Malattie degli occhi_cheratocono
Che cos’è il cheratocono?
Il cheratocono è una patologia della cornea nella quale il tessuto tende progressivamente ad assottigliarsi e a modificare la propria curvatura. La cornea, normalmente regolare e arrotondata, può diventare più sporgente e irregolare, provocando astigmatismo irregolare, visione distorta e un progressivo peggioramento della qualità visiva.
La cornea è una delle principali superfici ottiche dell’occhio e contribuisce in modo determinante alla messa a fuoco delle immagini. Anche variazioni relativamente piccole della sua forma possono quindi modificare il modo in cui la luce viene indirizzata verso la retina.
Nel cheratocono il problema non è soltanto avere una gradazione più elevata: è soprattutto la perdita della regolarità della superficie corneale.
Per capire meglio la struttura coinvolta puoi leggere la guida sulla cornea: struttura, funzioni e principali disturbi.
A che età compare il cheratocono?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Il cheratocono viene spesso diagnosticato durante l’adolescenza o nella prima età adulta.
L’età di comparsa e la velocità di evoluzione non sono però uguali per tutti.
In alcune persone le prime alterazioni possono essere individuate molto presto, mentre in altre la diagnosi arriva più avanti, magari durante una visita effettuata perché la gradazione degli occhiali continua a cambiare.
La malattia tende generalmente a progredire più facilmente quando compare in età giovane, mentre in molti pazienti tende a stabilizzarsi con il passare degli anni.
Proprio per questo è importante riconoscere precocemente i casi che stanno realmente peggiorando.
Quali sono i primi sintomi del cheratocono?
All’inizio il cheratocono può sembrare un normale difetto refrattivo.
La persona può accorgersi di vedere meno nitidamente e cambiare più spesso la gradazione degli occhiali.
Con il progressivo cambiamento della curvatura corneale possono comparire astigmatismo irregolare, immagini distorte, aloni, abbagliamento, maggiore sensibilità alla luce e difficoltà soprattutto nella visione notturna.
Alcune persone percepiscono immagini sdoppiate o multiple anche guardando con un solo occhio.
Il National Eye Institute include tra i possibili sintomi visione sfocata, astigmatismo, miopia, diplopia monoculare e sensibilità alla luce.
Perché gli occhiali possono funzionare meno bene con il tempo?
Nelle fasi iniziali la superficie della cornea può essere ancora sufficientemente regolare da permettere una buona correzione con gli occhiali.
Quando però la deformazione aumenta, l’astigmatismo può diventare irregolare.
Una normale lente da occhiale corregge molto bene i difetti refrattivi regolari, ma non può compensare perfettamente tutte le irregolarità prodotte dalla superficie corneale.
Per questo una persona può avere una prescrizione apparentemente corretta e continuare comunque a percepire immagini deformate, aloni o perdita di nitidezza.
Questo non significa necessariamente che il cheratocono sia diventato grave, ma è uno dei motivi per cui può essere necessario studiare direttamente la forma della cornea.
Quali sono le cause del cheratocono?
Non esiste una singola causa valida per tutti.
La ricerca suggerisce un’origine multifattoriale, nella quale possono contribuire predisposizione genetica e fattori ambientali.
La familiarità è presente in una parte dei pazienti, ma molte persone con cheratocono non hanno familiari conosciuti affetti dalla stessa condizione.
Un altro elemento frequentemente associato è lo sfregamento ripetuto e intenso degli occhi, soprattutto nelle persone con allergie oculari o prurito cronico.
Questo non significa che strofinarsi occasionalmente gli occhi provochi automaticamente cheratocono, ma chi presenta una cornea predisposta dovrebbe evitare lo sfregamento abituale e trattare adeguatamente eventuali condizioni che provocano prurito.
Il NEI indica proprio una possibile interazione tra fattori genetici, ormonali e ambientali, incluso lo sfregamento degli occhi.
Il cheratocono è ereditario?
Può esserci una componente genetica, ma non è corretto considerarlo una malattia semplicemente ereditaria in tutti i casi.
La presenza di un familiare affetto può aumentare l’attenzione verso eventuali alterazioni corneali, soprattutto nei giovani.
Questo può essere particolarmente utile perché una persona nelle prime fasi può avere ancora una buona vista con gli occhiali e non accorgersi che la forma della cornea sta cambiando.
Quando esiste una familiarità importante, lo specialista può quindi valutare se sia opportuno eseguire una topografia o tomografia corneale.
Come viene diagnosticato il cheratocono?
La diagnosi non si basa soltanto sulla gradazione degli occhiali.
La visita oculistica permette di osservare la cornea, ma gli esami più importanti per studiarne la forma sono la topografia e la tomografia corneale.
Questi strumenti creano mappe molto dettagliate della curvatura e dello spessore corneale e possono individuare alterazioni che non sarebbero evidenti con una semplice misurazione della vista.
