori strategie, per esempio l'occlusione dell'occhio migliore o altri approcci.

La gestione deve essere individualizzata.

La benda sostituisce gli occhiali?

No.

Quando l'ambliopia è associata a un errore refrattivo, benda e occhiali hanno funzioni differenti.

Gli occhiali forniscono una corretta immagine ottica.

L'occlusione, quando prescritta, modifica invece l'utilizzo relativo dei due occhi.

Non è quindi corretto scegliere autonomamente tra:

“mettiamo gli occhiali”

oppure

“mettiamo la benda”.

Possono appartenere allo stesso percorso terapeutico.

Si può mettere una benda senza prescrizione?

No.

L'occlusione dell'occhio migliore deve essere utilizzata soltanto quando indicata e secondo tempi stabiliti.

Una gestione impropria può essere inefficace e, in particolari situazioni, creare problemi.

Non bisogna quindi iniziare il bendaggio semplicemente perché un genitore sospetta che un occhio sia “più pigro”.

A che età un bambino può iniziare a portare gli occhiali?

Anche molto presto.

Non esiste un'età minima universale come:

“prima dei due anni non si possono mettere gli occhiali”.

Se esiste un'indicazione clinica, anche un neonato o un bambino molto piccolo può avere bisogno di una correzione ottica.

Naturalmente montatura, misura e gestione devono essere adeguate all'età.

Gli occhiali impediscono agli occhi del bambino di svilupparsi naturalmente?

No.

Quando sono indicati, lo scopo è esattamente l'opposto:

fornire condizioni visive più favorevoli allo sviluppo.

L'idea che gli occhi debbano essere lasciati “lavorare da soli” anche quando esiste un importante difetto refrattivo può essere controproducente, soprattutto quando è presente rischio di ambliopia.

Il bambino diventerà dipendente dagli occhiali?

No nel senso medico del termine.

Può accadere che, dopo aver sperimentato una visione più nitida, il bambino preferisca utilizzare gli occhiali più frequentemente.

Questo non significa che le lenti abbiano reso i suoi occhi più deboli.

Significa semplicemente che ora sa come può vedere con la correzione appropriata.

Se il bambino vede bene con gli occhiali significa che dovrà portarli per sempre?

Non necessariamente.

Dipende dal difetto.

Durante la crescita:

  • l'ipermetropia può modificarsi;

  • l'astigmatismo può cambiare;

  • la miopia può progredire;

  • una differenza tra i due occhi può evolvere.

Le prescrizioni vengono quindi rivalutate nel tempo.

Non bisogna però sospendere gli occhiali autonomamente perché:

“sono passati alcuni anni”.

Si può diminuire gradualmente la gradazione?

Solo quando la situazione clinica lo giustifica.

Non è necessario “disabituare” gli occhi agli occhiali.

Eventuali modifiche della prescrizione devono dipendere dall'evoluzione reale della refrazione e della funzione visiva.

Ridurre volontariamente il potere delle lenti per allenare gli occhi non rappresenta una strategia generale valida.

Gli occhiali corretti possono curare definitivamente un difetto refrattivo?

Gli occhiali correggono il difetto mentre vengono indossati.

Non modificano permanentemente la lunghezza dell'occhio o la forma della cornea in modo da eliminare miopia, ipermetropia o astigmatismo.

Nel bambino possono però contribuire in modo decisivo allo sviluppo della funzione visiva, soprattutto quando esiste rischio di ambliopia.

Questa distinzione tra:

correzione del difetto

e

sviluppo della visione

è fondamentale.

Quanto tempo serve per abituarsi agli occhiali?

Dipende dal bambino e dalla prescrizione.

Alcuni bambini li accettano immediatamente perché percepiscono un evidente vantaggio.

Altri possono avere bisogno di un breve periodo di adattamento, soprattutto con:

  • astigmatismi importanti;

  • forti differenze tra i due occhi;

  • nuove correzioni.

Un rifiuto persistente non dovrebbe però essere interpretato semplicemente come capriccio.

Perché un bambino potrebbe rifiutare gli occhiali?

Le ragioni possono essere diverse.

La montatura potrebbe:

  • scivolare;

  • premere sul naso;

  • comprimere dietro le orecchie;

  • essere troppo grande;

  • essere troppo stretta.

