Ambliopia: diagnosi e trattamento della degenerazione visiva più diffusa in ambito pediatrico
L'ambliopia, comunemente chiamata occhio pigro, è una riduzione dello sviluppo della funzione visiva che ha origine durante l'infanzia.
Il termine “pigro” è facile da ricordare, ma può anche creare un equivoco: non significa che l'occhio non abbia voglia di lavorare o che il bambino debba semplicemente sforzarsi di più.
Il problema nasce durante la maturazione del sistema visivo, quando il cervello riceve da un occhio — oppure, in alcune forme, da entrambi — immagini non sufficientemente adeguate per sviluppare la migliore capacità visiva possibile.
Le cause più comuni comprendono:
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
una differenza importante di gradazione tra i due occhi;
strabismo;
difetti refrattivi elevati;
cataratta congenita o infantile;
ptosi significativa;
altre condizioni che ostacolano una normale esperienza visiva durante l'infanzia.
L'aspetto particolarmente insidioso è che un bambino con ambliopia può non lamentare alcun problema.
Se un occhio vede bene, infatti, può compensare quello che vede peggio. Il bambino può giocare, leggere, correre e comportarsi normalmente senza sapere che la funzione dei due occhi è molto diversa.
È questo uno dei motivi per cui l'ambliopia deve essere individuata attraverso screening e valutazioni appropriate e non soltanto aspettando che il bambino riferisca di vedere male.
Che cos'è l'ambliopia?
L'ambliopia è un disturbo dello sviluppo visivo nel quale la capacità visiva di un occhio, o più raramente di entrambi, non raggiunge il livello atteso nonostante una correzione ottica adeguata e in assenza di una causa strutturale sufficiente, da sola, a spiegare completamente la riduzione.
In termini più semplici, durante l'infanzia il sistema visivo deve imparare a utilizzare correttamente le informazioni che arrivano dagli occhi.
Se per un periodo importante un occhio trasmette un'immagine:
-
molto sfocata;
-
differente da quella dell'altro;
-
disallineata;
-
oppure ostacolata da un'opacità;
il cervello può sviluppare una preferenza per l'altro occhio o non maturare correttamente la funzione visiva.
Il risultato può essere una riduzione persistente dell'acuità visiva.
L'ambliopia è una degenerazione dell'occhio?
No.
È proprio uno dei concetti da correggere rispetto al vecchio articolo.
L'ambliopia non è una degenerazione visiva e non va descritta come una malattia nella quale l'occhio progressivamente “si rovina”.
È principalmente un disturbo dello sviluppo della funzione visiva.
In molte forme l'occhio ambliopico può apparire anatomicamente normale.
Questo non significa che tutte le riduzioni visive con un occhio apparentemente sano siano automaticamente ambliopia: prima di formulare la diagnosi bisogna escludere altre cause oculari e, quando indicato, neurologiche.
Perché si usa l'espressione “occhio pigro”?
Perché spesso il cervello utilizza maggiormente l'occhio che fornisce l'immagine migliore.
Ma non è l'occhio a decidere di “non lavorare”.
La definizione popolare può far pensare erroneamente che basti:
-
esercitarlo;
-
concentrarsi;
-
guardare più intensamente;
-
fare movimenti oculari.
L'ambliopia richiede invece un trattamento mirato alla causa e al modo in cui i due occhi vengono utilizzati dal sistema visivo.
L'ambliopia colpisce sempre un solo occhio?
No.
La forma unilaterale è molto comune, ma esiste anche l'ambliopia bilaterale.
Può verificarsi, per esempio, quando entrambi gli occhi presentano durante lo sviluppo un difetto refrattivo molto elevato non adeguatamente corretto.
È quindi possibile che un bambino veda meno del normale con entrambi gli occhi senza avere una grande differenza tra destra e sinistra.
Quali sono le principali cause dell'ambliopia?