La pachimetria consente inoltre di valutare lo spessore della cornea.
Il confronto tra esami effettuati in momenti diversi è particolarmente importante perché permette di capire se il cheratocono è stabile oppure sta progredendo.
Perché è importante capire se sta peggiorando?
La diagnosi di cheratocono e la diagnosi di cheratocono progressivo non sono esattamente la stessa cosa.
Una persona può avere una forma relativamente stabile che necessita soprattutto di correzione visiva e controlli.
In un’altra persona, soprattutto giovane, le mappe corneali possono mostrare un progressivo aumento della curvatura o dell’irregolarità.
Quando è documentata una progressione, può essere indicato un trattamento finalizzato proprio a rallentarla o arrestarla.
È questo il ruolo principale del cross-linking corneale.
Cos’è il cross-linking corneale?
Il cross-linking è una procedura utilizzata per aumentare la resistenza biomeccanica della cornea e ridurre la probabilità che un cheratocono progressivo continui a peggiorare.
Il trattamento utilizza riboflavina, cioè vitamina B2, associata a luce ultravioletta A secondo protocolli specifici.
L’obiettivo principale non è eliminare la gradazione degli occhiali e nemmeno rendere automaticamente perfetta la vista.
Il suo scopo è soprattutto stabilizzare una cornea che sta mostrando una progressione.
Le evidenze più solide riguardano il cross-linking nelle forme progressive di cheratocono, dove può ridurre significativamente la progressione della deformazione corneale.
Tutti i pazienti con cheratocono devono fare il cross-linking?
No.
Il cross-linking viene preso in considerazione soprattutto quando esistono elementi che indicano una progressione della malattia.
Una cornea stabile non richiede automaticamente lo stesso trattamento.
La decisione dipende dall’età, dallo spessore corneale, dalle mappe topografiche e tomografiche, dalla velocità con cui stanno cambiando e dalle caratteristiche individuali.
Per questo è importante confrontare gli esami nel tempo e non basarsi soltanto su una singola topografia.
Gli occhiali possono correggere il cheratocono?
Nelle forme iniziali sì.
Se l’astigmatismo è ancora relativamente regolare, gli occhiali possono fornire una buona qualità visiva.
Quando l’irregolarità aumenta possono diventare meno efficaci.
In questi casi possono essere utilizzate diverse tipologie di lenti a contatto specialistiche, scelte in base alla forma corneale e alla tolleranza individuale.
Correggere la vista e rallentare la progressione sono però due obiettivi differenti: occhiali e lenti migliorano la qualità visiva, ma non arrestano di per sé la progressione del cheratocono.
Quali lenti a contatto vengono utilizzate?
La soluzione dipende dallo stadio e dalla forma della cornea.
In alcuni casi possono essere sufficienti lenti morbide speciali, mentre nelle cornee più irregolari possono essere indicate lenti rigide gas-permeabili.
Esistono inoltre sistemi ibridi e lenti sclerali, che appoggiano sulla sclera e creano una superficie ottica regolare davanti alla cornea.
Queste lenti possono offrire una qualità visiva molto elevata anche in presenza di irregolarità importanti, ma devono essere adattate da professionisti esperti nella gestione delle cornee irregolari.
Le lenti a contatto fanno peggiorare il cheratocono?
Le lenti correttamente adattate non sono considerate la causa della progressione del cheratocono.
Devono però essere controllate periodicamente per evitare appoggi eccessivamente traumatici sulla cornea e garantire una buona salute della superficie oculare.
È inoltre fondamentale rispettare le normali regole di igiene.
Una lente che migliora molto la vista non deve comunque far dimenticare il monitoraggio della malattia, perché qualità visiva e progressione strutturale non sono la stessa cosa.
Cosa sono gli anelli intracorneali?
Gli anelli intracorneali sono piccoli segmenti inseriti chirurgicamente nello spessore della cornea.
In pazienti selezionati possono modificarne la geometria, rendendola più regolare e facilitando in alcuni casi la correzione visiva.
Non rappresentano però una cura universale del cheratocono e non sostituiscono necessariamente il cross-linking quando la malattia sta progredendo.
Il loro ruolo viene valutato caso per caso sulla base della forma della cornea, dello spessore e delle necessità visive.
Quando può essere necessario il trapianto di cornea?
La maggior parte delle persone con cheratocono non arriva necessariamente al trapianto.
La chirurgia può però diventare necessaria nelle forme molto avanzate, quando la cornea presenta cicatrici importanti oppure quando non è più possibile ottenere una qualità visiva soddisfacente con occhiali o lenti a contatto.
A seconda della situazione può essere sostituita soltanto una parte della cornea oppure l’intero spessore corneale.
Il NEI indica il trapianto soprattutto nei casi con grave cicatrizzazione corneale o impossibilità a utilizzare adeguatamente le lenti a contatto.