Oppure il bambino potrebbe aver bisogno di tempo per adattarsi alla nuova percezione visiva.

Se il problema persiste, è opportuno verificare sia la vestibilità dell'occhiale sia la situazione refrattiva.

Come deve essere scelta la montatura?

Una volta stabilita la prescrizione, la montatura deve permettere alle lenti di lavorare correttamente.

Bisogna considerare:

  • misura;

  • ponte;

  • stabilità;

  • posizione rispetto agli occhi;

  • comfort;

  • resistenza.

Non è consigliabile acquistare una montatura molto più grande pensando:

“così gli durerà qualche anno”.

Per la parte pratica puoi consultare come scegliere montatura e lenti degli occhiali per bambini.

La centratura delle lenti è importante anche nei bambini?

Sì.

Una prescrizione corretta deve essere inserita in un occhiale correttamente misurato e centrato.

La posizione reale degli occhi rispetto alle lenti è importante, soprattutto nelle prescrizioni più elevate o complesse.

Per questo non basta conoscere semplicemente:

  • età;

  • taglia della montatura;

  • numero di diottrie.

Si può riutilizzare la vecchia montatura?

A volte sì, se:

  • veste ancora correttamente;

  • è strutturalmente integra;

  • è compatibile con le nuove lenti;

  • mantiene una posizione adeguata.

Ma nei bambini il volto può cambiare rapidamente.

Una montatura che un anno prima era appropriata può diventare troppo piccola o poco stabile.

La decisione deve quindi basarsi sulla vestibilità attuale.

Il bambino può usare gli occhiali di un fratello?

No.

Anche quando le gradazioni sembrano simili, un occhiale è associato a:

  • prescrizione individuale;

  • distanza interpupillare;

  • centratura;

  • forma del viso;

  • misura.

Indossare casualmente gli occhiali di un'altra persona non rappresenta una modalità corretta per capire se il bambino “vede meglio”.

Gli occhiali devono essere portati anche a scuola?

Quando è indicato l'utilizzo regolare, la scuola è uno dei luoghi in cui la correzione assume maggiore importanza.

Il bambino deve poter:

  • leggere la lavagna;

  • utilizzare materiale didattico;

  • muoversi in classe;

  • partecipare alle attività.

Può essere utile informare gli insegnanti, soprattutto nei bambini più piccoli, affinché comprendano che l'occhiale non è un accessorio opzionale.

È utile avere un secondo paio di occhiali?

Può esserlo soprattutto quando il bambino deve utilizzare la correzione in maniera continuativa.

Un occhiale può:

  • rompersi;

  • perdersi;

  • essere dimenticato.

In alcune prescrizioni importanti rimanere per giorni senza correzione può essere particolarmente scomodo.

La necessità di un secondo paio dipende comunque dalla situazione familiare e dalla prescrizione.

Un bambino con occhiali può fare sport?

Certamente.

La presenza di un difetto refrattivo non dovrebbe impedire la normale attività fisica.

Bisogna però distinguere tra:

occhiale da vista

e

protezione oculare sportiva.

Una normale montatura non è automaticamente progettata per proteggere da:

  • palline;

  • racchette;

  • dita;

  • gomiti;

  • altri impatti.

Negli sport a rischio possono essere necessari dispositivi specifici.

Le lenti a contatto possono sostituire gli occhiali nei bambini?

In alcuni bambini o adolescenti possono rappresentare una possibilità.

La scelta dipende da:

  • età funzionale;

  • maturità;

  • igiene;

  • tipo di difetto;

  • sport;

  • capacità di seguire correttamente le istruzioni.

Non devono essere considerate semplicemente la soluzione per un bambino che “non vuole gli occhiali”.

La sicurezza viene prima dell'aspetto estetico.

Le lenti a contatto possono essere usate anche per la miopia pediatrica?

Sì.

Esistono sia lenti che servono principalmente a correggere la miopia sia specifiche lenti progettate per il controllo della sua progressione.

Sono due obiettivi differenti.

Anche in questo caso la scelta deve essere individualizzata e accompagnata da rigorose regole igieniche.

Si possono comprare direttamente gli occhiali sulla base di una vecchia prescrizione?

