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Disturbi della vista dovuti a schermi e dispositivi

Computer, smartphone e tablet occupano una parte sempre maggiore della giornata e, dopo molte ore davanti a uno schermo, è comune avvertire occhi stanchi, bruciore, secchezza, vista temporaneamente sfocata o mal di testa.

Questi sintomi vengono spesso indicati con espressioni come affaticamento visivo digitale, digital eye strain o computer vision syndrome.

È importante però partire da una distinzione fondamentale.

Il normale utilizzo di uno schermo può provocare discomfort e sintomi temporanei, ma questo non significa che computer e smartphone stiano necessariamente danneggiando la retina o “consumando” la vista.

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Larghezza montatura

Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta

  • XS fino a 123 mm.

  • S da 124 a 128 mm.

  • M da 129 a 133 mm.

  • L da 134 a 138 mm.

  • XL da 139 a 142 mm.

  • XXL oltre 143 mm.

I disturbi sono generalmente legati a una combinazione di fattori come:

  • visione prolungata alla stessa distanza;

  • riduzione o incompletezza dell'ammiccamento;

  • evaporazione del film lacrimale;

  • difetti refrattivi non adeguatamente corretti;

  • presbiopia;

  • richieste accomodative e binoculari;

  • caratteri troppo piccoli;

  • condizioni ergonomiche e ambientali poco confortevoli.

Capire quale sintomo compare e perché è quindi più utile che attribuire genericamente ogni problema alla “luce dello schermo”.

Che cos'è l'affaticamento visivo digitale?

L'affaticamento visivo digitale non è una singola malattia dell'occhio.

È un insieme di disturbi che possono comparire durante o dopo un utilizzo prolungato di:

  • computer;

  • tablet;

  • smartphone;

  • videogiochi;

  • altri dispositivi digitali.

I sintomi possono interessare direttamente gli occhi oppure comparire come conseguenza delle richieste visive e posturali associate all'attività.

Una persona può avere prevalentemente secchezza, un'altra mal di testa e un'altra ancora riferire una visione che diventa meno nitida dopo diverse ore.

Questo è uno dei motivi per cui non esiste un unico trattamento valido per tutti.

Quali sono i sintomi più comuni dopo molte ore davanti allo schermo?

Tra i disturbi riferiti più frequentemente troviamo:

  • occhi stanchi o pesanti;

  • bruciore;

  • secchezza;

  • sensazione di sabbia o corpo estraneo;

  • lacrimazione;

  • necessità di sbattere frequentemente le palpebre;

  • vista temporaneamente sfocata;

  • difficoltà a rimettere a fuoco passando dal vicino al lontano;

  • mal di testa;

  • fastidio alla luce;

  • difficoltà a mantenere a lungo la concentrazione visiva;

  • tensione a collo e spalle.

Non è necessario che siano presenti tutti contemporaneamente.

Inoltre la loro comparsa non dimostra automaticamente che esista una patologia oculare.

Perché gli occhi diventano stanchi davanti allo schermo?

Una delle ragioni è che il lavoro digitale richiede di mantenere per molto tempo l'attenzione visiva alla stessa distanza.

Quando osserviamo un monitor entrano in gioco continuamente:

  • messa a fuoco;

  • accomodazione;

  • convergenza;

  • coordinazione dei due occhi;

  • riconoscimento di caratteri e dettagli.

Se questa attività prosegue per ore senza variazioni, alcune persone possono avvertire discomfort.

La situazione può diventare più evidente se è presente anche un difetto visivo non perfettamente corretto.

Per esempio un piccolo astigmatismo o un'ipermetropia possono essere poco fastidiosi durante molte attività quotidiane ma diventare più evidenti dopo diverse ore di lettura digitale.

Perché davanti agli schermi si sbattono meno le palpebre?

Quando siamo concentrati su un'attività visiva possiamo ridurre la frequenza dell'ammiccamento e, soprattutto, effettuare più ammiccamenti incompleti.

