Cheratiti: cause, terapie e soggetti maggiormente a rischio
Che cos'è la cheratite?
La cheratite è un'infiammazione della cornea, la struttura trasparente che ricopre anteriormente iride e pupilla. Può avere origine infettiva oppure essere provocata da traumi, irritazioni o altre condizioni e, in alcune forme, richiede un trattamento rapido per evitare complicazioni sulla trasparenza corneale e sulla vista.
La cornea deve rimanere trasparente e regolare per consentire alla luce di entrare correttamente nell'occhio. Quando si infiamma possono comparire dolore, arrossamento, lacrimazione, fastidio alla luce e riduzione della qualità visiva.
Non tutte le cheratiti sono uguali e soprattutto non tutte vengono curate nello stesso modo. Individuare la causa è quindi fondamentale prima di iniziare una terapia.
Per capire meglio la struttura interessata puoi leggere la nostra guida sulla cornea, la sua struttura, le funzioni e i principali disturbi.
Quali sono i sintomi della cheratite?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Uno dei sintomi più frequenti è il dolore oculare, che può essere accompagnato da sensazione di corpo estraneo o dall'impressione di avere qualcosa nell'occhio.
Possono inoltre comparire arrossamento, lacrimazione abbondante, secrezioni, difficoltà a tenere aperto l'occhio e fotofobia, cioè un particolare fastidio provocato dalla luce.
Quando la parte centrale della cornea è coinvolta, la vista può diventare più sfocata o ridursi.
La presenza contemporanea di dolore, occhio rosso, fotofobia e calo della vista merita particolare attenzione perché può indicare un problema corneale che non dovrebbe essere trattato semplicemente con colliri acquistati autonomamente.
La cheratite è sempre un'infezione?
No.
Esistono cheratiti infettive e cheratiti non infettive.
Le forme infettive possono essere provocate da batteri, virus, funghi o parassiti. In questi casi l'agente responsabile penetra o prolifera nella cornea e può provocare un processo infiammatorio anche importante.
Una cheratite non infettiva può invece comparire in seguito a un trauma, una piccola abrasione corneale, un corpo estraneo, esposizione intensa a radiazioni ultraviolette o altri danni alla superficie dell'occhio.
Anche un uso scorretto o troppo prolungato delle lenti a contatto può danneggiare la superficie corneale e aumentare contemporaneamente il rischio di infezione.
Per questo il termine “cheratite” descrive l'infiammazione della cornea, ma non identifica automaticamente la causa.
Quali sono le principali cheratiti infettive?
Le cheratiti infettive vengono generalmente distinte in base al microrganismo responsabile.
Le forme batteriche possono evolvere rapidamente e richiedere terapia antibiotica specifica. Tra i microrganismi che possono essere coinvolti vi sono diversi batteri, alcuni dei quali sono particolarmente rilevanti nei portatori di lenti a contatto.
Le cheratiti virali possono essere associate, tra gli altri, ai virus della famiglia Herpes, compreso Herpes simplex.
Esistono poi cheratiti fungine, più rare in molti contesti ma possibili soprattutto dopo determinati traumi o in presenza di particolari fattori di rischio.
Infine esistono cheratiti provocate da organismi parassitari, tra cui una delle forme più conosciute è la cheratite da Acanthamoeba.
Questa distinzione è fondamentale perché un trattamento efficace contro un tipo di microrganismo può essere completamente inutile contro un altro.
Lenti a contatto e cheratite: qual è il rapporto?
L'uso delle lenti a contatto rappresenta uno dei fattori da considerare quando compare una possibile infezione corneale.
Il problema non è la lente in sé, ma soprattutto il modo in cui viene utilizzata e gestita.
Dormire con lenti non progettate per questo utilizzo, portarle più a lungo del periodo previsto, manipolarle con mani non pulite o utilizzare correttamente il sistema di disinfezione solo in modo occasionale può aumentare il rischio di contaminazione.
Un altro comportamento da evitare è il contatto delle lenti con l'acqua.
Fare la doccia, nuotare o entrare in una vasca idromassaggio con le lenti applicate può esporre la superficie oculare a microrganismi presenti nell'ambiente.