Nei bambini è particolarmente importante evitare di utilizzare per lungo tempo una prescrizione non più rappresentativa.

Durante la crescita la refrazione può modificarsi.

Prima di realizzare nuove lenti sulla base di dati molto vecchi può essere opportuno verificare che la prescrizione sia ancora appropriata.

Ogni quanto bisogna cambiare gli occhiali?

Non esiste una scadenza universale.

Gli occhiali vanno rivalutati quando:

  • cambia la prescrizione;

  • la montatura non veste più correttamente;

  • le lenti sono molto danneggiate;

  • il bambino riferisce di vedere peggio;

  • il professionista rileva nuove esigenze.

Non bisogna sostituirli automaticamente ogni anno se sono ancora appropriati, né continuare a utilizzarli per molti anni soltanto perché non si sono rotti.

Ogni quanto va controllata la vista del bambino?

Non esiste un intervallo universale uguale per tutti.

Un bambino con:

  • anisometropia;

  • ambliopia;

  • strabismo;

  • miopia in progressione;

  • importante ipermetropia;

può avere bisogno di controlli differenti rispetto a un bambino senza fattori di rischio.

La frequenza viene stabilita in base alla situazione individuale.

Per capire quando può essere opportuno anticipare una valutazione puoi consultare quando fare la prima visita oculistica nei bambini.

Come si capisce se la gradazione è cambiata?

Possibili segnali comprendono:

  • nuova difficoltà a vedere lontano;

  • bambino che torna a strizzare gli occhi;

  • necessità di avvicinarsi;

  • visione peggiore con l'occhiale precedentemente adeguato;

  • differenza nel rendimento visivo.

Ma un cambiamento di refrazione può anche essere scoperto durante un controllo senza sintomi particolarmente evidenti.

Se il bambino non si lamenta significa che vede bene?

No.

I bambini non possiedono necessariamente un termine di paragone.

Un bambino che ha sempre visto peggio con un occhio può considerare quella condizione normale.

Inoltre, se l'altro occhio vede bene, può non accorgersi affatto della differenza.

Per questo alcune condizioni pediatriche possono rimanere silenziose.

Il rendimento scolastico permette di capire se servono gli occhiali?

Non da solo.

Un difetto visivo non corretto può certamente interferire con alcune attività scolastiche.

Ma:

  • difficoltà di lettura;

  • problemi di attenzione;

  • scarso rendimento;

hanno moltissime possibili cause.

Non è corretto attribuire automaticamente qualsiasi difficoltà scolastica agli occhi.

Una valutazione visiva può essere utile quando esistono segnali coerenti, ma non sostituisce l'analisi degli altri aspetti dell'apprendimento.

Gli schermi fanno aumentare tutti i difetti refrattivi?

No.

Non esistono basi per affermare che smartphone e tablet provochino direttamente:

  • ipermetropia;

  • astigmatismo;

  • anisometropia.

Per la miopia il rapporto con l'ambiente è più complesso e coinvolge attività ravvicinate, tempo all'aperto e altri fattori.

La normale luce blu dei display non è considerata una causa dimostrata dei comuni difetti refrattivi.

Gli occhiali anti-luce blu servono per correggere un difetto refrattivo?

No.

Un filtro per la luce blu e una prescrizione refrattiva sono due concetti differenti.

Miopia, ipermetropia e astigmatismo vengono corretti attraverso il potere ottico appropriato della lente.

Un filtro selettivo non può sostituire la gradazione necessaria.

Stare all'aperto può eliminare un difetto refrattivo?

No.

Il tempo all'aperto è associato soprattutto a un minor rischio di insorgenza della miopia durante l'infanzia.

Non elimina:

  • ipermetropia;

  • astigmatismo;

  • anisometropia;

  • miopia già presente.

Le buone abitudini sono importanti, ma non devono sostituire la correzione quando necessaria.

Gli esercizi oculari possono sostituire gli occhiali?

Non per i comuni errori refrattivi.

Esercizi generici come:

  • muovere gli occhi;

  • alternare vicino e lontano;

  • guardare in determinate direzioni;

non modificano stabilmente la lunghezza assiale dell'occhio né correggono la forma ottica responsabile di miopia o astigmatismo.