Questo ha conseguenze sulla superficie dell'occhio.

Ogni volta che chiudiamo completamente le palpebre, il film lacrimale viene distribuito sulla cornea.

Se l'ammiccamento diminuisce o è incompleto, le lacrime possono evaporare più rapidamente e diventare meno stabili.

Possono così comparire:

  • bruciore;

  • secchezza;

  • sensazione di corpo estraneo;

  • vista fluttuante;

  • lacrimazione riflessa.

È uno dei principali collegamenti tra uso prolungato degli schermi e sintomi di superficie oculare.

Perché gli occhi possono lacrimare se sono secchi?

Occhio secco e lacrimazione non sono necessariamente opposti.

Quando il film lacrimale diventa instabile e la superficie oculare viene irritata, l'occhio può reagire producendo una lacrimazione riflessa.

Una persona può quindi riferire contemporaneamente:

  • sensazione di secchezza;

  • bruciore;

  • occhi che lacrimano.

La quantità di lacrime non è infatti l'unico elemento importante: conta anche la loro qualità e la stabilità del film lacrimale.

Se questi disturbi sono frequenti anche quando non vengono utilizzati dispositivi digitali, è utile approfondire le cause e il trattamento dell'occhio secco.

Perché la vista può diventare sfocata dopo molte ore al computer?

Una sfocatura temporanea può avere differenti spiegazioni.

Una delle più comuni è l'instabilità del film lacrimale.

La superficie anteriore dell'occhio contribuisce alla qualità ottica dell'immagine: se il film lacrimale si interrompe rapidamente, la visione può diventare meno nitida e poi migliorare dopo un ammiccamento.

Un'altra possibilità riguarda il sistema di messa a fuoco.

Dopo un'attività prolungata a distanza ravvicinata o intermedia, alcune persone possono percepire per qualche momento maggiore difficoltà nel passare alla visione lontana.

Anche una correzione refrattiva non adatta può contribuire.

La vista sfocata da schermo deve passare dopo una pausa?

Un disturbo legato esclusivamente all'affaticamento tende generalmente a essere temporaneo e a migliorare interrompendo l'attività, cambiando distanza o ripristinando una buona lubrificazione della superficie oculare.

Una vista persistentemente sfocata non dovrebbe però essere considerata normale soltanto perché si utilizza molto il computer.

È opportuno approfondire se:

  • la sfocatura permane a lungo;

  • compare anche al mattino prima dell'uso degli schermi;

  • interessa soprattutto un occhio;

  • peggiora progressivamente;

  • non migliora con gli occhiali abituali;

  • è associata a dolore o altri sintomi oculari.

Gli schermi possono provocare un vero calo della vista?

Bisogna distinguere una percezione temporanea di visione meno nitida da una reale perdita della funzione visiva.

Dopo molte ore di lavoro può sembrare di vedere peggio a causa di:

  • secchezza;

  • affaticamento;

  • difficoltà momentanea di messa a fuoco;

  • correzione ottica non ideale.

Un vero calo persistente o improvviso della vista non deve invece essere attribuito automaticamente al computer.

La News dedicata al calo della vista associato all'affaticamento può approfondire proprio la differenza tra sfocatura temporanea e cambiamento visivo che merita una valutazione.

Perché può venire mal di testa davanti al computer?

Il mal di testa durante il lavoro digitale può avere molte possibili origini.

Tra i fattori che possono contribuire troviamo:

  • attività visiva prolungata;

  • correzione refrattiva non adeguata;

  • presbiopia;

  • problemi di visione binoculare;

  • postura;

  • tensione di collo e spalle;

  • illuminazione poco confortevole;

  • stress;

  • altre forme di cefalea non direttamente oculari.

Non bisogna quindi concludere automaticamente che il mal di testa sia provocato “dalla luce dello schermo”.