Le forme principali possono essere ricondotte a quattro grandi situazioni:
-
ambliopia anisometropica, legata a una significativa differenza refrattiva tra i due occhi;
-
ambliopia strabica, associata a una deviazione oculare;
-
ambliopia refrattiva bilaterale, associata a importanti errori refrattivi in entrambi gli occhi;
-
ambliopia da deprivazione, quando qualcosa impedisce una corretta formazione dell'immagine.
Più fattori possono inoltre essere presenti contemporaneamente.
Che cos'è l'ambliopia anisometropica?
È una forma nella quale i due occhi possiedono gradazioni sufficientemente differenti da produrre immagini di qualità diversa.
Un occhio può essere, per esempio:
-
molto più ipermetrope;
-
molto più miope;
-
molto più astigmatico;
rispetto all'altro.
Il cervello riceve così un'immagine nitida da un lato e una significativamente più sfocata dall'altro.
Durante lo sviluppo può progressivamente privilegiare quella migliore.
Perché l'anisometropia è così facile da non notare?
Perché il bambino può vedere molto bene con l'occhio migliore.
Questo gli consente normalmente di:
-
orientarsi;
-
riconoscere persone;
-
guardare la televisione;
-
giocare;
-
leggere.
Non necessariamente chiude un occhio, inciampa o dice di vedere male.
La differenza viene spesso scoperta soltanto quando si misura separatamente la funzione dei due occhi.
Per approfondire il rapporto tra gradazione e sviluppo visivo puoi consultare la guida sui difetti refrattivi nei bambini e quando servono gli occhiali.
Miopia, ipermetropia e astigmatismo causano sempre ambliopia?
No.
La presenza di un difetto refrattivo non significa automaticamente che esista ambliopia.
Il rischio dipende da diversi elementi:
-
entità del difetto;
-
differenza tra i due occhi;
-
età;
-
durata della sfocatura;
-
presenza di strabismo;
-
qualità dell'immagine ricevuta durante lo sviluppo.
Una piccola gradazione simile nei due occhi ha un significato molto diverso da una forte anisometropia presente fin dalla prima infanzia.
L'ipermetropia può essere responsabile?
Sì.
Un'ipermetropia sufficientemente elevata può contribuire all'ambliopia, soprattutto quando interessa un occhio molto più dell'altro.
Inoltre alcune forme di ipermetropia sono associate a strabismo convergente.
Poiché i bambini riescono ad accomodare molto, una certa quantità di ipermetropia può non essere immediatamente evidente senza una corretta valutazione refrattiva.
Anche l'astigmatismo può provocare ambliopia?
Sì, quando è significativo.
L'astigmatismo può produrre un'immagine non perfettamente focalizzata e, se sufficientemente importante durante lo sviluppo, può interferire con la maturazione della funzione visiva.
Può interessare:
-
prevalentemente un occhio;
-
entrambi gli occhi.
La valutazione deve quindi considerare non soltanto il valore assoluto, ma anche l'età e la differenza tra i due lati.
Anche la miopia può causarla?
Sì, soprattutto in presenza di una forte differenza tra i due occhi.
Un bambino con un occhio poco miope e l'altro molto più miope può utilizzare prevalentemente quello che fornisce la visione migliore.
Anche in questo caso il bambino può non rendersi conto della differenza.
Che rapporto c'è tra strabismo e ambliopia?
Lo strabismo è una delle principali condizioni associate all'ambliopia.
Quando gli occhi non sono allineati, il cervello riceve informazioni visive che non corrispondono perfettamente.
Nel bambino il sistema visivo può adattarsi riducendo progressivamente l'utilizzo dell'immagine proveniente dall'occhio deviato.
Questa soppressione può contribuire allo sviluppo dell'ambliopia. Ambliopia diagnosticata dopo gli 8 anni
Tutti i bambini con strabismo hanno l'occhio pigro?
No.
Strabismo e ambliopia sono due condizioni differenti.