Tra questi vi è anche Acanthamoeba, responsabile di una forma rara ma potenzialmente molto seria di cheratite.
Che cos'è la cheratite da Acanthamoeba?
Acanthamoeba è un microrganismo presente naturalmente nell'ambiente, compresi acqua e terreno.
La cheratite da Acanthamoeba è rara, ma può essere difficile da diagnosticare e da trattare. La maggior parte dei casi viene osservata nei portatori di lenti a contatto, anche se la condizione non è esclusiva di chi le utilizza.
Può provocare dolore, arrossamento, fotofobia, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo e visione offuscata. I sintomi possono inizialmente assomigliare a quelli di altre infezioni corneali.
Per questo le abbiamo dedicato una guida separata: cheratite da Acanthamoeba: cos'è, sintomi e rapporto con le lenti a contatto.
Una piccola lesione della cornea può provocare una cheratite?
Sì.
La superficie della cornea rappresenta una barriera protettiva molto efficace. Quando questa barriera viene danneggiata da un graffio, un corpo estraneo o un trauma, può svilupparsi direttamente un'infiammazione.
La stessa piccola lesione può inoltre creare una porta d'ingresso per microrganismi normalmente incapaci di penetrare in una cornea integra.
Per questo una lesione corneale non dovrebbe essere trascurata quando il dolore persiste, aumenta l'arrossamento o compare una riduzione della vista.
Che cos'è un'ulcera corneale?
Quando un processo infiammatorio o infettivo provoca una perdita di tessuto sulla superficie della cornea può formarsi un'ulcera corneale.
È una condizione che deve essere valutata rapidamente perché può lasciare cicatrici e compromettere la trasparenza della cornea.
Una cicatrice situata nelle zone periferiche può avere conseguenze differenti rispetto a una cicatrice che interessa la parte centrale, direttamente davanti alla pupilla.
Nei casi più seri la guarigione può quindi lasciare un'opacità responsabile di un calo permanente della qualità visiva.
Puoi approfondire questo aspetto nella guida sull'opacità della cornea: cause, sintomi e patologie associate.
Come viene diagnosticata una cheratite?
La diagnosi parte dall'osservazione della cornea durante la visita oculistica.
Lo specialista può utilizzare la lampada a fessura per osservare eventuali abrasioni, infiltrati, ulcere, edema o altre alterazioni.
In alcuni casi può essere necessario prelevare materiale dalla superficie corneale per identificare il microrganismo responsabile dell'infezione attraverso esami di laboratorio.
Questo passaggio può essere particolarmente importante nelle forme più severe, atipiche o che non rispondono alla terapia iniziale.
La diagnosi precoce consente soprattutto di scegliere una terapia coerente con la causa.
Come si cura una cheratite?
Il trattamento dipende dalla causa e non esiste un unico collirio adatto a tutte le cheratiti.
Una forma batterica può richiedere antibiotici locali, mentre una cheratite virale può richiedere farmaci antivirali. Le infezioni fungine o parassitarie necessitano di terapie completamente differenti.
Nelle forme non infettive il trattamento dipende invece dal meccanismo che ha provocato l'infiammazione.
È quindi importante evitare l'automedicazione, soprattutto con colliri contenenti corticosteroidi. In alcune infezioni l'impiego non corretto di questi farmaci può peggiorare la situazione o rendere più difficile riconoscere il problema.
La terapia dovrebbe sempre essere stabilita dopo aver valutato la cornea e la possibile causa dell'infiammazione.
Quanto tempo impiega una cheratite a guarire?
La durata può essere molto diversa.
Una lieve cheratite superficiale non infettiva può risolversi relativamente rapidamente una volta eliminata la causa.
Un'infezione corneale può invece richiedere un trattamento più lungo e controlli ravvicinati.
Alcune forme particolari, come la cheratite da Acanthamoeba, possono richiedere terapie prolungate.
Il tempo necessario dipende dalla profondità del coinvolgimento corneale, dal microrganismo responsabile, dalla rapidità con cui viene iniziato il trattamento e dalla risposta individuale.