Esistono esercizi e riabilitazioni per specifici problemi funzionali, ma non devono essere confusi con una cura universale dei difetti refrattivi.

Le vitamine possono evitare gli occhiali?

No.

Una corretta alimentazione è importante per la salute generale e oculare.

Ma nessun alimento o integratore può correggere:

  • miopia;

  • ipermetropia;

  • astigmatismo.

Le carote non eliminano le diottrie e un integratore non sostituisce una prescrizione.

Cosa succede dopo la diagnosi di un difetto refrattivo?

La gestione dipende dalla situazione.

Può comprendere:

  • semplice osservazione;

  • prescrizione di occhiali;

  • monitoraggio nel tempo;

  • trattamento dell'ambliopia;

  • gestione di uno strabismo associato;

  • controllo della progressione miopica;

  • in bambini selezionati, lenti a contatto.

Quindi la domanda non è soltanto:

“quante diottrie ha?”

ma:

“che effetto stanno avendo queste diottrie sullo sviluppo visivo del bambino?”

Qual è il ruolo dell'oculista?

L'oculista valuta:

  • salute dell'occhio;

  • refrazione;

  • sviluppo visivo;

  • eventuale strabismo;

  • ambliopia;

  • necessità clinica della correzione;

  • eventuali trattamenti farmacologici o medici.

La prescrizione pediatrica non dovrebbe essere considerata soltanto un problema commerciale di scelta degli occhiali.

Qual è il ruolo dell'ottico?

Una volta disponibile la prescrizione, l'ottico ha un ruolo importante nella realizzazione pratica dell'occhiale.

Tra gli aspetti fondamentali:

  • scelta della montatura;

  • misure;

  • centratura;

  • adattamento;

  • regolazioni;

  • corretta realizzazione delle lenti.

Prescrizione clinica e realizzazione tecnica sono quindi due fasi differenti ma complementari.

Quando bisogna far controllare rapidamente un bambino?

Un normale cambiamento refrattivo non è generalmente un'emergenza.

Esistono però segnali che non devono essere attribuiti semplicemente a:

“gli saranno cambiate le diottrie”.

Serve una valutazione tempestiva in caso di:

  • improvviso importante calo della vista;

  • nuovo importante strabismo comparso bruscamente;

  • pupilla che appare bianca;

  • forte dolore oculare;

  • trauma importante;

  • occhio rosso associato a fotofobia o cambiamento della vista;

  • improvvisa visione doppia associata a sintomi neurologici.

Questi segnali richiedono un ragionamento diverso dalla normale prescrizione degli occhiali.

Difetti refrattivi nei bambini: cosa devono ricordare i genitori

Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono errori refrattivi, non genericamente malattie oculari.

Nel bambino, però, non devono essere valutati nello stesso modo in cui si sceglierebbe semplicemente una gradazione per un adulto.

La decisione di prescrivere gli occhiali dipende da:

  • età;

  • tipo ed entità del difetto;

  • differenza tra i due occhi;

  • acuità visiva;

  • rischio di ambliopia;

  • eventuale strabismo;

  • sviluppo della visione binoculare.

Alcuni difetti lievi possono essere semplicemente monitorati.

Altri richiedono una correzione anche quando il bambino non sembra lamentarsi.

Questo è particolarmente importante nell'anisometropia, perché un occhio può vedere molto meno dell'altro senza che il bambino se ne renda conto.

Gli occhiali correttamente prescritti:

  • non indeboliscono gli occhi;

  • non creano dipendenza;

  • non impediscono il normale sviluppo;

  • non devono essere volontariamente sottocorretti per “allenare” la vista.

Quando sono indicati, possono invece rappresentare uno degli strumenti più importanti per permettere al sistema visivo di svilupparsi nelle migliori condizioni possibili.

Dopo la prescrizione arriva poi un secondo passaggio altrettanto importante: scegliere un occhiale che rimanga stabile, correttamente centrato, comodo e realmente utilizzabile nella vita quotidiana del bambino.

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I nostri occhiali graduati sono tutti approntati nella provincia di Belluno dal nostro laboratorio che vanta oltre 30 anni di esperienza nella confezione e montaggio lenti di alta qualità ed ultimissima generazione. Lenti con 2 anni di garanzia, rigorosamente di aziende italiane.

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