Se il disturbo compare sistematicamente durante determinate attività visive, può essere utile verificare sia la postazione sia la correzione utilizzata.

Perché può essere difficile mettere a fuoco lontano dopo aver guardato il monitor?

Quando lavoriamo al computer manteniamo per molto tempo la messa a fuoco a una distanza relativamente vicina.

Passando improvvisamente a un oggetto lontano, alcune persone possono percepire per qualche istante una certa difficoltà nel recuperare una visione completamente nitida.

Questo fenomeno può diventare più evidente in presenza di:

  • affaticamento;

  • problemi accomodativi;

  • difetti refrattivi;

  • visione prolungata molto ravvicinata.

Se però la difficoltà persiste o si ripete frequentemente anche senza utilizzo intenso degli schermi, non dovrebbe essere liquidata semplicemente come stanchezza.

Gli schermi causano danni alla retina?

Nelle normali condizioni di utilizzo dei dispositivi elettronici di consumo, non esistono prove convincenti che la luce degli schermi provochi danni retinici o degenerazione maculare.

Questo è importante perché molte pubblicità utilizzano espressioni come:

  • luce digitale dannosa;

  • retina sotto attacco;

  • schermo che rovina la macula.

Sono formulazioni che possono far confondere l'affaticamento visivo con un danno anatomico.

Gli occhi possono certamente diventare stanchi o secchi dopo molte ore davanti al monitor.

È però un concetto molto diverso dall'affermare che lo schermo stia distruggendo le cellule della retina.

La luce blu dello schermo fa male agli occhi?

La luce blu fa parte dello spettro della luce visibile ed è presente anche nella luce naturale.

Gli schermi ne emettono una quantità molto inferiore rispetto a quella ricevuta dalla luce ambientale naturale.

L'esposizione ordinaria a computer e smartphone non è stata dimostrata come causa di danno retinico nell'uomo.

Questo non significa che la luce non possa avere effetti biologici.

La luce, soprattutto nelle ore serali, può influenzare i ritmi circadiani e il sonno.

Ma questo è differente dal sostenere che la componente blu dello schermo provochi una lesione della retina.

Gli occhiali anti-luce blu riducono l'affaticamento da schermo?

Le evidenze disponibili non mostrano un beneficio clinico convincente delle comuni lenti filtranti la luce blu nel ridurre l'affaticamento visivo digitale rispetto a normali lenti prive di tale filtro.

Per questo non dovrebbero essere considerate un dispositivo necessario per chi utilizza il computer.

Una persona può comunque scegliere una lente con determinate caratteristiche di trasmissione in base a preferenze individuali.

Ma il filtro blu non sostituisce:

  • una prescrizione corretta;

  • una distanza adeguata;

  • una buona illuminazione;

  • una gestione dell'occhio secco;

  • pause periodiche.

Il tema è approfondito nell'articolo sugli occhiali da computer e le lenti con filtro blu.

La modalità notturna protegge la retina?

No.

Funzioni come:

  • modalità notte;

  • filtro giallo;

  • temperatura colore calda;

  • dark mode;

possono modificare l'aspetto dello schermo e risultare più confortevoli in alcune condizioni.

Non devono però essere considerate sistemi per impedire un danno retinico.

La loro utilità riguarda soprattutto:

  • preferenze personali;

  • comfort;

  • gestione della luminosità serale;

  • in alcuni casi riduzione dell'esposizione serale a luce che può interferire con il ritmo sonno-veglia.

La modalità scura affatica meno gli occhi?

Dipende dalla persona e dalle condizioni ambientali.

Alcune persone preferiscono un testo chiaro su fondo scuro, soprattutto in ambienti poco illuminati.

Altre leggono meglio con testo scuro su fondo chiaro.

Non esiste una modalità universale capace di prevenire l'affaticamento o proteggere la retina.

