Ginnastica per gli occhi - secondo round
Guardare lontano, sbattere le palpebre e interrompere periodicamente il lavoro da vicino può aiutare a ridurre l’affaticamento visivo
Dopo molte ore davanti a computer, smartphone o documenti, gli occhi possono sembrare pesanti, secchi o affaticati. A volte la messa a fuoco diventa momentaneamente meno pronta, si avverte bruciore oppure compare la sensazione di aver bisogno di chiudere gli occhi per qualche minuto.
In questi casi si parla spesso di “ginnastica per gli occhi”, ma l’espressione può creare qualche equivoco.
Gli occhi non hanno bisogno di essere allenati come i muscoli delle gambe o delle braccia per diventare più forti. Alcuni semplici comportamenti possono però essere utili per interrompere il lavoro visivo prolungato, favorire l’ammiccamento, cambiare distanza di messa a fuoco e ridurre il disagio associato all’uso intenso degli schermi.
Non si tratta quindi di esercizi capaci di eliminare miopia, astigmatismo, ipermetropia o presbiopia, né di metodi che sostituiscono una correzione visiva adeguata.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Sono soprattutto strategie di riposo.
Per comprendere meglio perché computer e smartphone possano provocare stanchezza, secchezza e visione temporaneamente sfocata puoi approfondire gli effetti dell’uso prolungato degli schermi sulla vista.
Guardare lontano interrompe il lavoro continuo da vicino
Uno dei consigli più semplici consiste nello spostare periodicamente lo sguardo dal monitor verso un punto distante.
Quando lavoriamo a distanza ravvicinata o intermedia, il sistema visivo mantiene per molto tempo un determinato impegno accomodativo e di convergenza. Guardare più lontano interrompe questa condizione e offre una breve pausa al sistema di messa a fuoco.
Una regola molto conosciuta è la 20-20-20: circa ogni 20 minuti si suggerisce di guardare per almeno 20 secondi qualcosa posto a circa 20 piedi, cioè 6 metri.
Non è necessario vivere questa indicazione con il cronometro in mano.
Il principio più importante è evitare di trascorrere ore consecutive fissando sempre la stessa distanza. Alzare periodicamente lo sguardo, osservare fuori dalla finestra o semplicemente guardare la parte più lontana della stanza può essere già una buona abitudine.
Non è invece corretto dire che guardare l’orizzonte “previene il restringimento del campo visivo”. Il campo visivo non si restringe perché si trascorrono alcune ore davanti al computer.
Il beneficio riguarda soprattutto la variazione della distanza di osservazione e il riposo dal lavoro visivo continuativo.
Sbattere le palpebre è più importante di quanto sembri
L’ammiccamento distribuisce il film lacrimale sulla superficie dell’occhio.
Quando siamo concentrati davanti a un monitor possiamo battere le palpebre in modo meno frequente oppure, in particolare, effettuare più ammiccamenti incompleti. Di conseguenza alcune zone della superficie oculare possono rimanere esposte più a lungo e diventare meno confortevoli.
Per questo ricordarsi ogni tanto di chiudere completamente le palpebre e riaprirle con naturalezza può essere utile, soprattutto quando si avverte secchezza.
Non serve eseguire serie complicate.
Può bastare distogliere lo sguardo dal monitor, chiudere gli occhi per alcuni secondi e successivamente effettuare alcuni ammiccamenti completi.
Se bruciore, sensazione di sabbia e visione fluttuante sono frequenti anche lontano dagli schermi, il problema potrebbe non dipendere soltanto dall’affaticamento. In questi casi è utile approfondire cos’è l’occhio secco e quali sintomi può provocare.
Palming e occhi chiusi: servono davvero?
Il cosiddetto palming consiste generalmente nel chiudere gli occhi e coprirli delicatamente con i palmi delle mani, evitando di esercitare pressione sui bulbi oculari.
Non esistono motivi per considerarlo una terapia capace di migliorare la vista.
Può però offrire una breve pausa dalla luce e dall’attività visiva, esattamente come può essere piacevole semplicemente chiudere gli occhi per qualche momento.
Se si desidera farlo, è importante non premere sugli occhi e avere le mani pulite.
In pratica, il beneficio deriva soprattutto dalla pausa, non da un particolare effetto curativo delle mani.
Lo stesso principio vale per molti esercizi proposti online come metodi per “rinforzare” la vista: rilassarsi per qualche istante può far sentire meglio, ma non significa modificare la gradazione dell’occhio.
