Ginnastica per gli occhi che cos'è
Gli esercizi oculari possono essere utili in situazioni specifiche, ma non correggono miopia, astigmatismo, ipermetropia o presbiopia
Con l’espressione ginnastica per gli occhi vengono indicate attività molto diverse tra loro: guardare alternativamente vicino e lontano, muovere gli occhi in varie direzioni, fare pause davanti al computer oppure eseguire veri esercizi di convergenza prescritti per particolari problemi della visione binoculare.
Metterli tutti sullo stesso piano può creare confusione.
Alcuni semplici esercizi possono offrire una sensazione di riposo quando gli occhi sono affaticati. In condizioni specifiche, come alcuni disturbi della convergenza, esistono invece esercizi strutturati che possono avere una vera funzione riabilitativa se indicati dopo una valutazione professionale.
Ciò che gli esercizi oculari non fanno è modificare la lunghezza del bulbo oculare, cambiare stabilmente la curvatura della cornea o restituire elasticità al cristallino. Per questo non possono essere considerati una cura per i comuni difetti refrattivi.
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Per distinguere questi problemi puoi approfondire miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Perché si parla di “allenare” gli occhi?
L’occhio possiede diversi muscoli. I muscoli extraoculari permettono di muovere il bulbo nelle varie direzioni, mentre altri meccanismi partecipano alla messa a fuoco e al coordinamento dei due occhi.
Da qui nasce facilmente l’idea che esercitarli possa rendere la vista più forte nello stesso modo in cui l’attività fisica rafforza un muscolo.
Il paragone, però, è solo parzialmente corretto.
La capacità di vedere nitidamente dipende da molti elementi: cornea, cristallino, lunghezza dell’occhio, retina, nervo ottico e cervello. Una persona miope, per esempio, non vede male perché i muscoli oculari sono poco allenati, ma perché il sistema ottico focalizza la luce davanti alla retina.
Muovere ripetutamente gli occhi verso l’alto, il basso o lateralmente non modifica questa condizione.
Gli esercizi acquistano invece un significato diverso quando il problema riguarda il coordinamento tra i due occhi, la convergenza o altre funzioni specifiche che possono essere valutate e, in alcuni casi, allenate.
Gli esercizi possono ridurre gli occhi stanchi?
Se per ginnastica oculare intendiamo soprattutto fare pause, cambiare distanza di osservazione e interrompere il lavoro prolungato da vicino, allora queste abitudini possono essere utili per ridurre il disagio associato all’affaticamento visivo.
Quando lavoriamo per molte ore davanti a un monitor manteniamo a lungo lo sguardo a una distanza simile e tendiamo anche ad ammiccare meno o in maniera incompleta. Possono così comparire bruciore, pesantezza, secchezza e una temporanea difficoltà di messa a fuoco.
Guardare periodicamente lontano non “cura” l’occhio, ma interrompe l’impegno continuativo della visione da vicino. Chiudere gli occhi per qualche secondo può dare una breve pausa dalla luce, mentre ricordarsi di ammiccare completamente favorisce la normale distribuzione delle lacrime sulla superficie oculare.
Per chi trascorre molte ore davanti agli schermi può essere utile approfondire gli effetti dell’uso prolungato di computer, smartphone e tablet sulla vista.
Una serie di indicazioni pratiche su pause e riposo visivo è disponibile anche in come riposare gli occhi durante il lavoro al computer.
Quando la ginnastica oculare può avere una funzione terapeutica
Esistono condizioni nelle quali determinati esercizi non hanno soltanto una funzione rilassante.
Un esempio importante è l’insufficienza di convergenza.
Quando osserviamo un oggetto vicino, i due occhi devono ruotare verso l’interno in maniera coordinata affinché l’immagine rimanga singola. In alcune persone questo meccanismo non funziona in modo efficiente e le attività da vicino possono provocare affaticamento, cefalea, visione sfocata o doppia e difficoltà nel mantenere la concentrazione.
Dopo una diagnosi specifica possono essere prescritti esercizi di convergenza o programmi di terapia visiva.
In questo caso non si tratta di eseguire casualmente movimenti trovati online. Gli esercizi vengono scelti per una determinata funzione visiva e possono richiedere un controllo dell’evoluzione nel tempo.
Anche persone che possiedono un’acuità visiva normale possono presentare problemi di convergenza: vedere dieci decimi non significa necessariamente che tutte le funzioni binoculari siano perfettamente coordinate.
Muovere gli occhi in tutte le direzioni serve?
