Glaucoma, malattie degli occhi
Quanto è diffuso il glaucoma in Italia?
In Italia si stima che circa un milione di persone convivano con il glaucoma e che una quota molto consistente, indicata intorno alla metà, non sappia ancora di avere la malattia. Il problema principale è che le forme più comuni possono svilupparsi lentamente e senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali.
Il glaucoma rappresenta quindi non soltanto una patologia oculare importante, ma anche un problema di prevenzione.
Secondo IAPB Italia, il numero delle persone che non hanno ancora ricevuto una diagnosi rimane elevato proprio perché il glaucoma può danneggiare progressivamente il nervo ottico mentre la visione centrale continua ad apparire normale.
Per comprendere la malattia nel suo insieme puoi partire dalla nostra guida glaucoma: cos'è, sintomi, cause, diagnosi e trattamento.
Possiamo conoscere con precisione quanti italiani hanno il glaucoma?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Le stime devono essere interpretate con attenzione.
Non esiste infatti un grande studio epidemiologico nazionale capace di stabilire con assoluta precisione prevalenza e incidenza del glaucoma nell'intera popolazione italiana.
I dati disponibili derivano da studi internazionali, indagini territoriali, campagne di prevenzione e stime epidemiologiche.
Per questo è più corretto parlare di circa un milione di persone potenzialmente interessate piuttosto che considerare il numero come un conteggio esatto dei pazienti italiani.
Ciò che emerge con maggiore chiarezza è però un altro dato: una parte significativa dei casi può rimanere non riconosciuta.
Perché così tante persone possono non sapere di avere il glaucoma?
Il motivo principale è il comportamento della forma più comune della malattia, il glaucoma primario ad angolo aperto.
Nelle fasi iniziali generalmente non provoca dolore e può non alterare immediatamente la visione centrale.
Il danno interessa progressivamente il nervo ottico e può iniziare in zone periferiche del campo visivo. Poiché il cambiamento è lento, il cervello riesce per un certo periodo a compensare le piccole aree mancanti.
La persona continua quindi a leggere, utilizzare il computer, guidare o svolgere molte attività quotidiane senza percepire un problema evidente.
Quando il restringimento del campo visivo diventa chiaramente percepibile, una parte del danno può essere già presente.
Vedere bene significa non avere il glaucoma?
No.
Questo è probabilmente uno degli aspetti più importanti da comprendere.
Una buona acuità visiva centrale non esclude il glaucoma.
In alcune campagne di prevenzione condotte in Italia è emerso che persone convinte di vedere bene presentavano comunque alterazioni oculari meritevoli di approfondimento.
È quindi rischioso considerare la propria percezione visiva come un test sufficiente dello stato di salute dell'occhio.
Il glaucoma è proprio una delle condizioni nelle quali assenza di sintomi e assenza di malattia non coincidono necessariamente.
Perché il glaucoma è chiamato “ladro silenzioso della vista”?
L'espressione nasce dalla capacità della malattia di progredire senza manifestarsi chiaramente.
Il danno glaucomatoso interessa il nervo ottico e può ridurre progressivamente il campo visivo.
Poiché questo processo avviene spesso lentamente, la persona può non rendersi conto della perdita fino a quando l'alterazione è diventata più importante.
La definizione non deve però far pensare che tutti i tipi di glaucoma siano sempre asintomatici. Alcune forme, come un attacco acuto ad angolo chiuso, possono invece provocare sintomi molto intensi e richiedere assistenza urgente.
Puoi approfondire le differenze nella guida dedicata ai tipi di glaucoma: angolo aperto, angolo chiuso e forme secondarie.
Che cosa succede alla vista quando il glaucoma progredisce?
Il danno interessa progressivamente le fibre del nervo ottico.
Nelle forme croniche la perdita può iniziare in determinate zone del campo visivo periferico, mentre la parte centrale rimane relativamente conservata per molto tempo.
Con l'avanzare della malattia le aree compromesse possono diventare più estese e interferire sempre di più con la vita quotidiana.
Negli stadi avanzati il campo visivo può ridursi in maniera importante.
La perdita già prodotta dal danno nervoso non viene normalmente recuperata con le terapie disponibili, motivo per cui individuare la malattia precocemente è particolarmente importante.
Abbiamo approfondito il meccanismo nell'articolo glaucoma e nervo ottico: come avviene il danno alla vista.
Il glaucoma aumenta con l'età?
L'età rappresenta uno dei principali elementi associati all'aumento del rischio.
Con il progressivo invecchiamento della popolazione è quindi prevedibile che il numero complessivo di persone affette da glaucoma possa crescere nei prossimi anni.
Questo non significa che il glaucoma sia esclusivamente una malattia degli anziani. Può comparire anche prima e ne esistono forme che interessano persone giovani o, più raramente, bambini.
Tuttavia l'aumento dell'età rende ancora più importante non trascurare i controlli oculistici periodici.
Chi presenta un rischio maggiore?
Oltre all'età, esistono diversi elementi che possono aumentare la probabilità di sviluppare glaucoma.
La familiarità è particolarmente importante: avere un genitore o un fratello affetto dalla malattia dovrebbe essere comunicato all'oculista.
