Cheratite da acanthamoeba di cosa si tratta?
Che cos'è la cheratite da Acanthamoeba?
La cheratite da Acanthamoeba è una rara ma seria infezione della cornea provocata da Acanthamoeba, un microrganismo presente naturalmente nell'ambiente, soprattutto nell'acqua e nel terreno. Può colpire chiunque, ma viene osservata più frequentemente nelle persone che utilizzano lenti a contatto.
La cornea è la struttura trasparente nella parte anteriore dell'occhio e deve rimanere integra per mantenere una buona qualità visiva. Quando Acanthamoeba riesce a raggiungere il tessuto corneale può provocare un'infezione difficile da riconoscere nelle fasi iniziali, perché i sintomi possono assomigliare a quelli di altre cheratiti.
Proprio per questo la diagnosi precoce è particolarmente importante.
Per una panoramica più ampia puoi leggere prima la guida cheratite: cos'è, sintomi, cause e trattamento.
Dove si trova Acanthamoeba?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Acanthamoeba è un'ameba microscopica a vita libera diffusa nell'ambiente.
Può essere presente in diverse fonti d'acqua, nel terreno e nella polvere. Entrare in contatto con questo microrganismo non significa automaticamente sviluppare un'infezione: la maggior parte delle persone viene esposta senza conseguenze.
Il problema può insorgere quando Acanthamoeba riesce a raggiungere la cornea attraverso una superficie danneggiata o una piccola abrasione.
Per questo alcuni comportamenti legati alle lenti a contatto possono aumentare il rischio.
Perché le lenti a contatto sono così importanti?
La cheratite da Acanthamoeba è particolarmente associata all'uso delle lenti a contatto.
Questo non significa che le lenti siano pericolose se utilizzate correttamente, ma la loro gestione può creare condizioni favorevoli all'infezione.
Il rischio aumenta soprattutto quando le lenti vengono messe a contatto con acqua non sterile, conservate o risciacquate in modo improprio oppure utilizzate mentre si fa la doccia, si nuota o si entra in una vasca idromassaggio.
Anche una piccola lesione dell'epitelio corneale può facilitare l'ingresso del microrganismo.
Per questo una corretta igiene delle lenti rappresenta uno dei principali strumenti di prevenzione.
Si possono lavare le lenti con l'acqua del rubinetto?
No.
Le lenti a contatto non dovrebbero essere risciacquate, conservate o pulite con acqua del rubinetto.
L'acqua potabile è sicura da bere, ma non è sterile e può contenere microrganismi innocui per l'apparato digerente ma problematici se entrano direttamente in contatto con una lente applicata sulla cornea.
Anche il portalenti non dovrebbe essere riempito o lavato abitualmente con acqua per poi essere riutilizzato senza una corretta procedura di igiene.
Per la manutenzione devono essere utilizzate le soluzioni indicate per il tipo di lente, seguendo le istruzioni dello specialista e del produttore.
Si può fare la doccia con le lenti a contatto?
È preferibile rimuoverle.
Durante la doccia l'acqua può entrare direttamente negli occhi e venire a contatto con la lente.
La stessa precauzione vale per piscina, mare e vasca idromassaggio.
L'acqua può contenere numerosi microrganismi e la lente può contribuire a trattenerli sulla superficie oculare.
Nel caso specifico di Acanthamoeba, il rapporto con l'esposizione all'acqua è uno dei motivi per cui la prevenzione insiste tanto sulla rimozione delle lenti prima di queste attività.
Quali sono i sintomi della cheratite da Acanthamoeba?
I sintomi possono essere simili a quelli di altre infezioni della cornea.
Possono comparire dolore oculare, arrossamento, fotofobia, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo e visione offuscata.
Il disturbo interessa spesso un solo occhio, anche se non è impossibile un coinvolgimento bilaterale.
In alcuni casi il dolore può sembrare particolarmente intenso rispetto ai segni inizialmente osservabili durante la visita. Questa caratteristica viene spesso associata alla malattia, ma non è presente in tutti i pazienti e la sua assenza non consente di escludere l'infezione.