Guardare in alto, in basso, a destra e a sinistra mette naturalmente in movimento i muscoli extraoculari. Per una persona sana questi movimenti fanno già parte continuamente della vita quotidiana.
Eseguirli lentamente può rappresentare una breve interruzione della fissazione del monitor e alcune persone trovano piacevole farlo dopo molte ore di lavoro.
Non ci sono però ragioni per forzare gli occhi verso le posizioni estreme o ripetere decine di volte gli stessi movimenti nella speranza di ottenere una vista più nitida.
Analogamente, tracciare con lo sguardo un cerchio, una X oppure un otto non corregge una prescrizione.
Se il movimento provoca dolore, vertigini, nausea o visione doppia, non ha senso insistere. Un sintomo riproducibile con i movimenti oculari può meritare una valutazione anziché un allenamento sempre più intenso.
Blinking, palming e messa a fuoco vicino-lontano
Il blinking, cioè l’ammiccamento volontario, è probabilmente una delle abitudini più semplici e sensate durante il lavoro digitale.
Non “ossigena il cristallino”, ma contribuisce a distribuire il film lacrimale sulla superficie dell’occhio. Quando ci concentriamo sullo schermo possiamo ammiccare meno e questo può favorire secchezza e bruciore.
Il cosiddetto palming, che consiste nel chiudere gli occhi e coprirli delicatamente con le mani senza esercitare pressione, può essere considerato semplicemente una breve pausa al buio. Può risultare rilassante, ma non modifica la gradazione e non cura patologie oculari.
Alternare invece la messa a fuoco tra un oggetto vicino e uno lontano modifica realmente la richiesta accomodativa. Anche in questo caso, però, il risultato principale è una variazione dell’attività visiva e non una correzione permanente del difetto refrattivo.
Chi avverte frequentemente secchezza e bruciore può approfondire sindrome dell’occhio secco: sintomi e diagnosi.
La ginnastica degli occhi può eliminare gli occhiali?
Per i comuni difetti refrattivi, no.
La miopia è frequentemente associata a una lunghezza del bulbo oculare eccessiva rispetto al potere ottico dell’occhio. Nell’ipermetropia il rapporto tra lunghezza e potere è differente. Nell’astigmatismo il sistema ottico non possiede lo stesso potere nei diversi meridiani. Con la presbiopia, invece, diminuisce progressivamente la capacità del cristallino di cambiare forma per mettere a fuoco da vicino.
Nessuno di questi meccanismi viene normalmente eliminato facendo ruotare gli occhi o seguendo un dito.
Una persona può percepire temporaneamente meno affaticamento dopo alcuni esercizi e questo può essere interpretato erroneamente come un miglioramento della gradazione.
Sono due fenomeni differenti.
Gli occhiali e le lenti a contatto correggono il percorso della luce affinché l’immagine possa essere focalizzata correttamente sulla retina. Quando sono necessari, gli esercizi oculari non rappresentano un loro sostituto.
Quando conviene approfondire invece di fare esercizi da soli
Se gli occhi si sentono semplicemente stanchi dopo una giornata particolarmente impegnativa, pause, sonno adeguato, buona illuminazione e una postazione più confortevole possono essere sufficienti.
È invece utile effettuare un controllo quando compaiono ripetutamente visione doppia, cefalea durante la lettura, difficoltà nel mantenere a fuoco, perdita frequente del segno durante la lettura, necessità di chiudere un occhio o stanchezza sproporzionata nelle attività da vicino.
Questi sintomi possono avere molte cause e non indicano automaticamente un problema di convergenza.
Una valutazione permette però di verificare la gradazione e, quando necessario, anche il modo in cui i due occhi collaborano.
Analogamente, dolore importante, improvvisa riduzione della vista, forte arrossamento, marcata sensibilità alla luce o altri sintomi comparsi rapidamente non dovrebbero essere affrontati con esercizi oculari.
Per una panoramica dei segnali che meritano particolare attenzione puoi consultare malattie degli occhi più comuni: sintomi e segnali.
La ginnastica per gli occhi va quindi considerata in modo realistico. Le pause e alcuni semplici movimenti possono aiutare a interrompere il lavoro visivo continuo e a sentirsi meno affaticati. Gli esercizi prescritti possono inoltre avere una funzione precisa in alcuni disturbi della visione binoculare, come l’insufficienza di convergenza.
Questo non significa, però, che esista una serie universale di esercizi capace di migliorare la vista di tutti.
Quando esiste un vero problema visivo, il punto di partenza rimane capire quale funzione è alterata e scegliere di conseguenza la soluzione più adatta.

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