Il cheratocono può provocare opacità della cornea?
Nelle forme avanzate possono comparire cicatrici corneali che riducono la trasparenza.
Una cicatrice centrale può compromettere la qualità visiva anche quando la forma corneale viene corretta otticamente.
Per approfondire le diverse condizioni che possono ridurre la trasparenza puoi leggere opacità della cornea: cause, sintomi e patologie associate.
Cos’è l’idrope corneale nel cheratocono?
Nelle forme avanzate può verificarsi raramente una complicanza chiamata idrope corneale acuta.
Una rottura negli strati posteriori della cornea permette all’umore acqueo di penetrare rapidamente nello stroma, provocando un edema improvviso.
La cornea diventa quindi rapidamente più opaca e la vista può peggiorare in modo importante.
L’idrope è una situazione diversa dal comune edema corneale da insufficienza endoteliale, anche se entrambe comportano accumulo di liquido.
Puoi approfondire il tema generale nell’articolo sull’edema corneale: cause, sintomi e trattamento.
Cheratocono e distrofie corneali sono la stessa cosa?
No.
Entrambi interessano la cornea, ma il cheratocono è caratterizzato soprattutto da assottigliamento e deformazione progressiva.
Le distrofie corneali classiche possono invece provocare depositi, erosioni, alterazioni dello stroma o problemi dell’endotelio.
Per approfondire queste condizioni puoi leggere distrofie corneali: cosa sono, sintomi, diagnosi e trattamento e la guida ai principali tipi di distrofie corneali.
Cheratocono e cheratite sono la stessa cosa?
No.
La somiglianza dei termini può creare confusione.
La cheratite è un’infiammazione della cornea e può avere cause infettive o non infettive.
Il cheratocono è invece una condizione strutturale nella quale forma e spessore della cornea cambiano progressivamente.
Puoi approfondire cheratite: cause, sintomi, tipi e trattamento.
Esiste un rapporto tra cheratocono e apnea del sonno?
Negli ultimi anni diversi studi hanno osservato associazioni tra cheratocono e alcune condizioni sistemiche, tra cui la sindrome delle apnee ostruttive del sonno.
Questo tipo di associazione non significa automaticamente che una condizione provochi l’altra.
È però un ambito interessante della ricerca e merita di essere trattato separatamente dalla guida generale.
Ne parliamo nell’approfondimento cheratocono e apnea del sonno: qual è il possibile legame.
Il cheratocono porta sempre a una grave perdita della vista?
No.
La gravità è molto variabile.
Alcune persone presentano forme lievi e stabili che possono essere corrette efficacemente per molti anni.
Altre sviluppano una progressione maggiore e necessitano di lenti specialistiche o trattamenti come il cross-linking.
Le forme molto avanzate possono provocare cicatrici, forte irregolarità e una riduzione significativa della vista, ma oggi diagnosi più precoci e trattamenti capaci di rallentare la progressione hanno cambiato molto la gestione della patologia.
Quali controlli sono importanti dopo la diagnosi?
Lo scopo principale dei controlli è capire se la cornea sta rimanendo stabile.
Per questo vengono confrontate nel tempo topografie o tomografie, spessore corneale, refrazione e qualità visiva.
Nei giovani i controlli possono essere particolarmente importanti perché la probabilità di progressione tende a essere maggiore.
La frequenza non è uguale per tutti e viene stabilita dallo specialista in base alla situazione individuale.
Quando è consigliabile fare un controllo per sospetto cheratocono?
Una valutazione è particolarmente utile quando l’astigmatismo cambia frequentemente, la qualità visiva peggiora nonostante nuovi occhiali oppure un occhio vede nettamente peggio dell’altro.
Anche immagini deformate, aloni, abbagliamento e difficoltà visive notturne possono suggerire la necessità di studiare la forma corneale.
La presenza di familiarità o un’abitudine marcata a strofinare gli occhi rappresentano ulteriori elementi da riferire durante la visita.
In sintesi
Il cheratocono è una patologia nella quale la cornea tende ad assottigliarsi e a diventare progressivamente più irregolare, provocando astigmatismo, distorsione delle immagini e possibile riduzione della qualità visiva.
Gli occhiali possono essere sufficienti nelle forme iniziali, mentre con l’aumento dell’irregolarità possono essere necessarie lenti a contatto specialistiche.
Quando gli esami documentano una progressione, il cross-linking corneale può essere utilizzato per aumentare la stabilità della cornea e ridurre la probabilità di ulteriore peggioramento. Nei casi più avanzati possono essere valutati altri trattamenti, fino al trapianto nei pazienti selezionati.
La parte più importante della gestione è distinguere una cornea stabile da una che sta progressivamente cambiando, attraverso controlli e mappe corneali confrontate nel tempo.
Per gli altri approfondimenti puoi consultare la sezione Cheratocono e patologie della cornea.

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