Possono essere presenti insieme, ma:
-
si può avere strabismo senza una significativa ambliopia;
-
si può avere ambliopia senza strabismo.
Per questo osservare semplicemente se gli occhi sono dritti non permette di sapere con certezza se la funzione visiva sia uguale nei due occhi.
Raddrizzare lo strabismo cura automaticamente l'ambliopia?
No.
Il trattamento dello strabismo e quello dell'ambliopia possono essere collegati ma perseguono obiettivi differenti.
Correggere l'allineamento degli occhi non garantisce automaticamente che l'occhio ambliopico recuperi la funzione visiva.
Analogamente, migliorare l'ambliopia non significa necessariamente eliminare una deviazione oculare.
Per questo il percorso viene programmato in funzione del singolo bambino.
Che cos'è l'ambliopia da deprivazione?
È la forma nella quale l'occhio non riceve uno stimolo visivo adeguato perché qualcosa ostacola fisicamente la formazione dell'immagine.
Può accadere, per esempio, in presenza di:
-
cataratta congenita;
-
importanti opacità oculari;
-
ptosi che ostruisce significativamente l'asse visivo;
-
altre anomalie meno comuni.
Queste forme possono richiedere particolare tempestività.
Una cataratta congenita può causare ambliopia?
Sì.
Una cataratta sufficientemente densa può impedire fin dai primi mesi che sulla retina si formi un'immagine adeguata.
In questo caso bisogna affrontare innanzitutto la causa della deprivazione.
Non avrebbe senso limitarsi a “far lavorare maggiormente l'occhio” se davanti alla retina permane un ostacolo significativo alla visione.
Per conoscere altre condizioni che possono comparire nella prima infanzia puoi consultare malattie oculari nei neonati e nei bambini piccoli.
La ptosi può provocare ambliopia?
Può farlo in determinate circostanze.
Non qualsiasi palpebra leggermente abbassata produce ambliopia.
La ptosi diventa particolarmente rilevante quando:
-
copre l'asse visivo;
-
induce un significativo astigmatismo;
-
interferisce con la qualità dell'immagine;
-
costringe il bambino ad assumere posizioni anomale della testa.
La valutazione deve quindi considerare il reale effetto sulla funzione visiva.
Quali sono i sintomi dell'ambliopia nei bambini?
Uno degli aspetti più importanti è che può non esserci alcun sintomo evidente.
Se soltanto un occhio vede peggio, l'altro può compensare.
In alcuni bambini possono comunque essere osservati:
-
strabismo;
-
difficoltà nel fissare con un occhio;
-
evidente preferenza per un occhio;
-
comportamento differente quando viene coperto l'occhio migliore.
Questi segnali non sono però sufficienti per formulare una diagnosi.
Un bambino ambliopico vede sfocato?
Con l'occhio ambliopico la funzione visiva può essere ridotta, ma il bambino spesso non percepisce la situazione nello stesso modo in cui un adulto noterebbe una nuova sfocatura.
Se la condizione è presente da molto piccolo, quella è semplicemente la sua esperienza visiva abituale.
Inoltre, quando l'altro occhio vede bene, nella vita quotidiana può non accorgersi affatto della differenza.
Avvicinarsi alla televisione è un segno di occhio pigro?
Non è un segno specifico.
Un bambino può avvicinarsi per:
-
interesse;
-
abitudine;
-
dimensione dell'immagine;
-
presenza di un difetto refrattivo.
Non permette da solo di diagnosticare l'ambliopia.
La guida sui segnali di possibili problemi visivi nei bambini spiega quali comportamenti meritano attenzione e quali sono invece poco specifici.
Strofinarsi gli occhi significa avere ambliopia?
No.
Lo sfregamento degli occhi può essere associato a:
-
allergia;
-
irritazione;
-
stanchezza;
-
abitudine;
-
altri disturbi.
Non è un segno caratteristico dell'occhio pigro.
La diagnosi di ambliopia non può essere costruita a partire da un singolo comportamento.
