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  • lenti da vista luce blu

Smartphone e vista nei ragazzi: guida per genitori

Smartphone, tablet e computer fanno ormai parte della vita quotidiana di bambini e adolescenti.

Vengono utilizzati per:

  • studiare;

  • comunicare;

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Larghezza montatura

Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta

  • XS fino a 123 mm.

  • S da 124 a 128 mm.

  • M da 129 a 133 mm.

  • L da 134 a 138 mm.

  • XL da 139 a 142 mm.

  • XXL oltre 143 mm.

guardare video;

  • giocare;

  • leggere;

  • utilizzare i social;

  • svolgere attività scolastiche.

  • Per questo chiedersi quali effetti possano avere sulla vista è assolutamente comprensibile.

    La risposta, però, richiede più equilibrio rispetto a molti messaggi allarmistici diffusi in passato.

    Lo smartphone non “intossica” gli occhi, la normale luce blu dello schermo non è stata dimostrata come causa di danno retinico nell'uso quotidiano e non abbiamo motivo di parlare genericamente di “onde magnetiche che rovinano la vista”.

    Esistono invece problemi molto più concreti sui quali vale la pena concentrarsi:

    • troppe ore consecutive di attività da vicino;

    • utilizzo a distanze molto ridotte;

    • riduzione dell'ammiccamento;

    • discomfort e secchezza;

    • poco tempo trascorso all'aperto;

    • uso serale che può interferire con il sonno;

    • difficoltà a interrompere l'utilizzo quando sottrae tempo a scuola, movimento e altre attività.

    Il tema corretto non è quindi demonizzare la tecnologia.

    È imparare a utilizzarla in modo equilibrato.

    Per una panoramica più ampia sulla salute degli occhi in questa fase della vita puoi consultare salute degli occhi durante l'adolescenza.

    Lo smartphone fa male agli occhi?

    Non nel senso semplice secondo cui uno smartphone danneggerebbe inevitabilmente gli occhi di chi lo utilizza.

    L'utilizzo prolungato può però provocare disturbi temporanei come:

    • occhi stanchi;

    • bruciore;

    • sensazione di secchezza;

    • momentanea sfocatura;

    • difficoltà a mantenere a lungo la concentrazione visiva;

    • mal di testa in alcune persone.

    Questi sintomi sono legati soprattutto alle modalità con cui utilizziamo lo schermo.

    Passare molto tempo fissando qualcosa a breve distanza è molto diverso dal guardare occasionalmente il telefono.

    Perché gli occhi possono stancarsi davanti allo smartphone?

    Quando utilizziamo uno smartphone svolgiamo un'attività visiva ravvicinata.

    Gli occhi devono mantenere per un certo periodo:

    • accomodazione;

    • convergenza;

    • attenzione visiva.

    Inoltre, durante un'attività molto coinvolgente tendiamo spesso ad ammiccare meno frequentemente o meno completamente.

    Questo può contribuire a rendere la superficie dell'occhio meno confortevole.

    Il problema aumenta quando l'attività viene svolta:

    • per molto tempo senza interruzioni;

    • a distanza estremamente ravvicinata;

    • con caratteri piccoli;

    • in condizioni poco confortevoli.

    Per approfondire puoi leggere la guida sui disturbi della vista associati a schermi e dispositivi.

    Gli schermi possono danneggiare permanentemente la vista?

    Il normale utilizzo quotidiano di smartphone, tablet e computer non deve essere presentato come causa dimostrata di un danno permanente alla retina.

    Questo non significa che un ragazzo possa utilizzare uno smartphone senza alcun limite.

    Significa semplicemente distinguere tra:

    discomfort da uso prolungato

    e

    danno strutturale dell'occhio.

    Sono concetti completamente diversi.

    La luce blu dello smartphone danneggia la retina?

    La quantità di luce blu proveniente dai normali display non è stata dimostrata come causa di danno retinico durante l'uso quotidiano.

    Questo è importante perché per anni il tema della luce blu è stato spesso utilizzato in maniera eccessivamente allarmistica.

    Smartphone e tablet non devono quindi essere descritti come sorgenti che “bruciano” o deteriorano la retina dei bambini.

    Gli occhiali anti-luce blu sono necessari a tutti i ragazzi?

    No.

    Non esiste la necessità universale di far utilizzare a ogni bambino o adolescente un paio di occhiali con filtro selettivo della luce blu semplicemente perché usa smartphone o computer.