La cheratite può provocare edema corneale?
Un processo infiammatorio può alterare temporaneamente la capacità della cornea di mantenere la propria normale trasparenza e quantità di acqua.
In alcune situazioni può quindi comparire edema, cioè un aumento del contenuto di liquidi nel tessuto corneale.
L'edema non è però sinonimo di cheratite e può essere provocato anche da molte altre condizioni, comprese alterazioni delle cellule endoteliali della cornea.
Per questo abbiamo mantenuto separato l'approfondimento sull'edema corneale: cause, sintomi e trattamento.
Cheratite e cheratocono sono la stessa cosa?
No.
I termini sono simili perché entrambi derivano dalla parola che indica la cornea, ma descrivono condizioni completamente differenti.
La cheratite è un'infiammazione della cornea.
Il cheratocono è invece una patologia nella quale la cornea tende progressivamente ad assottigliarsi e a modificare la propria curvatura, assumendo una forma più irregolare.
Il cheratocono non è quindi una cheratite e non deve essere considerato un'infezione.
Per approfondire puoi leggere cheratocono: cos'è, sintomi, cause, diagnosi e trattamento.
Una cheratite può lasciare danni permanenti?
Nella maggior parte dei casi trattati tempestivamente l'evoluzione può essere favorevole, ma alcune cheratiti possono lasciare conseguenze importanti.
Quando l'infiammazione o l'infezione raggiunge strati più profondi della cornea può formarsi una cicatrice.
Se la cicatrice compromette la trasparenza della zona centrale, la qualità visiva può ridursi in maniera significativa.
Nei casi più gravi le patologie corneali possono determinare una perdita visiva importante e rendere necessari trattamenti più complessi, compreso in determinate situazioni il trapianto di cornea.
Puoi approfondire le conseguenze più severe nell'articolo dedicato alla cecità corneale e alle cause di grave compromissione della cornea.
Quando una cheratite deve essere considerata urgente?
Un occhio rosso occasionale non indica automaticamente una cheratite, ma alcuni sintomi meritano una valutazione rapida.
In particolare bisogna prestare attenzione quando all'arrossamento si associano dolore importante, fotofobia, peggioramento della vista, secrezione o difficoltà a tenere aperto l'occhio.
La cautela deve essere ancora maggiore nei portatori di lenti a contatto.
In presenza di questi sintomi è opportuno sospendere l'uso delle lenti e rivolgersi rapidamente a un medico oculista, senza aspettare semplicemente che il disturbo passi da solo.
Come ridurre il rischio di cheratite?
Una delle misure più importanti riguarda l'uso corretto delle lenti a contatto.
Le mani devono essere lavate e asciugate prima di manipolarle, le lenti devono essere utilizzate per il periodo previsto e i sistemi di pulizia e disinfezione devono essere impiegati correttamente.
È inoltre importante evitare acqua del rubinetto, doccia, piscina e vasca idromassaggio mentre si indossano lenti a contatto, salvo diverse indicazioni specifiche per particolari dispositivi.
Proteggere gli occhi durante attività che comportano rischio di trauma o corpi estranei rappresenta un'altra buona misura preventiva.
In sintesi
La cheratite è un'infiammazione della cornea che può avere origine infettiva oppure non infettiva.
Batteri, virus, funghi e parassiti possono provocare forme infettive, mentre traumi, abrasioni e altri danni della superficie corneale possono determinare forme non infettive.
I sintomi più frequenti comprendono dolore, arrossamento, lacrimazione, fotofobia, sensazione di corpo estraneo e possibile riduzione della vista.
Il trattamento dipende dalla causa e non dovrebbe essere scelto autonomamente, perché farmaci appropriati per una forma possono essere inutili o controindicati in un'altra.
Una diagnosi tempestiva è particolarmente importante quando il dolore è intenso, la vista peggiora o il problema compare in chi utilizza lenti a contatto.
Per conoscere anche le altre condizioni che possono interessare questa struttura puoi consultare la nostra sezione dedicata al cheratocono e alle patologie della cornea.

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