La lacrimazione è un sintomo dell'ambliopia?
No, non è un sintomo tipico.
Una lacrimazione persistente può avere cause completamente differenti.
Nei bambini piccoli, per esempio, può essere associata a problemi delle vie lacrimali o, più raramente, ad altre condizioni oculari.
Non deve essere utilizzata come indicatore diretto dell'ambliopia.
La familiarità è importante?
Può essere un elemento da considerare.
Una storia familiare di:
-
ambliopia;
-
strabismo;
-
importanti difetti refrattivi;
può aumentare l'attenzione verso una valutazione visiva precoce.
Ma il semplice fatto che mamma o papà portino gli occhiali non significa che il bambino abbia l'occhio pigro.
Familiarità e diagnosi sono due cose diverse.
Come viene diagnosticata l'ambliopia?
La diagnosi non si basa su un unico test.
È necessario valutare separatamente i due occhi e identificare la possibile causa.
A seconda dell'età possono essere esaminati:
-
acuità visiva;
-
refrazione;
-
fissazione;
-
allineamento;
-
motilità oculare;
-
salute delle strutture oculari.
Nel bambino piccolo vengono utilizzati strumenti e test adeguati alla capacità di collaborazione.
Un bambino deve saper leggere per essere valutato?
No.
La funzione visiva può essere esaminata anche prima che conosca le lettere.
A seconda dell'età si possono utilizzare:
-
osservazione della fissazione;
-
bersagli;
-
simboli;
-
figure;
-
test adattati allo sviluppo.
La refrazione può inoltre essere stimata con metodi oggettivi.
Per approfondire puoi leggere come viene valutata la vista nei bambini che non sanno ancora leggere.
Perché bisogna misurare la refrazione?
Perché una differenza refrattiva tra i due occhi è una delle principali cause di ambliopia.
È quindi essenziale sapere se esistono:
-
miopia;
-
ipermetropia;
-
astigmatismo;
-
anisometropia.
Nel bambino questa misurazione può richiedere la cicloplegia.
Che cos'è la cicloplegia?
È una condizione temporanea ottenuta con specifici colliri che riducono l'accomodazione.
I bambini possiedono una capacità accomodativa molto elevata e possono modificare involontariamente la messa a fuoco durante l'esame.
La cicloplegia può quindi permettere di ottenere una valutazione più rappresentativa della reale refrazione, soprattutto quando si sospettano:
-
ipermetropia;
-
anisometropia;
-
strabismo accomodativo;
-
ambliopia refrattiva.
Basta una misurazione automatica?
No.
Un autorefrattometro o un dispositivo di screening può fornire informazioni molto utili, ma la diagnosi di ambliopia richiede di valutare la funzione visiva e interpretare il risultato nel contesto clinico.
La macchina non stabilisce da sola:
-
se il bambino è ambliopico;
-
quanto sia importante il problema;
-
quale trattamento serva.
Screening e visita oculistica sono la stessa cosa?
No.
Uno screening serve principalmente a individuare bambini che potrebbero presentare un problema e che necessitano di ulteriori accertamenti.
Una valutazione specialistica può invece approfondire:
-
refrazione;
-
salute oculare;
-
allineamento;
-
funzione dei singoli occhi;
-
diagnosi.
Un bambino che non supera uno screening deve quindi seguire il percorso di approfondimento indicato.
Perché è importante diagnosticare l'ambliopia presto?
Perché il sistema visivo è particolarmente plastico durante l'infanzia.
Quando il problema viene riconosciuto e trattato durante il periodo di sviluppo, esistono generalmente maggiori possibilità di miglioramento.
Questo non significa però che esista un giorno preciso oltre il quale qualsiasi trattamento diventi inutile.
È vero che bisogna intervenire obbligatoriamente prima degli 8 anni?
È corretto dire che prima si interviene, generalmente meglio è, ma non bisogna trasformare gli 8 anni in una barriera assoluta.