Conta soprattutto che:

  • il contrasto sia sufficiente;

  • il testo sia leggibile;

  • la luminosità non sia fastidiosa;

  • non sia necessario sforzarsi per distinguere i caratteri.

Gli schermi causano cataratta?

Non esistono prove che il normale utilizzo di computer e smartphone provochi cataratta attraverso la luce normalmente emessa dal display.

La cataratta consiste nell'opacizzazione del cristallino ed è associata soprattutto a fattori come:

  • età;

  • predisposizione individuale;

  • alcune condizioni sistemiche;

  • determinati farmaci;

  • traumi;

  • esposizioni specifiche.

Non bisogna quindi collegare automaticamente anni di lavoro al computer alla comparsa di cataratta.

Gli schermi causano glaucoma?

Il normale utilizzo di dispositivi digitali non è considerato una causa diretta del glaucoma.

Il glaucoma è un gruppo di patologie caratterizzate da un danno progressivo del nervo ottico e presenta fattori di rischio specifici.

L'affaticamento oculare dopo ore davanti al PC non è di per sé un segno di glaucoma.

Questo è importante perché sintomi molto comuni come occhi stanchi o mal di testa non permettono di diagnosticare patologie oculari specifiche.

Gli schermi provocano degenerazione maculare?

Non ci sono evidenze cliniche convincenti che il normale uso di smartphone, tablet e computer provochi la degenerazione maculare legata all'età.

La AMD è una patologia multifattoriale nella quale hanno un ruolo elementi come:

  • età;

  • genetica;

  • fumo;

  • altri fattori individuali e sistemici.

La normale luce emessa dai display non deve essere presentata come una causa dimostrata della malattia.

Computer e smartphone fanno diventare miopi?

La questione è più complessa.

Non è corretto dire semplicemente:

“La luce dello smartphone causa la miopia.”

Nei bambini e negli adolescenti, però, molto tempo dedicato alle attività ravvicinate e poco tempo trascorso all'aperto sono stati associati allo sviluppo e alla progressione della miopia.

Smartphone, tablet, studio e lettura fanno tutti parte delle attività da vicino.

Il problema non sembra quindi essere una particolare radiazione del display, ma l'insieme delle abitudini visive, insieme a fattori genetici e individuali.

Negli adulti il rapporto tra uso del computer e comparsa della miopia non può essere ridotto a una semplice relazione causa-effetto.

Smartphone e computer affaticano gli occhi nello stesso modo?

Non esattamente.

Lo smartphone viene normalmente utilizzato:

  • a una distanza più ravvicinata;

  • con caratteri più piccoli;

  • in posizioni molto variabili;

  • spesso per molte brevi sessioni durante tutta la giornata.

Il monitor di un computer viene invece utilizzato generalmente a distanza intermedia e spesso per sessioni molto lunghe.

Entrambe le condizioni possono favorire discomfort, ma le richieste visive sono differenti.

Per questo una soluzione ottica adatta al computer non è necessariamente identica a quella utilizzata per leggere lo smartphone.

I tablet sono più comodi per gli occhi?

Non esiste una risposta universale.

Un tablet può offrire caratteri più grandi rispetto allo smartphone, ma viene spesso utilizzato a una distanza più vicina rispetto al monitor.

Il comfort dipende soprattutto da:

  • distanza;

  • dimensione del testo;

  • illuminazione;

  • durata;

  • postura;

  • capacità visiva individuale.

Non è quindi la categoria del dispositivo a determinare da sola la comparsa dei sintomi.

I videogiochi possono affaticare gli occhi?

Sì, soprattutto quando comportano sessioni lunghe e molto concentrate.

Durante il gioco si può ridurre l'ammiccamento, proprio come durante il lavoro.

Inoltre l'attenzione prolungata può rendere meno spontaneo fare pause.

Possono così comparire:

  • secchezza;

  • bruciore;

  • stanchezza visiva;

  • mal di testa;

  • difficoltà temporanea di messa a fuoco.