    Se compaiono sintomi è generalmente più utile valutare:

    • distanza;

    • durata;

    • illuminazione;

    • necessità di pause;

    • eventuale difetto refrattivo;

    • condizioni della superficie oculare.

    Un filtro per la luce blu non deve essere considerato una soluzione universale all'affaticamento visivo.

    La luce blu causa la miopia?

    Non è una causa dimostrata.

    L'aumento della miopia nei giovani non può essere spiegato con la normale luce blu dei display.

    Quando parliamo del possibile rapporto tra smartphone e miopia dobbiamo concentrarci soprattutto su altri fattori:

    • molto lavoro da vicino;

    • distanze ridotte;

    • lunghi periodi senza interruzioni;

    • poco tempo trascorso all'aperto.

    Smartphone e miopia sono collegati?

    Il rapporto è più complesso di quanto suggerisca la frase:

    “il cellulare fa diventare miopi”.

    La miopia dipende da:

    • genetica;

    • crescita dell'occhio;

    • età;

    • ambiente;

    • abitudini visive.

    Un utilizzo molto intenso dello smartphone può contribuire ad aumentare il tempo totale trascorso in attività ravvicinate.

    Può inoltre sostituire attività svolte all'aperto.

    Per questo gli smartphone sono parte del problema comportamentale moderno, ma non possono essere considerati l'unica causa dell'aumento della miopia.

    Per approfondire puoi leggere perché la miopia è sempre più diffusa.

    Un libro è migliore di uno smartphone per la miopia?

    Non possiamo formulare una regola così semplice.

    Sia un libro sia uno smartphone possono essere utilizzati a distanza ravvicinata.

    Esistono però alcune differenze pratiche.

    Lo smartphone viene spesso:

    • tenuto più vicino al volto;

    • utilizzato con caratteri piccoli;

    • consultato continuamente;

    • utilizzato anche durante momenti che un tempo erano dedicati ad altre attività.

    Il problema è quindi soprattutto la modalità di utilizzo.

    Quanto vicino bisogna tenere lo smartphone?

    Non esiste una distanza esatta uguale per qualsiasi ragazzo e qualsiasi dispositivo.

    Bisogna però evitare l'abitudine di utilizzare sistematicamente lo schermo praticamente attaccato agli occhi.

    Quando il carattere è troppo piccolo per essere letto comodamente a una distanza ragionevole, è preferibile:

    • aumentare le dimensioni del testo;

    • utilizzare uno schermo più grande;

    • modificare la posizione.

    Il dispositivo dovrebbe poter essere letto senza avvicinare continuamente il volto.

    Tenere lo smartphone a 10 centimetri dagli occhi è una buona abitudine?

    No.

    Una distanza estremamente breve aumenta la richiesta visiva ravvicinata.

    Se un ragazzo avvicina sempre moltissimo:

    • smartphone;

    • libri;

    • quaderni;

    può essere utile osservare se lo fa soltanto per abitudine oppure perché incontra una reale difficoltà visiva.

    Quando il comportamento è persistente può essere opportuno controllare la vista.

    Se un ragazzo avvicina lo smartphone significa che è miope?

    Non necessariamente.

    Può farlo per:

    • abitudine;

    • caratteri piccoli;

    • interesse;

    • postura;

    • semplice preferenza.

    La miopia produce soprattutto difficoltà nella visione da lontano.

    Quindi sono più indicativi comportamenti come:

    • non leggere bene la lavagna;

    • non riconoscere dettagli lontani;

    • strizzare gli occhi per vedere a distanza.

    Bisogna fare delle pause?

    Sì.

    Interrompere periodicamente attività ravvicinate molto prolungate è una buona abitudine.

    Non è necessario trasformare il comportamento in una procedura ossessiva al secondo.

    È sufficiente ricordarsi di:

    • cambiare attività;

    • alzare lo sguardo;

    • muoversi;

    • osservare più lontano.

    Le pause possono migliorare il comfort e ridurre periodi molto lunghi di attività continua da vicino.

    La regola 20-20-20 funziona?

    La cosiddetta regola 20-20-20 suggerisce, ogni 20 minuti, di guardare per circa 20 secondi qualcosa posto a circa 20 piedi di distanza.

    Può essere utilizzata come semplice promemoria per ricordarsi di interrompere il lavoro ravvicinato.

    Non deve però essere presentata come una formula scientifica capace di:

    • impedire la miopia;

    • ridurre le diottrie;

    • prevenire qualsiasi affaticamento.