La plasticità visiva diminuisce con l'età, ma non si spegne improvvisamente il giorno di un compleanno.
Studi clinici hanno dimostrato che anche bambini più grandi e alcuni adolescenti possono migliorare con il trattamento, soprattutto se non sono mai stati adeguatamente trattati.
Quindi non bisogna rinunciare automaticamente a una valutazione perché il bambino ha superato una certa età.
L'ambliopia può essere prevenuta?
È più preciso parlare di prevenzione della perdita funzionale attraverso identificazione e trattamento precoce dei fattori ambliopigeni.
Non possiamo impedire preventivamente che un bambino nasca con:
-
cataratta;
-
anisometropia;
-
strabismo.
Possiamo però cercare di identificarli abbastanza presto da ridurne l'impatto sullo sviluppo visivo.
Come si tratta l'ambliopia?
Il trattamento dipende dalla causa.
In generale gli obiettivi sono:
-
fornire all'occhio la migliore immagine possibile;
-
rimuovere, quando presente, un ostacolo alla visione;
-
favorire l'utilizzo dell'occhio ambliopico quando necessario;
-
controllare nel tempo il recupero.
Le strategie possono comprendere:
-
occhiali;
-
trattamento della causa sottostante;
-
atropina;
-
in casi selezionati, altre modalità terapeutiche.
Non tutti i bambini necessitano dello stesso percorso.
Gli occhiali possono curare l'ambliopia?
La correzione ottica può rappresentare una parte fondamentale del trattamento.
Se un bambino presenta un difetto refrattivo significativo, il primo obiettivo è permettere a ciascun occhio di ricevere un'immagine quanto più adeguata possibile.
In molti bambini la visione dell'occhio ambliopico può migliorare anche dopo l'introduzione della sola correzione ottica.
Per questo non è sempre corretto pensare che:
“ambliopia = bisogna mettere immediatamente il cerotto”.
Prima bisogna capire la causa e correggere adeguatamente la componente ottica.
Gli occhiali devono avere “lenti speciali”?
Non perché esista una lente genericamente curativa dell'ambliopia.
Ciò che conta è soprattutto che la correzione:
-
sia appropriata;
-
sia realizzata correttamente;
-
sia ben centrata;
-
venga effettivamente indossata.
Il tipo di lente dipende dalla prescrizione.
La montatura deve inoltre rimanere stabile sul viso del bambino.
Perché il bambino deve usare regolarmente gli occhiali?
Se la correzione rappresenta una parte del trattamento, utilizzarla in maniera discontinua può ridurre il tempo durante il quale il sistema visivo riceve immagini adeguatamente corrette.
Per questo l'occhiale non deve essere considerato un semplice accessorio da usare quando il bambino ne ha voglia, se l'indicazione è invece un utilizzo regolare.
Quando serve il bendaggio?
Se, dopo una correzione ottica appropriata e il trattamento dell'eventuale causa, rimane una differenza visiva significativa, può essere indicato penalizzare temporaneamente l'occhio che vede meglio.
Uno dei metodi più utilizzati è l'occlusione con cerotto.
Coprendo l'occhio migliore, il sistema visivo viene indotto a utilizzare maggiormente quello ambliopico.
Quale occhio viene bendato?
Generalmente l'occhio che vede meglio.
Non quello ambliopico.
Il principio è proprio ridurre temporaneamente il vantaggio dell'occhio migliore per favorire l'utilizzo di quello con funzione inferiore.
Il trattamento deve però essere prescritto e monitorato.
Quante ore deve essere portato il cerotto?
Non esiste un numero universale.
Il regime dipende, tra gli altri fattori, da:
-
gravità;
-
età;
-
risposta al trattamento;
-
terapia già effettuata.
In determinate ambliopie possono essere sufficienti alcune ore al giorno; in altre situazioni il programma può essere differente.
