Come affrontare al meglio i problemi agli occhi dei bambini
Problemi di vista nei bambini: cosa fare dopo la diagnosi
Dopo la diagnosi di un problema visivo nel bambino, la cosa più importante è seguire le indicazioni ricevute, utilizzare correttamente l'eventuale correzione prescritta e rispettare i controlli successivi. Per i genitori inizia soprattutto una fase pratica: aiutare il bambino ad abituarsi agli occhiali o al trattamento e osservare come vede e si comporta nella vita quotidiana.
Ricevere una diagnosi può far nascere molte domande. Dovrà portare gli occhiali tutto il giorno? Quanto tempo servirà per abituarsi? La gradazione cambierà? Cosa bisogna fare se continua a toglierseli? E quando sarà necessario tornare a controllo?
Non esiste una risposta identica per tutti, perché il percorso dipende dal problema individuato, dall'età del bambino e dalle indicazioni dello specialista.
Vediamo quindi cosa fare, passo dopo passo.
Prima cosa: capire bene la diagnosi e le indicazioni ricevute
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Al termine della visita è importante che il genitore abbia chiaro non soltanto il nome del problema, ma soprattutto che cosa deve essere fatto dopo.
Può essere utile sapere:
-
se il bambino deve utilizzare gli occhiali;
-
quando e per quante ore indossarli;
-
se è previsto un altro trattamento;
-
quando effettuare il prossimo controllo;
-
quali eventuali segnali devono essere riferiti prima della visita successiva.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono errori refrattivi, mentre ambliopia e strabismo richiedono valutazioni e percorsi differenti.
Per una panoramica sui principali problemi visivi durante l'infanzia puoi consultare la guida dedicata alla vista dei bambini: controlli e problemi visivi.
Se sono stati prescritti gli occhiali, seguire le modalità indicate
Quando vengono prescritti gli occhiali, uno dei dubbi più frequenti riguarda il tempo di utilizzo.
Alcuni bambini devono portarli per gran parte della giornata, mentre in altre situazioni possono essere date indicazioni differenti.
La regola più importante è non modificare autonomamente la prescrizione o il tempo di utilizzo pensando, ad esempio, che stare senza occhiali possa aiutare l'occhio a “lavorare di più”.
Durante l'infanzia il sistema visivo è ancora in fase di sviluppo e, in determinate condizioni, fornire un'immagine correttamente focalizzata è particolarmente importante.
Gli occhiali prescritti correttamente non rendono gli occhi più deboli e non peggiorano la vista perché il bambino “si abitua” a portarli.
Quanto tempo serve a un bambino per abituarsi agli occhiali?
Non esiste un periodo preciso valido per tutti.
Alcuni bambini accettano subito gli occhiali, soprattutto quando percepiscono un miglioramento evidente della visione. Altri possono aver bisogno di un periodo di adattamento alla nuova immagine e alla presenza della montatura sul viso.
Nei primi giorni è quindi utile osservare il comportamento del bambino senza allarmarsi per ogni piccolo fastidio.
Se però continua a riferire problemi importanti come:
-
vista molto sfocata;
-
immagini distorte;
-
forte mal di testa;
-
difficoltà nella percezione delle distanze;
-
disagio persistente;
è opportuno far verificare gli occhiali e segnalare il problema al professionista che segue il bambino.
Cosa fare se il bambino non vuole portare gli occhiali?
Prima di considerarlo un semplice capriccio conviene cercare di capire perché li rifiuta.
La causa potrebbe essere molto concreta: la montatura può stringere, scivolare sul naso, appoggiare sulle guance oppure risultare poco confortevole.
Il bambino potrebbe anche non essersi ancora abituato alla nuova visione o sentirsi a disagio nell'indossare gli occhiali a scuola.
Con i più piccoli può essere utile trasformare gli occhiali in una normale parte della routine quotidiana, evitando continui conflitti.
Se invece il rifiuto persiste, è meglio verificarne il motivo.
Anche la montatura ha quindi un ruolo importante. Deve essere stabile, comoda e proporzionata al viso. Nella guida sulle montature per occhiali da bambino troviamo gli aspetti da valutare nella scelta.
Gli occhiali devono essere più grandi perché il bambino crescerà?
No. Comprare una montatura volutamente abbondante per farla durare più a lungo può rendere l'occhiale instabile.
Una montatura troppo grande può:
-
scivolare continuamente;
-
posizionare male le lenti davanti agli occhi;
-
appoggiare sulle guance;
-
permettere al bambino di guardare facilmente sopra le lenti.
L'occhiale deve essere adatto al viso del bambino nel momento in cui viene utilizzato.
Con la crescita sarà normale verificare periodicamente non soltanto la gradazione, ma anche la misura e la vestibilità della montatura.
Cosa fare se è stata diagnosticata l'ambliopia?
Quando la diagnosi riguarda l'ambliopia, conosciuta anche come “occhio pigro”, gli occhiali possono rappresentare una parte importante del trattamento in alcuni bambini.
A seconda della causa e della risposta visiva possono essere indicate anche altre strategie, come l'occlusione dell'occhio che vede meglio o altri trattamenti stabiliti dallo specialista.
Non tutti i bambini con ambliopia devono quindi seguire lo stesso percorso.