Non significa però che il videogioco stia necessariamente causando un danno strutturale agli occhi.

Perché a fine giornata gli occhi possono essere più rossi?

Un uso prolungato del monitor può favorire secchezza e irritazione della superficie oculare, che in alcune persone possono essere accompagnate da un certo arrossamento.

Ma occhio rosso non significa automaticamente affaticamento da schermo.

Arrossamento può essere associato anche a:

  • allergia;

  • congiuntivite;

  • blefarite;

  • occhio secco;

  • uso delle lenti a contatto;

  • infiammazioni oculari più importanti.

Un occhio molto rosso associato a dolore, fotofobia o riduzione della vista necessita di maggiore attenzione.

Chi porta lenti a contatto può avere più fastidio al computer?

Può succedere.

Il lavoro prolungato davanti allo schermo può ridurre l'ammiccamento e rendere più evidenti sintomi di secchezza anche nei portatori di lenti a contatto.

Possono comparire:

  • lente meno confortevole;

  • sensazione di secchezza;

  • vista che fluttua;

  • bisogno di ammiccare frequentemente.

In presenza di occhio rosso, dolore, fotofobia o calo visivo mentre si indossano lenti a contatto, è prudente rimuoverle e richiedere una valutazione appropriata.

Questi sintomi non devono essere attribuiti semplicemente al computer.

Perché alcuni giorni il computer dà fastidio e altri no?

I sintomi possono variare perché dipendono da molti fattori contemporaneamente.

Possono peggiorare con:

  • molte ore consecutive di lavoro;

  • sonno insufficiente;

  • aria condizionata;

  • ambiente molto secco;

  • lenti a contatto;

  • maggiore concentrazione;

  • caratteri piccoli;

  • giornate con meno pause;

  • problemi della superficie oculare.

Questo spiega perché una persona possa lavorare senza problemi un giorno e avere occhi molto secchi il giorno successivo.

Gli schermi possono causare fotofobia?

Il monitor può risultare fastidioso a una persona che è già sensibile alla luce, ma una vera fotofobia significativa non dovrebbe essere sempre attribuita all'uso digitale.

Una luminosità eccessiva o un forte contrasto ambientale possono provocare discomfort.

Una fotofobia intensa o nuova, soprattutto se associata a:

  • occhio rosso;

  • dolore;

  • peggioramento visivo;

può invece essere un segnale di una condizione oculare che richiede valutazione.

Gli occhi possono abituarsi allo schermo?

Il sistema visivo può adattarsi alle attività quotidiane, ma questo non significa che si debbano ignorare sintomi persistenti.

Se ogni giornata lavorativa termina con:

  • forte bruciore;

  • sfocatura significativa;

  • mal di testa;

  • difficoltà di messa a fuoco;

non è necessario accettarlo come conseguenza inevitabile del lavoro.

Può essere utile individuare il fattore principale: superficie oculare, correzione, postura, distanza o altro.

Cosa può peggiorare i disturbi da schermo?

Tra i fattori più frequenti troviamo:

  • molte ore senza pause;

  • caratteri troppo piccoli;

  • illuminazione poco confortevole;

  • riflessi;

  • monitor mal posizionato;

  • correzione non adeguata;

  • presbiopia;

  • ambiente secco;

  • aria condizionata diretta;

  • uso prolungato di lenti a contatto in presenza di secchezza;

  • ridotto ammiccamento.

La pagina con i consigli per chi lavora molte ore al PC è dedicata proprio agli interventi pratici su questi aspetti.

Distanza e postura possono provocare sintomi oculari?

Una postazione poco confortevole può contribuire al discomfort generale.

Se il monitor è troppo lontano, per esempio, una persona può sporgersi continuamente in avanti.

Se è troppo alto, può mantenere collo e testa in una posizione innaturale.

Se gli occhiali non sono adatti alla distanza dello schermo, può inoltre modificare inconsapevolmente la postura per cercare una zona più nitida.