Per questo è sbagliato fornire online una durata identica per qualsiasi bambino.
La gestione concreta di occhiali e occlusione viene approfondita nella guida su occhiali e bendaggio per l'occhio pigro.
Più ore di bendaggio significano un recupero più veloce?
Non necessariamente.
Non bisogna aumentare autonomamente le ore pensando:
“se due fanno bene, otto faranno meglio”.
Gli studi sul trattamento dell'ambliopia hanno mostrato che la quantità di occlusione deve essere scelta in relazione alla situazione e modificata in base alla risposta.
Una penalizzazione eccessiva può inoltre creare problemi anche all'occhio migliore.
Che cos'è l'ambliopia inversa?
È una possibile riduzione della funzione visiva dell'occhio precedentemente migliore quando viene penalizzato eccessivamente.
È generalmente reversibile se riconosciuta e gestita correttamente, ma dimostra perché bendaggio e atropina non devono essere utilizzati senza controllo.
Che cos'è l'atropina nel trattamento dell'ambliopia?
L'atropina è un farmaco che può essere utilizzato in alcuni bambini per penalizzare otticamente l'occhio migliore.
Riducendo temporaneamente soprattutto la sua capacità di mettere a fuoco da vicino, può favorire l'utilizzo dell'occhio ambliopico.
In determinate forme pediatriche può rappresentare un'alternativa efficace al bendaggio.
Atropina e bendaggio sono equivalenti per tutti?
No.
La scelta dipende da:
-
tipo di ambliopia;
-
refrazione;
-
età;
-
grado di deficit;
-
aderenza;
-
caratteristiche individuali.
L'atropina è inoltre un farmaco e deve essere prescritta.
Non è un trattamento fai-da-te.
L'atropina usata per l'ambliopia è la stessa della terapia per la miopia?
Il principio attivo può essere lo stesso, ma obiettivo, modalità d'uso e schema terapeutico sono differenti.
Nell'ambliopia serve a penalizzare l'occhio migliore.
Nel controllo della progressione miopica vengono utilizzati protocolli specifici con un obiettivo completamente diverso.
Le due indicazioni non devono essere confuse.
L'ambliopia si opera?
L'ambliopia in sé non viene eliminata con un intervento chirurgico.
La chirurgia può invece essere necessaria per trattare alcune condizioni che hanno causato o accompagnano l'ambliopia.
Per esempio:
-
cataratta;
-
ptosi significativa;
-
determinate forme di strabismo.
Dopo l'intervento può comunque essere necessario continuare il trattamento dell'ambliopia.
La chirurgia è sempre l'ultima possibilità?
No.
Anche questa affermazione del vecchio articolo va eliminata.
La priorità della chirurgia dipende dalla causa.
In presenza, per esempio, di una cataratta congenita visivamente significativa, aspettare indefinitamente per considerare l'intervento “solo come ultima risorsa” potrebbe essere controproducente.
Quando un ostacolo impedisce all'occhio di ricevere un'immagine adeguata, può essere necessario rimuoverlo tempestivamente.
Operare lo strabismo risolve l'occhio pigro?
Non automaticamente.
La chirurgia dello strabismo agisce principalmente sull'allineamento degli occhi.
Un occhio che ha già sviluppato ambliopia può continuare ad avere bisogno di:
-
correzione ottica;
-
occlusione;
-
altre terapie.
La gestione delle due condizioni deve quindi essere coordinata.
Esistono trattamenti digitali per l'ambliopia?
Negli ultimi anni sono state sviluppate e studiate strategie digitali e binoculari progettate specificamente per il trattamento dell'ambliopia.
Alcune terapie possono essere prese in considerazione in pazienti selezionati e il settore continua a evolvere.
Questo non significa però che un normale:
-
videogioco;
-
tablet;
-
visore;
-
video online;
possa curare l'occhio pigro.
Una terapia digitale medica è diversa dall'intrattenimento davanti allo schermo.