Anche una pressione intraoculare elevata, alcune caratteristiche anatomiche dell'occhio e determinate condizioni cliniche possono modificare il rischio individuale.
Non tutti coloro che presentano uno di questi fattori svilupperanno necessariamente glaucoma, ma possono avere bisogno di maggiore attenzione.
Per approfondire puoi leggere glaucoma: fattori di rischio e chi dovrebbe sottoporsi a controlli più attenti.
Perché la diagnosi non può basarsi solo sulla pressione?
Un altro motivo per cui il glaucoma può sfuggire è che non coincide semplicemente con una pressione intraoculare elevata.
Esistono persone con pressione alta che non mostrano il tipico danno glaucomatoso e persone che sviluppano glaucoma pur avendo valori pressori non particolarmente elevati.
Per questo la tonometria è importante, ma non basta.
La diagnosi richiede una valutazione complessiva che comprende il nervo ottico e, quando indicato, esami come campo visivo e OCT.
Puoi approfondire come viene diagnosticato il glaucoma e quali esami vengono utilizzati.
Perché i controlli oculistici sono così importanti?
Se una malattia produce sintomi precoci, la comparsa del disturbo può spingere la persona a richiedere una visita.
Nel glaucoma questo meccanismo spesso non funziona.
La visita deve quindi arrivare prima del sintomo, soprattutto nelle persone che presentano un rischio maggiore.
L'obiettivo non è effettuare continuamente esami senza motivo, ma individuare un programma di controlli coerente con età, familiarità e caratteristiche oculari.
La diagnosi precoce permette di intervenire quando gran parte della funzione visiva è ancora conservata.
Abbiamo dedicato a questo tema la guida glaucoma: prevenzione, controlli e quando fare una visita oculistica.
Esistono differenze tra le diverse zone d'Italia?
I dati disponibili mostrano che la distribuzione delle patologie oculari e l'accesso ai servizi possono variare tra territori.
Alcune indagini italiane hanno evidenziato differenze regionali nella frequenza di sospetti o alterazioni oculari e anche nell'accessibilità alle cure specialistiche.
Questi risultati devono però essere interpretati con prudenza: non permettono di stabilire in modo definitivo che una determinata regione abbia necessariamente una prevalenza di glaucoma superiore a un'altra nell'intera popolazione.
La qualità e la tempestività dell'accesso ai controlli possono comunque incidere sulla capacità di individuare precocemente la malattia.
Il glaucoma è una delle principali cause di cecità?
Sì.
A livello mondiale il glaucoma rappresenta una delle principali cause di perdita visiva e una delle più importanti cause di cecità irreversibile.
Questo non significa però che chi riceve una diagnosi di glaucoma sia destinato a perdere la vista.
Oggi esistono terapie farmacologiche, laser e chirurgiche in grado di ridurre la pressione intraoculare e rallentare la progressione della malattia in molti pazienti.
Il fattore decisivo è intervenire prima che il nervo ottico abbia subito un danno molto avanzato e continuare a monitorare la situazione nel tempo.
Perché una diagnosi precoce cambia la prospettiva?
Nel glaucoma il trattamento mira soprattutto a conservare la funzione visiva che è ancora presente.
Se la malattia viene individuata quando il danno è iniziale, lo specialista dispone di un patrimonio visivo maggiore da cercare di proteggere.
Se invece la diagnosi arriva quando una parte importante del campo visivo è già compromessa, quella perdita non può normalmente essere recuperata.
È questa la ragione per cui il numero delle persone inconsapevoli di avere glaucoma è epidemiologicamente così importante.
Non interessa soltanto sapere quante persone hanno la malattia: interessa capire quante non lo sanno ancora.
Qual è quindi il vero problema del glaucoma in Italia?
Il dato più rilevante non è soltanto il numero assoluto dei pazienti.
Il problema è la combinazione di diversi fattori: una malattia relativamente frequente, una popolazione che invecchia e una lunga fase nella quale molte persone possono non avvertire sintomi.
Secondo le stime utilizzate da IAPB Italia, circa un milione di italiani potrebbe essere affetto da glaucoma e approssimativamente la metà potrebbe non esserne consapevole.
Questi numeri aiutano a comprendere perché le campagne di prevenzione insistano sulla visita oculistica e sulla diagnosi precoce.
In sintesi
Il glaucoma è una patologia relativamente diffusa anche in Italia e rappresenta un importante problema di prevenzione perché può progredire a lungo senza sintomi evidenti.
Le stime più utilizzate parlano di circa un milione di persone interessate nel nostro Paese, con una quota molto consistente di casi ancora non diagnosticati.
Questi numeri devono essere considerati stime, perché non disponiamo di un unico studio epidemiologico nazionale capace di fornire un conteggio definitivo.
Il messaggio più importante resta però valido: vedere bene non basta per escludere il glaucoma.
La diagnosi precoce attraverso controlli appropriati permette di individuare la malattia prima che il danno al nervo ottico diventi avanzato e offre maggiori possibilità di conservare la funzione visiva nel tempo.
Per conoscere le altre patologie oculari puoi consultare anche la sezione dedicata alle malattie degli occhi.

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