La configurazione fisica viene approfondita nella guida su distanza del monitor e postura al PC.

Gli occhiali sbagliati possono peggiorare i sintomi?

Possono contribuire.

Una correzione non adeguata può rendere più impegnativa un'attività che dura molte ore.

È possibile, per esempio, che diventino più evidenti:

  • astigmatismo;

  • ipermetropia;

  • presbiopia;

  • differenze tra i due occhi.

Inoltre un occhiale progettato per una distanza diversa da quella del monitor può portare a continui adattamenti della testa e del corpo.

Il rapporto tra occhiali e postura davanti al computer è quindi un aspetto da considerare quando il problema compare soprattutto durante il lavoro.

Tutti gli occhi stanchi sono affaticamento visivo digitale?

No.

L'uso degli schermi rappresenta soltanto una delle possibili situazioni in cui può comparire affaticamento.

Sintomi simili possono essere presenti anche durante:

  • lettura;

  • studio;

  • lavori manuali di precisione;

  • guida prolungata;

  • attività che richiedono concentrazione visiva.

Esistono inoltre condizioni oculari e refrattive che possono imitare la semplice stanchezza.

Per questo l'affaticamento oculare, le sue cause e i suoi sintomi rappresenta un argomento più ampio rispetto al solo utilizzo degli schermi.

Come distinguere affaticamento da un problema oculare?

Non è sempre possibile farlo da soli.

Alcuni elementi sono però utili.

Un disturbo compatibile con affaticamento tende più facilmente a:

  • comparire dopo attività prolungata;

  • interessare entrambi gli occhi;

  • migliorare con una pausa;

  • variare durante la giornata.

È invece meno tipico attribuire al semplice lavoro al computer:

  • calo visivo improvviso;

  • forte dolore;

  • grave fotofobia;

  • visione doppia improvvisa;

  • perdita di una parte del campo visivo;

  • lampi e numerosi nuovi corpi mobili;

  • importante differenza improvvisa tra un occhio e l'altro.

Quando la vista sfocata richiede una valutazione?

È opportuno approfondire se la sfocatura:

  • non migliora dopo una pausa;

  • è presente costantemente;

  • interessa soprattutto un occhio;

  • compare improvvisamente;

  • peggiora progressivamente;

  • si accompagna a distorsioni;

  • è associata a dolore o arrossamento importante.

In queste situazioni non bisogna continuare semplicemente a ridurre luminosità o aumentare lo zoom.

Bisogna individuarne la causa.

Quando il mal di testa richiede un controllo visivo?

Se compare ripetutamente durante lettura o computer può essere utile verificare:

  • refrazione;

  • presbiopia;

  • esigenze alla distanza intermedia;

  • coordinazione dei due occhi;

  • postazione.

Questo non significa che tutti i mal di testa abbiano origine oculare.

Se la cefalea presenta caratteristiche nuove, importanti o associate ad altri sintomi neurologici, deve essere valutata nel contesto appropriato e non attribuita automaticamente alla vista.

Quando bisogna preoccuparsi subito?

Alcuni sintomi non sono compatibili con il normale affaticamento digitale e possono richiedere una valutazione tempestiva.

Tra questi:

  • perdita improvvisa o marcato calo della vista;

  • improvvisa visione doppia, soprattutto con altri sintomi neurologici;

  • forte dolore oculare;

  • occhio rosso con fotofobia o cambiamento della vista;

  • trauma oculare;

  • lampi associati a molti nuovi corpi mobili;

  • ombra o tenda nel campo visivo.

Il fatto che questi sintomi compaiano mentre si sta usando un computer può essere semplicemente una coincidenza.

Non devono essere interpretati come normale stanchezza da schermo.

Per una guida più ampia è utile sapere quando fare una visita oculistica.

Cosa fare se i disturbi compaiono soltanto al computer?