    Il principio importante è la pausa, non l'esattezza matematica dei numeri.

    Guardare lontano dopo lo smartphone cura gli occhi?

    No.

    Può risultare confortevole dopo un lungo periodo trascorso da vicino, ma non rappresenta una terapia.

    Non:

    • accorcia un occhio miope;

    • elimina l'astigmatismo;

    • cura un difetto refrattivo.

    È semplicemente un modo per variare la richiesta visiva.

    I ragazzi devono limitare le ore davanti agli schermi?

    È utile evitare che gli schermi occupino praticamente tutto il tempo disponibile.

    Non esiste però un numero universale di ore valido allo stesso modo per:

    • un bambino piccolo;

    • uno studente delle superiori;

    • un adolescente che utilizza il computer per studiare.

    Bisogna distinguere anche tra:

    • attività scolastiche;

    • comunicazione;

    • intrattenimento;

    • utilizzo passivo;

    • videogiochi.

    È più sensato valutare l'equilibrio complessivo della giornata.

    Quali segnali indicano che il tempo digitale sta diventando eccessivo?

    Può essere utile intervenire quando lo smartphone sottrae sistematicamente spazio a:

    • sonno;

    • scuola;

    • attività fisica;

    • relazioni;

    • pasti;

    • tempo all'aperto.

    Dal punto di vista oculare possono inoltre comparire:

    • discomfort persistente;

    • secchezza;

    • frequente sfocatura;

    • necessità continua di strofinare gli occhi.

    Il problema non è necessariamente il numero di ore in sé, ma ciò che quelle ore stanno sostituendo.

    Usare lo smartphone durante i pasti è un problema per la vista?

    Non esiste un rischio oculare specifico legato al fatto di utilizzare il telefono mentre si mangia.

    Limitare lo smartphone durante i pasti può però avere altre ragioni:

    • favorire la conversazione;

    • interrompere il tempo davanti agli schermi;

    • creare momenti della giornata senza notifiche.

    Può quindi essere una buona regola familiare, ma non va presentata come una prescrizione medica per gli occhi.

    Lo smartphone può interferire con il sonno?

    Sì, soprattutto quando viene utilizzato fino a poco prima di dormire.

    Il problema non dipende soltanto dalla luce dello schermo.

    Contribuiscono anche:

    • contenuti stimolanti;

    • messaggi;

    • notifiche;

    • videogiochi;

    • social;

    • difficoltà a interrompere l'attività;

    • ritardo volontario dell'orario in cui ci si addormenta.

    Per questo l'utilizzo notturno merita particolare attenzione nei ragazzi.

    È vero che la luce dello schermo blocca completamente la melatonina?

    È una semplificazione eccessiva.

    La luce serale può influenzare i ritmi circadiani e la risposta dipende da:

    • intensità;

    • durata;

    • spettro della luce;

    • orario;

    • sensibilità individuale.

    Ma nella vita reale l'effetto dello smartphone sul sonno dipende anche fortemente dal comportamento.

    Un ragazzo che continua a messaggiare fino all'una di notte dormirà meno indipendentemente dalla sola componente blu dello schermo.

    La modalità notturna dello smartphone risolve il problema?

    Può modificare lo spettro e rendere lo schermo visivamente più confortevole per alcune persone.

    Non trasforma però automaticamente l'utilizzo notturno in una buona abitudine.

    Anche con modalità notturna attiva si può:

    • andare a letto troppo tardi;

    • ricevere notifiche;

    • continuare a giocare;

    • rimanere mentalmente stimolati.

    La soluzione principale resta gestire orario e durata.

    Usare troppo lo smartphone può causare difficoltà di concentrazione?

    L'uso digitale e l'attenzione sono temi molto più ampi della salute oculare.

    Non è corretto diagnosticare una sorta di “intossicazione da smartphone” semplicemente perché un ragazzo è distratto.

    Notifiche continue, multitasking e sonno insufficiente possono certamente interferire con concentrazione e rendimento.

    Ma difficoltà scolastiche persistenti possono avere molte altre cause.

    Non devono essere attribuite automaticamente al cellulare.

    Lo smartphone può provocare depressione o ansia?

    È scorretto affermare in modo semplice che:

    “lo smartphone causa depressione”.

    Salute mentale, utilizzo dei social, sonno e comportamento digitale sono collegati in modo complesso.