I sintomi possono inoltre protrarsi per settimane o mesi se la diagnosi viene ritardata.
Perché può essere difficile diagnosticarla?
La cheratite da Acanthamoeba può inizialmente imitare altre patologie corneali.
I sintomi possono essere confusi con una cheratite batterica, fungina o virale e alcune alterazioni iniziali possono somigliare a quelle provocate dall'Herpes simplex.
Se il trattamento iniziale non è efficace, la possibilità di Acanthamoeba deve essere presa in considerazione soprattutto in un portatore di lenti a contatto che abbia avuto esposizione ad acqua o problemi nella gestione delle lenti.
La storia del paziente diventa quindi molto importante: dire all'oculista come vengono utilizzate e pulite le lenti e se vi sono stati contatti recenti con acqua può aiutare a orientare la diagnosi.
Come viene diagnosticata?
La diagnosi richiede una valutazione oculistica specialistica della cornea.
Quando vi è il sospetto di Acanthamoeba può essere necessario prelevare materiale corneale per cercare direttamente il microrganismo.
A seconda della situazione e degli strumenti disponibili possono essere utilizzate colture, tecniche molecolari come la PCR e microscopia confocale.
Non sempre un singolo esame è sufficiente e nei casi dubbi può essere necessario combinare più informazioni cliniche e di laboratorio.
L'obiettivo è arrivare alla diagnosi il prima possibile, perché iniziare precocemente una terapia adeguata aumenta le possibilità di controllare l'infezione.
Come viene curata la cheratite da Acanthamoeba?
Il trattamento è specialistico e può essere lungo.
Acanthamoeba presenta infatti diverse forme biologiche, tra cui cisti particolarmente resistenti, che rendono l'infezione più difficile da eliminare rispetto a molte comuni cheratiti batteriche.
La terapia utilizza farmaci topici specifici attivi contro il microrganismo, spesso in combinazione.
Il programma terapeutico può richiedere molti mesi e deve essere modificato dall'oculista in base alla risposta clinica.
Non è quindi una condizione da trattare con un comune collirio antibiotico scelto autonomamente.
Gli antibiotici normali sono sufficienti?
Non necessariamente.
Acanthamoeba non è un batterio e i farmaci utilizzati per le normali cheratiti batteriche non costituiscono automaticamente il trattamento adeguato.
Questo è uno dei motivi per cui una diagnosi errata può ritardare la terapia specifica.
Inoltre l'uso improprio di alcuni farmaci può modificare temporaneamente i sintomi e rendere il quadro clinico più difficile da interpretare.
In presenza di una cheratite che non migliora come previsto è quindi importante rivalutare la diagnosi, anziché continuare autonomamente la stessa terapia.
I cortisonici possono essere usati?
L'impiego di corticosteroidi nella cheratite da Acanthamoeba è un tema delicato e deve essere gestito esclusivamente dallo specialista.
Non dovrebbero essere utilizzati autonomamente in un occhio rosso e dolorante senza una diagnosi precisa.
In alcune fasi dell'infezione possono complicare la valutazione clinica o essere associati a risultati peggiori se impiegati inappropriatamente.
La decisione dipende dallo stadio della malattia, dal controllo dell'infezione e dalla situazione individuale.
Quanto può durare la terapia?
La durata varia molto da caso a caso.
La cheratite da Acanthamoeba può richiedere una terapia prolungata per diversi mesi e, nei casi più complessi, anche più a lungo.
Il motivo è la particolare resistenza delle forme cistiche del microrganismo e la necessità di evitare recidive.
La frequenza delle applicazioni può essere molto intensa nelle fasi iniziali e venire progressivamente ridotta soltanto quando lo specialista ritiene che l'infezione sia sotto controllo.
È importante quindi non sospendere la terapia perché l'occhio sembra stare meglio senza prima aver ricevuto indicazioni dall'oculista.
Può lasciare un'opacità della cornea?
Sì.
Quando l'infezione causa un'infiammazione profonda o una lesione importante del tessuto corneale, durante la guarigione può rimanere una cicatrice.