La prima cosa è capire quale tipo di sintomo prevale.

Se predominano bruciore e secchezza, può essere importante la superficie oculare.

Se prevale la sfocatura, bisogna considerare anche correzione e distanza di lavoro.

Se compare mal di testa, devono essere valutati sia gli aspetti visivi sia quelli posturali.

Se il disagio si presenta soprattutto dopo molte ore, può essere utile modificare:

  • durata delle sessioni;

  • pause;

  • distanza;

  • dimensioni del testo;

  • illuminazione;

  • ventilazione dell'ambiente.

Non esiste quindi un singolo “rimedio per gli occhi da computer”.

Serve necessariamente un collirio?

No.

Lavorare molte ore davanti a uno schermo non costituisce di per sé un'indicazione a utilizzare colliri.

Se è presente occhio secco possono essere consigliate, quando appropriate, lacrime artificiali o altre strategie specifiche.

Non bisogna invece utilizzare autonomamente per la semplice stanchezza da computer:

  • antibiotici oculari;

  • corticosteroidi;

  • colliri medicinali non prescritti.

Un trattamento corretto dipende dalla causa reale dei sintomi.

Bisogna fare una visita ogni anno se si lavora al computer?

Non esiste un intervallo universale valido per tutti semplicemente perché si svolge un lavoro al videoterminale.

La frequenza dei controlli oculari dipende da:

  • età;

  • difetti refrattivi;

  • patologie oculari;

  • condizioni sistemiche;

  • sintomi;

  • fattori di rischio;

  • indicazioni dello specialista.

Chi presenta disturbi ricorrenti non dovrebbe però aspettare una scadenza prestabilita prima di verificare la situazione.

Come ridurre i disturbi da schermo?

Le strategie pratiche dipendono dalla causa, ma spesso comprendono:

  • interrompere periodicamente la visione alla stessa distanza;

  • ricordarsi di ammiccare;

  • utilizzare caratteri sufficientemente grandi;

  • evitare riflessi;

  • regolare la luminosità in funzione dell'ambiente;

  • utilizzare una distanza confortevole;

  • evitare aria diretta sugli occhi;

  • correggere adeguatamente eventuali difetti visivi;

  • valutare la superficie oculare se la secchezza è frequente.

Questa pagina è dedicata soprattutto a cosa sono i disturbi e perché compaiono; per configurare concretamente la giornata e la postazione puoi seguire i consigli pratici per chi lavora al PC.

Schermi e occhi: cosa bisogna ricordare

Computer, smartphone e tablet possono essere associati a disturbi visivi temporanei, soprattutto quando vengono utilizzati per molte ore senza variazioni dell'attività.

Tra i sintomi più frequenti troviamo:

  • occhi stanchi;

  • bruciore;

  • secchezza;

  • lacrimazione;

  • vista temporaneamente sfocata;

  • difficoltà di messa a fuoco;

  • mal di testa.

Le cause sono spesso multifattoriali.

Riduzione dell'ammiccamento, instabilità del film lacrimale, lavoro prolungato alla stessa distanza, correzione refrattiva non adeguata e condizioni ergonomiche possono contribuire contemporaneamente.

La normale luce emessa dagli schermi non è stata dimostrata come causa di danni retinici, cataratta, glaucoma o degenerazione maculare nelle normali condizioni d'uso.

Anche gli occhiali con filtro per la luce blu non devono essere considerati indispensabili per impedire un presunto danno oculare da computer.

Soprattutto, non ogni disturbo comparso davanti a uno schermo è “affaticamento digitale”.

Una sfocatura persistente, un forte dolore, un improvviso calo visivo, visione doppia improvvisa, un occhio rosso con fotofobia o la comparsa di lampi e numerosi nuovi corpi mobili richiedono un ragionamento diverso.

Il computer può affaticare gli occhi; non deve però diventare la spiegazione automatica per qualsiasi cambiamento della vista.

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