    Un ragazzo che presenta:

    • marcato ritiro sociale;

    • importante ansia;

    • persistenti alterazioni dell'umore;

    • significative difficoltà scolastiche;

    • problemi del sonno;

    merita una valutazione appropriata.

    Non è un problema da risolvere semplicemente togliendo il telefono.

    Le onde elettromagnetiche dello smartphone danneggiano gli occhi?

    Non ci sono basi per attribuire i comuni problemi visivi associati allo smartphone alle radiofrequenze emesse dal dispositivo.

    Quando un ragazzo riferisce:

    • occhi stanchi;

    • bruciore;

    • sfocatura;

    le spiegazioni più concrete riguardano soprattutto:

    • attività da vicino;

    • superficie oculare;

    • modalità d'uso;

    • eventuale difetto refrattivo.

    Non è utile introdurre la paura delle “onde magnetiche” per spiegare questi sintomi.

    Gli schermi provocano secchezza oculare?

    Possono contribuire al discomfort della superficie oculare.

    Quando siamo concentrati su uno schermo tendiamo spesso ad ammiccare meno frequentemente o in maniera incompleta.

    Questo può favorire:

    • evaporazione del film lacrimale;

    • bruciore;

    • sensazione di secchezza;

    • visione fluttuante.

    Il fenomeno non riguarda soltanto lo smartphone.

    Può comparire anche con computer, videogiochi e altre attività molto concentrate.

    Cosa fare se gli occhi bruciano dopo molte ore sul telefono?

    La prima cosa è interrompere temporaneamente l'attività.

    Può essere utile valutare:

    • durata della sessione;

    • distanza;

    • frequenza delle pause;

    • ambiente;

    • presenza di altre cause di irritazione.

    Se il problema è:

    • frequente;

    • importante;

    • persistente;

    non bisogna limitarsi a comprare autonomamente colliri.

    È preferibile capire la causa.

    È utile usare colliri “riposanti”?

    Non esiste una categoria medica universale di colliri che “riposa gli occhi” dopo lo smartphone.

    Alcuni prodotti lubrificanti possono essere indicati in determinate condizioni di superficie oculare, ma non devono essere utilizzati come soluzione automatica a qualsiasi discomfort.

    Ancora più importante è evitare colliri contenenti:

    • antibiotici;

    • corticosteroidi;

    senza una precisa indicazione.

    Bisogna diminuire la luminosità dello schermo?

    La luminosità dovrebbe essere confortevole rispetto all'ambiente.

    Uno schermo:

    • estremamente luminoso in una stanza buia;

    • oppure talmente scuro da costringere a sforzarsi;

    può risultare meno confortevole.

    Non esiste un valore percentuale ideale uguale per tutti.

    Una buona soluzione è adattare la luminosità alle condizioni ambientali.

    Usare il telefono al buio rovina gli occhi?

    Non è stato dimostrato che l'uso occasionale dello smartphone al buio provochi un danno permanente alla retina.

    Può però risultare:

    • fastidioso;

    • abbagliante;

    • poco confortevole.

    Inoltre, se avviene a tarda sera, può far parte di un comportamento che ritarda il sonno.

    È quindi preferibile una situazione luminosa confortevole senza trasformare il tema in un allarme sul danno permanente.

    Usare lo smartphone sdraiati può danneggiare la vista?

    La posizione sdraiata non danneggia automaticamente gli occhi.

    Può però favorire posture poco confortevoli e distanze molto brevi.

    Ci sono inoltre situazioni particolari nelle quali l'utilizzo dello smartphone con un solo occhio adattato al buio e l'altro coperto può produrre temporanee differenze percettive tra i due occhi.

    Non significa che leggere da sdraiati provochi cecità.

    Il cellulare può far diventare ciechi temporaneamente?

    Sono stati descritti particolari fenomeni temporanei legati all'adattamento differente dei due occhi quando, per esempio, una persona utilizza lo smartphone al buio con un occhio mentre l'altro è coperto dal cuscino.

    Non si tratta della normale conseguenza dell'utilizzo dello smartphone.

    Una vera perdita improvvisa della vista non deve mai essere autodiagnosticata come:

    “sarà il cellulare”.

    Richiede una valutazione appropriata.

    Perché il tempo all'aperto è importante?

    Durante l'infanzia una maggiore quantità di tempo trascorso all'aperto è associata a un minor rischio di sviluppare miopia.

    Questo rappresenta uno dei motivi più importanti per evitare che tutto il tempo libero venga assorbito dagli schermi.