Gli esercizi oculari possono guarire l'ambliopia?
Non i comuni esercizi fai-da-te.
Muovere gli occhi in cerchio, fissare oggetti, massaggiarli o alternare vicino e lontano non rappresenta una cura dimostrata della comune ambliopia.
Il trattamento deve essere legato al meccanismo che ha prodotto il problema.
Un bambino può guarire completamente?
La risposta varia.
Alcuni bambini possono ottenere un recupero molto importante, fino a raggiungere valori simili tra i due occhi.
In altri può rimanere una differenza residua.
La prognosi dipende da:
-
causa;
-
gravità iniziale;
-
età;
-
durata del problema;
-
trattamento;
-
aderenza;
-
eventuali patologie associate.
Per questo è preferibile non promettere una “guarigione completa” a priori.
Quanto tempo dura il trattamento?
Non esiste una durata standard.
Può richiedere mesi e in alcune situazioni il follow-up si prolunga nel tempo.
Il trattamento viene modificato in base alla risposta.
Durante i controlli si valuta se:
-
la visione sta ancora migliorando;
-
si è stabilizzata;
-
è necessario intensificare o modificare la terapia;
-
è possibile ridurla.
Come si capisce se il bambino sta migliorando?
Il miglioramento deve essere misurato.
Lo specialista confronta nel tempo:
-
acuità visiva dei due occhi;
-
refrazione;
-
differenza tra gli occhi;
-
risposta alla terapia;
-
allineamento quando pertinente.
Non è sufficiente osservare che il bambino “sembra usare maggiormente l'occhio”.
Cosa succede se la vista non migliora?
La situazione deve essere rivalutata.
Può essere necessario verificare:
-
correttezza della correzione;
-
utilizzo reale degli occhiali;
-
aderenza alla terapia;
-
diagnosi;
-
eventuali patologie oculari;
-
necessità di modificare il trattamento.
Non bisogna semplicemente continuare all'infinito lo stesso schema senza controllarne l'efficacia.
L'ambliopia può tornare dopo il trattamento?
Sì, una parte dei bambini può presentare una recidiva dopo la riduzione o sospensione della terapia.
Per questo il follow-up rimane importante anche dopo un buon recupero.
In alcuni casi il trattamento viene ridotto gradualmente anziché interrotto bruscamente.
Dopo il recupero si possono togliere gli occhiali?
Non automaticamente.
Se il difetto refrattivo è ancora presente, il bambino può continuare ad avere bisogno della correzione.
L'ambliopia e il difetto refrattivo sono collegati, ma non sono la stessa cosa.
Migliorare l'occhio pigro non significa necessariamente far scomparire:
-
ipermetropia;
-
miopia;
-
astigmatismo;
-
anisometropia.
Un bambino più grande può ancora essere trattato?
Sì, in molti casi vale la pena effettuare comunque una valutazione.
Il trattamento tende generalmente a essere più efficace quando iniziato precocemente, ma studi clinici hanno dimostrato possibilità di miglioramento anche oltre l'età tradizionalmente considerata “critica”.
In particolare, bambini e adolescenti mai adeguatamente trattati possono ancora presentare un margine di recupero.
Non bisogna quindi concludere autonomamente:
“ormai è troppo tardi”.
E nell'adulto?
L'ambliopia presente nell'adulto è più difficile da trattare e i risultati sono meno prevedibili.
La ricerca sulla plasticità visiva continua, ma non esiste una terapia universale capace di garantire il recupero completo della funzione nell'adulto.
In particolare non esistono speciali lenti notturne che facciano recuperare completamente la vista ambliopica per alcuni giorni.
L'ortocheratologia cura l'occhio pigro?
No.
L'ortocheratologia utilizza speciali lenti rigide per modificare temporaneamente la forma della cornea, soprattutto per correggere la miopia durante il giorno.
Non rappresenta una cura dell'ambliopia.