È particolarmente importante rispettare tempi e modalità del trattamento indicato e non modificarli autonomamente.
Per approfondire questo caso specifico puoi leggere la guida su occhio pigro, occhiali e bendaggio nell'ambliopia.
Se viene prescritto il bendaggio, cosa devono fare i genitori?
Il bendaggio può essere difficile da accettare, soprattutto all'inizio.
Può essere utile:
-
inserirlo in una routine regolare;
-
associare quel momento ad attività piacevoli;
-
spiegare al bambino, con parole adatte alla sua età, perché deve utilizzarlo;
-
coinvolgere anche le persone che si occupano di lui durante la giornata.
Se il bambino continua a rifiutarlo, non è consigliabile diminuire autonomamente il numero di ore prescritte.
È meglio riferire la difficoltà allo specialista, che potrà valutare come proseguire.
Cosa fare a scuola dopo la diagnosi?
Quando il bambino deve utilizzare gli occhiali o seguire un trattamento anche durante l'orario scolastico, può essere utile informare gli insegnanti.
Non è necessario trasformare il problema visivo in un'etichetta.
È sufficiente condividere le informazioni pratiche che possono essere utili, per esempio:
-
ricordare al bambino di tenere gli occhiali;
-
segnalare se li toglie frequentemente;
-
osservare eventuali difficoltà nel vedere la lavagna;
-
riferire cambiamenti durante lettura o scrittura;
-
conoscere eventuali indicazioni relative al bendaggio.
Gli insegnanti possono così diventare un ulteriore punto di osservazione durante molte ore della giornata.
Il bambino deve necessariamente sedersi in prima fila?
Non sempre.
Se un difetto visivo è adeguatamente corretto, l'obiettivo degli occhiali è proprio consentire al bambino di vedere correttamente anche a distanza.
Metterlo semplicemente più vicino alla lavagna non deve diventare un'alternativa alla correzione.
Se continua a non vedere bene nonostante utilizzi gli occhiali prescritti, è meglio verificare il motivo.
Può continuare a fare sport?
Nella maggior parte dei casi la presenza di un difetto visivo non significa che il bambino debba rinunciare allo sport.
Bisogna però considerare il tipo di attività svolta.
Negli sport con maggior rischio di urti può essere opportuno utilizzare soluzioni più adatte rispetto alla normale montatura indossata durante la giornata.
Il bambino dovrebbe poter continuare le proprie attività normalmente, adottando le precauzioni indicate per il suo caso.
La gradazione può cambiare durante la crescita?
Sì.
L'occhio del bambino cresce e la situazione refrattiva può modificarsi nel tempo. Per questo la prescrizione iniziale non deve essere considerata necessariamente definitiva.
Una variazione della gradazione non significa però che gli occhiali abbiano “indebolito” la vista.
I controlli servono proprio a verificare nel tempo:
-
come sta evolvendo il difetto visivo;
-
se la correzione è ancora adeguata;
-
come sta rispondendo il bambino;
-
se è necessario modificare il trattamento;
-
se la montatura continua ad avere una misura corretta.
Non saltare i controlli perché il bambino sembra vedere bene
Quando il bambino inizia a utilizzare gli occhiali e sembra vedere bene, può essere naturale pensare che il problema sia ormai risolto.
In realtà la correzione rappresenta spesso l'inizio della gestione, non la sua conclusione.
I controlli permettono di verificare l'evoluzione della vista e, quando necessario, modificare prescrizione o trattamento.
La frequenza deve essere stabilita dal professionista che segue il bambino in base alla sua situazione.
Quando contattare nuovamente lo specialista prima del controllo?
Non bisogna necessariamente aspettare la visita programmata se compare qualcosa di nuovo o insolito.
È opportuno chiedere una valutazione se, per esempio:
-
il bambino riferisce un peggioramento importante della vista;
-
improvvisamente non tollera più gli occhiali;
-
compare visione doppia;
-
si osserva una nuova deviazione evidente di un occhio;
-
compare dolore oculare significativo;
-
si manifesta un cambiamento visivo improvviso.
In presenza di sintomi importanti o improvvisi è opportuno richiedere tempestivamente una valutazione sanitaria.
Dopo la diagnosi: cosa devono ricordare i genitori?
Dopo aver scoperto un problema visivo nel bambino, non è necessario conoscere ogni aspetto dell'oftalmologia pediatrica.
È invece importante sapere cosa fare concretamente:
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capire bene la diagnosi e le indicazioni ricevute;
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utilizzare gli occhiali secondo la prescrizione;
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verificare che la montatura sia comoda e stabile;
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aiutare il bambino durante il periodo di adattamento;
-
seguire correttamente eventuali trattamenti;
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coinvolgere la scuola quando necessario;
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rispettare i controlli programmati;
-
segnalare cambiamenti o difficoltà persistenti.
Per evitare alcuni degli inconvenienti più comuni nella gestione quotidiana può essere utile anche la guida dedicata ai 10 errori da evitare con gli occhiali da vista dei bambini.
Una diagnosi precoce è importante, ma quello che accade dopo lo è altrettanto: utilizzare correttamente la correzione, seguire il trattamento e rispettare i controlli aiuta il bambino a ricevere il supporto visivo più adatto durante la crescita.

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