    Non significa che smartphone e outdoor siano nemici.

    Significa creare una giornata in cui esistano entrambi.

    Per approfondire puoi leggere perché il tempo all'aperto è importante per il rischio di miopia.

    Lo sport protegge gli occhi dagli effetti dello smartphone?

    Lo sport non “annulla” gli effetti di ore davanti allo schermo.

    Quando viene praticato all'aperto, però, può:

    • aumentare il tempo outdoor;

    • interrompere la sedentarietà;

    • ridurre il tempo disponibile per attività ravvicinate;

    • contribuire al benessere generale.

    Una passeggiata o il gioco libero possono avere la stessa utilità nel creare un maggiore equilibrio tra dentro e fuori.

    Quanto dovrebbe stare all'aperto un ragazzo?

    Non è utile trasformare ogni famiglia in un cronometro.

    Il principio è favorire regolarmente tempo all'esterno, soprattutto durante l'infanzia, evitando che:

    • scuola;

    • compiti;

    • smartphone;

    • videogiochi;

    occupino praticamente tutta la giornata.

    L'obiettivo è costruire un'abitudine sostenibile.

    Un ragazzo già miope dovrebbe usare meno smartphone?

    La presenza di miopia non significa che lo smartphone debba essere vietato.

    È però utile prestare attenzione all'insieme delle attività ravvicinate.

    Nei ragazzi con miopia in progressione è inoltre importante non limitarsi a:

    “ridurre il telefono”.

    Esistono oggi specifiche strategie di controllo della progressione della miopia nei bambini e negli adolescenti.

    Se il ragazzo vede male dopo lo smartphone significa che è diventato miope?

    Non necessariamente.

    Dopo un periodo prolungato da vicino può verificarsi una momentanea difficoltà nel passare rapidamente alla visione lontana.

    Una sfocatura persistente o una difficoltà a distanza presente anche al di fuori dell'uso dello schermo merita invece una valutazione.

    Non è possibile misurare la miopia soltanto osservando quanto rapidamente torna nitida la vista dopo il cellulare.

    Quando bisogna controllare la vista?

    Può essere opportuno richiedere una valutazione se il ragazzo:

    • non vede bene la lavagna;

    • strizza spesso gli occhi;

    • riferisce sfocatura persistente;

    • nota un peggioramento della visione a distanza;

    • presenta discomfort ricorrente;

    • usa già occhiali ma sembra non vedere più come prima.

    La frequenza dei controlli non è universale e dipende dalla situazione individuale.

    Lo smartphone può mascherare un problema visivo?

    In alcuni casi sì, nel senso che una persona miope può vedere molto bene lo schermo vicino e non rendersi immediatamente conto di vedere male da lontano.

    Un ragazzo può quindi utilizzare perfettamente il telefono pur avendo difficoltà:

    • alla lavagna;

    • nello sport;

    • nel riconoscere dettagli lontani.

    Essere molto bravi con lo smartphone non dimostra che la vista sia perfetta.

    Che ruolo hanno i genitori?

    Il ruolo più utile non è sorvegliare continuamente ogni minuto di utilizzo.

    È soprattutto creare regole prevedibili e coerenti.

    Per esempio:

    • evitare lo smartphone durante alcune attività familiari;

    • limitare l'utilizzo che interferisce con il sonno;

    • incoraggiare pause;

    • favorire movimento e vita all'aperto;

    • prestare attenzione alla distanza;

    • osservare eventuali difficoltà visive.

    Le regole devono naturalmente cambiare con l'età.

    È utile usare timer e limiti automatici?

    Possono essere strumenti pratici.

    Un limite automatico può aiutare un ragazzo a rendersi conto del tempo trascorso su:

    • social;

    • giochi;

    • video.

    Non risolve da solo il problema.

    Può però facilitare una regola già condivisa dalla famiglia.

    Bisogna controllare ogni contenuto utilizzato dal ragazzo?

    Questo tema riguarda soprattutto educazione digitale e sicurezza online, non la salute degli occhi.

    Nei bambini più piccoli la supervisione è naturalmente maggiore.

    Con la crescita è importante favorire progressivamente:

    • autonomia;

    • responsabilità;

    • consapevolezza.

    Per la vista, ciò che conta è soprattutto come il dispositivo viene utilizzato e quanto spazio occupa nella giornata.

    Smartphone a scuola: è sempre negativo?

    No.