Muovere gli occhi in alto, in basso o disegnare un otto
Un altro esercizio molto diffuso consiste nel guardare lentamente in diverse direzioni oppure seguire con lo sguardo un oggetto che si muove.
Per una persona senza particolari disturbi può essere semplicemente un modo per interrompere la fissazione del monitor e variare l’attività visiva.
Non è però necessario portare gli occhi forzatamente alle posizioni estreme né ripetere movimenti fino a provocare fastidio.
Disegnare un otto immaginario, guardare da destra a sinistra o seguire lentamente un dito non ha dimostrato di poter correggere i comuni difetti refrattivi.
Questi movimenti possono quindi essere considerati brevi esercizi di rilassamento o variazione dello sguardo, non una cura.
Se un movimento dell’occhio provoca dolore, visione doppia, vertigini o altri sintomi insoliti è preferibile interromperlo e capire la causa del disturbo.
Sciacquare gli occhi con acqua li mantiene idratati?
Qui è importante fare una distinzione.
Sciacquare il viso con acqua fresca può essere piacevole e dare una sensazione momentanea di freschezza, ma non è un metodo per idratare il film lacrimale.
Le lacrime possiedono una composizione complessa che non può essere sostituita semplicemente mettendo acqua sulla superficie dell’occhio.
Non è quindi necessario risciacquare ripetutamente gli occhi con acqua durante la giornata per evitare la secchezza.
Anzi, in condizioni normali è preferibile non introdurre volontariamente acqua, detergenti o altre sostanze nell’occhio.
Un'eccezione importante è rappresentata dal contatto accidentale con sostanze chimiche o irritanti: in quel caso un abbondante risciacquo immediato è una misura di primo soccorso, seguito quando necessario da assistenza medica.
Per la normale secchezza da lavoro al computer sono molto più utili pause, ammiccamento completo, ambiente meno secco e corretta gestione della postazione.
Postazione e abitudini contano più degli “esercizi”
Se gli occhi si stancano ogni giorno, conviene osservare anche come è organizzato il lavoro.
Il monitor dovrebbe trovarsi a una distanza confortevole che permetta di leggere senza avvicinare continuamente il viso. I caratteri devono essere abbastanza grandi, i riflessi limitati e la luminosità del display equilibrata rispetto all’ambiente.
Anche l’altezza dello schermo conta. Una posizione leggermente inferiore rispetto alla linea degli occhi può risultare più naturale e, mantenendo lo sguardo un po’ rivolto verso il basso, può anche ridurre l’esposizione della superficie oculare.
Aria condizionata, riscaldamento intenso o correnti dirette verso il viso possono favorire l’evaporazione delle lacrime e aumentare la sensazione di secchezza.
Per organizzare meglio la postazione puoi leggere come regolare distanza dal monitor e postura al computer.
Anche una prescrizione non più adeguata può contribuire al problema. Se per leggere il monitor bisogna avvicinarsi, inclinare continuamente la testa o strizzare gli occhi, una valutazione visiva può essere più utile di qualsiasi esercizio.
Quando gli occhi stanchi meritano un controllo
L’affaticamento dopo una giornata particolarmente intensa è comune e spesso migliora con il riposo.
La situazione è diversa quando i sintomi sono frequenti, continuano anche dopo aver smesso di utilizzare il computer oppure diventano progressivamente più fastidiosi.
Bruciore persistente, dolore, frequenti mal di testa, difficoltà di messa a fuoco, visione doppia o riduzione della vista meritano una valutazione per capire se esista una causa specifica.
È particolarmente importante non attribuire automaticamente agli schermi sintomi nuovi o importanti.
Dolore intenso, perdita improvvisa della vista, marcato arrossamento, forte fotofobia, lampi luminosi o comparsa improvvisa di numerose mosche volanti richiedono un’attenzione differente rispetto alla normale stanchezza da computer.
Per una panoramica sui sintomi oculari e sui segnali che possono richiedere un controllo puoi consultare malattie degli occhi più comuni: sintomi e segnali.
La migliore “ginnastica” quotidiana per chi lavora molte ore davanti a uno schermo rimane quindi molto semplice: interrompere periodicamente la visione da vicino, guardare lontano, ricordarsi di ammiccare completamente e mantenere una postazione confortevole.
Non servono esercizi complicati né promesse di miglioramento della gradazione.
Le pause visive possono aiutare a sentirsi meno affaticati; quando invece i sintomi persistono, è più utile individuarne la causa.

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