Smartphone e vista nei ragazzi: guida per genitori
Smartphone, tablet e computer fanno ormai parte della vita quotidiana di bambini e ragazzi.
Il problema non è semplicemente “usare lo smartphone”, ma come e per quanto tempo viene utilizzato, soprattutto quando molte ore della giornata vengono trascorse svolgendo attività da vicino e poco tempo all'aperto.
Per i genitori, quindi, l'obiettivo non dovrebbe essere demonizzare gli schermi, ma favorire abitudini più equilibrate.
Lo smartphone può rovinare la vista?
Non è corretto dire che uno smartphone “rovina gli occhi” in modo diretto.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
L'uso prolungato degli schermi può però favorire affaticamento visivo, secchezza, bruciore, mal di testa e difficoltà a mantenere la concentrazione.
Inoltre, nei bambini e nei ragazzi, molte ore trascorse in attività da vicino e poco tempo all'aperto sono considerate fattori associati allo sviluppo e alla progressione della miopia.
Il problema quindi non è la presenza dello schermo in sé, ma la combinazione tra distanza ravvicinata, durata dell'attività e stile di vita.
Perché gli occhi si stancano davanti allo schermo?
Quando un ragazzo utilizza lo smartphone tende spesso a mantenerlo molto vicino agli occhi.
Questo richiede un'attività prolungata di messa a fuoco da vicino.
Durante l'uso degli schermi, inoltre, si tende a battere meno frequentemente le palpebre, con maggiore evaporazione del film lacrimale.
Dopo molto tempo possono quindi comparire:
-
occhi stanchi o pesanti;
-
bruciore;
-
secchezza;
-
mal di testa;
-
difficoltà a mettere a fuoco passando dal vicino al lontano.
Nella maggior parte dei casi questi disturbi sono temporanei e migliorano interrompendo l'attività e facendo una pausa.
Smartphone e miopia: qual è il rapporto?
Negli ultimi anni la miopia è diventata sempre più frequente tra bambini e ragazzi.
Non esiste una sola causa.
La predisposizione genetica ha un ruolo importante, ma anche lo stile di vita può influire.
Le attività prolungate da vicino, come leggere, studiare o utilizzare smartphone e tablet, sono associate a un maggiore rischio di miopia, soprattutto quando vengono svolte per molte ore senza pause.
Anche trascorrere poco tempo all'aperto è considerato un fattore importante.
Per questo è più corretto parlare di equilibrio tra lavoro da vicino e attività all'aperto, piuttosto che accusare esclusivamente lo smartphone.
Quanto conta stare all'aperto?
Molto.
Il tempo trascorso all'aperto durante il giorno è considerato uno dei fattori protettivi più importanti nei confronti dello sviluppo della miopia nei bambini.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce di favorire almeno circa 90 minuti al giorno all'aperto in luce naturale.
Non è necessario praticare uno sport specifico: giocare, camminare, andare in bicicletta o semplicemente trascorrere tempo fuori casa può contribuire a ridurre il numero di ore dedicate alle attività da vicino.
Le pause sono importanti
Durante lo studio o l'uso prolungato dello smartphone è utile interrompere regolarmente la visione da vicino.
Una regola semplice è la cosiddetta 20-20-20: ogni 20 minuti, guardare per almeno 20 secondi qualcosa che si trova a circa 20 piedi, cioè circa 6 metri.
Non è una terapia, ma un modo semplice per rilassare temporaneamente la messa a fuoco da vicino.
Ancora più importante è evitare sessioni molto lunghe e continue davanti allo schermo.
Anche la distanza dallo schermo conta
Uno smartphone tenuto a pochi centimetri dagli occhi richiede uno sforzo maggiore rispetto a uno schermo utilizzato a una distanza più confortevole.
È quindi utile incoraggiare i ragazzi a:
-
evitare di tenere lo smartphone troppo vicino;
-
mantenere una postura comoda;
-
utilizzare caratteri abbastanza grandi;
-
evitare di usare il telefono in condizioni di scarsa illuminazione;
-
fare pause frequenti.
Quando possibile, per attività lunghe come studio o lettura, uno schermo più grande può essere più comodo rispetto a un piccolo smartphone.
La luce blu è il vero problema?
Spesso smartphone e tablet vengono associati automaticamente alla luce blu.
In realtà l'affaticamento visivo durante l'uso degli schermi dipende soprattutto dal tempo trascorso a distanza ravvicinata, dalla riduzione dell'ammiccamento e dall'assenza di pause.
Le lenti con filtro per la luce blu possono avere caratteristiche specifiche, ma non sostituiscono buone abitudini visive.
Puoi approfondire nella guida su come funzionano le lenti anti luce blu.
Quando è utile fare un controllo della vista?
Se un ragazzo tende ad avvicinarsi molto agli schermi, strizza gli occhi per vedere lontano, lamenta spesso mal di testa oppure riferisce di vedere male alla lavagna, è opportuno effettuare un controllo.
Anche in assenza di sintomi evidenti, i controlli periodici possono essere utili durante la crescita.
La miopia può infatti comparire e modificarsi nel tempo.
Per questo non bisogna attribuire automaticamente ogni disturbo allo smartphone: a volte dietro l'affaticamento può esserci semplicemente un difetto visivo non ancora corretto.
Cosa possono fare concretamente i genitori?
Non serve trasformare lo smartphone in un nemico.
È più utile stabilire alcune abitudini semplici:
-
alternare attività da vicino e attività all'aperto;
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evitare ore consecutive davanti allo schermo;
-
incoraggiare pause frequenti;
-
evitare di utilizzare il telefono troppo vicino agli occhi;
-
controllare che il ragazzo veda bene sia da vicino sia da lontano;
-
effettuare una visita se compaiono disturbi persistenti.
L'obiettivo è insegnare un uso più equilibrato degli schermi, non eliminarli completamente.
Smartphone e vista: la regola più importante
Per proteggere la vista dei ragazzi è utile guardare al quadro complessivo.
Schermi, libri, compiti e videogiochi sono tutte attività da vicino.
Il punto quindi non è soltanto limitare lo smartphone, ma alternare il lavoro da vicino con pause e tempo trascorso all'aperto.
È questa l'abitudine più semplice e utile da insegnare fin da piccoli.

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