    Uno smartphone o un tablet può essere anche uno strumento utile per:

    • didattica;

    • accessibilità;

    • comunicazione;

    • ricerca.

    Il problema non è la presenza della tecnologia.

    È l'utilizzo senza equilibrio o l'abitudine di passare da:

    schermo per studiare → schermo per social → schermo per videogichi

    senza praticamente interrompere l'attività ravvicinata.

    Gli occhiali risolvono l'affaticamento da smartphone?

    Solo se esiste un difetto refrattivo o un'altra necessità visiva per la quale gli occhiali sono indicati.

    Un ragazzo che non necessita di correzione non dovrebbe ricevere automaticamente:

    “occhiali da riposo”

    soltanto perché usa il computer.

    La presenza di sintomi dovrebbe portare prima a capire la causa.

    Serve una lente speciale per il computer?

    Non a tutti.

    Le esigenze di un adolescente sono differenti da quelle di un adulto presbite che lavora molte ore al computer.

    Non bisogna applicare automaticamente ai ragazzi soluzioni ottiche pensate per altre fasce d'età.

    In presenza di una prescrizione, invece, la correzione deve essere adeguata alle reali necessità.

    Quali sono le migliori regole per proteggere la vista?

    Più che una lunga lista di divieti, sono utili alcune abitudini semplici:

    • evitare sessioni interminabili senza interruzioni;

    • mantenere una distanza confortevole;

    • aumentare i caratteri quando necessario;

    • usare una luminosità adeguata all'ambiente;

    • alternare le attività da vicino;

    • trascorrere regolarmente tempo all'aperto;

    • evitare che lo smartphone sottragga ore al sonno;

    • controllare la vista quando compaiono difficoltà persistenti.

    Cosa non serve fare?

    Non è necessario:

    • spaventare il ragazzo parlando di retina danneggiata dalla normale luce blu;

    • attribuire qualsiasi problema alla radiazione elettromagnetica del telefono;

    • vietare completamente la tecnologia;

    • acquistare automaticamente occhiali anti-luce blu;

    • somministrare colliri “riposanti” senza motivo;

    • interpretare qualsiasi mal di testa come un problema agli occhi.

    Un'informazione corretta è generalmente più efficace della paura.

    Quali sintomi non vanno attribuiti semplicemente allo smartphone?

    Alcuni sintomi richiedono particolare attenzione.

    Non bisogna pensare:

    “ha usato troppo il telefono”

    in presenza di:

    • improvviso e importante calo della vista;

    • forte dolore oculare;

    • occhio molto rosso associato a fotofobia;

    • lampi e improvvisa comparsa di molti corpi mobili;

    • ombra o tenda nel campo visivo;

    • improvvisa visione doppia associata a nuovi sintomi neurologici.

    Questi problemi devono essere valutati indipendentemente dall'uso degli schermi.

    Smartphone e vista nei ragazzi: cosa devono ricordare i genitori

    Lo smartphone non deve essere considerato né innocuo in qualsiasi modalità d'uso né un oggetto capace di “avvelenare” gli occhi.

    I problemi realmente utili da considerare sono molto più concreti:

    uso prolungato da vicino, distanza, discomfort della superficie oculare, poco tempo all'aperto e interferenza con il sonno e con altre attività.

    La normale luce blu degli schermi non è una causa dimostrata di danno retinico e gli occhiali anti-luce blu non rappresentano una protezione necessaria per qualsiasi ragazzo.

    Il rapporto tra smartphone e miopia è inoltre complesso: non è il telefono in sé a poter spiegare l'aumento del difetto, ma l'insieme delle abitudini visive e ambientali.

    Per questo il miglior “vademecum” per una famiglia non consiste nel demonizzare la tecnologia.

    Consiste nel creare una quotidianità in cui lo smartphone conviva con:

    • sonno sufficiente;

    • scuola;

    • movimento;

    • relazioni;

    • pause;

    • attività all'aperto;

    • corretti controlli della vista quando necessari.

    L'obiettivo non è crescere ragazzi senza tecnologia.

    È insegnare loro a utilizzarla senza permetterle di occupare ogni distanza visiva e ogni momento della giornata.

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    • 5 /5

      Massimo (Rimini)
      Servizio ottimo,qualità delle lenti ottima.... leggi
    • 5 /5

      Giovanni (Foggia)
      Professionale e puntuale. leggi
    • 5 /5

      Gabriella (Vicenza)
      Servizio veloce, lenti perfette e... leggi
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