Se questa cicatrice si trova nella zona centrale della cornea può interferire con il passaggio della luce e ridurre la qualità della visione.
In questi casi si può sviluppare una opacità della cornea di grado variabile.
La possibilità di conseguenze permanenti è uno dei motivi per cui questa infezione, pur essendo rara, non deve essere sottovalutata.
Può essere necessario un trapianto di cornea?
Nei casi più gravi può essere necessario.
La maggior parte delle decisioni terapeutiche punta inizialmente a controllare l'infezione con farmaci specifici.
Quando però la cornea subisce un danno molto importante, si perfora oppure rimane una grave opacità centrale incompatibile con una buona visione, può essere presa in considerazione una procedura chirurgica.
Il trapianto di cornea viene quindi riservato a situazioni selezionate e non rappresenta automaticamente l'esito di una diagnosi di Acanthamoeba.
Le forme più severe delle patologie corneali sono approfondite anche nella guida sulla cecità corneale e sulle cause di grave perdita visiva dovuta alla cornea.
Come ridurre concretamente il rischio?
Il primo passo è evitare il contatto tra lenti e acqua.
Le lenti dovrebbero essere tolte prima di fare la doccia, nuotare o utilizzare una vasca idromassaggio. Non devono essere lavate o conservate con acqua del rubinetto.
Prima di manipolarle è importante lavare accuratamente le mani e asciugarle.
Le lenti riutilizzabili devono essere pulite, strofinate e disinfettate secondo le indicazioni previste per il sistema utilizzato e la soluzione vecchia nel portalenti non dovrebbe essere semplicemente rabboccata con soluzione nuova.
Anche il portalenti deve essere mantenuto correttamente e sostituito periodicamente.
Sono accorgimenti semplici, ma riducono il rischio non soltanto di Acanthamoeba, bensì anche di altre infezioni corneali.
Cosa fare se un portatore di lenti ha dolore e occhio rosso?
La lente dovrebbe essere rimossa e non riapplicata fino a quando la situazione non è stata chiarita.
Un portatore di lenti a contatto che sviluppa dolore, arrossamento importante, fotofobia o riduzione della vista dovrebbe essere valutato rapidamente da un oculista.
La presenza di questi sintomi non significa necessariamente avere una cheratite da Acanthamoeba: esistono molte altre possibili cause.
Ma proprio perché alcune infezioni corneali possono evolvere rapidamente, è meglio evitare di affidarsi soltanto all'attesa o all'automedicazione.
Cheratite da Acanthamoeba e cheratocono sono collegati?
Sono condizioni differenti.
La cheratite da Acanthamoeba è un'infezione della cornea.
Il cheratocono è invece una patologia caratterizzata da progressivo assottigliamento e deformazione della cornea e non è causato da Acanthamoeba.
I due argomenti appartengono però allo stesso grande ambito delle patologie corneali.
Puoi approfondire la seconda condizione nella guida cheratocono: cos'è, sintomi, cause, diagnosi e trattamento.
In sintesi
La cheratite da Acanthamoeba è un'infezione rara ma potenzialmente seria della cornea, particolarmente associata all'uso delle lenti a contatto e al contatto delle lenti con acqua.
I sintomi possono comprendere dolore, arrossamento, fotofobia, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo e riduzione della vista, ma possono assomigliare a quelli di altre cheratiti.
La diagnosi precoce è importante perché il trattamento è specifico e può richiedere diversi mesi.
La prevenzione passa soprattutto attraverso una corretta gestione delle lenti: niente acqua del rubinetto, niente doccia o nuoto con le lenti e scrupolosa igiene durante manipolazione, pulizia e conservazione.
In presenza di dolore oculare importante o calo visivo, soprattutto in chi utilizza lenti a contatto, è indicata una valutazione oculistica rapida.
Per conoscere anche le altre condizioni della cornea puoi consultare la sezione Cheratocono e patologie della cornea.

Invia la ricetta con Whatsapp al 3533130403
e ricevi un preventivo gratuito!
5 /5
5 /5
5 /5