Confondere i due trattamenti significa confondere un problema refrattivo con un problema dello sviluppo della funzione visiva.
Un bambino con ambliopia può condurre una vita normale?
Nella maggior parte dei casi sì.
Può:
-
andare a scuola;
-
giocare;
-
praticare sport;
-
svolgere le normali attività dell'età.
È però importante seguire correttamente il trattamento prescritto.
Quando un occhio vede significativamente meno dell'altro, assume inoltre particolare importanza proteggere l'occhio migliore durante attività con rischio di trauma.
Come aiutare il bambino durante il trattamento?
Il supporto familiare è importante soprattutto perché alcune terapie richiedono costanza.
Gli occhiali possono dover essere portati regolarmente e il cerotto può essere inizialmente poco gradito proprio perché riduce temporaneamente la visione fornita dall'occhio migliore.
È utile:
-
evitare di presentare la terapia come una punizione;
-
creare una routine;
-
spiegare con parole adeguate all'età perché serve;
-
coinvolgere scuola e insegnanti quando opportuno;
-
segnalare eventuali difficoltà senza modificare autonomamente il trattamento.
La gestione quotidiana dopo la diagnosi è approfondita anche nella guida su come affrontare un problema visivo diagnosticato nel bambino.
Quando è importante anticipare una valutazione oculistica?
L'ambliopia può essere silenziosa, ma alcuni bambini presentano fattori di rischio che meritano maggiore attenzione, per esempio:
-
strabismo;
-
importante differenza apparente nell'utilizzo dei due occhi;
-
storia di cataratta o altre anomalie oculari;
-
ptosi significativa;
-
forte familiarità per ambliopia o strabismo.
Non esiste comunque una periodicità universale identica per tutti.
Per approfondire il tema puoi consultare quando fare una visita oculistica al bambino.
Quali segnali non devono essere scambiati per semplice ambliopia?
L'ambliopia non è la spiegazione automatica per qualsiasi riduzione visiva nel bambino.
Richiedono particolare attenzione:
-
improvviso importante calo della vista;
-
pupilla che appare bianca;
-
nuovo strabismo importante comparso improvvisamente;
-
forte dolore oculare;
-
trauma significativo;
-
occhio rosso associato a fotofobia e alterazione della vista;
-
improvvisa visione doppia accompagnata da sintomi neurologici.
Questi segnali possono indicare condizioni differenti e meritano una valutazione tempestiva.
Ambliopia nei bambini: cosa ricordare
L'ambliopia, o occhio pigro, non è una degenerazione dell'occhio.
È un disturbo dello sviluppo della funzione visiva che compare quando, durante l'infanzia, il sistema visivo non riceve o non utilizza adeguatamente le immagini provenienti da uno o entrambi gli occhi.
Tra le cause principali troviamo:
-
anisometropia;
-
importanti difetti refrattivi;
-
strabismo;
-
cataratta e altre forme di deprivazione visiva.
Uno degli aspetti più importanti è che il bambino può non avere sintomi evidenti: se l'altro occhio vede bene, può compensare il problema.
Il trattamento deve partire dalla causa.
Quando esiste un difetto refrattivo, una correzione ottica appropriata può essere già una parte fondamentale della terapia.
Se rimane un'ambliopia significativa possono essere impiegati, secondo indicazione:
-
bendaggio dell'occhio migliore;
-
atropina;
-
altre strategie selezionate.
La chirurgia non “opera l'ambliopia”: viene eventualmente utilizzata per trattare condizioni associate come cataratta, ptosi o determinate forme di strabismo.
E non esiste una barriera assoluta degli 8 anni: intervenire presto offre generalmente maggiori possibilità, ma anche bambini più grandi e alcuni adolescenti possono beneficiare del trattamento.
L'obiettivo non è costringere un “occhio pigro” a fare ginnastica.
È consentire al sistema visivo di sviluppare e utilizzare nel miglior modo possibile le informazioni provenienti da entrambi gli occhi.

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